News & Insight
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07 Giugno 2016

2° Forum nazionale dei giovani Project Manager

Le Sfide di un Giovane PM. Come trasformare le barriere in opportunità Quali sfide può incontrare un giovane Project Manager e di quali competenze ha bisogno per saperle affrontare? Negli ultimi anni il PM deve scontrarsi con tempi di produzioni accelerati, mercato in costante evoluzione, disponibilità di risorse ridotte, trovando quindi più complicazioni nella fase di progettazione. Ostacoli e criticità possono riscontrarsi anche nel coordinamento del team, nel rispetto delle tempistiche o nelle relazioni con gli stakeholder. Per poter affrontare tali sfide il PM deve possedere competenze comportamentali che consentano di gestire con prontezza le situazioni critiche e volgere le situazioni a proprio favore. Durante l’incontro ascolteremo diverse testimonianze di giovani PM che condivideranno le loro esperienze. Il forum si svolgerà a Torino il 16 giugno 2016, presso Thales Alenia Space. Il forum Ogni progetto in sé rappresenta una sfida e un’opportunità da cogliere per crescere professionalmente ed essere competitivi sul mercato. Ascolteremo il punto di vista dei giovani Project Manager con un approfondimento sulle competenze necessarie per adeguarsi alle esigenze dei mercati esteri e sul ruolo chiave della formazione. Destinatari Giovani Project Manager, in primo luogo, ma non solo. Ruoli aziendali in ambito gestione progetti, HR e sviluppo competenze, giovani all’inizio del loro percorso lavorativo o che stanno completando quello accademico. Programma e iscrizioni Il programma dettagliato del forum è disponibile al seguente link. La partecipazione all’evento è gratuita, previa registrazione. REGISTRATI

01 Giugno 2016

Insegnare la collaborazione attraverso un gioco: il racconto dell'ERSLab

Come ideare un gioco rivolto ai bambini del Senegal che sia semplice, replicabile e che insegni il valore della collaborazione?  Spago, sassi, bottiglie e pochi altri i materiali a disposizione degli studenti dei Master impegnati nel laboratorio organizzato da ERShub lo scorso 2 maggio. Un’iniziativa coordinata dal Professor Francesco Rullani, in collaborazione con Energia per i Diritti Umani Onlus per gli studenti dei Master Specialistici in lingua inglese della LUISS Business School. Designing a game for children in Senegal with limited time and resources. Students at work at the #ERSLab pic.twitter.com/NQdBIOicIO — LUISS BusinessSchool (@LUISSBusiness) 2 maggio 2016 Obiettivo principale del laboratorio quello di ampliare le prospettive degli studenti coinvolti, far comprendere loro che un buon attore economico deve necessariamente tenere in considerazione l’impatto che la sua azione genera nel contesto sociale e ambientale. Una mission questa, che caratterizza tutta l’attività dell’ERShub - l’hub per l’Etica, la Responsabilità e la Sostenibilità – impegnato nell’organizzazione di percorsi di questo tipo per i diversi corsi di studio della LUISS Business School e del Dipartimento di Impresa e Management. Che tipo di gioco si può ideare per riuscire a trasmettere e far comprendere ai bambini il valore della collaborazione? Questo è stato il compito assegnato agli studenti dei Master messi alla prova nella creazione di giochi rivolti ai bambini delle scuole materne avviate e gestite da Energia per i Diritti Umani in Senegal e Gambia. Energia per i Diritti Umani, presente durante il laboratorio con diversi suoi volontari, è un’organizzazione attiva nel campo dello sviluppo e della cooperazione internazionale con l’obiettivo di difendere e diffondere i diritti umani. L’organizzazione è attiva in diversi settori (dall’educazione all’empowerment femminile, dalla formazione a progetti agricoli) in Senegal, Gambia, India e Italia e in particolare gestisce sei diverse scuole materne nei due paesi africani per far fronte ai limiti dei rispettivi sistemi prescolari. Durante la giornata gli studenti, divisi in gruppi, hanno lavorato con grande impegno per ideare e testare il gioco nel tentativo di raggiungere un obiettivo, tutto fuorché semplice. Come utilizzare i pochi materiali a disposizione? In che misura il gioco creato riesce a trasmettere il valore della collaborazione? Il gioco sarà adatto a dei bambini di un’età compresa fra 3 e i 5 anni? Come immedesimarsi in un contesto, quello africano, così differente da quello a cui siamo abituati? Gli studenti dopo essersi confrontati in merito a questi interrogativi hanno esposto i giochi ideati di fronte alla giuria. “Fishermen and Fishes” è stato il gioco vincitore della giornata ideato da Angela, Chiara, Angelo, Fabrizio e Arianna e premiato per la semplicità, l’inclusività e il livello di collaborazione necessario per il suo svolgimento. Dal brainstorming all’ideazione, dall’assemblaggio dei materiali alla definizione delle regole del gioco, tutti i partecipanti hanno affrontato le sfide del workshop con spirito positivo e curiosità. Una menzione speciale è stata data a “Les avions du Senegal” ideato dal gruppo composto da Maria Ludovica, Emilia, Carlo Alberto e Parfait e distintosi per l’idea particolarmente creativa e le abilità “ingegneristiche” relative alla sua realizzazione. Una giornata per creare, mettersi alla prova ma soprattutto per prendere coscienza dell’impatto positivo, sociale e ambientale, che l’agire economico può avere. Sensibilizzare i nostri studenti su queste tematiche è l’obiettivo principale che ci siamo posti come ERSHub perché crediamo che questo possa renderli professionisti migliori, più completi e più competenti. E i giochi? In queste settimane i volontari di Energia per i Diritti Umani sono andati in Senegal e Gambia a seguire i propri progetti e confrontarsi con i partner locali. Con sé hanno portato il gioco ideato dagli studenti dei Master Specialistici “Fishermen and Fishes” e l’hanno fatto provare ai bambini per cercare di trasmettere loro, attraverso il divertimento, la necessità e l’importanza della collaborazione. Gallery del workshop ERShub Staff 01/06/2016

31 Maggio 2016

Una giornata di formazione alla LUISS Business School per le studentesse della Zayed University degli Emirati Arabi Uniti

Dieci studentesse e due professoresse del collegio di arte della Zayed University sono arrivate in Italia con una delegazione di cinque giornalisti per partecipare a "The Intercultural Project®", un programma di formazione creato dalla Scuola di Direzione e Organizzazione Aziendale di Salerno (SDOA) con l’obiettivo di favorire il riavvicinamento della cultura europea a quella araba promuovendone l’integrazione, nonché scambi interculturali ed economici al fine di supportarne un arricchimento reciproco così come avvenuto in epoche precedenti. Il Presidente della SDOA, Grande Ufficiale Vittorio Paravia, porta avanti "The Intercultural Project®" dal 2005. Il programma è patrocinato da Sua Altezza Sheikha Lubna bint Khaled Al Qassimi, Ministro di Stato Emiratino per la Tolleranza e Presidente della Zayed University che nel 2016 è stato onorato del supporto personale di Sua Altezza Sheikh Mohammed bin Rashid al Maktoum Primo Ministro degli emirati e Governatore di Dubai. La delegazione ha visitato tre regioni: la Campania, dove ha avuto modo di recarsi nei più bei siti UNESCO; l’Abruzzo, dove è stata organizzata una visita al CERN; il Lazio, con l’obiettivo di poter apprezzare soprattutto le bellezze di Roma. Nel corso del programma le studentesse hanno frequentato lezioni di arte, architettura, letteratura, design e lingua italiana, ed hanno potuto prendere parte ad una speciale giornata formativa presso la LUISS Business School su tematiche quali team building, leadership ed entrepreneurship. Nello specifico, il prof. Andrea Montefusco ha consentito con il suo intervento di riflettere su come il contesto sociale, il background formativo e caratteristiche personali siano in grado di influenzare la capacità di un individuo di gestire un team e di esserne parte in maniera efficace. L’entrepreneurship è stato invece il tema principale della lezione del Prof. Riccardo Maiolini. Una lezione che ha permesso di avere una visione d’insieme delle tipicità dell’imprenditorialità toccando temi chiave come l’identificazione di opportunità di business, la ricerca e raccolta fondi, nonché la crescita delle organizzazioni. Gallery L’iniziativa è stata resa possibile grazie al supporto di SDOA, Toto Costruzioni, Value Partners, LUISS Business School ed Atac.

18 Maggio 2016

LUISS for UNICEF. Investing in Youth and Innovation

LUISS e UNICEF presentano LUISS4UNICEF Club - Investing in Youth and Innovation. LUISS4UNICEF Club è un progetto LUISS e UNICEF rivolto agli Alumni LUISS e LUISS Business School per supportare l’UNICEF ad affrontare progetti e sfide mondiali. Come ci spiegherà Giovanni Malagò, Presidente del CONI e Membro del Consiglio Direttivo di UNICEF, si tratta di un progetto innovativo creato per offrire nuove sfide a professionisti che, distinguendosi per il proprio percorso di responsabilità sociale, sono pronti a supportare l’UNICEF per studiare nuove soluzioni nella direzione del social business e della sostenibilità. Partiremo dal Libano, dove l’UNICEF ha avviato un percorso di formazione imprenditoriale, innovazione e start up rivolto ai giovani, e Luciano Calestini, Vice Rappresentante dell’UNICEF in Libano, ci racconterà le loro storie e lancerà una nuova sfida al mondo LUISS. Vi aspettiamo il 24 Maggio alle ore 18.00 in Sala delle Colonne a Viale Pola 12, Roma. Programma Introduzione Giovanni Lo Storto, Direttore Generale LUISS Interventi Aurelio Latella,  Alumni Business School e Presidente LUISS4UNICEF Club Luciano Calestini, Deputy Country Representative di UNICEF Libano Giovanni Malagò, Presidente CONI e Membro del Consiglio Direttivo UNICEF Conclusioni - Modera Andrea Iacomini, Laureato LUISS e Portavoce UNICEF Al termine gli ospiti saranno invitati a vivere, attraverso un viaggio virtuale, un'esperienza nel campo profughi di Za'atari in Giordania. Registrazione all’evento

11 Maggio 2016

EY Business Game Competition 2016

L’EY Business Game è una competizione che coinvolge tutte le Università italiane e spagnole e che, in modo dinamico e interattivo, dà la possibilità ai partecipanti di simulare la gestione di una start up operante nel settore Digital. L'obiettivo della competizione è quello stimolare percorsi creativi, incoraggiando, dando visibilità e offrendo concrete possibilità di formazione a giovani talenti. EY Business Game 2016 prevede tre fasi: Skillgame, Business Game Competition e Contest Idea. Skillgame 24 domande a risposta multipla e a complessità variabile su 4 aree tematiche: Emerging Technologies, Business Keyword, Logical Thinking, Business Planning ed una progress bar che indica il trascorrere del tempo. Lo skillgame prevede una partecipazione di gruppo ed è obbligatorio formare un team (da un minimo di 3 partecipanti ad massimo di 5), con i colleghi della stessa Università. I migliori 240 team che avranno ottenuto il ranking più alto, partecipano alla fase successiva, il business game. Business Game Competition I primi 240 team classificati allo skillgame partecipano al Business Game, un gioco di simulazione manageriale nel quale i team/aziende simulate si sfidano in uno scenario competitivo con l’obiettivo di diventare leader di mercato ed aumentare il valore della propria impresa. La Business Game Competition si svolge online secondo uno schema che prevede: formazione dei Gironi di Business Game: i 240 team sono suddivisi in 12 gironi da 20 team/imprese simulate; presentazione dello scenario competitivo; avvio dei turni di simulazione e debriefing di periodo. Il Business Game simula due anni di gestione di una azienda ICT, suddivisi in 4 step decisionali, ciascuno di 6 mesi simulati. In ogni turno di simulazione la squadra deve decidere le proprie strategie attraverso un “set di decisioni”. debriefing di periodo, a conclusione di ogni round, con approfondimenti, analisi e feedback sulle strategie e sulle decisioni prese e i relativi risultati conseguiti; presentazione dei risultati e debriefing finale. A conclusione del gioco è previsto un debriefing, con un’analisi finale delle performance di gioco. È quindi pubblicata la classifica finale e le 12 squadre vincitrici che partecipano alla terza ed ultima fase di EY Business Game 2016. Contest Idea I migliori 12 team si sfidano nell’elaborazione della Contest Idea. In maniera sintetica, chiara ed efficace (attraverso la metodologia dell’elevator pitch) ogni team dovrà convincere la giuria sulla bontà di un’idea/progetto. La finale si svolgerà presso la sede EY di Milano secondo la tempistica prevista nella sezione Calendario del sito. Destinatari Sono ammessi alla competition: gli studenti iscritti a Lauree Magistrali delle aree dell’Economia e dell’Ingegneria i laureati magistrali da massimo 6 mesi dalla pubblicazione del regolamento (13 aprile 2016) gli studenti iscritti ai Master di I e II livello che abbiano conseguito la laurea magistrale da massimo 6 mesi dalla pubblicazione del regolamento (13 aprile 2016) Per partecipare registratevi su eybusinessgame.com. Avete tempo per completare lo skillgame fino al 19 Maggio! Partecipa

09 Maggio 2016

#MasterYourCareer: an enthusiastic path and a new challenge to achieve a future career in the financial field

The Master in Corporate Finance experience described by Letizia Ridolfi, class of 2015/2016. Passion for success, new challenges and a dynamic work environment pushed me to undertake a specialized Master in Corporate Finance at LUISS Business School. Nowadays, we as students and professionals are asked to reach complex goals in a challenging international market. After obtaining a master degree in Economics and business law, I realized that my academic background did not provide me with an adequate knowledge of economic and financial fields. The Master in Corporate Finance provides precious tools to boost my academic background and to succeed in my professional path. During the course, we have the chance to meet colleagues and trainers coming from different countries who share best practices, methodologies and experience that allow all of us to enrich our understanding in international business industry and to spread our network.     The programme is fully taught in English, allowing me to easily learn from different culture and improve my communication and relational skills; which is an extra incentive of growing. Further, to students who wish to study abroad, this programme gives the chance to participate in the Going Global Lab in order to offer an international experience by spending a term abroad at a University campus and by enhancing international employability. During my studies I participated in the Erasmus programme and I have to say that this experience changed me a lot, I think that attending a Master with an international perspective can really be a golden opportunity for building a successful career. I decided to enrol at LUISS Business School to specialize in the Corporate Finance field, and acquire the tools to beat all market demands. I am pleased with the courses I attended so far, such as quantitative methods for finance, accounting, planning and control, desk analysis. They helped me understand and use some specific tools, software and websites through which I am now able to make benchmarking studies, budget analysis and bond yields calculation. The School puts us into contact with the business community through the Leader4Talent Lab, which aims to combine traditional lectures with speeches and testimonials from the corporate world and class courses are often held by important managers, such as BNP Paribas, GSE, and EY companies. However it is just the beginning of this enthusiastic path and I am taking on this new challenge with eagerness and curiosity in order to gain the best to achieve a future career in the financial field.   The suggestion I would give to anyone that wants to enrol in this master is to undertake this course with passion, motivation, as well as the will of growing and taking on many challenges with enthusiasm and dedication, since most of the courses concern the real business life which is complex and dynamic. Doing a Master at LUISS Business School means joining a network of professionals, it requires commitment. The Master in Corporate Finance is a way to enhance professional and personal skills, challenging ourselves and going beyond personal limits. Discover the Master in Corporate Finance

28 Aprile 2016

Chief Future Financial Officers: le nuove competenze dei Direttori Finanziari

“Data is the new oil of the digital economy” - I dati sono il nuovo ‘petrolio’ dell’economia digitale. Oggi, la gestione dei dati diventa leva di creazione di valore per l’impresa. Dinamica che si applica a tutti i livelli dell’organizzazione aziendale, e ancor di più, all’area finance. Questa deve trasformare il suo ruolo tradizionale, diventando il centro del nuovo ambiente di data-driven business e guidando l’evoluzione dell’azienda verso i nuovi scenari a cui è orientata. Giovedì 28 aprile, al dinner seminar  “Chief Future Financial Officers” della LUISS Business School, i Direttori Finanziari di società leader e un panel di esperti di settore si riuniscono per riflettere su questi temi-chiave, e molti altri legati alla figura del Chief Financial Officer (CFO). Seguendo una logica assimilabile a un mix di forze centripete e centrifughe, nell'organizzazione aziendale il Direttore Finanziario (AF, ingl. CFO) è il manager responsabile della gestione generale delle attività finanziarie di una società. Nell’evoluzione di questa figura, al CFO sono assegnate responsabilità strategiche, e dopo quello del CEO (Chief Executive Officer), il CFO ha il ruolo centrale che più pesa e conta nella vita dell’azienda. Una recente ricerca presentata da Oracle[1] rivela un’analisi sui cambiamenti che hanno interessato le funzioni e le competenze del CFO a partire dagli anni ’90 a oggi, soprattutto, in considerazione delle conseguenze della rivoluzione dell’era digitale. Sul ruolo decisionale di questa figura aziendale, Fabio Spoletini, Country Manager Oracle Italia, commenta: «In questa fase di forte instabilità economico-finanziaria, ma allo stesso tempo di grande dinamismo legato alla digitalizzazione, il ruolo del CFO deve diventare centrale e da manager dei conti deve diventare manager dei dati in quanto le sue skill analitiche devono essere estese a tutti i settori dell’azienda - spiega Spoletini - Peraltro, ci troviamo anche in un momento in cui bisogna rilanciare gli investimenti per crescere, ma le risorse sono scarse, e allora la tecnologia – attraverso il Cloud – può diventare una vera e propria chiave di volta. I CFO devono comprenderne le potenzialità per accelerare sul cambiamento» - conclude Spoletini. Dalla ricerca “The Digital Finance Imperative”[2], realizzata dal “Chartered Global Management Accountant (CGMA)”, e promossa da Oracle, emerge come i CFO siano chiamati a lavorare su nuovi indicatori di performance per una misurazione più attenta del valore delle risorse intangibili, come per esempio la soddisfazione del cliente, la visibilità del brand, la capacità di individuare la qualità dei processi di business. I risultati della ricerca riportano che i main driver di valore per le loro aziende sono costituiti proprio dalla customer satisfaction (76%), dalla qualità dei processi di business (64%) e dalla relazione con il cliente (63%). Dati importanti se si considera che le risorse intangibili rappresentano l’80% del valore delle aziende che compongono l’indice S&P 500. Si riscontra, tuttavia, che solo una percentuale limitata del campione degli intervistati ha però accesso ai dati utili a misurare e monitorare questi aspetti-chiave del business. Il timing di questo incontro è parallelo a ingressi e nuove nomine, cambi e passaggi ai vertici di alcune delle più importanti corporate italiane. Tra i CFO provenienti dal mondo dell’impresa, saranno presenti in sala anche Giuseppe Gola di Wind e altri CFO operanti in realtà partecipate e nella PPAA, come Andrea Quacivi di Sogei e Franco Mazza di Equitalia. Sulla base della sua esperienza alla Silicon Valley, il Prof. David Orban, Advisor e Faculty di Singularity University, osserva: «L’accelerazione del cambiamento tecnologico impone alle aziende una nuova cultura. Devono diventare esse stesse esponenziali! Una quantità rapidamente crescente di dati viene generata da fonti nuove e diverse» - continua Orban - «Piattaforme di social media, reti di Internet of Things, transazioni e nuovi modelli contabili, di gestione di contratti e di asset basati sulla block chain: un caleidoscopio di opportunità e di innovazione che risorse opportunamente allocate permettono di analizzare e abbracciare con slancio. La sfida è grande, ma irrinunciabile in un mondo aperto e in cui le barriere alla concorrenza si sono abbassate» - conclude - «Quale sarà la prossima startup dirompente che, con leva tecnologica, ridefinirà in maniera quasi impossibile da anticipare il mercato di riferimento dei leader di oggi?». Interverranno anche il Prof. Luigi de Vecchi, Presidente dell’area Europa Continentale - Corporate e Investment Banking di Citi, il Prof. Giuseppe Ragusa e il Prof. Raffaele Oriani, docenti LUISS Business School. Paolo Boccardelli, Direttore LUISS Business School, ricorda l’importanza che riveste l’impegno nella formazione di alti profili professionali importanti come quella del Direttore Finanziario e di come anche la Scuola stia aggiornando la propria offerta formativa a pari passo con le evoluzioni ed esigenze del mercato. «Con questo evento, la LUISS Business School continua il ciclo di appuntamenti volti a comprendere come le nuove tecnologie stiano cambiando i driver di creazione del valore per imprese e istituzioni» - afferma Boccardelli - «Bisogna ricordare che le nuove tecnologie stanno anche modificando il modo in cui manager e professionisti conducono le loro attività e assolvono i propri compiti» - continua Boccardelli - «Da oggi i professionisti del mondo finanziario hanno nel loro bagaglio un nuovo strumento per affrontare le sfide di un'economia di mercato sempre più complessa». - conclude Boccardelli. Di qui, anche per la figura del CFO, emerge la necessità di strumenti statistici più customizzati a elaborare previsioni più efficaci, al fine di analizzare e interpretare al meglio i fenomeni di gestione e controllo aziendale. LE FOTO DELL'EVENTO [1] https://go.oracle.com/LP=22225/?elqCampaignId=33691 [2] https://go.oracle.com/LP=22225/?elqCampaignId=33691 28/04/2016

26 Aprile 2016

SenseStorming: il racconto del workshop su creatività e imprenditoria sociale

L’8 aprile 2016 gli studenti di sei Master Specialistici sono stati coinvolti nel SenseStorming, un evento promosso da ERShub (Ethics, Responsibility and Sustainability Hub) della LUISS Business School e organizzato da MakeSense, comunità internazionale finalizzata al sostegno degli imprenditori sociali. L’evento si inserisce nel percorso ERSlab, ideato al fine di rispondere all’esigenza di promuovere Etica, Responsabilità e Sostenibilità come strumenti per migliorare la performance di qualsiasi operatore economico. La scelta di inserire nei piani didattici dei master alcuni moduli di ERS è dettata, infatti, non solo da scelte valoriali, ma soprattutto dalla consapevolezza che qualsiasi operatore economico oggi non può prescindere dalla conoscenza di queste variabili per poter agire in maniera non solo più giusta e corretta, ma soprattutto più efficace. Essere etici nel business significa essere attori economici più efficaci. Il Prof Rullani introduce #SenseStorming pic.twitter.com/o10LQgZxJS — LUISS BusinessSchool (@LUISSBusiness) 8 aprile 2016 L’obiettivo principale dell’evento è stato, dunque, quello di ampliare il punto di vista sul mondo degli studenti coinvolti e far loro comprendere e sperimentare l’opportunità di agire in dimensioni differenti rispetto a quella economica, come quella sociale e ambientale. La giornata ha avuto come obiettivo specifico inoltre quello di far lavorare gli studenti alla soluzione di reali challenge presentate dagli imprenditori sociali coinvolti. Convincere, coinvolgere, creare community per DonApp. Studenti a lavoro per gli imprenditori sociali #SenseStorming pic.twitter.com/hArVYv3Uv3 — LUISS BusinessSchool (@LUISSBusiness) 8 aprile 2016 Sei sono state le imprese sociali ospitate al workshop: Vip2zip, un'applicazione che permette di misurare la riduzione dell'impatto ambientale; Pedius, un sistema di comunicazione che consente alle persone sorde di effettuare telefonate; CoRete, un gruppo di coworking, coliving, fablab, makerspace e realtà collaborative che operano nella città metropolitana di Roma; Studio Superfluo, un collettivo di professionisti che si occupa di design sostenibile, produzione artigianale, arredi su misura e progettazione partecipata; DonApp, una piattaforma di shopping etico; IOTA-Internet Of Things Augmented, un dispositivo che abilita tutti gli oggetti a dialogare tra di loro. Un centinaio gli studenti provenienti da Master diversi che hanno partecipato e che, attraverso la metodologia dell’hold-up, hanno lavorato a gruppi allo sviluppo di soluzioni creative alle sfide presentate dagli imprenditori. L’hold-up si configura come una tipologia di workshop innovativo attraverso il quale viene fatta emergere l’intelligenza collettiva di un gruppo. This is how #collectiveintelligence empowers even single people :) #sensestorming pic.twitter.com/YOpElSwuGb — Guglielmo Apolloni (@guglielmoa) 8 aprile 2016 La giornata è iniziata con una prima fase in plenaria, durante la quale il Professor Francesco Rullani, coordinatore di ERShub, ha introdotto e contestualizzato l’evento, il team di MakeSense si è presentato e gli imprenditori hanno descritto le loro attività e le loro sfide. Sulla base dei propri interessi gli studenti si sono divisi in sei gruppi di lavoro, uno per ogni imprenditore sociale. Coordinato dai facilitatori di MakeSense, ogni gruppo ha affrontato con le proprie idee e proposte una fra le sei sfide proposte: creare una community, aumentare i partner, trovare applicazioni concrete per il proprio dispositivo, comunicare in maniera comprensibile ai non addetti ai lavori, migliorare il business model, raggiungere un nuovo segmento di mercato. Nel tardo pomeriggio l’evento si è concluso con la restituzione in plenaria dei risultati raggiunti da ogni gruppo: applicare l'Internet of Things alla mobilità, coinvolgere gli influencer, creare e consolidare partnership sono solo alcune delle idee emerse per migliorare concretamente le attività degli imprenditori sociali. Il SenseStorming ha rappresentato l'occasione per stimolare la creatività collettiva e per rendere consapevoli gli studenti dell'impatto sociale delle attività economiche, mettendoli in contatto con numerose realtà dell'imprenditoria sociale e consentendogli in futuro di potervi partecipare e contribuire attivamente. Complimenti a studenti, imprenditori sociali e a @MakeSenseTwitts per l'ottimo lavoro svolto oggi al #SenseStorming! pic.twitter.com/d8Be4D2mpV — LUISS BusinessSchool (@LUISSBusiness) 8 aprile 2016  26/04/2016

20 Aprile 2016

L’Italia nel Mediterraneo: interessi economici tra Nord Africa e Medio Oriente

Dal Nord Africa e dal Medio Oriente giungono sfide per la politica mondiale, che si trova a cercare soluzioni concrete ed immediate ad un insieme sempre più complesso di situazioni allarmanti, di difficile contenimento, come i conflitti, le guerre, la scarsità di risorse, povertà e fame, le migrazioni di massa e i tragici episodi di terrorismo internazionale. Le reazioni possono generare atteggiamenti di chiusura, ostilità e insicurezza dilagante. Situazioni allarmanti che sfociano in quell’ondata di disordine che oggi investe il Mediterraneo, in un momento cruciale per i futuri equilibri di potere della diplomazia occidentale. Dalla Siria alla Libia, passando per l’Iraq, il nostro Paese è chiamato a ricoprire un difficile ma importante ruolo, sia a livello decisionale, che nelle operazioni concrete di intervento. Un delicato momento storico che marca un’epoca di rischioso e ineluttabile protagonismo, anche alla luce degli interessi economici e dei legami che l’Italia è stata in grado di sviluppare dal Dopoguerra ad oggi, anche nei confronti di alcune regioni ‘critiche’. In questi contesti di rapida evoluzione, movimento e scambio, l’insieme dei valori, dell’identità, del patrimonio culturale e la stessa coesione politica interna mettono a dura prova i vertici istituzionali. Un’occasione di approfondimento e confronto su queste tematiche sensibili è stata proposta ieri dalla LUISS Business School durante la tavola rotonda intitolata “L’Italia nel Mediterraneo: interessi economici tra Nord Africa e Medio Oriente”, in collaborazione con AGOL, Associazione di Giovani Opinion Leader che operano nel mondo della comunicazione, dei public affairs e delle professioni internazionali. L’incontro è stato moderato della professoressa Michela Mercuri, fellow di AGOL Milano. Tra i rappresentanti del mondo d’impresa, interessante è stato l’intervento del Consigliere Pasquale Salzano, Direttore Affari Istituzionali ed Executive Vice President di Eni. Sul fronte dei media, la Business School ha potuto avvalersi del contributo di Alberto Negri, inviato speciale del Sole 24 Ore (per il quale ha viaggiato in Africa, Medio Oriente e nei Balcani), per poi offrire l’esperienza sul campo del Generale Marco Bertolini, a capo del Comando Operativo di Vertice Interforze. «Nell'attuale e difficile congiuntura internazionale, le Forze Armate si riappropriano del loro ruolo principale di attori privilegiati di politica estera per la tutela di interessi nazionali» – ha affermato il Generale - «interessi che non si limitano alla semplice difesa. Un ruolo attivo, e non solo di risposta» - continua il Generale - «nel quale le Forze Armate giocano alla pari con le altre istituzioni nazionali. Soprattutto, per il bacino del Mediterraneo, scosso da tensioni e frizioni che lo confermano ancora "centro del mondo”, nonostante previsioni che lo vorrebbero posizionare nella moderna periferia» - conclude il Comandante del COI. Gli sforzi economico-finanziari, e il continuo impegno della politica estera italiana messi in atto nel quadrante nordafricano e levantino, costituiscono tuttavia una fonte di grandi opportunità per un rilancio del Paese, che può emergere come leader nel guidare la ripresa. Partendo da questa presa di coscienza, il dibattito ha affrontato aspetti e andamenti economici, politici, senza trascurare quelli strategici legati alla sicurezza. Dal confronto, sono stati messi in luce punti di forza, ma anche di debolezza che l’Italia ha lasciato irrisolti, proponendo idee e spunti di riflessione per un suo rilancio, in virtù degli interessi economici e asset geopolitici nella sponda Sud (dal Nord Africa al Maghreb e, ad Est, verso il Mediterraneo orientale e il Medio Oriente, infatti, passa la direttrice forse più rilevante per le operazioni di politica estera dell’Italia, se si considera il punto di vista geografico e geopolitico, la prospettiva di proficuo scambio di risorse, unito al vantaggio di inserirsi in nuovi mercati. Posizionamenti che inciderebbero favorevolmente sugli andamenti di crescita sia dell’Italia che dei suoi partner commerciali. «L’energia, presupposto indispensabile per crescita economica e sviluppo locale, può diventare un fattore chiave di stabilità nel Mediterraneo» - afferma Pasquale Salzano di Eni - «e le straordinarie scoperte energetiche nell’area rappresentano una concreta opportunità di cooperazione sia a livello regionale, sia con l’Unione Europea e con l’Italia. Attraverso strategie comuni di condivisione delle infrastrutture, si ottimizzerebbe lo sfruttamento delle rilevanti risorse disponibili, promuovendo la creazione di un ‘hub del gas’ nel Mediterraneo Orientale. Questo processo – aggiunge Salzano - «potrebbe favorire una crescita più inclusiva e sostenibile di tutto il Mediterraneo e contribuire alla sicurezza e competitività energetica europea, rafforzando il corridoio Sud-Nord» - conclude Salzano. Paolo Boccardelli, Direttore LUISS Business School, ha poi ricordato l’importanza che anche la formazione delle giovani generazioni che si avviano alla carriera diplomatica e internazionale può rivestire per le aree considerate. «In questo contesto – ha detto Boccardelli - la formazione per prepararsi al dialogo con questi Paesi assume un’importanza fondamentale.» Continua Boccardelli – «Una migliore e rinnovata gestione del fenomeno delle migrazioni nel Mediterraneo si può raggiungere anche rafforzando le relazioni tra l'Ue e i Paesi di origine dei migranti, studiandone da vicino i nuovi equilibri e potenziali dinamiche che possono apportare risvolti benefici agli operatori economici e al ‘Sistema Impresa’, sempre coscienti e preparati a quelle minacce che l’apertura e le relazioni con Paesi e culture, spesso differenti e lontane da quella europea, possono comportare. In questo ambito, la LUISS, attraverso il patrimonio di competenze specialistiche della sua Business School e della School of Government, ambisce a giocare un ruolo di rilievo a supporto del Paese e delle imprese» - conclude Boccardelli, accennando ad alcuni percorsi formativi specialistici proposti dalla LUISS Business School, anche in collaborazione con la LUISS School of Government. «Una tavola rotonda che ha proposto - tanto ad AGOL quanto ai partecipanti, agli studenti ed ex-studenti LUISS Business School - importanti spunti per analisi degli attuali interessi economici e asset strategici delle realtà imprenditoriali e degli stakeholder italiani» - commenta Mercuri di AGOL nei suoi interventi di moderazione - «Stabilizzazione e sviluppo, due parole-chiave interconnesse, leitmotiv del dibattito, due facce della stessa medaglia e sfida del Mediterraneo, su cui istituzioni, organizzazioni, imprese e, anche il mondo accademico, devono continuare a ragionare» - osserva la Mercuri -  «con l’obiettivo di individuare soluzioni ed azioni pratiche per guardare al Nord Africa, e al Medio Oriente, come nuove rotte per gli investimenti.» 20/04/2016

18 Aprile 2016

Managing Mega-projects challenges, keynote speech by Mark Thurston

On May 19, 2016 from 6:00 pm to 8:00 pm, as part of the 4th International Mega-Projects Workshop, an evening session will be held at LUISS Business School with the Keynote Speaker Mark Thurston, Regional Managing Director at CH2M. The session will be focused on major UK programmes, with the participation of high-profile discussants. The UK has seen a renaissance in infrastructure investment in the last 10-20 years, from the new terminal 5 at Heathrow airport, the London 2012 Olympic and Paralympic Games, Crossrail, Thames Tideway tunnel and now High Speed 2, Crossrail 2 and potentially further airport expansion at Heathrow for a third runway. This has been noticed, not just nationally but it has also attracted global interest from academics, the engineering and construction supply chain and clients from as far as Canada, the Middle East and Asia. The draw and development of organisational capability and leadership resources, the understanding of “what good looks like” and the understanding of the critical factors that drive successful outcomes have all become much better understood and are being actively shared around the UK “major projects” community. The talk will be based on the perspective and experience of Mark Thurston and his organisation’s participation in some of these major programmes. Session agenda 6pm – 8pm Room 211 Evening Session: “Managing Mega-project challenges: lessons from major UK programmes” Welcome Massimo Egidi (LUISS Guido Carli, Rector) Luigi Marengo (LUISS Guido Carli) Carla Messikomer (PMI) Andrea Prencipe (LUISS Guido Carli) Keynote Speaker Mark Thurston (CH2) Discussants Gernot Grabher (HafenCity University Hamburg) Raymond E. Levitt (Stanford University) Q&A The present event release 2 PDU (A category). The event will take place in Room 211, at LUISS Business School – Viale Romania 32, Rome (Italy). For further information: project.management@luiss.it. For organisational matters, registration is required. REGISTER   (“PMI is a registered mark of the Project Management Institute, Inc.”)

14 Aprile 2016

La sfida del Cloud Ibrido nell’era del digitale

Uno studio condotto su oltre 500 responsabili decisionali a livello mondiale rivela che le organizzazioni integrano sempre più le risorse cloud con l’IT tradizionale, per rispondere a esigenze dinamiche e a priorità di business specifiche. E tale trend continuerà ad evolvere di pari passo con la sempre maggiore adozione del cloud, da parte delle aziende sempre più digitali. I dati più recenti, mostrano che oltre l’80% delle organizzazioni IT passerà ad architetture di Cloud Ibrido entro il 2017.[1] Sostenere l’innovazione del “sistema Paese”, offrendo nuovi modelli di utilizzo della tecnologia in linea con le esigenze dell’era digitale, è quanto perseguito dalle strategie aziendali nelle realtà leader del settore IT, e da quanti intendano restare al passo con la grande rivoluzione del digitale. Anche la LUISS Business School, per affrontare queste tematiche, ha ospitato un seminario dedicato alla “Trasformazione digitale e Cloud Ibrido”, in collaborazione con IBM Italia.  La trasformazione digitale interessa il modo in cui aziende e amministrazioni interagiscono con i propri utenti finali. Oggi, sono possibili nuovi modelli operativi. I dispositivi mobile e i social consentono di intercettare gusti, tendenze, necessità dei consumatori e la stessa produzione dei servizi digitali viene abilitata da piattaforme di sviluppo agili e in grado di soddisfare la domanda in tempi rapidi. Il Cloud Computing è l’ambiente operativo d’eccellenza per la trasformazione digitale a costi contenuti, con ampia scalabilità al crescere della domanda e rapidità di realizzazione di nuovi servizi. Ne hanno discusso il 12 aprile esperti di settore, tra i quali: il guest speaker  Cristiano Cannarsa, Presidente e Amministratore Delegato di Sogei SpA, riconosciuto nel settore per i ruoli importanti già ricoperti in grandi aziende pubbliche e private, Biagio De Marchis, Vice President Enterprise di IBM Italia, Andrea Viarengo, Cloud Services Leader di IBM Italia, e Paolo Boccardelli, Direttore LUISS Business School. Un Cloud Ibrido completa il potenziale dell’IT tradizionale con le necessità di evoluzione digitale. È definito “ibrido” in quanto rappresenta l’integrazione tra IT tradizionale e le diverse modalità di fruizione del cloud stesso, condividendo i vantaggi dei diversi cloud, pubblici e privati, ovviando alle debolezze e massimizzandone la flessibilità. Infrastrutture e servizi vengono amalgamati in una vista unica, facendo cadere le barriere tra provider interno ed esterno e in un insieme di sistemi in grado di condividere risorse e dati nel rispetto della sicurezza richiesta. «Riconosciamo l’importanza delle nuove tecnologie e gli impatti sui modelli di business. Lavoriamo  con impegno a fianco delle aziende partner che puntano all’innovazione» - ha introdotto il Direttore di LUISS Business School, Paolo Boccardelli, nel saluto d’apertura. «Abilitare la trasformazione digitale contribuisce al processo di innovazione del nostro Paese, obiettivo di IBM in Italia e della sua collaborazione con la Scuola. La trasformazione digitale di aziende e amministrazioni è oggi necessaria e imprescindibile perchè il Paese possa giocare un ruolo di leadership a livello internazionale» - afferma Biagio De Marchis, Vice Presidente IBM Italia. «Dall'integrazione dell’Internet of Things, del mobile e dei social stanno emergendo nuovi modelli di creazione di valore, che portano vere e proprie discontinuità con i modelli passati. La trasformazione digitale si realizza con il Cloud, l'ambiente operativo di elezione per creare nuovi modelli di servizio. Cloud, che nella visione IBM, deve essere ibrido e connesso ai sistemi core di aziende e amministrazioni.» «Sogei sta puntando sulla Digital Transformation» - ha affermato Cristiano Cannarsa per Sogei, di cui è Presidente e Amministratore Delegato - «sia in termini di risorse umane, attraverso un processo di gestione e innovazione delle competenze, che di ottimizzazione degli investimenti. La Digital Organization in Sogei è la struttura dedicata allo sviluppo del processo di condivisione aziendale che è attuato anche con l’istituzione del “Digital Board”. La scelta del Cloud Ibrido consente alti livelli di servizio e una migliore gestione delle risorse.» - aggiunge Cannarsa  - «Il 2015 è stato un anno straordinario per i servizi digitali» - continua Cannarsa - «l'anno della fatturazione elettronica per la PA, del lancio della dichiarazione precompilata dell'Agenzia delle Entrate, delle ricette elettroniche e molte altre novità nella digitalizzazione dei servizi delle Amministrazioni. Per il 2016, Sogei registra il positivo bilancio delle attività tecniche con l’inserimento nella dichiarazione delle spese sanitarie. Attraverso l'infrastruttura, il Sistema di Interscambio per la Fatturazione Elettronica e il sistema multiservizi che si apre verso il mondo degli operatori economici e delle PPAA, si raggiunge, inoltre, l’importante risultato di 200mila fatture ricevute al giorno». Sogei è la società IT del Ministero dell’Economia e delle Finanze in crescente espansione. L’Ing. Cannarsa, attuando una strategia basata sull’innalzamento del livello di innovazione dei servizi erogati e sulla concreta attuazione della Digital Transformation, pone Sogei in una posizione strategica nel processo di digitalizzazione del ‘Sistema Italia’. «La rivoluzione digitale è alla base della trasformazione del business e il cloud è il fattore abilitante di questo processo evolutivo. Il cloud, soprattutto nella sua modalità ibrida, consente di valorizzare  gli investimenti già effettuati, integrando le infrastrutture ed i servizi esistenti con quanto nasce invece nel cloud, dando corpo ad una realtà in continuo divenire.» Così Andrea Viarengo, Cloud Sales Leader di IBM Italia, nel suo contributo di cui si è avvalsa la LUISS Business School nello svolgimento della serata formativa. Il Cloud Computing è un paradigma di erogazione di risorse informatiche come l’archiviazione, l'elaborazione o la trasmissione di dati, caratterizzato dalla disponibilità on demand via Internet e a partire da un insieme di risorse preesistenti e configurabili. I sistemi di Cloud Computing sono stati criticati principalmente per l'esposizione degli utenti a rischi che possono evolversi, ad esempio, come nel caso della sicurezza. Rischi e incertezze che fanno ormai parte delle iniziali esitazioni nell’adottare il cloud. Oggi è possibile considerare sicuro il Cloud Ibrido, anche se è necessario un adeguato approccio alla sicurezza informatica in linea con le nuove esigenze. Uno dei maggiori rischi iniziali nell’applicazione di un Cloud Ibrido fu proprio la mancanza di consistenza operativa, aspetto che oggi è indirizzato da sistemi di orchestrazione e gestione che introducono livelli di astrazione tali da rendere la piattaforma trasparente per il gestore. Al cuore di questa trasformazione, si trovano anche gli sviluppatori – una popolazione destinata a raggiungere i 25 milioni entro il 2020[2] - responsabili di creare nuovi framework per il cloud e sviluppare i nuovi prodotti, app e servizi. Sulla Digital Transformation e Cyber Security, LUISS Business School ha apportato un contributo d’avanguardia con la creazione del nuovo Centro Studi in Business Transformation, che ha visto, in apertura ufficiale, la presenza del Ministro dell’Interno Angelino Alfano, evidenziando la crucialità della sicurezza dei dati e delle informazioni in epoca di progressiva e rapida digitalizzazione. «Il Centro è luogo dove poter espandere l'uso della tecnologia aziendale, concepita in modo completamente nuovo, come fonte di innovazione e opportunità» - ha aggiunto Boccardelli - E la nostra Scuola apporta un contributo-chiave nel rispondere ai conseguenti cambiamenti di queste dinamiche – conclude il Direttore, «prioritizzando l’obiettivo ‘Innovation’, uno dei punti di forza su cui la LUISS Business School ha acquisito l’accreditamento presso il marchio internazionale EQUIS.» [1] Fonte: IBM, da IDC CloudView Survey 2015, Public Cloud Tracker. [2] Fonte: IBM, da Global Developer Population and Demographic Study Volume I, 2015. IL VIDEO DELL'EVENTO LE FOTO DELL'EVENTO 15/04/2016

13 Aprile 2016

Terra e buoi dei paesi tuoi. Scuola, ricerca, ambiente, cultura e capitale umano: quando l’impresa investe nel territorio

Il 18 aprile un convegno organizzato in collaborazione con UTET per presentare il libro dell’economista Marco Magnani. Ha ancora senso per le imprese investire nel territorio? Nonostante la crisi economica, la globalizzazione e la rivoluzione digitale, la risposta è sì. Secondo l’economista Marco Magnani, il territorio può costituire per l’impresa addirittura un inatteso vantaggio competitivo. Paradossalmente l’impresa non deve fare filantropia, ma investire nel territorio per interesse, quasi per egoismo. Un egoismo lungimirante – o un altruismo interessato – perché territorio e impresa crescono insieme. Solo così il rapporto sarà virtuoso, duraturo e sostenibile. Ma è anche fondamentale che il territorio cambi pelle: in un mondo che si trasforma, deve offrire maggiori opportunità, attrarre capitale umano ed eccellenze, stimolare la collaborazione, valorizzare tradizioni ma anche recepire nuove tecnologie. Questa è la chiave per un “nuovo Rinascimento”. Il territorio va oltre i confini geografici del luogo di origine dell’impresa o di quello fisico in cui produce. Comprende anche scuola e ricerca, ambiente e cultura, filiera e dipendenti, giovani e sport. Magnani indaga i fattori che determinano oggi il successo o il declino di un territorio e delle sue imprese; racconta vite di imprenditori e progetti visionari; illustra best practice raccolte nella provincia italiana e le confronta con l’esperienza delle multinazionali. PROGRAMMA Saluto e intervento introduttivo Giovanni Lo Storto, Direttore Generale LUISS Guido Carli Interventi Luigi Abete, Presidente BNL Gruppo BNP Paribas Pina Amarelli, Presidente Liquirizia Amarelli Paolo Boccardelli, Direttore LUISS Business School Enrico Loccioni, Presidente Gruppo Loccioni Marco Magnani, Harvard University e LUISS La presentazione si svolgerà il 18 aprile alle ore 17:00 in Sala delle Colonne a Viale Pola, 12. REGISTRATI

30 Marzo 2016

Una formazione sulla fiscalità internazionale per otto Ufficiali della Guardia di Finanza

Il prossimo 4 aprile alle ore 9.00 presso la LUISS Business School, aggiudicataria del bando per la formazione per la fiscalità internazionale degli Ufficiali del Corso Superiore di Polizia Tributaria, si inaugurerà l’inizio dell’attività formativa sul tema della Pianificazione Fiscale Internazionale, modulo del Master Universitario di II livello in Diritto Tributario, Pianificazione Fiscale e Contabilità d’Impresa. A valle dei saluti istituzionali da parte dei vertici della LUISS Guido Carli e un’introduzione dei due Direttori del Master, Prof.ssa Livia Salvini e Prof. Giuseppe Melis, il programma prevede la partecipazione del Comandante Generale Prof. Saverio Capolupo, il quale, assieme al Prof. Giovanni Puoti, introdurrà gli allievi all’attività didattica. Sono 8 gli Ufficiali della Guardia di Finanza che frequenteranno presso la LUISS Business School l’intero modulo, il quale si aggiunge ad un programma composito della durata di due anni che prevede lo sviluppo di competenze manageriali e professionali a fianco all’approfondimento di tematiche relative ai comportamenti organizzativi. Al termine del percorso gli Ufficiali conseguiranno il titolo di studio rilasciato dal Master di II livello e verranno indirizzati alla carriera dirigenziale all’interno del corpo di appartenenza. Il programma è testimonianza dell’attenzione profusa dalla Guardia di Finanza per una formazione qualificata necessaria alla crescita professionale e al continuo aggiornamento del proprio personale. La risposta a tale esigenza non poteva che essere la LUISS Business School, la Scuola di Business e Management dell’Università LUISS Guido Carli di Roma, recentemente accreditata EQUIS. Scopri il Master

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