L’importanza delle tecnologie per affrontare l’emergenza Covid-19: il commento di Paolo Boccardelli, direttore Luiss Business School per DigitEconomy24, il report in collaborazione con Il Sole 24 Ore

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Per affrontare l’emergenza legata al nuovo coronavirus Covid-19 le tecnologie rappresentano un elemento fondamentale, in quanto è proprio su di esse che si basano alcuni dei nuovi paradigmi che si stanno diffondendo, come ad esempio lo smart working o la didattica on line che tutte le scuole e università italiane stanno realizzando. Ma il nostro Paese è attrezzato per far leva sulle nuove tecnologie per affrontare le sfide contingenti ma soprattutto quelle del futuro?

Se guardiamo all’indice europeo di digitalizzazione dell’economia e della società (DESI), l’Italia si trova al ventiquattresimo posto e non va meglio se guardiamo alle componenti più “soft”: sebbene l’Istat stimi che tre quarti delle famiglie italiane navighino a banda larga, oltre il 40% degli individui possiede tuttora competenze basse. Inoltre, l’Italia è terza al mondo, dopo Stati Uniti e Messico, nella classifica dei Paesi che riscontrano le maggiori difficoltà nell’individuare lavoratori con le giuste competenze richieste dal mercato.

In riferimento al nostro divario digitale, l’appello del Governo alle telco per far fronte all’emergenza Covid-19 riguarda correttamente la spinta agli investimenti in reti infrastrutturali.

Mediobanca stima che il settore Tlc italiano rappresenti l’1,8% del Pil e il 5,9% degli investimenti complessivi; oggi si richiede, sempre più, di accelerare non solo lo sviluppo delle reti mobili di quinta generazione 5G – dove occorrono a livello globale investimenti pari a circa 4 trilioni di dollari, tra spese in ricerca e sviluppo e spese in conto capitale entro l’anno – ma anche di dotare il Paese di una rete fissa in fibra ottica a prova di futuro e in grado di accelerare la strategia italiana verso la gigabit society.

I benefici derivanti dagli investimenti infrastrutturali possono essere di breve termine (aumento della domanda aggregata) e di lungo termine (produttività dei fattori produttivi, conseguimento di economie di scala, e migliore accesso all’informazione e alla tecnologia).

La diffusione del virus proveniente da Wuhan è certamente una grave minaccia per il Paese e la società tutta, che porta con sé il rischio di generare un impatto negativo sul Pil mondiale ancora da quantificare. E proprio per questo motivo le opportunità abilitate dal 5G e più in generale dalla banda ultralarga non devono e non possono essere sottovalutate: a maggiori livelli di connettività corrispondono e corrisponderanno elevati tassi di crescita dell’economia.

Lo sviluppo dei network, la connettività diffusa, le nuove applicazioni rese possibili da big data e intelligenza artificiale impatteranno sulle modalità di gestione del lavoro e delle relazioni. L’incredibile avanzamento delle nuove tecnologie e le straordinarie opportunità ad esse connesse possono giocare un ruolo strategico in questo momento storico, e non solo per noi.

E allora, ripartire dalle infrastrutture digitali significa mettere in sicurezza i propri lavoratori. Significa inoltre favorire la gestione dei servizi, non solo sanitari, nel rispetto dei singoli interessi nazionali.

Recentemente, il Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ha dichiarato di voler stanziare 350 milioni a sostegno delle esportazioni, introducendo al tempo stesso misure significative a favore di territori, aziende, e lavoratori. Inoltre, con l’obiettivo di contenere gli impatti negativi del coronavirus sulla crescita, si intende lavorare su strumenti di rilancio dell’economia. Alla minaccia globale, è necessario rispondere con azioni locali; ad esempio, con un piano europeo, come propone Confindustria, volto ad accelerare gli investimenti in infrastrutture. Quanto all’Italia, la priorità è quella di impiegare le proprie risorse in aiuti a famiglie e imprese colpite dal virus, senza perdere di vista le potenzialità delle infrastrutture telco e digitali. Superata la tempesta, ci ricorderemo (auspicabilmente) dell’importanza delle telecomunicazioni, considerate un’infrastruttura determinante per il superamento della crisi.

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13/03/2020