La pluripremiata atleta del canottaggio italiano racconta la sua esperienza in Luiss Business School e le nuove prospettive che il percorso di alta formazione le ha aperto

In Italia ci sono storie che raccontano molto più dello sport. Parlano di tenacia, di talento, di scelte difficili e di sogni che insistono a farsi strada. Quella di Federica Cesarini è una di queste.
Campionessa olimpica, ma anche studentessa brillante, incarna alla perfezione l’essenza della dual career: la capacità di eccellere su più fronti senza rinunciare a nulla.
Dalla fatica dell’acqua alle aule universitarie di Luiss e poi Luiss Business School con l’Executive Programme in Management Sportivo in collaborazione con la Scuola dello Sport di Sport e Salute. Dai trionfi internazionali alle sfide quotidiane per costruire un futuro oltre il podio, il suo percorso dimostra che la determinazione può diventare un progetto di vita.
Ed è proprio qui, tra sport e crescita personale, che nasce la visione di una nuova atleta-manager, pronta a cambiare il modo in cui il canottaggio si vive e si racconta in Italia.
Quali sono le principali barriere culturali e strutturali che un atleta italiano incontra nel voler costruire un percorso formativo e professionale parallelo a quello sportivo?
Quali sono state le sfide maggiori nel gestire questa “doppia vita”?
Ho vissuto tantissime sfide negli anni della mia formazione. Alle scuole superiori ho dovuto combattere con tantissime barriere, spesso culturali, che portavano i docenti a sottovalutare il ruolo dello sport nella vita di uno studente.
Che influenza ha avuto lo sport sulla tua carriera scolastica?
Lo sport mi ha fatto acquisire competenze organizzative: la capacità di bilanciare gli impegni e gestire la tensione nelle verifiche. Ma nel mio percorso ho incontrato tanta resistenza. Ho iniziato l’università nel 2015: frequentavo la facoltà di economia a Varese. In quegli anni ho vinto un mondiale universitario, ma questa impresa mi ha fatto mancare la conquista di due crediti, che mi sono costati una borsa di studio. Entrare in Luiss ha rappresentato una svolta. Luiss Guido Carli e Luiss Business School rappresentano un’eccellenza nella dual career. Mi sono laureata in tempo e ho avuto professori aperti e disponibili all’ascolto, senza che questo compromettesse la mia carriera. Il canottaggio è uno sport con orari molto faticosi, che ti portano ad annullarti completamente ed è difficile seguire le lezioni. Quindi, considero un privilegio poter contare su professori pronti a riprendere e riapprofondire temi già trattati, ma rimasti poco chiari ai miei occhi.
Perché hai scelto l’Executive Programme in Management Sportivo della Luiss Business School? Qual è l’elemento che reputi rilevante per lo sviluppo di carriera?
Il programma ha in curriculum diverse materie, che spaziano dall’economia al marketing. A insegnare ci sono professionisti del settore e, cosa non secondaria, non si parla solo di calcio. Luiss Business School affronta l’universo sportivo a 360 gradi, mettendo a fuoco diversi argomenti come la gestione degli impianti, il marketing e i valori legati al settore.
A chi lo consiglieresti?
A chi già è vicino a questo mondo, a chi ne è attratto e vorrebbe lavorarci, sportivi e non.
Spesso gli atleti osservano solo una parte del fenomeno sportivo, ossia la pratica, ignorando completamente quello gestionale. Ma solo chi sa quanta fatica ci vuole per arrivare sulla pista da hockey con i pattini ai piedi e 50 gradini da scendere può costruire impianti più efficienti, che proiettino benessere ed energia sulle carriere degli atleti.
Sembra che questo programma abbia cambiato la tua prospettiva sul “mondo sportivo”, introducendoti a materie come il management e l’organizzazione che stanno dietro le quinte delle federazioni e dei club.
Sì, decisamente. Sono affascinata e convinta di una cosa: un atleta felice rende di più. L’ho provato sulla mia pelle. Quando ti alleni in un contesto che risponde alle tue esigenze, fai meno fatica. Mi piacerebbe un domani creare degli impianti di eccellenza in Italia, lavorando in parallelo nell’organizzazione di eventi sportivi.
Poi ho un sogno: vorrei far crescere il mondo del canottaggio sui social attraverso una strategia di marketing capace di aumentare la tifoseria. Nonostante le tante medaglie conquistate in Italia siamo ancora uno sport di nicchia. I social hanno aiutato le persone ad avvicinarsi al mondo dello sport. Credo che basterà trovare la chiave giusta.
Dopo una pausa agonistica nel 2024-2025, oggi stai sperimentando qualcosa di nuovo, il Beach Sprint, una nuova specialità olimpica con cui metterti alla prova e testare i tuoi limiti di atleta e persona.
Obiettivo: Olimpiadi di Los Angeles 2028. Ma oltre alla sfida olimpica, quali progetti professionali “extra-sportivi” ti piacerebbe sviluppare grazie anche al network e alle competenze acquisite?
Sono un’atleta delle Fiamme Oro, ho scelto di entrare in Polizia con tutto ciò che significa sia per la mia carriera sportiva che per il mio futuro. Ma un domani non mi dispiacerebbe reinventarmi allenatrice, una professione che richiede capacità importanti per poterlo far bene senza far danni. Mi piacerebbe inoltre valorizzare e sviluppare l’impianto dove mi alleno, a Gavirate. Siamo i più forti d’Italia e sono certa che quanto appreso nel percorso Luiss Business School potrà essere determinante per fare la differenza.
Chi è Federica Cesarini
Nata nel 1996 a Cittiglio, Federica Cesarini cresce tra Varese e Bardello, forgiando il suo carattere sul ghiaccio dell’hockey, seguendo le orme del fratello. È a Gavirate che scopre il canottaggio, sport che la conquista: inizia come timoniera e a soli sedici anni partecipa al suo primo Campionato del Mondo.
Dal 2013 passa ai remi, trovando nei pesi leggeri la sua dimensione e collezionando titoli italiani e medaglie internazionali. Il bronzo mondiale del 2016 segna una svolta, ma è il 2021 a consacrarla definitivamente, con l’oro europeo e soprattutto l’oro olimpico a Tokyo. Accanto all’eccellenza sportiva, Federica costruisce un solido percorso accademico in Scienze Politiche, completato in Luiss Guido Carli e arricchito da due percorsi legati allo sport e alla sostenibilità.