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30 Giugno 2021

Expo 2020 Dubai: la strategia per le PMI targata Luiss Business School e SACE

Digitalizzazione, competenze trasversali, economie di filiera, sostenibilità: ecco le coordinate per le piccole e medie imprese emerse dall'incontro a Villa Blanc organizzato da Luiss Business School sotto la regia di SACE per celebrare la conclusione dell'Export Champion Program «Le sfide e le opportunità offerte dagli Emirati Arabi Uniti sono tantissime – ha spiegato Pierfrancesco Latini, Amministratore Delegato SACE durante l'evento Expo 2020 Dubai: il Made in Italy riparte dagli EAU del 22 giugno a Villa Blanc, Roma - L'export si è ridotto del 16 % a causa della crisi pandemica, ma ci si aspetta una ripresa importante. Nei primi mesi del 2021 è stato registrato un +22% con prospettive ancora più rosee nel 2022». Tra i settori più interessanti per le aziende italiane ci saranno quello delle infrastrutture; l'agritech e l'agrifood, dai macchinari al prodotto finale; e le energie rinnovabili, un settore su cui tutto il Medioriente sta puntando molto. Ma gli Emirati Arabi Uniti non sono il nuovo Eldorado: è un Paese che pretende eccellenza, obiettivo che si può raggiungere attraverso la formazione dei manager con competenze trasversali, economia di filiera, sostenibilità e digitalizzazione. Il valore della digital transformation L'Unione Europea stima che da qui al 2025 ci sarà un incremento di dati pari al 530%, generando un valore di 829 miliardi di euro per la data economy, creato grazie a 11 milioni di professionisti in questo ambito. Ci sarà anche una crescita sostanziale delle digital skill, che farà in modo da assicurare competenze digitali di base ad almeno il 65% della popolazione europea.  «Fino a qualche tempo fa la digitalizzazione era letta come una grande minaccia. Dopo la pandemia invece appare come una grande opportunità. Basti pensare a ciò che la digital transformation ha permesso di fare con la campagna vaccinale. Il nostro mondo è cambiato attraverso le piattaforme digitali», spiega Paolo Boccardelli, Direttore Luiss Business School. «Ora ci sono delle sfide importanti da cogliere – continua Boccardelli. – La prima è quella delle infrastrutture. Nell'economia 5.0 serve la banda ultralarga per creare una società Gigabyte, che permetta di fruire contenuti e servizi in cloud, motore della trasformazione economica, in maniera istantanea e rapida per tutte le pmi. Il secondo punto sono i servizi, seguiti dalle competenze digitali, ambito in cui l'Italia è all'ultimo posto in Europa. Il vero motore di cambiamento sarà dunque la sinergia tra connettività, servizi e competenze». «L'Italia ha fatto passi in avanti nella digitalizzazione ma c'è molta strada ancora da fare rispetto ad altri Paesi dell'Europa occidentale – sottolinea Matteo Caroli, Associate Dean per l’internationalization Luiss Business School. – Le imprese innovative sono quelle che hanno maggiormente successo all'estero, fattore che sottolinea l'importanza di muoversi con investimenti in questa direzione, con una politica di innovazione per la digitalizzazione delle PMI». Questo aspetto interessa anche il dialogo con il cliente internazionale e la sostenibilità. «Il tema ambientale è al centro dei processi di sviluppo dei paesi emiratini. Le imprese che riescono a innovare in chiave di sostenibilità si affermano. Sace ha lanciato molte iniziative a sostegno delle imprese eccellenti sul piano ambientale, modalità per essere competitivi a livello internazionale. Su questo fronte siamo leader di alcune filiere della cosiddetta green economy, come l'energia». Il ruolo chiave della formazione Entrare in un mercato importante e particolare quello dei Paesi del Golfo richiede competenze trasversali, ma anche la consapevolezza che è la filiera la leva su cui puntare. «È di grande importanza acquisire competenza di natura comportamentale, negoziale, per essere efficaci nelle sedi estere – continua Caroli – Inoltre, bisogna acquisire le capacità di ripensare e gestire il proprio business model e comprendere che si possono cogliere grandi opportunità se si opera in un nuovo mercato all'interno di una filiera. In Paesi come gli Emirati Arabi Uniti la singola azienda ha poche chance. Per questo la sfida è quella di sviluppare un'offerta di alta formazione per sviluppare competenze manageriali di alto profilo». Il managerial gap, cioè quelle carenze di competenze manageriali, non può più essere un ostacolo alla crescita. Oggi la formazione di questo apparato di conoscenze è molto più complessa perché non si tratta solo di creare competenze professionali, ma di avere anche una visione più complessa del ruolo del manager. «Servono competenze per comprendere gli scenari geopolitici – spiega Boccardelli – Per questo si punta a creare una formazione T-shape, con una verticalizzazione profonda su specifiche aree, ma con competenze trasversali che permettono ai manager e ai leader di comprendere l'evoluzione geopolitica e l’economia digitale. Lo permettono programmi come Export Champion Program». «L'obiettivo – aggiunge Latini - è affiancare le imprese italiane sul mercato domestico». La partnership con Luiss Business School ha permesso un rafforzamento del programma Sace Education, che promuove un programma formativo e integrato per promuovere export, internazionalizzazione, green new deal e digitalizzazione nelle imprese italiane. Tra questi, la preparazione a Expo 2020 Dubai è uno dei pilastri. «L'innovazione è la chiave per entrare in questo paese – aggiunge Nicola Lener, Ambasciatore d’Italia ad Abu Dhabi – È un'economia che punta sulla diversificazione dei servizi della manifattura, sulla conoscenza e sulla connettività, che è il tema principale di Expo». Il primato dell'e-commerce nel mercato emiratino, dove c'è un'alta domanda di Made in Italy mostra forti potenzialità di sinergie con l'Italia, Paese a cui si guarda con grande interesse per le capacità di costruzione infrastrutturali e per l'automazione industriale, dove la digitalizzazione sta rivoluzionando la manifattura. Gli Emirati Arabi sono un mercato in grandissimo sviluppo: le cose che in Europa accadono in mesi, o anche in anni, qui accadono in settimane. Per questo ci vuole velocità di esecuzione, data da competenze e visione. 30/06/2021

16 Giugno 2021

Expo 2020 Dubai: il Made in Italy riparte dagli EAU

L’assegnazione a Dubai dell’Expo 2020, la prima esposizione universale che si svolge in un Paese del Medio Oriente, ha portato ottime aspettative di crescita in termini di investimenti: Expo Dubai vedrà infatti la partecipazione di oltre 200 Paesi trasformando la città emiratina in una vetrina mondiale in cui le nostre imprese potranno promuovere le loro eccellenze, un ponte di penetrazione commerciale nella regione di Medio Oriente, Nordafrica e Asia del sud. Se ne discuterà insieme ai principali rappresentanti SACE e Luiss Business School, analizzando come la strategicità di Expo 2020 Dubai possa costituire un vero e proprio trampolino per la ripartenza del Made in Italy. Attraverso l’importante contributo dell’Ambasciata Italiana negli EAU discuteremo inoltre delle importanti opportunità del piano UAE Vision 2021, che richiama sei priorità nazionali e relativi settori chiave dell'azione di governo nei prossimi anni. Chiuderemo l’evento parlando di finanza sostenibile come leva di vantaggio competitivo e il ruolo delle Export Credit Agency, ascoltando la testimonianza diretta di aziende che operano già nel mercato del Golfo. L’evento sarà trasmesso in diretta streaming dalla sede Luiss Business School di Villa Blanc di Roma. La partecipazione è gratuita, clicca nel banner qui in basso per riservare un posto. RISERVA UN POSTO AGENDA 16:00 - 16:10 Apertura lavoriMariangela Siciliano, Head of Education, SACE 16:10 - 16:40 Panel istituzionale "Expo 2020 Dubai: un trampolino per la ripartenza del Made in Italy"Pierfrancesco Latini, Amministratore Delegato SACEPaolo Boccardelli, Direttore Luiss Business SchoolNicola Lener, Ambasciatore d’Italia ad Abu DhabiMatteo Caroli, Associate Dean per l’Internazionalizzazione Luiss Business School 16:40 - 17:00 The UAE Industrial Strategy "Operation 300bn"Ambasciata degli Emirati Arabi Uniti in ItaliaAli Al Nuaimi, Head of Economic Affairs Section 17:00 - 17.15 Expo 2020 Dubai: la competitività italiana tra sostenibilità e resilienzaPaolo Glisenti, Commissario Generale dell’Italia a Expo 2020 Dubai 17:15 - 17:40 La finanza sostenibile quale leva di vantaggio competitivo e il ruolo delle Export Credit AgenciesMassimo Falcioni, CEO Etihad Credit InsuranceLivio Mignano, Head of International Network SACE 17:40 - 18:20 Panel aziende "L’eccellenza italiana ad Expo tra innovazione, artigianalità e approccio di filiera"Marco Nori, CEO IsolfinMarianna Saragaglia, General Manager Cortem Group Middle EastFranco Caimi, AD Caimi Brevetti 18:20 - 18:30 Chiusura lavori

04 Giugno 2021

Formazione integrata a supporto di export, green e infrastrutture: si consolida la collaborazione tra SACE e Luiss

Si rafforza la collaborazione con la Luiss Business School attraverso un programma formativo integrato: dai servizi assicurativo finanziari a supporto dell’export, fino a investimenti green e infrastrutture anche digitali a favore delle PMI  Promuovere la crescita delle imprese italiane, partendo dalla tradizionale expertise di SACE legata ai temi assicurativo finanziari a supporto dell’export e dell’internazionalizzazione, e integrandola con la nuova operatività legata al Green New Deal ed allo sviluppo delle infrastrutture. Con questi obiettivi, si rafforza la collaborazione tra SACE e l’Università Luiss Guido Carli che, nell’ambito di un accordo più ampio, vedrà come primo risultato concreto il lancio, a settembre, della prima edizione dell’Executive Programme in Export Management. Questo programma post laurea è, infatti, sviluppato dalla Business School dell’Ateneo in sinergia con SACE Academy, l’hub di formazione accademica di SACE, erogata in collaborazione con alcune delle principali università italiane e rivolta a neolaureati e giovani professionisti, che sostiene la crescita delle imprese italiane in Italia e all’estero. L’intesa, finalizzata alla promozione di iniziative e interventi a supporto delle aziende, con particolare attenzione alle PMI, è stata siglata oggi a Villa Blanc nell’ambito di un incontro fra l’Amministratore Delegato di SACE Pierfrancesco Latini, il Direttore Generale dell’Università Luiss Guido Carli Giovanni Lo Storto e il Direttore di Luiss Business School Paolo Boccardelli. Nell’ambito dell’accordo, i partner si impegnano a rafforzare le attività formative congiunte rivolte al mondo delle imprese italiane e dei giovani professionisti, per sviluppare competenze tecnico-specialistiche sui temi assicurativo finanziari legati all’export ed all’internazionalizzazione, al Green New Deal ed alle infrastrutture, mettendo a fattor comune le rispettive competenze. L’accordo ha, inoltre, lo scopo di analizzare le esigenze delle aziende e facilitare il contatto tra SACE e potenziali clienti interessati ai prodotti e ai servizi a loro disposizione, grazie al coinvolgimento della divisione Open Consulting di Luiss Business School, che affianca aziende e istituzioni con un approccio di consulenza fondato sull’integrazione delle eccellenze e sulla cooperazione di sistema. Una ulteriore valorizzazione dei contenuti della collaborazione sarà infine offerta mediante l’organizzazione di iniziative di comunicazione, tavoli tematici, incontri o webinar con aziende, associazioni di categoria e istituzioni territoriali, con la partecipazione dei rispettivi referenti sul territorio. “La nostra collaborazione con l’Università Luiss Guido Carli e con Luiss Business School si amplia coerentemente con l’evoluzione del ruolo di SACE”,ha commentato l’Amministratore Delegato di SACE Pierfrancesco Latini. “Una collaborazione che poggia su solide basi:l’attività formativa congiunta, infatti, è stata avviata con successo lo scorso anno ed ha coinvolto oltre 300 aziende italiane nel progetto Export Champion Program, focalizzato sulla formazione legata ai prodotti e servizi assicurativo e finanziari di SACE, e giunto alla sua seconda edizione. Con questo accordo, quindi, consolideremo le sinergie per promuovere tra le PMI l’importanza non solo dell’export e dell’internazionalizzazione, ma anche del Green New Deal e dello sviluppo delle infrastrutture, anche digitali, favorendo la formazione su tematiche che ci vedono impegnati sul mercato con i nostri prodotti a supporto delle imprese e del sistema finanziario”. “Questa partnership sottolinea l’importanza che la formazione manageriale assume in una fase così delicata per il nostro sistema delle imprese. C’è bisogno di ripensare i modelli di business, i processi produttivi e le logiche di sviluppo internazionale delle aziende italiane, facendo leva su competenze che mettano al centro capacità di innovazione, sostenibilità e trasformazione digitale. Imprenditori, manager e professionisti si confrontano oggi con una dimensione internazionale profondamente diversa, nella quale la pandemia ha accelerato i processi di cambiamento e trasformato i fattori competitivi di interi settori industriali. Per questo, oggi più che mai è fondamentale formare persone con competenze ed esperienze “larghe”, che siano in grado di creare valore per le imprese italiane, contribuendo così al rilancio e alla crescita della nostra economia, anche in una prospettiva internazionale” ha commentato Giovanni Lo Storto, Direttore Generale Luiss Guido Carli. “In un panorama complesso come quello in cui le aziende si trovano ad operare – è il commento di PaoloBoccardelli, Direttore Luiss Business School– grandi opportunità sono offerte da un accordo che trova il suo valore nel ben calibrato mix di competenze fra l’alta formazione manageriale e l’infrastruttura di riferimento per le imprese italiane che intendono rafforzare o ridefinire le proprie geografie di sviluppo. Oltre all’acquisizione di tecnologie utili nella gestione dei trend in essere da tempo, quali la trasformazione digitale, una nuova globalizzazione e l’emergere del regionalismo, questa collaborazione punta ad inquadrare crescita, formazione del capitale umano (soprattutto nelle aree del digitale) e ridefinizione delle catene del valore quali grandi opportunità di rilancio per le aziende del Paese”. 4/6/2021 

24 Maggio 2021

Export Champion Program, il boost di Luiss Business School e SACE per conquistare Dubai

Al via la seconda edizione del programma formativo promosso da SACE Education, in collaborazione con Luiss Business School, rivolto alle imprese esportatrici con focus sui Paesi del Golfo per approfondire tutte le opportunità per il Made in Italy Quali occasioni attendono le aziende italiane nei Paesi del Golfo? E quali sono i rischi da evitare? Alla vigilia di Expo Dubai 2021, con l'obiettivo di rimettere al centro del contesto economico internazionale le aziende italiane, parte la seconda edizione del programma Export Champion Program. Realizzato da SACE in collaborazione con Luiss Business School, questo percorso formativo tecnico-manageriale ha un obiettivo fondamentale: fornire alle PMI italiane gli strumenti formativi per cogliere le opportunità che il mercato dei Paesi del Golfo offrono, senza correre rischi inutili. «L'economia del nostro Paese ha retto grazie alla dimensione macroeconomica dell'export – spiega Matteo Caroli, Associate Dean per l'Internazionalizzazione Luiss Business School. – Partecipare a un'azione di rafforzamento nella competizione internazionale delle aziende italiane attraverso la formazione è un grande onore per Luiss Business School. Il successo sta sempre più nella collaborazione tra settore pubblico e privato, che così possono produrre valore a beneficio dell'intera connettività». I mercati arabi sono il primo sbocco per l'export italiano: l'area Menasa assorbe il 30% dell'export italiano totale nel mondo. È una delle zone del mondo che sta dando segnali di forte ripresa. All'orizzonte c'è Expo Dubai 2020. Secondo Paolo Glisenti, Commissario Generale dell'Italia a Expo 2020 Dubai, «Expo sta diventando un hub per le filiere di imprese. Le PMI saranno protagoniste dell'Expo. In più, negli ultimi mesi sono nati 21 incubatori ed acceleratori negli Emirati Uniti che mirano ad attirare startup italiane interessate ad alimentare rapporti con l'area, anche per fare sviluppo delle proprie produzioni». «Questa nostra iniziativa – spiega Rodolfo Errore, Presidente SACE – ha l’obiettivo di aiutare le PMI italiane fornendo loro gli strumenti giusti per andare all’estero perché l’internazionalizzazione non si può improvvisare. L’approccio ai mercati esteri deve essere strutturato, consapevole e ben articolato, ed è per questo che l'informazione e la formazione diventano asset fondamentali per le imprese». Il corso torna anche per le previsioni dell'export verso i Paesi del Golfo: secondo il presidente Errore si prevedono tassi di crescita a doppia cifra. L’obiettivo principale del corso, che si avvale della professionalità e della visione di Luiss Business School e prevede il rilascio di una certificazione finale, è affiancare le aziende interessate ad operare in questa area geografica (che comprende Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Bahrein, EAU, Kuwait, Qatar e Oman). Attraverso sei sessioni con focus sui Paesi del Golfo, con un approccio operativo e pratico, il corso punta a rafforzare le competenze tecnico-specialistiche aziendali in tema di export e internazionalizzazione. A completare il percorso c’è una piattaforma digitale dove seguire i webinar, scaricare contenuti digitali, confrontarsi con relatori e partecipanti e costruire la propria vetrina aziendale. Per operare nei mercati arabi, anche in vista di Expo Dubai 2020, bisogna tenere a mente che i Paesi del Golfo non sono un unicum, ma ognuno va approcciato con le sue specificità. «In un mercato in cui il fai da te può diventare pericoloso, l'informazione e la formazione diventano fondamentali», sottolinea Liborio Stellino, Direttore Centrale per l'internazionalizzazione economica e Vicedirettore Generale per la promozione del Sistema Paese MAECI. Lo sviluppo delle competenze e delle risorse umane resta un punto cruciale per le PMI italiane: siamo sempre stati eccellenti sul piano dell'ideazione dei prodotti e della capacità di trovare lo spazio per questi ultimi nei mercati internazionali. Ma negli ultimi due decenni la competizione è diventata sempre più complessa: il buon prodotto non basta più. La cultura aziendale rivolta all'internazionalizzazione diventa fondamentale. «Inoltre – continua Stellino – sarà importante curare il binomio prezzo-qualità, dato che questa area è molto price sensitive. Infine, non bisogna pensare che il Made in Italy possa camminare da solo». Le giuste competenze e mindset, da acquisire grazie alla formazione pensata da Luiss Business School e SACE, saranno le chiavi per avere un approccio vincente a questo mercato, senza correre rischi inutili. Gli interventi sono stati raccolti durane il webinar dedicato al kick off del programma Export Champion Program, tenutosi il 19 maggio alle ore 17 con la partecipazione di Mariangela Siciliano, Head of Education SACE, Rodolfo Errore, Presidente SACE, Matteo Caroli, Associate Dean per l'Internazionalizzazione Luiss Business School, Gian Domenico Mosco, Direttore Executive Course Doing business in The Gulf  UAE Expo 2020, Liborio Stellino, Direttore Centrale per l'internazionalizzazione economica e Vice Direttore Generale per la promozione del Sistema Paese MAECI, Paolo Glisenti, Commissario Generale dell'Italia a Expo 2020 Dubai, e Alessandro Terzulli, Chief Economist SACE. 24/5/2021

05 Maggio 2021

Smart Export, Luiss Business School prepara le imprese per il Next Normal

Dna internazionale e capacità di reagire alla crisi: Enzo Peruffo, Associate Dean for Education Luiss Business School, presenta il modulo "Business intelligence e sviluppo internazionale nell’era post-Covid", un percorso formativo gratuito che mira a innestare il gene dell'internazionalizzazione e della resilienza nelle PMI italiane Sono già oltre 4.300 le imprese che hanno scelto il percorso di formazione professionale gratuita Smart Export, un progetto nato dalla collaborazione tra Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI), ICE-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane (Agenzia ICE) e Conferenza dei Rettori delle Università italiane (CRUI). Alle aziende e ai professionisti italiani vengono offerti sei percorsi formativi, elaborati da cinque Università e Business School italiane tra cui Luiss Business School, che alle PMI italiane ha riservato un percorso formativo gratuito dedicato a Business Intelligence e sviluppo internazionale nell’era post-Covid. «Luiss Business School ha preso parte con piacere a Smart Export, dato il momento di grande disruption che il Paese e tutte le PMI che costituiscono una parte importante del tessuto economico, stanno vivendo e vivranno nel prossimo futuro – ha spiegato Enzo Peruffo,  Coordinatore scientifico Luiss Business School – La pandemia di Covid-19 è una delle crisi più gravi mai affrontate. Per questo, con i colleghi Matteo Caroli e Renato Quattrocchi abbiamo disegnato assieme a Federica Brunetta, il modulo Luiss Business School del percorso Smart Export». Gli obiettivi sono diversi: trasmettere nozioni e buone prassi da applicare business model, spingere le imprese allo sviluppo internazionale e verso la cultura della business intelligence anche per le piccole e medie imprese, in modo da fornire gli strumenti e le competenze necessari per prevenire i rischi e gestire le crisi. «Nel modulo abbiamo deciso di soffermarci sul fenomeno della trasformazione digitale e sulla sua influenza sui processi di internazionalizzazione – continua Peruffo – considerando anche l'impatto sistemico degli eventi disruptive, cioè quegli imprevisti che possono cambiare le dinamiche e gli equilibri delle organizzazioni e delle filiere. Non a caso, ormai non si parla più di New Normal, ma di Next Normal, un momento in cui sarà necessario fare delle riflessioni su quello che può essere in futuro una specifica idea di business». All'interno del modulo si discute delle misure necessarie per rendere i modelli di business resilienti, «una parola che forse è senz'altro abusata, ma che denota la capacità di un'impresa di adattarsi e di reagire agli eventi disruptive. Le aziende resilienti sono quelle maggiormente in grado di sopportare le conseguenze di cambiamenti improvvisi e radicali, continuando ad evolvere». «Sono temi importanti non solo in questo momento, ma vogliono sottolineare una caratteristica fondamentale – conclude Peruffo – ogni organizzazione deve sapere anticipare e gestire i rischi di qualsiasi cambiamento e allo stesso tempo deve essere in grado di cogliere le opportunità che vengono dai cosiddetti mega-trend sociali, economici e tecnologici. Siamo certi che il progetto Smart Export sarà una leva strategica chiara per lo sviluppo del nostro Paese». I contenuti didattici di tutti i percorsi formativi di Smart Export – fruibili in modalità e-learning e completamente gratuiti – saranno online per 12 mesi, 24 ore al giorno, sulla piattaforma di autoapprendimento Federica Web Learning dell’Università di Napoli Federico II accessibile attraverso la pagina dedicata Smartexportacademy.it. 05/05/2021

14 Aprile 2021

Partecipa al primo ciclo di webinar Smart Export

Smart Export offre agli iscritti l'opportunità di partecipare, in modalità virtuale, a numerosi incontri con i docenti dei percorsi di formazione e con le imprese che si sono già misurate con la dimensione internazionale. Questi appuntamenti, disseminati durante tutto l'arco della durata del progetto, sono dedicati alla presentazione dei singoli percorsi formativi e all'approfondimento di loro specifici aspetti didattici. Il primo ciclo di incontri, dedicato alla presentazione del corso in "Business Intelligence e sviluppo internazionale nell’era post-Covid" di Luiss Business School si terrà venerdì 16 aprile alle ore 15:00.  Iscriviti a Smart Export per seguire i Webinar live. REGISTRATI CALENDARIO  Venerdì 16 aprile, h. 15:00 – Business Intelligence e sviluppo internazionale nell’era post-Covid, Luiss Business SchoolLunedì 26 aprile, h. 16:30 – Strutturarsi per continuità, la crescita e l’internazionalizzazione, SDA Bocconi School of ManagementVenerdì 7 maggio, h. 15:00 – Pratiche e Tecniche di internazionalizzazione, Agenzia ICEVenerdì 14 maggio, h. 15:00 – Gestione dell’innovazione e processi imprenditoriali, Bologna Business SchoolVenerdì 21 maggio, h. 15:00 – Trasformazione digitale e gestione del cambiamento – I Modulo, Federica Web Learning – Università di Napoli Federico IILunedì 31 maggio, h. 17:30 – Trasformazione digitale e gestione del cambiamento – II Modulo, MIP Politecnico di Milano Graduate Business School 12/4/2021

09 Marzo 2021

Smart Export – L’accademia digitale per l’internazionalizzazione

Luiss Business School partecipa al progetto coordinato e promosso dal Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale in collaborazione con Agenzia ICE e la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI) Con un modulo in Business Intelligence e sviluppo internazionale nell’era post-Covid, Luiss Business School partecipa al progetto formativo "Smart Export - L’accademia digitale per l’internazionalizzazione", coordinato e promosso dal Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale in collaborazione con Agenzia ICE e la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI) nell’ambito delle nuove strategie per il sostegno al Made in Italy del “Patto per l’Export”. L’iniziativa è mirata a sostenere e ampliare la proiezione italiana verso i mercati esteri attraverso il rafforzamento della capacità strategica, digitale e manageriale delle micro, piccole e medie imprese e dei professionisti italiani. La presentazione del progetto, in programma per il giorno 10 marzo alle 10.30, sarà inaugurata dagli interventi del Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Luigi Di Maio, del Ministro dell’Università e della Ricerca, Maria Cristina Messa, del Presidente dell’Agenzia ICE, Carlo Ferro e del Presidente CRUI, Ferruccio Resta. Per Luiss Business School è previsto l’intervento del Direttore Paolo Boccardelli: la Scuola partecipa con il modulo formativo Business Intelligence e sviluppo internazionale nell’era post-Covid (crescita organica, M&A, sviluppo internazionale, innovazione del business model), progettato allo scopo di fornire la strumentazione teorica e concettuale per la comprensione e la definizione delle strategie di business intelligence e di sviluppo internazionale in un’ottica di ri-trasformazione cui la società andrà incontro nell’era post-pandemica. Il progetto si avvale del contributo didattico di cinque prestigiose Università e Business School italiane. Oltre a Luiss Business School ne fanno parte Bologna Business School, Federica Web Learning – Università di Napoli Federico II, MIP Politecnico di Milano Graduate School of Business e SDA Bocconi School of Management. Durante la presentazione i rappresentanti delle Università e Business School illustreranno i singoli percorsi formativi di cui si compone l’iniziativa. I contenuti didattici – fruibili in modalità e-learning e completamente gratuiti – saranno on-line per 12 mesi, 24 ore al giorno, sulla piattaforma Federica Web Learning dell’Università di Napoli Federico II accessibile attraverso la pagina dedicata https://smartexportacademy.it . Per maggiori informazioni è disponibile una pagina dedicata sul sito MAECI. 9/3/2021