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25 Ottobre 2022

La crescita delle imprese inizia dalla finanza sostenibile

Presentata la ricerca “Sustainable Debt Instruments: Evolution and Outlooks with a focus on Italian Companies”, realizzata da Luiss Business School in collaborazione con Equita Rendere l'economia più sostenibile sotto il profilo ambientale e sociale: le istituzioni europee hanno lavorato molto su questo fronte per cercare di centrare gli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) dell’Agenda 2030 dell’ONU e raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. Anche in Italia la finanza sostenibile si sta sviluppando con entusiasmo, ma le sfide contemporanee richiedono maggiori impegni alle aziende, oltre a partner che possano accompagnarle verso evoluzioni sostenibili nel contesto normativo europeo. Al fine di chiarire lo scenario attuale e le evoluzioni del rapporto tra imprese e finanza sostenibile, Luiss Business School in collaborazione con Equita hanno presentato la ricerca “Sustainable Debt Instruments: Evolution and Outlooks with a focus on Italian Companies”. «Questo convegno mette insieme due parole fondamentali: sostenibilità e crescita – ha esordito Raffaele Oriani, Dean, Luiss Business School – La ricerca è andata a indagare come gli strumenti finanziari nati per raccogliere risorse utilizzate per impatti più ampi, possono essere utilizzati come strumenti di crescita. Con Equita abbiamo pensato di lavorare insieme per temi di pubblica utilità: la questione della finanza sostenibile è emersa come candidato naturale. Ciò che oggi è considerato finanza sostenibile era fino a qualche anno fa una piccola quota del mercato finanziario, mentre oggi è pari a quasi un terzo degli asset investiti. Le aziende ormai lo considerano un tema mainstream. Per questo parlarne come di strumenti di finanziamento è ancora più importante». «Questa collaborazione vuole portare a soluzioni concrete – ha spiegato Carlo Andrea Volpe, Co-responsabile Investment Banking, Equita – Esiste un contesto più ampio: costruire un ponte tra impresa e mercato di capitali. Il nostro sistema Paese presenta una serie di fragilità sul tema dell'accesso della media impresa a questo bacino, il cui ruolo sarà sempre più fondamentale in relazione alle sfide future che ci attendono. Siamo fiduciosi che tutte le consultazioni avute in questo periodo possano ridurre il divario tra il mercato italiano e le best practice internazionali. Infine, ci auguriamo che i nuovi interventi su cui si discute possano, tra l’altro, incrementare il contributo, oggi limitatissimo (inferiore al 10%) degli investitori domestici, necessario per creare una solida base per il futuro sviluppo nel nostro mercato». La ricerca La finanza Esg non è più una nicchia, ma un segmento mainstream, che potrebbe raggiungere a livello globale i 50 trilioni di dollari di Asset Under Management entro il 2025. Può arrivare a rappresentare più di un terzo degli asset totali in gestione previsti. Gli afflussi sono condizionati dai timori legati al cambiamento climatico e da altre questioni di carattere sociale. Le autorità europee sono intervenute con decisione modificando l’assetto del settore finanziario, come dimostrano le recenti evoluzioni normative: Renewed Sustainable Finance Strategy; Next Generation EU ed EU Green Deal; EU taxonomy (Regolamento UE 2020/852); Sustainable Finance Disclosure Regulation (SFDR, Regolamento UE 2019/2088); Climate benchmarks (Regolamento UE 2019/2089). Obiettivo: garantire la trasparenza dei mercati e l'integrazione dei criteri Esg (ambientali, sociali e di governance) con gli investimenti. La ricerca ha analizzato le recenti evoluzioni normative con riferimenti ai prodotti e alle logiche di investimento. In secondo luogo, ha mappato l'evoluzione della finanza sostenibile in Europa e in Italia, con un focus sugli strumenti di debito sostenibili (Green, Sustainable, Social and Sustainability Linked Bond e Loan). Infine, ha descritto le tendenze e prospettive del mercato italiano degli investimenti sostenibili, al fine di evidenziarne le opportunità anche per piccole e medie imprese. Di supporto sono stati anche i case study di Ovs e Tea Mantova. «Le prime azioni di responsible investment risalgono al 1960 – ha fatto notare Francesco Asaro, Vice President DCM Investment Banking, Equita – mentre il primo strumento di finanza sostenibile risale al 2008: si tratta del primo green bond emesso dalla Banca Mondiale. Dal 2019, in Europa, si è sviluppato un forte interesse per questi strumenti. Oggi gli investimenti Esg rappresentano un quinto del mercato obbligazionario totale in Europa e, nonostante la guerra, il segmento è rimasto stabile, confermato nel suo volume rispetto al semestre precedente. Nel 2022, in Italia, si registrata una crescita del mercato obbligazionario pari al 90% annuo (dal 2017 al 2021). Le emissioni Esg sono arrivate al 42% emissioni delle emissioni totali, rispetto al 20% della media europea». Strategie per imprese in cerca di finanza sostenibile Durante la tavola rotonda, moderata da Janina Landau, giornalista e conduttrice Class CNBC, si è esplorato il framework normativo in cui la finanza sostenibile oggi si muove. Secondo Francesco Gianni, Socio fondatore, Gianni & Origoni – GOP, «è molto complesso e ambizioso, sia lato Ue sia italiano, con ricadute sul Pnrr. Il regolamento sulla tassonomia, la nuova direttiva relativa alle informazioni non finanziarie e la direttiva sui Green Bonds sono il punto cruciale del nuovo impianto normativo. Perché questo sistema funzioni è necessario concordare i relativi parametri di riferimento. Il procedimento è lungo e il clima macroeconomico e politico non aiutano. In aggiunta, oggi l'attenzione delle aziende è più sulla finanza che sui temi sociali: c'è una carenza di attenzione che va colmata». Da investitore mission related, con un piano strategico di forte discontinuità appena approvato, Cassa Depositi e Prestiti si pone come «emittente seriale di operazioni Esg», vicina alle aziende. Secondo Andrea Nuzzi, Head of Corporate and Financial Institutions, Cassa Depositi e Prestiti, «bisogna fare la differenza nella complementarità e nelle sinergie con i player del settore finanziario e attrarre risorse di altri investitori con operazioni di crowding in. Ma per poter investire in Pmi bisogna dotarsi di competenze tecniche, che le banche non hanno nel loro Dna. Inoltre, per incentivare le aziende a fare questi investimenti, è necessario offrire qualche vantaggio, con premialità in termini di tassi». «La cultura del mondo va verso l'ambiente – ha esordito Emanuele Orsini, Vicepresidente per il Credito, Finanza e Fisco, Confindustria - Due terzi delle nostre imprese erano già propensi alla sostenibilità. Ma il Covid ha rallentato un percorso in crescita, che dovremo riprendere. In più, se l'Europa ha risposto bene alla pandemia, non lo sta facendo con altrettanta efficienza sul tema energia. È necessario che risponda bene almeno sul tema dei dati, fondamentali per l'aspetto Esg. Dobbiamo pretendere regole chiare. La sfida della transizione sostenibile - da attuare nei tempi e nei modi giusti - è una priorità per le imprese, e rappresenta anche una straordinaria opportunità di investimento. Tuttavia, la transizione ecologica costerà alle imprese circa 100 miliardi, e per questo è necessario supportarle in questo percorso. Il mondo finanziario dovrà sostenere le imprese con strumenti di finanza alternativa e prevedendo un set integrato di misure, correggendo quelle esistenti e aggiungendone di nuove». Nel 2001 Carraro, azienda leader nella produzione di trattori speciali, aveva fatto piccole emissioni sperimentali. «La crisi violenta del 2008 ci ha portato a rivedere la nostra strategia verso il canale bancario tradizionale – ha spiegato Enrico Gomiero, Vicepresidente e CFO, Carraro – Dopo le prime emissioni “sperimentali”, dal 2009 il mondo della finanza è radicalmente cambiato e l'approccio a strumenti alternativi è stato quasi forzato, ricercato e voluto.  Grazie alla raccolta derivante da strumenti alternativi abbiamo finanziato l’attività del Gruppo e gli investimenti per l'area di ricerca e sviluppo; abbiamo inoltre investito sulla nostra presenza a livello regionale e internazionale, in India e in Cina, avendo così a disposizione apporti alternativi di finanza. L'esperienza è stata fondamentale e ci ha aiutato a evolvere la nostra cultura d'impresa. Per noi il tema dell’"economia sostenibile" non è nuovo, i nostri clienti ci hanno spinti già prima del 2017 a guardare alle tematiche ESG in quanto sono impegnati sulle stesse ormai da anni. Abbiamo iniziato ad ottenere delle certificazioni, tra cui CDP ed Ecovadis, e abbiamo l’obbiettivo di fare le prossime emissioni green anche alla luce dello sviluppo di prodotti che contribuiscano alla riduzione delle emissioni». Verso il 100% di emissioni Esg «Crediamo che l'evoluzione del mondo delle emissioni Esg è inevitabile e arriveranno a rappresentare il 100% delle emissioni – ha concluso Marco Clerici, Co-responsabile Investment Banking, Equita - Le aziende che non riusciranno a incontrare gli obiettivi Esg, non saranno compatibili con le richieste degli investitori. La tendenza, anche questo inevitabile, è che le dimensioni delle operazioni e dei possibili emittenti di strumenti green si stanno sempre più abbassando. La transizione è inevitabile e sarà questa la direzione da seguire». L'evento Strumenti di finanza sostenibile per la crescita delle imprese si è tenuto l'11 ottobre 2022 presso la sede Luiss Business School, a Villa Blanc, Roma. Sono intervenuti: Raffaele Oriani, Dean, Luiss Business School; Carlo Andrea Volpe, Co-responsabile Investment Banking, Equita; Francesco Asaro, Vicepresidente, Equita; Francesco Gianni, Socio fondatore, Gianni & Origoni – GOP; Enrico Gomiero, Vicepresidente e CFO, Carraro; Andrea Nuzzi, Head of Corporate and Financial Institutions, Cassa Depositi e Prestiti; Emanuele Orsini, Vicepresidente per il Credito, Finanza e Fisco, Confindustria; Marco Clerici, Co-responsabile Investment Banking, Equita; Janina Landau, Giornalista e conduttrice, Class CNBC. SCARICA LA RICERCA 25/10/2022

04 Ottobre 2022

Executive Master in Financial Accounting – Webinar di Presentazione e Q&A con Referenti Scientifici

Giovedì 13 ottobre 2022 alle ore 18:00 si terrà il webinar di presentazione degli Executive Master in Financial Management offerti da Luiss Business School.I programmi dell’Area Accounting, Finance e Control si pongono l’obiettivo di formare i nuovi professionisti che saranno chiamati a svolgere un ruolo chiave nel raggiungimento della strategia aziendale, avendo a disposizione nuovi strumenti per la definizione di obiettivi e piani d’azione. AGENDA: Il webinar prevede la presentazione dei programmi, verranno illustrate le Major dell’executive in Amministrazione, Finanza e Controllo, Finanza e Mercati, Fintech&Banking, a cura dei Referenti Scientifici. È prevista inoltre una sessione di Q&A dove sarà possibile ricevere informazioni sui servizi di EduCare, Carrier Services e Networking di Luiss Business School. PERCHÉ PARTECIPARE? Il webinar è un’opportunità per acquisire le informazioni preliminari sui contenuti dei percorsi e capire come avviare una carriera nella funzione finanza di aziende e istituzioni. SPEAKERS: Saverio Bozzolan, Ordinario di Economia Aziendale, Luiss Guido Carli e Referente Scientifico di Major in Amministrazione, Finanza e Controllo Roma e MilanoSilvio Fraternali, Executive Director – Responsabile Della Direzione Controlli E Supporto Al Business, Intesa Sanpaolo e Referente Scientifico Major in Fintech&Banking RomaRenato Giovannini, Professore ordinario di Banking and Finance, Università degli studi Guglielmo Marconi, Referente Scientifico Major Finanza e Mercati Roma QUANDO: 13 ottobre 2022 ORA: 18:00 CEST LINGUA: Italiano DOVE: Online Per partecipare è necessaria la registrazione REGISTRATI Scopri i programmi dell’Executive Master in Financial Management: Amministrazione, Finanza e Controllo Major dell’Executive Master |Sede: RomaSCARICA LA BROCHUREAmministrazione, Finanza e Controllo Major dell’Executive Master | Sede: MilanoSCARICA LA BROCHUREFinanza e Mercati Major dell’Executive Master | Sede: RomaSCARICA LA BROCHUREFintech & Banking Major dell’Executive Master | Sede: RomaSCARICA LA BROCHURE 4/10/2022

03 Ottobre 2022

Strumenti di finanza sostenibile per la crescita delle imprese

L’attenzione crescente dell’opinione pubblica e dei policy maker verso i temi dell’efficienza energetica, del cambiamento climatico e della transizione verde, e lo stesso impegno degli imprenditori verso la sostenibilità, sono oggi i fattori determinanti per le strategie di crescita delle imprese. È in tale ottica che Luiss Business School ed Equita, tra le principali investment bank in Italia, hanno promosso la ricerca “Sustainable Debt Instruments: Evolution and Outlooks with a focus on Italian Companies”, che sarà presentata il prossimo 11 ottobre 2022 a Villa Blanc durante l’evento “Strumenti di finanza sostenibile per la crescita delle imprese”. Obiettivo del paper è analizzare i principali strumenti di debito a disposizione delle società italiane nell’ambito della finanza sostenibile, dai green bond ai sustainable bond, dalle emissioni social a quelle sustainability-linked, insieme con l’evoluzione del settore e delle policy di riferimento in materia di sostenibilità.Seguirà poi una tavola rotonda in cui istituzioni, società emittenti, imprenditori e associazioni si confronteranno sul contesto normativo e sui benefici per accedere ai diversi strumenti di debito sostenibile.  AGENDA 10.30  Registrazione e Welcome Coffee 11.00  Saluti di aperturaLuigi Abete, Presidente, Luiss Business SchoolCarlo Andrea Volpe, Co-responsabile Investment Banking, Equita 11.15  Presentazione della ricerca “Sustainable Debt Instruments: Evolution and Outlooks with a focus on Italian Companies” Raffaele Oriani, Dean, Luiss Business SchoolFrancesco Asaro, Vice President, Equita 11.45  Tavola Rotonda Francesco Gianni, Socio fondatore, Gianni & Origoni – GOPEnrico Gomiero, Vice President e CFO, CarraroAndrea Nuzzi, Head of Corporate and Financial Institutions, Cassa Depositi e PrestitiEmanuele Orsini, Vicepresidente per il Credito, Finanza e Fisco, Confindustria Modera: Janina Landau, Giornalista e conduttrice, Class CNBC 12.30  ConclusioniMarco Clerici, Co-responsabile Investment Banking, Equita 12.35  Networking Lunch L’evento è gratuito, per partecipare è necessaria la registrazione REGISTRATI 03/10/2022

15 Ottobre 2021

Intesa Sanpaolo e Luiss Business School insieme per l’alta formazione su governance dei rischi finanziari

Dopo il successo della prima edizione al via oggi l’Executive Programme in “Governance, vigilanza e strategia degli intermediari finanziari” con focus su trasformazione digitale e finanza sostenibile Parte oggi la seconda edizione dell’Executive Programme in “Governance, Vigilanza e strategia degli intermediari finanziari”, il programma di alta specializzazione di Luiss Business School in collaborazione con Intesa Sanpaolo, indirizzato ad amministratori ed executive manager chiamati ad affrontare le nuove sfide imposte da un contesto bancario in continua evoluzione. Il percorso, che mira a rafforzare le competenze specialistiche in ambiti quali finanza aziendale, risk management, compliance, economia degli intermediari finanziari, si arricchisce quest’anno di approfondimenti dedicati ai temi più attuali di trasformazione digitale e finanza sostenibile: il primo sulla “Digital open banking” include la trattazione di PSD2, il ruolo del Fintech, la consulenza finanziaria automatizzata, big data, monete virtuali, applicazioni di intelligenza artificiale al settore bancario nella prospettiva di un mercato unico digitale; alle nuove regole di informativa societaria, l’impatto sulla governance bancaria nell’ambito della finanza sostenibile, quindi Green, Social and Sustainability Bond, è invece dedicato l’approfondimento di “Sustainable finance” nel contesto scaturito dal Green Deal europeo e conseguente Sustainable Europe Investment Plan. “La pandemia ci ha messo di fronte a nuovi rischi ma, allo stesso tempo, ha creato nuove opportunità. Siamo dinanzi a un qualcosa di inedito che deve essere necessariamente compreso per essere governato. Individuare la giusta chiave di lettura delle trasformazioni che interessano il mondo finanziario è per questo una delle nostre priorità. È nostro compito offrire a chi fronteggia queste trasformazioni gli strumenti più innovativi per farlo”, ha commentato Enzo Peruffo, Associate Dean for Education e Direttore di MBA & Executive Education, Luiss Business School. “Il percorso di formazione proposto dall’Executive Program è espressione dell’impegno profuso da Intesa Sanpaolo per la crescita della cultura economica del management italiano e sono convinto che possa divenire sempre più catalizzante rispetto ai soggetti privati attivi in questo ambito, rappresentando nel tempo, un benchmark di riferimento anche a livello europeo” ha dichiarato Marcello Mentini, Head Group Regulatory Agenda Department, Intesa Sanpaolo L’attenzione ai nuovi scenari della regolamentazione finanziaria e dei sistemi di vigilanza e controllo, nonché un punto di vista analitico sulle trasformazioni del mondo bancario, caratterizzano da sempre la partnership tra Intesa Sanpaolo e Luiss Business School. La governance dell’Executive Programme si avvale di due codirettori: prof. Mirella Pellegrini, Ordinario Luiss e dr. Marcello Mentini, Intesa Sanpaolo, e di un comitato scientifico composto dal dr. Paolo Boccardelli, dr. Stefano Lucchini, dr. Stefano Del Punta, prof. Enzo Peruffo, avv. Laura Lunghi e prof. Paola Lucantoni. RASSEGNA STAMPA Il Sole 24 Ore, Intesa Sanpaolo e Luiss insieme per l’alta formazione su governance dei rischi finanziariLa Repubblica, Intesa Sanpaolo con Luiss Business School per l'alta formazione su governance dei rischi finanziariAgenzia Nova, Finanza: Intesa Sanpaolo e Luiss Business School insieme per l'alta formazione su governance rischiItalia Oggi, Luiss e Intesa San Paolo, formazione per ManagerLibero, La scuola dei Manager punta su digitale e sostenibilitàIl Messaggero, Con la Luiss la formazione sui rischi delle finanziarie