CU_sito_fb
Qual è lo stato dell’arte sul tema delle Corporate University (CU) in Italia? Non è facile fornire una risposta univoca, di certo però le CU rappresentano oggi un fenomeno emergente per le imprese che cercano un approccio più strategico e meno “tradizionale” alla gestione della formazione. Il People Management Competence Centre & Lab della LUISS Business School – in collaborazione con Amicucci Formazione – ha condotto una ricerca dal titolo “Tendenze nella Formazione e ruolo delle Corporate University” con l’obiettivo di mettere a confronto i modelli e le pratiche emergenti nella formazione nelle principali aziende italiane, analizzando in particolare il  ruolo delle Corporate University.

L’indagine ha previsto come strumento principale un questionario inviato ai responsabili delle strutture formative di 100 tra le principali organizzazioni italiane. Dai dati è emerso che la collocazione organizzativa delle realtà coinvolte segnala ancora qualche difficoltà nel riconoscere alle CU un ruolo strategico. Tra le funzioni analizzate dall’indagine, infatti, una sola riporta direttamente al vertice aziendale, mentre nelle altre prevale una collocazione alle dipendenze dell’HR e, in un numero limitato dei casi, della funzione Learning & Development.

Un quadro interessante emerge rispetto all’evoluzione delle strutture registrata negli ultimi cinque anni. Crescono le attività svolte dalle CU, ma non le risorse assegnate alla funzione, che rimangono invece stabili. Un dato che con molta probabilità segnala la presenza di strategie di internalizzazione delle attività formative con una duplice finalità: da un lato, l’insourcing di attività persegue l’obiettivo di razionalizzare i costi esterni della formazione in un periodo di crisi economica e di mercati instabili, dall’altro l’intento di ricercare una maggiore produttività delle risorse impiegate nelle strutture formative. Efficienza ma anche qualità delle competenze sembrerebbero essere i criteri che ispirano la creazione di un corpo docenti interno. Sostanzialmente tutte le aziende del campione hanno una Faculty interna i cui componenti sono individuati sulla base della segnalazione della Linea o della funzione HR. Nella maggior parte delle esperienze indagate è prevista un’offerta formativa dedicata alla Faculty, anche se meno della metà ha un albo docenti e solo un terzo ha formalizzato delle policy per la gestione della Faculty (es. impegno richiesto, modalità di convocazione).

Un ultimo aspetto di rilievo riguarda gli ambiti di attività che impegnano le CU.  Mentre la letteratura individua nello “span of scope”, ovvero l’ampiezza dei filoni in cui è attiva al di là della formazione, una caratteristica distintiva delle CU, i risultati della ricerca mostrano invece ancora una forte focalizzazione di queste strutture sulle attività di formazione e, tutt’al più, di sviluppo delle risorse umane. È vero però che le CU con  uno stadio di sviluppo organizzativo più avanzato sono impegnate anche in attività di ricerca, innovazione e di knowledge management.

L’indagine condotta dal Competence Centre conferma che il percorso di sviluppo delle Corporate University italiane è ben avviato, registrando anche un’indubbia accelerazione rispetto al passato, in virtù della consapevolezza che l’investimento nelle competenze rappresenta un fattore strategico di successo per le imprese. Come evidenziano i ricercatori della LUISS Business School “lungo il cammino che vede all’orizzonte un ruolo significativo per queste funzioni ci sono però ancora incertezze di direzione che tengono le nostre Academy aziendali ancora a distanza dalle più consolidate esperienze internazionali. Sono incertezze che rallentano il contributo strategico atteso che richiede leadership autorevoli e coraggiose capaci di rendere visibile tutto il valore da estrarre”. 

(Articolo a cura del People Management Competence Centre & Lab della LUISS Business School)

23/06/2017