Per la numero uno della divisione italiana di Nokia occorre una visione olistica della nuova tecnologia che è molto di più di un semplice collegamento radio. L’intervista a DigitEconomy.24, report del Sole 24 Ore – Radiocor e della Luiss Business School)

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Nokia, nonostante l’impatto del Covid-19 sull’economia, si aspetta «un boom globale di investimenti 5G nei prossimi tre anni» ma per investire efficacemente le risorse destinate alla nuova tecnologia è necessario puntare sulle competenze digitali. In caso contrario, afferma in un’intervista a DigitEconomy.24 (report del Sole 24 Ore-Radiocor e della Luiss Business School) Giuseppina Di Foggia, ceo e vicepresidente di Nokia Italia, «le risorse investite sarebbero del tutto inefficaci». Inoltre, per far funzionare Il ruolo di traino che la nuova tecnologia può rappresentare per l’economia, e destinare le risorse in modo appropriato ed efficiente, «occorre una visione olistica del 5G o, detto in altre parole, un’ottica end-to-end: il 5G – aggiunge Di Foggia – è più di un semplice collegamento radio e ogni parte dell’architettura di rete deve essere pronta per il 5G, con bassa latenza, elevata larghezza di banda e capacità di connettersi con miliardi di dispositivi».

Il 2021 si dice sarà l’anno del boom del 5G, ma le reti coprono una percentuale limitata della popolazione italiana. Qual è il vostro punto di vista?

Dalle nostre analisi della rivoluzione che sta avvenendo, il 5G si sta diffondendo più velocemente delle precedenti generazioni di reti mobili, quasi tre volte più rapidamente del 4G. E si prevede di raggiungere un miliardo di utenti globali in soli tre anni e mezzo. Alla fine del 2020, il 5G è già stato implementato in 45 Paesi, compresa l’Italia, in cui i principali operatori hanno lanciato campagne 5G a partire dallo scorso anno.Per gli operatori non si tratta solo di costruire e gestire le reti, quanto piuttosto di ridefinire il proprio ruolo: gli operatori potranno trainare l’intera filiera, abilitando nuovi casi d’uso per generare opportunità a valore aggiunto nei settori più vari: industria, trasporto, sanità, intrattenimento. L’accelerazione nell’implementazione delle reti andrà di pari passo con la quarta rivoluzione. Potremo avere esperienze immersive, dove la realtà virtuale ed aumentata metterà il pubblico al centro di eventi in modo più coinvolgente, robotica e automazione cloud, che rappresenta il futuro della produzione industriale, controllo remoto delle macchine, per un funzionamento a distanza più efficiente e sicuro di droni, gru e bracci robotici, veicoli connessi, che viaggeranno in modo più sicuro e veloce e più efficiente dal punto di vista energetico, eHealth che abiliterà la telemedicina, il supporto in tempo reale al trasferimento dei pazienti e la possibilità di erogare servizi medici in aree remote. In conclusione, il 5G è in rapida diffusione a livello globale e gli operatori hanno coscienza dell’importante ruolo che possono giocare. Quelli che si muovono per primi avranno un vantaggio iniziale, ma la corsa al 5G è una gara su lunga distanza dove alla fine vinceranno tutti.L’Italia si appresta ad aggiornare e ultimare il Pnrr in vista dei fondi europei.

Asstel ha già detto che gli investimenti per il 5G e per le reti in genere dovrebbero essere di almeno 10 miliardi. Secondo voi come si può meglio indirizzare le risorse per implementare la nuova tecnologia?

Per destinare le risorse in modo appropriato ed efficiente occorre una visione olistica del 5G o, detto in altre parole, un’ottica end-to-end: il 5G è più di un semplice collegamento radio e ogni parte dell’architettura di rete deve essere pronta per il 5G, con bassa latenza, elevata larghezza di banda e capacità di connettersi con miliardi di dispositivi. Un’architettura distribuita basata sul cloud è essenziale per ottenere un equilibrio tra economia di scala, agilità e bassa latenza. E infine, la sicurezza, che per Nokia è un fattore intrinseco della progettazione di rete, è richiesta ovunque e va gestita in modo proattivo, utilizzando l’intelligenza artificiale e l’automazione per rilevare, prevenire e risolvere i problemi.

Le risorse probabilmente non basteranno da sole se non si punterà anche sulle competenze digitali, comparto che vede l’Italia ai bassifondi della classifica Ue. Come si potrebbe ovviare a questa carenza?

Il tema delle competenze digitali mi sta particolarmente a cuore e non manco mai di sottolinearlo nei miei interventi pubblici. Lei afferma che le risorse probabilmente non basteranno senza le competenze digitali. Mi sento di dire che senza le competenze digitali le risorse investite sarebbero del tutto inefficaci. Molti dei lavori, come li conosciamo oggi, dovranno cambiare. Alcuni lavori scompariranno, altri saranno sostituiti, parecchie attività avranno standard qualitativi migliori. E la trasformazione digitale porterà anche alla creazione di nuovi tipi di lavoro. Tuttavia la velocità di sviluppo delle soluzioni tecnologiche e dei relativi modelli economici supera la velocità di apprendimento individuale. E’ necessario garantire pertanto percorsi di sviluppo per ogni lavoratore e per qualsiasi tipologia di lavoro, tramite formazione continua e non limitata ad alcuni periodi della vita lavorativa.Nokia vuole caratterizzarsi non solo come fornitore leader nella tecnologia, ma anche come protagonista dell’alfabetizzazione digitale della società: in Italia stiamo lavorando a programmi di diffusione delle competenze digitali, tramite programmi e collaborazioni con ministeri e università. A marzo lanceremo la “5G Academy”, il primo sviluppo concreto del Protocollo d’Intesa firmato con il Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica nell’agosto 2020, per favorire l’ampliamento delle competenze digitali specialistiche. Si tratta di un’iniziativa formativa unica in Italia, supportata da un prestigioso centro tecnologico universitario e da aziende partner leader di mercato. Inoltre, lavoriamo con le scuole superiori organizzando programmi di “alternanza scuola-lavoro” e per promuovere l’accesso agli indirizzi di studi Stem. Apriamo agli studenti le porte del nostro Innovation Hub a Vimercate per offrire un contatto diretto con le reti di prossima generazione (Xfuture).Attraverso la nostra organizzazione Nokia Edu forniamo, inoltre, corsi di formazione tecnici e di business a dipendenti, clienti, partner e fornitori per comprendere appieno il potenziale del 5G.

Quali, invece, i settori chiave dove il 5G vedrà le maggiori applicazioni e su Nokia punta?

Anche se il 5G ha molto da offrire ai consumatori, la vera promessa del 5G è nel suo potenziale perle imprese e l’ecosistema verticale in generale. Nokia Bell Labs, nel ‘The 5G Business Readiness Report’, ha valutato che le industrie abilitate al 5G possono guidare la crescita economica sostenibile e definire il prossimo decennio di innovazione. Il 5G permetterà a sistemi e veicoli di essere controllati a distanza, rendendo più sicure operazioni come l’estrazione mineraria e le ispezioni in ambienti a rischio (come nel caso di disastri naturali o in scenari post-bellici). Sarà la rete abilitante per le infrastrutture cittadine adattive (si pensi ai sistemi stradali che deviano automaticamente il traffico se c’è un incidente, o quando i livelli di inquinamento dell’aria raggiungono un livello critico). Nella sanità, permetterà ai medici di condurre diagnosi da remoto e interventi chirurgici a distanza.Nel settore manifatturiero, implementazioni di reti private come quella della nostra “fabbrica del futuro” a Oulu, in Finlandia, stanno già mostrando come le reti 5G permetteranno ai robot di interagire e all’analisi video intelligente di monitorare le operazioni 24 ore su 24, 7 giorni su 7.Nonostante le sfide economiche causate dal Covid-19, ci aspettiamo un boom globale di investimenti 5G nei prossimi tre anni. Infatti, il 72% delle grandi aziende prevede di investire nel 5G nei prossimi 5 anni, mentre un terzo teme di essere superato dalla concorrenza se non dovesse investire entro i prossimi 3 anni. Nokia fornisce la tecnologia abilitante per realizzare questi piani di sviluppo.

A settembre avete annunciato l’apertura di una nuova sede per mostrare tutte le innovazioni tecnologiche in un demo center. A che punto è questo progetto?

Il progetto prosegue nonostante le inevitabili difficoltà derivanti dalla situazione pandemica. Dal momento che, per questioni di sicurezza, stiamo mantenendo un regime prevalente di smart working, abbiamo approfittato di questo periodo per lavorare ulteriormente alle innovazioni che mostreremo nella nuova sede, non appena le condizioni lo consentiranno. Nel frattempo, proseguono le visite, sempre in condizioni di massima sicurezza, al campus di Vimercate, sede della nostra Ricerca e sviluppo di reti ottiche, microwave e analytics, del centro di Formazione Nokia Edu e dell’Innovation Hub Da Vinci.

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20/2/2021