News & Eventi | Luiss Business School - School of Management
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30

Set

Open Evening Executive e MBA Luiss Business School

L'Open Evening Executive e MBA è l’evento di orientamento dei programmi executive della Luiss Business School, disegnati per favorire lo sviluppo professionale, personale o aziendale. La Luiss Business School, attraverso una formazione moderna e d’eccellenza, offre programmi formativi di diversa natura e tipologia dedicati a professionisti, imprenditori e manager che desiderano acquisire competenze senza rinunciare agli impegni lavorativi e familiari. L’Open Evening Executive e MBA si svolgerà presso gli hub Luiss Business School di Roma, Milano e Belluno. QUANDO E DOVE Milano 22 settembre 2021 – Milano Luiss Hub, Via Massimo D’Azeglio 3, 20154 Milano.Roma 27 settembre 2021 - Luiss Business School, Campus Villa Blanc, Via Nomentana 216, 00162 Roma.Belluno 30 settembre 2021 – Hub Veneto delle Dolomiti, Palazzo Bembo, Via Loreto 34, 32100 Belluno. Gli eventi sono gratuiti e si svolgeranno dalle ore 18:00 alle ore 20:00. Nel rispetto delle normative di sicurezza Covid per accedere all'evento è richiesta la certificazione Verde (green pass) e verranno assegnate fasce orarie con ingressi contingentati. La registrazione è necessaria. REGISTRATI Scopri i programmi Executive Scopri i programmi MBA Nella tutela di tutti i partecipanti si ricorda che durante tutta la durata degli eventi resta fermo l’obbligo di indossare la mascherina. All’ingresso delle sedi, il personale provvederà alla misurazione della temperatura e saranno disponibili punti per l’igienizzazione delle mani.

30

Set

Open Day Master Milano e Belluno

L'Open Day Master è l’occasione per scoprire tutto sui Master di I livello della Luiss Business School dedicati a laureandi e neolaureati: il processo di selezione e ammissione, le agevolazioni finanziarie e le borse di studio, i servizi di supporto alla carriera, gli sbocchi professionali e l’esperienza internazionale. Durante l’Open Day troverai le risposte a tutte le domande relative al master di tuo interesse o, se non hai ben chiaro quale programma fa al caso tuo, verrai guidato nella ricerca del Master in linea con le tue aspirazioni e attitudini. Gli Open Day Master si svolgeranno presso gli hub Luiss Business School di Milano e Belluno. Fai il primo passo verso la tua carriera e registrati subito all’evento. QUANDO E DOVE Milano 22 settembre 2021 – Milano Luiss Hub, Via Massimo D’Azeglio 3, 20154 Milano.Belluno 30 settembre 2021 – Hub Veneto delle Dolomiti, Palazzo Bembo, Via Loreto 34, 32100 Belluno. Gli eventi sono gratuiti e si svolgeranno dalle ore 15:00 alle ore 17:00. Nel rispetto delle normative di sicurezza Covid per accedere all'evento è richiesta la certificazione Verde (green pass) e verranno assegnate fasce orarie con ingressi contingentati. La registrazione è necessaria. Scopri i Master offerti presso l’Hub di Milano Scopri i Master offerti presso l’Hub di Belluno Registrati Nella tutela di tutti i partecipanti all’Open Day si ricorda che durante tutta la durata resta fermo l’obbligo di indossare la mascherina. All’ingresso presso la sede il personale provvederà alla misurazione della temperatura e saranno disponibili punti per l’igienizzazione delle mani.

29

Set

Flex Executive Programme Supply Chain Management – Webinar

Il 29 settembre dalle ore 18.30 sino alle ore 19.30 sarà possibile partecipare al Webinar di presentazione della seconda edizione del Flex Executive Programme in Supply Chain Management, il programma 90% in distance learning in partenza il 3 novembre 2021, progettato con l’obiettivo di sviluppare nei partecipanti una visione globale della Supply Chain, partendo dalla definizione degli obiettivi strategici fino alla sua attuazione tattica e operativa.  Il tema del Webinar: Forget finance! La sostenibilità si fa con le operations Durante l'evento digitale, in risposta alla provocazione di Bloomberg US, verrà approfondito il tema della Supply Chain in ottica circolare nel post-covid. Gli Speaker Lorenza Morandini, Adjunct Professor di Supply Chain e Innovation – Luiss Business School Luca Testa, Partner The Boston Consulting Group, Operations Partecipanti e relatori potranno interagire attivamente sulle tematiche emerse durante la sessione finale di Q&A.   Per partecipare all’evento è necessaria la registrazione. REGISTRAZIONE

27

Set

Open Evening Executive e MBA Luiss Business School

L'Open Evening Executive e MBA è l’evento di orientamento dei programmi executive della Luiss Business School, disegnati per favorire lo sviluppo professionale, personale o aziendale. La Luiss Business School, attraverso una formazione moderna e d’eccellenza, offre programmi formativi di diversa natura e tipologia dedicati a professionisti, imprenditori e manager che desiderano acquisire competenze senza rinunciare agli impegni lavorativi e familiari. L’Open Evening Executive e MBA si svolgerà presso gli hub Luiss Business School di Roma, Milano e Belluno. QUANDO E DOVE Milano 22 settembre 2021 – Milano Luiss Hub, Via Massimo D’Azeglio 3, 20154 Milano.Roma 27 settembre 2021 - Luiss Business School, Campus Villa Blanc, Via Nomentana 216, 00162 Roma.Belluno 30 settembre 2021 – Hub Veneto delle Dolomiti, Palazzo Bembo, Via Loreto 34, 32100 Belluno. Gli eventi sono gratuiti e si svolgeranno dalle ore 18:00 alle ore 20:00. Nel rispetto delle normative di sicurezza Covid per accedere all'evento è richiesta la certificazione Verde (green pass) e verranno assegnate fasce orarie con ingressi contingentati. La registrazione è necessaria. REGISTRATI Scopri i programmi Executive Scopri i programmi MBA Nella tutela di tutti i partecipanti si ricorda che durante tutta la durata degli eventi resta fermo l’obbligo di indossare la mascherina. All’ingresso delle sedi, il personale provvederà alla misurazione della temperatura e saranno disponibili punti per l’igienizzazione delle mani.

22

Set

Open Evening Executive e MBA Luiss Business School

L'Open Evening Executive e MBA è l’evento di orientamento dei programmi executive della Luiss Business School, disegnati per favorire lo sviluppo professionale, personale o aziendale. La Luiss Business School, attraverso una formazione moderna e d’eccellenza, offre programmi formativi di diversa natura e tipologia dedicati a professionisti, imprenditori e manager che desiderano acquisire competenze senza rinunciare agli impegni lavorativi e familiari. L’Open Evening Executive e MBA si svolgerà presso gli hub Luiss Business School di Roma, Milano e Belluno. QUANDO E DOVE Milano 22 settembre 2021 – Milano Luiss Hub, Via Massimo D’Azeglio 3, 20154 Milano.Roma 27 settembre 2021 - Luiss Business School, Campus Villa Blanc, Via Nomentana 216, 00162 Roma.Belluno 30 settembre 2021 – Hub Veneto delle Dolomiti, Palazzo Bembo, Via Loreto 34, 32100 Belluno. Gli eventi sono gratuiti e si svolgeranno dalle ore 18:00 alle ore 20:00. Nel rispetto delle normative di sicurezza Covid per accedere all'evento è richiesta la certificazione Verde (green pass) e verranno assegnate fasce orarie con ingressi contingentati. La registrazione è necessaria. REGISTRATI Scopri i programmi Executive Scopri i programmi MBA Nella tutela di tutti i partecipanti si ricorda che durante tutta la durata degli eventi resta fermo l’obbligo di indossare la mascherina. All’ingresso delle sedi, il personale provvederà alla misurazione della temperatura e saranno disponibili punti per l’igienizzazione delle mani.

22

Set

Open Day Master Milano e Belluno

L'Open Day Master è l’occasione per scoprire tutto sui Master di I livello della Luiss Business School dedicati a laureandi e neolaureati: il processo di selezione e ammissione, le agevolazioni finanziarie e le borse di studio, i servizi di supporto alla carriera, gli sbocchi professionali e l’esperienza internazionale. Durante l’Open Day troverai le risposte a tutte le domande relative al master di tuo interesse o, se non hai ben chiaro quale programma fa al caso tuo, verrai guidato nella ricerca del Master in linea con le tue aspirazioni e attitudini. Gli Open Day Master si svolgeranno presso gli hub Luiss Business School di Milano e Belluno. Fai il primo passo verso la tua carriera e registrati subito all’evento. QUANDO E DOVE Milano 22 settembre 2021 – Milano Luiss Hub, Via Massimo D’Azeglio 3, 20154 Milano.Belluno 30 settembre 2021 – Hub Veneto delle Dolomiti, Palazzo Bembo, Via Loreto 34, 32100 Belluno. Gli eventi sono gratuiti e si svolgeranno dalle ore 15:00 alle ore 17:00. Nel rispetto delle normative di sicurezza Covid per accedere all'evento è richiesta la certificazione Verde (green pass) e verranno assegnate fasce orarie con ingressi contingentati. La registrazione è necessaria. Scopri i Master offerti presso l’Hub di Milano Scopri i Master offerti presso l’Hub di Belluno Registrati Nella tutela di tutti i partecipanti all’Open Day si ricorda che durante tutta la durata resta fermo l’obbligo di indossare la mascherina. All’ingresso presso la sede il personale provvederà alla misurazione della temperatura e saranno disponibili punti per l’igienizzazione delle mani.

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Copasir: «Su dati e rete a banda larga va definita la strategia nazionale»

24 Settembre 2021

DigitEconomy.24
Copasir: «Su dati e rete a banda larga va definita la strategia nazionale»

Parla il presidente Adolfo Urso a DigitEconomy.24 di Luiss Business School e Il Sole 24 Ore. «Nelle prossime settimane audiremo Baldoni, il direttore dell'Agenzia per la cybersicurezza» Sulla cybersicurezza, uno dei grandi problemi che si porranno a livello globale, «dobbiamo fare in fretta e fare bene». È la posizione di Adolfo Urso, presidente del Copasir, alla luce dell'evoluzione delle tecnologie e dell'esigenza di tutela dei dati dagli attacchi informatici. Proprio nel campo dei dati, «si ridisegneranno gli assetti globali». Il cloud nazionale, la strategia sulla rete a banda larga, «che va definita», le interconnessioni attraverso i cavi marittimi nel Mediterraneo, lo sviluppo tecnologico e produttivo sui chip e sui semiconduttori, le batterie elettriche e ovviamente sulla intelligenza artificiale «sono – sottolinea Urso con DigitEconomy.24, report del Sole 24 Ore e della Luiss Business School - elementi importanti di quella che deve essere una chiara e definita strategia nazionale, condivisa con i nostri partner europei e atlantici». E proprio sul progetto di cloud nazionale e sui problemi di sicurezza che si profilano, il Copasir, annuncia il presidente, audirà il neodirettore dell'Agenzia per la Cybersicurezza, Roberto Baldoni. Intanto, in occasione dell'assemblea di Confindustria, lo stesso presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha ribadito la strategicità del progetto nazioanle per il cloud, affermando che si aspettano le offerte (la scadenza attesa è entro fine mese, ndr) e il contributo dei privati sarà importante.  Ad agosto è stata approvata la legge sulla cybersicurezza che prevede anche la nascita dell'Agenzia ad hoc. Si può dire che l'Italia ha oggi uno scudo sufficiente per proteggersi dagli attacchi? L' agenzia sta muovendo i primi passi e mi auguro che possa presto essere in piena attività. La sua realizzazione giunge con qualche anno di ritardo rispetto ad altri Paesi europei, anche se nel frattempo, grazie proprio alla attività, che potremmo definire di supplenza, della intelligence e all'impulso del Copasir sono stati realizzati altri tasselli importanti, per esempio il perimetro di sicurezza nazionale. Il ministro dell'Innovazione tecnologica, Vittorio Colao, qualche settimana fa evidenziava come il 95% della Pa non fosse ancora in condizione di proteggere i propri dati, come è emerso in modo eclatante nel caso dell'hackeraggio che ha colpito la Regione Lazio, così come ospedali e aziende strategiche. E i dati sull'aumento esponenziale dei crimini informatici purtroppo lo dimostrano. Dobbiamo fare in fretta e fare bene, consapevoli dei rischi e delle potenzialità. Questo è il campo in cui si ridisegnano i nuovi assetti globali, la competitività dell'intero sistema Paese, non solo la protezione dei nostri dati che ne è il presupposto. Il cloud nazionale, la rete a banda larga e le interconnessioni attraverso i cavi marittimi nel Mediterraneo, ma anche lo sviluppo tecnologico e produttivo sui chip e sui semiconduttori, sulle batterie elettriche e ovviamente sulla intelligenza artificiale sono elementi importanti di quella che deve essere una chiara e definita strategia nazionale, condivisa con i nostri partner europei e atlantici. Nei piani del Governo c'è il lancio del cloud nazionale della Pa che conterrà anche vari dati sensibili. Sono previsti sistemi di crittografia che dovrebbero proteggere i dati, a seconda anche della loro tipologia. È un sistema sicuro? Avete in programma altre audizioni su questi temi? Nelle prossime settimane audiremo il direttore della nuova agenzia per valutarne lo stato di attuazione. Intanto auguro buon lavoro al professor Roberto Baldoni e alla sua vice Nunzia Ciardi, eccellenti professionalità. Sono importanti anche le modalità e la tempistica con cui verrà realizzato il Cloud nazionale, per avere assoluta garanzia sulla protezione dei nostri dati. Così come va definita la strategia sulla rete a banda larga. Nella partita del cloud entreranno probabilmente anche le big tech   in partnership con grandi gruppi nazionali che sono in procinto di fare offerte per il cloud nazionale. Qualcuno paventa però l'applicazione del Cloud Act che consente ai giudici Usa, in determinate situazioni, di richiedere dati anche se conservati in server fuori dagli States. È un pericolo per la sovranità italiana? Come si può risolvere? È l’argomento che anche il Copasir ha posto all'attenzione del Governo e credo sia ben presente in chi sta operando per la definizione degli attori e delle regole cui dovranno attenersi, anche in merito alla proprietà della tecnologia e dei dati. Sarebbe opportuno arrivare a un protocollo comune in Europa per tutelare la sovranità digitale europea? Non è solo una questione di regole ma anche, soprattutto in questo campo, di tecnologia e quindi di sistemi produttivi. Abbiano molto da fare insieme e certamente il Pnrr può aiutarci a sviluppare meglio le potenzialità europee per garantire una più efficace autonomia e quindi sovranità. Oggi dipendiamo da altri. Il suo predecessore, Raffaele Volpi, lamentava un'applicazione blanda del golden power, a tutela degli asset strategici. È un problema persistente? Occorrerebbe un maggiore tutela per asset come le reti di telecomunicazioni? La recente relazione al Parlamento sull'applicazione della golden power nel 2020 fornisce dati inequivocabili: il Governo ha esercitato i poteri di veto solo in 2 casi su 342 notifiche; in altri 42 ha posto condizioni di cui 24 hanno riguardato operazioni societarie e18 i contesti di fornitura relativi alla tecnologia 5G. Noto però un cambio di passo nel corso di quest'anno, mi sembra che ci sia più consapevolezza nella tutela degli asset strategici, non solo nel campo delle telecomunicazioni, in più contesti la possibilità di esercitare la golden power è stata evocata per scongiurare operazioni ostili con una efficace opera di preventiva moral suasion. Seguiamo con attenzione come nostro dovere. SFOGLIA IL REPORT COMPLETO 24/9/2021

«Per la sicurezza della 'Nuvola di Stato' bastano tutele e garanzie nei contratti»

24 Settembre 2021

DigitEconomy.24
«Per la sicurezza della 'Nuvola di Stato' bastano tutele e garanzie nei contratti»

La posizione di Massimiliano Masnada, partner di Hogan Lovells, che assiste importanti cloud computing provider americani e internazionali L'applicazione o meno del Cloud Act americano alle aziende che si occuperanno della cosiddetta "Nuvola di Stato" è uno dei nodi da risolvere in vista dell'avvio della strategia nazionale sul cloud.  L'obiettivo è impedire cioè che giganti come Google o Microsoft siano costretti dalla legge americana del 2018 ad alzare il velo, in alcuni casi eccezionali, sui dati conservati nei propri server. Contrariamente a chi ritiene che sia fondamentale un accordo diplomatico tra Italia e Usa (vedi il giurista Innocenzo Genna su DigitEconomy del 9 settembre), Massimiliano Masnada, partner responsabile del team di Privacy e Cybersecurity di Hogan Lovells in Italia, che assiste importanti cloud computing provider americani e internazionali, spiega che bastano tutele tecniche e garanzie nei contratti. «Ci sono innanzitutto - spiega Masnada a DigitEconomy.24 (report del Sole 24 Ore e della Luiss Business School - due ordini di problemi principali: bisogna garantire la sicurezza del cloud italiano e c'è l'esigenza di mettere al riparo i dati dei cittadini rispetto a una possibile ulteriore attività di trasmissione non autorizzata a soggetti terzi. Bisogna a questo punto chiedersi: è in grado il cloud italiano di garantire gli stessi elevati standard di sicurezza dei grandi provider internazionali?» Nel 2020 il costo degli attacchi è salito del 10% in Italia a 3 milioni di euro I dati sugli attacchi informatici, prosegue il legale, sono su questo fronte emblematici e mostrano l'importanza di difendere la sicurezza degli italiani. «Nel 2020, a livello mondiale, secondo Clusit, (l'associazione italiana per la sicurezza informatica) il costo degli attacchi è stato di 3mila miliardi di euro, il 12% in più rispetto all'anno precedente, con 160 attacchi al mese. In Italia il costo è stato di 3 milioni di euro, con un incremento del 10 per cento. Di recente c'è poi stato il caso emblematico della Regione Lazio dove, per aver lasciato un programma aperto, sono stati rubati i dati dei cittadini». Dal punto di vista della sicurezza, insomma, «chi garantisce maggiormente la tutela sono coloro che hanno acquisito un'enorme esperienza in questa attività. In pratica, non si può cercare l'eccellenza nel solo ambito territoriale italiano se questa eccellenza non è facilmente rintracciabile». Dare l'intera gestione del cloud a una multinazionale Usa può creare problemi La soluzione? «Dare l'intera gestione del cloud a una multinazionale americana può creare problemi sia giuridici sia politici. In tal senso l'intervento del ministro Colao al meeting di Cernobbio è stato chiarissimo. Occorre, invece, riservare la gestione a un grande soggetto nazionale, accompagnandola però con accordi di fornitura o di partnership con i grandi provider che possano mettere a disposizione del provider italiano la loro grande esperienza e capacità. Per evitare la scalabilità a livello internazionale dei dati italiani possono essere predisposte tutele adeguate sia dal punto di vista tecnico, come le chiavi crittografiche, sia dal punto di vista contrattuale, ottenendo cioè la garanzia che i dati non vengano ulteriormente ceduti». Le leggi esistenti sono sufficienti In sostanza le leggi che ci sono, come ad esempio, «le previsioni del regolamento Ue 679 del 2016 in tema di trasferimento di dati extra-Ue e di per sé sufficienti, ma a livello regolamentare si possono creare ulteriori framework che impediscano l'accessibilità da parte di terzi». Il Cloud Act, chiarisce il legale, «si applica ai provider americani e, in generale, ad operatori sottoposti alla giurisdizione degli Stati Uniti che conservano all'interno del cloud di loro proprietà i dati da chiunque essi provengano. Nel momento in cui si creano cloud e warehouse data che fuoriescono dalla giurisdizione degli Usa si è già tutelati dall'applicazione del Cloud Act. Facciamo un esempio: se io compro una macchina italiana che ha componenti forniti da un gruppo straniero, la gestione dei componenti che fanno parte della macchina e dei dati è, in generale appannaggio solo del produttore e non anche del fornitore. La gestione del cloud nel suo complesso nonché delle chiavi crittografiche possono, cioè, essere gestite dall'Italia anche se fornite da un provider straniero. Ciò non significa che il provider abbia libero accesso ai dati». No a preclusioni all'uso di applicativi solo perché forniti da un gruppo Usa Tirando le somme, «da un punto di vista logico, e nell'interesse dei cittadini italiani, credo non si possano avere preclusioni all'uso di applicativi forniti da un terzo solo perché è americano. Quello che interessa di più ai cittadini è garantire che il cloud sia sicuro, in grado di mettere la Pa nelle condizioni di fornire in tempi rapidi i propri servizi. La materia è in divenire, ma interessa tutti, visto che il Pnrr prevede circa 900 milioni di euro per il cloud nazionale». In questo panorama, il Garante della privacy «sarà sicuramente – conclude Masnada -un interlocutore necessario e auspico che vi sia un atteggiamento non ideologico ma concreto, sulla base di quanto finora fatto rispetto alla gestione dei dati». SFOGLIA IL REPORT COMPLETO 24/9/2021

Oracle Italia: «Ben posizionati per far parte del progetto di cloud nazionale»

24 Settembre 2021

DigitEconomy.24
Oracle Italia: «Ben posizionati per far parte del progetto di cloud nazionale»

La posizione del country manager Alessandro Ippolito. «Entro l'anno l'apertura della nuova cloud region a Milano» «Siamo ben posizionati a tutti i livelli e con tutte le aziende per far parte del progetto di cloud nazionale». Oracle Italia, società che è nel nostro Paese da 40 anni e conta 1.100 dipendenti, si candida a far la sua parte per il progetto annunciato dal ministro dell'Innovazione tecnologia e la trasformazione digitale Vittorio Colao, nell'ambito della strategia nazionale. A livello di sicurezza, per i dati più sensibili, la soluzione può essere, dichiara a DigitEconomy.24 (report del Sole 24 Ore e della Luiss Business School) l'amministratore delegato Alessandro Ippolito «il cloud pubblico gestito da Oracle a casa del cliente, è il modo migliore per essere compliant, conformi, con tutte le istanze in gioco ed essere ancora più aderenti alle richieste della strategia nazionale. È, cioè, il punto di partenza per risolvere il problema del Cloud Act», la legge americana che consente agli Usa di richiedere, in alcuni casi eccezionali, i dati conservati nei server dei provider statunitensi anche fuori dal territorio americano. Intanto Oracle in Italia continua a investire sul cloud e si appresta ad aprire «entro fine anno» la nuova "cloud region" a Milano. Il business del cloud diventa sempre più importante, anche in vista dei piani del Pnrr. Che parte del vostro fatturato rappresenta il cloud in Italia e quali sono i vostri piani? Siamo di fronte a un processo di forte adozione del cloud sia da parte delle imprese sia da parte della Pa. Ora, con il Pnrr, c'è un impulso forte, impresso dal Governo, sui processi di digitalizzazione. Per noi, al momento, il cloud rappresenta circa il 25-30% dei nostri ricavi a livello globale, con punte più alte in alcuni Paesi a seconda dei trimestri, ma in Italia prevediamo una crescita. In più, a breve, è nei nostri progetti l'apertura della nuova "cloud region" italiana, a Milano. In generale, dal punto di vista dei conti, il business italiano va molto bene, da molti trimestri, e su molte direttrici, non solo quella del cloud. Quando è previsto il taglio del nastro per il data center di Milano? Contiamo di aprire entro la fine dell'anno. Come potete contribuire al progetto di cloud nazionale? Le direzioni chiare del Pnrr, della strategia di cloud nazionale e di quella dei dati messe in campo dal Governo ci stanno coinvolgendo molto. In particolare, io sono un sostenitore del progetto di cloud nazionale. Oracle, dal canto suo, può offrire la maturità dei suoi servizi cloud, la capacità d'innovazione e investimento e lo sviluppo della tecnologia su cui è da sempre un'esperta, il data management. Inoltre, noi possiamo offrire una soluzione unica, che già vendiamo, e cioè il "cloud pubblico portato a casa del cliente" ("cloud at customer"), che garantisce la sicurezza e la gestione del dato nel data center del cliente, quindi in settori regolamentati dove è richiesta la residenza o sovranità dei dati entro i propri confini, tipicamente nella Pa e nel settore bancario e finanziario. Puntiamo inoltre a raggiungere l'obiettivo di mettere a fattor comune i dati tra le Pubbliche amministrazioni e tra le Pubbliche amministrazioni e i cittadini. Poi speriamo di dare il nostro contributo anche con il nostro cloud data center che sarà aperto a Milano. Sempre nel capoluogo lombardo stiamo inoltre per aprire la nostra nuova sede, in zona più centrale, che dovrebbe essere operativa nei primi mesi del 2022. Siamo presenti anche a Roma, con una sede estremamente importante vista la centralità che per noi, storicamente, rappresenta il mercato della Pa. Parteciperete alla selezione in corso per il cloud nazionale? Siamo ben posizionati a tutti i livelli e con tutte le aziende per essere parte di questo progetto. Come ovviare ai problemi del Cloud Act, la legge che consente ai giudici Usa di richiedere in determinate circostanze i dati conservati dalle multinazionali statunitensi anche fuori dal territorio americano? Quello del Cloud Act è un tema importante. Secondo noi la soluzione del "cloud at customer" cioè il cloud pubblico gestito da Oracle a casa del cliente, è il modo migliore per essere compliant, conformi, con tutte le istanze in gioco ed essere ancora più aderenti alle richieste della strategia nazionale. È, cioè, il punto di partenza per risolvere il problema del Cloud Act. Per quanto riguarda soprattutto i dati critici, sensibili, stiamo già fornendo la nostra tecnologia in maniera trasparente a vari clienti. Tra quanti si avvalgono delle nostre soluzioni applicative in cloud (SaaS), ci sono: Poste Italiane, Mondadori. Tra i clienti che si avvalgono della nostra soluzione "cloud at customer" si contano Inail, Deutsche Bank, Credit Agricole e altre realtà della Pa e del mondo bancario. SFOGLIA IL REPORT COMPLETO 24/9/2021

Dalla guida autonoma ai device sui nervi: arrivano i primi progetti di RobotIT

24 Settembre 2021

DigitEconomy.24
Dalla guida autonoma ai device sui nervi: arrivano i primi progetti di RobotIT

Lo raccontano i fondatori di Pariter, holding che affianca Cdp Venture Capital nell'iniziativa. Sono 15 i progetti selezionati, ne saranno scelti 8 Dalla riabilitazione alla chirurgia robotica. Dalla guida autonoma ai device sui nervi per far muovere gli arti delle persone che non possono deambulare. È l'orizzonte dei progetti di RobotIT, il primo polo nazionale per il Trasferimento tecnologico dedicato alla robotica finanziato da Cdp Venture Capital, affiancata dalla holding Pariter (che di volta in volta potrà anche fare da co-investitore nei progetti). L'obiettivo è sostenere la nascita di nuove start up ideate all'interno delle Università e nei centri di ricerca. Al momento, secondo quanto riferito a DigitEconomy.it (report del Sole 24 Ore Radiocor e della Luiss Business School) dai fondatori di Pariter, Matteo Elli e Jari Ognibene, sono stati visionati 80 progetti, con 15 in rampa di lancio per poi arrivare a selezionarne otto l'anno, e un impatto di investimento fino a due milioni di euro. Nuove realtà, inoltre, si affacceranno a breve, raccontano Elli e Ognibene: «saranno partner per la gestione della proprietà intellettuale, del supporto per le tematiche di elettroniche. Stiamo creando un ecosistema completo per mettere basi solide». Pariter è nata nel 2017 con l'obiettivo di creare un'entità di investimento in società deep tech basate in Italia, che sviluppano cioè tecnologie abilitatrici di innovazione spinta. Nel corso degli anni Pariter, che oggi raccoglie oltre 200 investitori, «si è evoluta ed è diventata – raccontano i fondatori – il principale network di investimento dedicato al deep tech. Investiamo sia sul fronte di iniziative pre-company, diventando in pratica il primo investitore, sia nella fase tradizionale di start up». Ora, con RobotIT che conta tra i primi partner Leonardo, si apre un nuovo orizzonte. «Si tratta – spiega Elli – di un veicolo di investimento, un polo, un ecosistema che mette assieme le quattro componenti principali: capitale, istituzione, corporate e ricerca». Pariter, dal canto suo, «gestirà le iniziative in termini di scouting, identificazione dei team, validazione della tecnologia, selezione delle opportunità di investimento. Abbiamo la possibilità di entrare nei centri di ricerca, valutare la tecnologia. A oggi abbiamo avuto modo di visionare più di 80 progetti, abbiamo selezionato 15 progetti, per poi arrivare a otto entro fine ottobre. Ogni anno verranno identificati tra 8 e 10 team, con circa due milioni di euro l'anno che finanzieranno questo tipo di iniziative». A qualche mese dall'inizio dell'attività di RobotIT, ora c'è un panorama più preciso sui progetti che saranno privilegiati: «si tratta di tematiche molto interessanti, legate al mondo della riabilitazione robotica, della chirurgia robotica, ai servizi legati al mondo di ristorazione, alla riabilitazione degli arti inferiori, sistemi per automazione e abilitazione di tutto il mondo dell'auto autonoma, dei veicoli a guida autonoma. C'è un team, ad esempio, che ha sperimentato con buoni risultati l'inserimento di alcuni device sui nervi; abilitando il controllo dell'esterno riesce, cioè, ad azionare il movimento del corpo in soggetti che non possono farlo in autonomia. Sono più avanti i temi della abilitazione robotica sugli arti o anche l'applicazione della robotica in ambito automotive e ferroviario per la guida autonoma. Un po' più indietro, ad esempio, è il tema della chirurgia robotica». Per vedere queste applicazioni sul mercato ci vorrà comunque molto tempo, considerando la fase della certificazione, dell'approvazione, dell'affinamento della tecnologia per un ciclo di vita completo che dura dai due ai quattro anni. Tuttavia, spiegano Elli e Ognibene, «può succedere che dopo poco una società sia interessata, anche se non è certificata e non è ancora pronta. In questo caso i tempi si accorciano». RobotIT è il primo progetto che apre una serie di investimenti del genere. Cdp Venture Capital, infatti, attraverso il fondo di technology transfer, con una dotazione di 275 milioni di euro, investirà in tutta la filiera del trasferimento tecnologico attraverso la creazione di poli nazionali distribuiti sul territorio. RoboIT è il primo. L'investimento iniziale, già stanziato da parte di Cdp Venture Capital e dagli altri fondi specializzati, è di 40 milioni, con un effetto leva stimato complessivo di oltre 100 milioni di euro in 4 anni per la creazione e lo sviluppo di più di 50 nuove aziende.  SFOGLIA IL REPORT COMPLETO 24/9/2021