welfare | Luiss Business School - School of Management
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20 Ottobre 2021

La spesa sanitaria come investimento

Ripensare la sanità non più come un costo, ma come un investimento volto a rafforzare l'uso della tecnologia, per migliorare la prevenzione, la diagnosi precoce e il trattamento delle malattie. Ne discuteremo il 26 ottobre durante il webinar organizzato dall’Osservatorio Welfare Luiss Business School, in collaborazione con #VITA (Valore e Innovazione delle Terapie Avanzate). Iscriviti!  Un confronto tra rappresentanti delle istituzioni, dell'università e della società civile, per discutere su un nuovo approccio alla spesa sanitaria, con particolare riferimento alle terapie avanzate. In un contesto come quello attuale in cui accedere a cure innovative è sempre più centrale per un numero crescente di pazienti, è fondamentale ripensare le regole contabili alla base dei sistemi sanitari, nell'ottica di una prospettiva sociale più ampia e per una nuova sostenibilità economica.  AGENDA  16:45 Registrazione e welcome coffee 17:00 Saluti istituzionaliMatteo Caroli, Associate Dean for Internationalization, Luiss Business SchoolAnnamaria Parente, Presidente Commissione Igiene e sanità, Senato della RepubblicaGiovanni Leonardi, Segretario generale, Ministero della Salute 17:30   Tavola Rotonda: Gli investimenti in sanitàCoordina Enzo Peruffo, Associate Dean for Education, Luiss Business SchoolIntervengono:Americo Cicchetti, Direttore, ALTEMS - Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi SanitariAnna Lisa Mandorino, Segretaria generale, CittadinanzattivaMauro Marè, Direttore Osservatorio sul Welfare, Luiss Business SchoolNarciso Mostarda, Commissario straordinario, ASL Roma 6*Fabio Pammolli, Professore ordinario Economia e Management, Politecnico di Milano 18:30   Tavola Rotonda: Le regole contabili e le ATMP come spese di investimentoCoordina Mauro Marè, Direttore Osservatorio sul Welfare, Luiss Business SchoolIntervengono:Giorgio Alleva, Professore ordinario Scienze Statistiche, Università La Sapienza di RomaOn. Vanessa Cattoi, Membro Commissione bilancio, Camera dei DeputatiRenato Loiero, Direttore Servizio bilancio, Senato della RepubblicaOn. Daniele Manca, Membro Commissione bilancio, Senato della Repubblica 19:00   ConclusioniGiuliano Amato, Vice Presidente, Corte Costituzionale *tbc Il webinar è gratuito, per partecipare è necessaria la registrazione. REGISTRATI 20/10/2021  

17 Giugno 2021

Il sistema di welfare italiano alla prova della pandemia

Come sono cambiate le percezioni e le preoccupazioni dei lavoratori italiani nei confronti della previdenza e della sanità Indagine Campionaria 2021 Mefop e Osservatorio sul Welfare di Luiss Business School La pandemia da Covid-19, esplosa violentemente lo scorso anno, ha posto fortemente sotto pressione i sistemi di welfare, chiamati a rispondere a bisogni sempre più urgenti, in un contesto di progressivo allargamento delle disuguaglianze economiche e sociali. Come sono cambiate le percezioni dei lavoratori italiani nei confronti della previdenza e della sanità? Quali aspettative hanno maturato riguardo la capacità dei sistemi di welfare di far fronte alle loro necessità? A partire dai risultati della recente indagine, condotta da Mefop e dall’Osservatorio sul Welfare di Luiss Business School alla fine del mese di febbraio su un campione rappresentativo dei lavoratori italiani, il seminario intende offrire l’occasione di un proficuo momento di confronto tra gli operatori del settore sulle prospettive del sistema italiano di welfare. Il seminario si terrà in streaming ed è gratuito. Per partecipare è necessario registrarsi compilando il form di iscrizione. AGENDA 14:30 Saluti inizialiLuigi Ballanti, Direttore Generale MefopPaolo Boccardelli, Direttore Luiss Business School 14:40 - 15:20 I risultati dell’indagine campionaria Mauro Marè, Presidente Mefop e Direttore Osservatorio sul WelfareLuca Di Gialleonardo, Area Economia e finanza MefopAntonello Motroni, Area Economia e finanza MefopFrancesco Porcelli, Professore Associato di Economia Politica Università degli Studi di Bari Aldo Moro 15:20 - 15:40Giorgio Alleva, Professore ordinario di Statistica Università La Sapienza di RomaMario Padula, Presidente Covip 15:40 - 16:10 Tavola rotonda con gli operatori del settore  Maurizio Agazzi, Direttore Fondo pensione CometaMario Bernardinelli, Direttore Fondo Sanitario Integrativo del Gruppo Intesa SanpaoloMichele Proietti, Direttore Cassa Forense 16:10 – 16:25 Discussione 16:25 - 16:30 Conclusioni REGISTRATI 17/6/2021

29 Aprile 2021

Formazione perenne: il nuovo welfare ricomincia da qui

Il futuro di ogni impresa sono i talenti: per attrarli si deve puntare sulla creatività e promettere più benessere aziendale. L'intervista al Direttore Luiss Business School Paolo Boccardelli su Il Messaggero Sembra una contraddizione. Nel tempo della rivoluzione tecnologica e digitale nelle organizzazioni del lavoro si continua a ripetere come un mantra la “centralità delle risorse umane”. Cercare punti di incrocio tra le contraddizioni è sempre più urgente in un mondo caratterizzato da un cambiamento veloce e forsennato. “Cambia tutto. Cambiano i modelli di consumo, cambiano le organizzazioni del lavoro, cambiano i bisogni delle aziende e dei lavoratori. E dopo il Covid tutto si è fatto più rapido, più accelerato”. Paolo Boccardelli è Direttore della Luiss Business School (che ha dato vita, tra l’altro, poche settimane fa all’Osservatorio sul Welfare), è Ordinario di Economia e Management e Strategie d’Impresa, alla Luiss Guido Carli. Membro del cda di Tim. Un osservatore privilegiato delle imprese che camminano verso quella nuova normalità che segnerà il futuro del Paese e delle nostre abitudini di vita e di lavoro. La traumatica esperienza della pandemia ci lascia più fragili e più digitali. Evocare la centralità del “capitale umano”, in questa fase, è un modo per darci sollievo, magari per sopportare meglio la transizione, o vuol dire qualcosa d’altro. Innanzitutto, dobbiamo dirci che non stiamo parlando di un futuro prossimo venturo. Ma di un presente che è già qui. Il cambiamento verso la digitalizzazione era già in corso. Ma in un anno è accaduto quello che ci saremmo potuti attendere in cinque-dieci anni di “normalità”. L’utilizzo dei canali digitali ha cambiato la nostra abitudine all’acquisto, non solo sulle piattaforme più affermate. È radicalmente mutato il nostro rapporto con lo sportello bancario. Ma anche il divertimento – dal consumo di sport o di film in tv o su altri device – si è fatto nuovo, ha generato nuovi prodotti. Ma è proprio questa trasformazione che impone la centralità delle risorse umane nelle organizzazioni del lavoro. Non sembra una contraddizione? Solo all’apparenza. È vero che almeno il 30% del 70% del lavoro che conosciamo oggi è automatizzabile. Un recente rapporto di McKinsey sostiene che almeno il 10% di tutte le occupazioni che conosciamo è totalmente eseguibile dalle macchine, dai robot all’Intelligenza artificiale. Ma le macchine non tolgono lavoro, lo cambiano. Così come cambiano le imprese. Oggi parliamo di imprese-piattaforma, dove il valore aggiunto non è solo quello della transazione economica, e il driver non è dato più solo dalle economie di scala: il nuovo centro del business è la valorizzazione delle reti che insistono nell’ecosistema dell’impresa, fatto dai consumatori e dai fornitori, da chi valorizza e profila i contatti, da chi investe sui big data che si generano. Volevo partire dallo smart working, ma così siamo già molto più lontani. Non si tratta forse di un orizzonte che riguarda solo una élite, una parte privilegiata di imprese e di lavoratori? Chi è fuori dall’innovazione è fuori dal business. Vale per le imprese e vale per i lavoratori. La creatività è fondamentale, le competenze devono essere aggiornate continuamente. E la formazione deve essere riorientata all’apprendimento non delle funzioni ripetitive, ma alla capacità di generare innovazione e di gestire le novità. Sono i talenti che faranno la differenza. E l’azienda deve essere attrattiva per i talenti. Vogliamo fermarci un attimo sullo smart working? È un fattore che sta cambiando le organizzazioni del lavoro e anche i bisogni dei lavoratori. Torniamo alla centralità del capitale umano. Proprio in forza di questo cambiamento impetuoso le aziende devono dotarsi di competenze nuove, di cui oggi non dispongono. Lo stesso vale a livello organizzativo. Con un’attenzione in più. Lo smart working, se da un lato offre soluzioni capaci di contribuire alla valorizzazione delle professionalità, con impatti anche molto positivi sulla produttività, se mal orientato potrebbe essere l’anticamera dell’outsourcing. E l’outsourcing il preludio per una contrazione del lavoro. Qui si deve giocare la partita decisiva della formazione, dell’assistenza all’employability. L’occupabilità – la parola in italiano forse non rende tutto il concetto - deve essere l’obiettivo di ogni nuova azione di riorganizzazione del lavoro, affinchè obiettivi di business e benessere del lavoratore possano essere convogliati nella medesima direzione. La preoccupazione è chiara, ed è giusto esplicitarla, per evitare i cori dei corifei dello smart working. Ma a questo punto renderei esplicito anche il riferimento al welfare, al nuovo welfare che deve affermarsi nel tempo del “new normal”. Il tema della formazione resta fondamentale anche con riferimento al concetto di welfare. Credo che addirittura ci si dovrebbe porre l’obiettivo di introdurre il diritto alla formazione “eterna” a livello costituzionale. Non solo l’istruzione di base, ma c’è una necessità – per questo azzardo il diritto costituzionale – di assicurarsi una formazione senza fine. In Olanda una quota della fiscalità derivante dal lavoro è destinata alla formazione continua obbligatoria. La formazione non deve rivolgersi a fare cose ripetitive, ma a creare lavoro creativo. Una volta il bravo operaio in una fabbrica conservava un approccio artigianale, assicurava il miglior rendimento dei macchinari attivi. Lo stesso approccio deve essere conservato nell’era della digitalizzazione. Chi lavora bene deve ottimizzare il lavoro delle macchine, non sostituirsi a loro. Il tema è il valore che si genera con il lavoro. Il welfare del futuro è fatto più di formazione che di assistenza? No. È fatto di formazione e anche di assistenza. Sarà un welfare attivo. Meno protezione e più proattività? Non mi appassiona lo scambio tra un “meno” e un “più”. Ci vuole sicuramente una partecipazione attiva anche ai processi di protezione sociale. Così come nei percorsi di formazione, che sono welfare a tutti gli effetti. L’azienda deve essere talmente responsabile da assicurare l’accesso a tutta la formazione utile anche se non specifica. Welfare è anche offrire formazione nell’educazione finanziaria. Se mi occupo del benessere dei miei dipendenti e dei loro familiari come cittadini, devo allargare l’orizzonte della protezione e del benessere. Asilo nido? Sì, certo. Asili nido, polizze sanitarie, previdenza integrativa, ma anche sostegno a una maggiore consapevolezza del tempo in cui si vive. Il welfare aziendale diventa anche un esercizio di engagement necessario, proprio quando in azienda si rischia una polverizzazione dei rapporti e delle relazioni. La centralità del capitale umano vuol dire anche un nuovo ruolo delle direzioni delle Risorse umane in azienda? E’ destinato a cambiare il ruolo e il peso specifico dei direttori HR nei board aziendali? Dovrebbe. Ma non sarei così ottimista. Non vorrei che si ripetesse la retorica dei giovani. Da anni sentiamo parlare di dare più spazio ai giovani, ma ne ho visto poco. Lo stesso dicasi per il ruolo degli Hr nei board. E aggiungo: non so quanto peso abbiano i temi legati al capitale umano nei board aziendali. Credo che le strategie da adottare nella gestione delle risorse umane siano trattate pochissimo. Il piano industriale è fatto di numeri. E quando si parla di risorse umane si finisce per parlare di fte (full time equivalent, ndr), cioè di tagli da fare per fare efficientamento. Intendiamoci, ci sono eccezioni importanti e autorevoli. Ma non mi illuderei sul cambio di cultura generale. Ci vuole tempo. La Luiss Business School ha dato vita poche settimane fa all’Osservatorio del Welfare, affidandolo alla direzione di Mauro Maré. Quali obiettivi vi ponete? L’Osservatorio nasce con l’idea che il welfare è qualcosa così trasversale nella vita delle persone, delle organizzazioni e delle istituzioni. Deve diventare centrale nella politica di tutti. Ci serve conoscere i trend. I sistemi di welfare attuali sono progettati su una società che non esiste più. In termini demografici, previdenziali, sanitari, formativi… La società cambia radicalmente e velocemente. Vogliamo offrire un punto di vista attento, accademico, di ricerca per valutare gli incroci tra pubblico, privato e Terzo settore. LEGGI L'ARTICOLO SU IL MESSAGGERO  29/4/2021

08 Febbraio 2021

Il Welfare del futuro, dopo la pandemia

In un Paese stretto fra rivoluzione digitale e sanitaria, come sviluppare un welfare che sappia garantire crescita e sostenibilità? Con questo obiettivo, Luiss Business School promuove un Osservatorio sul Welfare: non mancare al webinar di inaugurazione giovedì 18 febbraio alle 17:30. Seguire in modo costante uno dei settori chiave del prossimo futuro per la sostenibilità economica e sociale dei vari Paesi: con questo obiettivo, Luiss Business School promuove un Osservatorio sul Welfare. L’iniziativa verrà presentata il prossimo 18 febbraio alle 17.30 nel corso di un webinar cui interverranno Marina Calderone, Presidente Consiglio Nazionale Ordine Consulenti del Lavoro, Maria Bianca Farina, Presidente Poste Italiane, Pier Carlo Padoan, Presidente designato UniCredit, e Roberto Pessi, Prorettore Università Luiss Guido Carli. Introdurrà i lavori Luigi Abete, Presidente Luiss Business School. L’Osservatorio sul Welfare e i principali temi di ricerca verranno presentati da Paolo Boccardelli, Direttore Luiss Business School, e da Mauro Marè, Direttore dell’Osservatorio sul Welfare, Luiss Business School. Le conclusioni sono affidate a Giuliano Amato, Giudice della Corte Costituzionale. In un Paese stretto fra rivoluzione digitale e rivoluzione sanitaria, il webinar affronterà le tematiche connesse al nuovo welfare, dopo la pandemia in atto. AGENDA Ore 17:30 Saluti e introduzione Luigi Abete, Presidente Luiss Business School Presentazione Osservatorio sul Welfare Paolo Boccardelli, Direttore Luiss Business School Mauro Marè, Direttore Osservatorio Welfare (OW), Luiss Business School Interventi e discussione Marina Calderone, Presidente Consiglio Nazionale Ordine Consulenti del Lavoro Maria Bianca Farina, Presidente Poste Italiane Pier Carlo Padoan, Presidente designato UniCredit Roberto Pessi, Prorettore Università Luiss Guido Carli Ore 19:00 Conclusioni Giuliano Amato, Giudice della Corte Costituzionale Il webinar è gratuito, per partecipare è necessaria la registrazione. REGISTRATI  8/2/2021