Il fondatore e AD della società di produzione, acquisizione e commercializzazione dei diritti di film, Guglielmo Marchetti, ne parla a SustainEconomy.24, il report Luiss Business School e Il Sole 24 Ore Radiocor

2021_SustainEconomy24_Marchetti_fb

 

La pandemia da Covid ha messo a dura prova il settore della produzione e distribuzione cinematografica ma alcune scelte hanno aiutato. Guglielmo Marchetti, fondatore, presidente e ad di Notorious Pictures, in una intervista a SustainEconomy.24, report di Luiss Business School e Il Sole 24 Ore Radiocor si dice ottimista sull’anno appena iniziato e sul ritorno nelle sale a patto di fare scelte eco-sostenibili.

Si è chiuso un anno complicato per tutti e per il vostro settore. Avete dovuto fare delle scelte diverse. Notorious Pictures è attiva in tre macroaree, la produzione, la distribuzione e la gestione delle sale cinematografiche. Partiamo dalla produzione, cosa è cambiato?

«In ognuna delle nostre aree di business l’impatto è stato differente. Per la produzione il 2020 è stato un anno in cui non ci siamo fermati, almeno dal punto di vista creativo, vale a dire in tutto quello che chiamiamo lo sviluppo e l’individuare progetti e sceneggiature idonei ad essere prodotti come film o serie televisive. Per essere pronti ad entrare in produzione appena possibile. E così è stato: dopo i mesi di lockdown, appena varati i protocolli sanitari idonei alla produzione di opere cinematografiche, i set hanno ricominciato a partire e abbiamo rimesso in moto la macchina e ricominciato a girare. Siamo ripartiti a fine anno con la produzione vera e propria e abbiamo seminato molto per raccogliere nel 2021. Proprio in questi giorni siamo su due set e nei mesi a venire ci saranno film e serie televisive. Certo i ricavi del 2020 hanno avuto un impatto ma possiamo dire di non esserci bloccati»

Invece per quanto riguarda la distribuzione? La pandemia ha favorito alcuni media?

«Qui dobbiamo fare un distinguo sul fronte dei media dal momento che la distribuzione è in varie modalità, dai cinema passando per l’home video, la pay per view e gli over the top. Ovviamente, a cinema chiusi, la distribuzione theatrical si è completamente fermata e in un paio di mesi di riapertura siamo riusciti a distribuire tre film ma, ad oggi, le sale sono ancora chiuse. Parliamo di un business che ha perso oltre l’80% nel 2020 rispetto all’anno prima. In parallelo per tutto ciò che riguarda la commercializzazione della nostra library, che comprende ormai oltre mille film, abbiamo valorizzato al meglio i nostri contenuti. Per il fatto di essere tutti a casa e in lockdown, tutte le piattaforme come Netflix, Amazon e Disney hanno registrato un balzo di abbonamenti di oltre il 20% e la richiesta di contenuti è stata molto importante. E noi siamo riusciti ad approfittarne. Più in generale abbiamo messo in campo, da subito, una serie di azioni che sono andate, innanzitutto a tutelare la salute dei dipendenti, e, in parallelo, abbiamo avviato anche tutte le azioni propedeutiche alla salvaguardia del patrimonio aziendale e a tenere sotto controllo i costi».

Per il nuovo anno, il 2021, cosa vi aspettate?

«Siamo particolarmente ottimisti anche se la variabile fondamentale entrata in gioco è quella dei vaccini che cambiano il panorama in maniera significativa. Il virus circola ancora ma abbiamo un’arma rappresentata dal vaccino che ci può consentire di tornare ad una vita normale. Alcuni cambiamenti non ci faranno tornare indietro ma intravediamo, anche nel cambiamento, delle opportunità. Crediamo che la sala cinematografica continuerà ad essere centrale nel tempo libero e nell’intrattenimento delle persone e, soprattutto, crediamo che sarà importante che le sale vadano nella direzione di essere luoghi accoglienti ed offrire delle vere e proprie esperienze».

A tale proposito voi avete creato Notorious Cinemas per la gestione di multisale pensando a sale innovative ed ecosostenibili. Saranno il futuro?

«Mi viene da dire che la Notorious Cinema, in tempi non sospetti è stata un precursore. Abbiamo visto che gli over the top crescono e sono apparentemente una minaccia ma la sala cinematografica riesce a dare emozioni in più rispetto ad una tv in un appartamento. E io credo profondamente che la sala continuerà ad essere un luogo frequentato; ma deve guardare al consumatore finale e garantire audio-video di qualità, comfort delle poltrone, pulizia, offerta di food & beverage e opportunità di intrattenimento oltre il mero film. Noi lo avevamo immaginato che si andava in questa direzione e i nostri tre multisala a brand ‘The Experience’ sono stati costruiti con una grande attenzione verso l’ecosostenibilità con l’utilizzo di energie rinnovabili e materiali a basso impatto ambientale e riciclabili. Continueremo ad investire in questa direzione, riteniamo che ci saranno opportunità da cogliere e far sì che il piano varato – con l’obiettivo di aprire 20 multisale in 5 anni, al 2023 – riprenda il suo percorso . Ovviamente il 2020 si è fermato ma abbiamo mantenuto le antenne alzate anche rispetto alla crescita di questa attività e speriamo che, appena le condizioni della pandemia ci riporteranno alla normalità, potremo cavalcare lo sviluppo e la crescita. Il nostro target ha registrato una frenata ma non escludiamo che si possa ancora raggiungere o slittare al 2024. Ma vogliamo raggiungere gli obiettivi perché riteniamo che il mercato degli esercizi darà soddisfazione ad operatori che vogliono cavalcare il cambiamento».

A livello di settore, si discute tanto di quelle che possono essere le risorse e le misure da mettere in atto, c’è qualcosa da privilegiare?

«Nel 2020 il Mibac ha messo in campo diversi ammortizzatori sociali e ristori che sono stati di grande aiuto all’intera filiera e noi ne abbiamo beneficiato per mitigare l’effetto della pandemia. Per il 2021, e andrei anche oltre, è necessario rimanere su questa linea d’onda e fare in modo che le iniziative messe in campo – e mi riferisco in particolare al tax credit – si trasformino in misure strutturali e confermate nel tempo. E per la distribuzione, quando torneremo nelle sale, è di fondamentale importanza mettere in campo una serie di azioni di comunicazione e promozione che renda consapevole il consumatore finale che le sale sono sicure. Per continuare ad essere competitivi sul panorama nazionale e internazionale il tax credit incrementale già confermato per il 2021 è importante venga considerato strutturale, con una visione di medio-lungo termine per permettere all’industria di fare piani industriali avendo delle certezze».

SFOGLIA IL REPORT COMPLETO

12/2/2021