3PItalia vince in Rti la gara da 36 milioni per digitalizzare le Pa
3PItalia vince in Rti la gara da 36 milioni per digitalizzare le Pa
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3PItalia vince in Rti la gara da 36 milioni per digitalizzare le Pa
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Lo annuncia l’amministratore delegato Carlo Ghezzi. La società avrà il ruolo di dare consulenza e supportare la gestione dei progetti

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Entrare nella stessa stanza della Pa per fornire consulenza e supporto nella gestione dei progetti di digitalizzazione. È quanto farà 3PItalia che si è aggiudicata, in aggregazione con la capofila e mandataria Bip, società di consulenza fondata da Nino Lo Bianco, una gara Consip da 36 milioni di euro per il supporto alla digitalizzazione delle Pa locali e centrali. Lo annuncia a DigitEconomy.24 (report del Sole 24 Ore Radiocor e della Luiss Business School) Carlo Ghezzi, amministratore delegato della società fondata a inizio 2020 da Linkem e Easygov. «Sarà un’operazione almeno a tre attori: la Pa, la Rti di cui fa parte 3P Italia e i fornitori di soluzioni di tecnologie; 3P avrà il ruolo di supportare l’organizzazione, la pianificazione, il controllo e il coordinamento generale dei programmi di digitalizzazione dei prossimi anni, affiancando le pa con un ruolo di advisor terzo nel governo e nella gestione delle iniziative». Il contratto dura 24-36 mesi, ma la durata dei singoli servizi, spiega Ghezzi, «si allinea alla durata dei singoli progetti alla quale si applicheranno». La commessa è divisa in tre lotti, 3PItalia e Bip sono presenti in tutti mentre gli altri otto partner sono spalmati sulle vare parti.

«L’accordo quadro offre alla pa la la possibilità di essere affiancate e supportata»

La gara riguarda un accordo quadro e, per la prima volta, spiega Ghezzi, «offre alle pubbliche amministrazioni la possibilità di essere affiancate e supportate per realizzare una serie di interventi di digitalizzazione delle Pa». Per Ghezzi «si rafforza un concetto di partenariato pubblico e privato che è il fattore distintivo della nostra azienda. È un’occasione unica per dare slancio all’attività della pubblica amministrazione nella realizzazione di una serie di servizi e investimenti in ambito digitale». L’accordo quadro potrebbe essere letto anche in chiave Pnrr, visto che poi concretamente sarà proprio l’attuazione dei progetti finanziati con risorse Ue il vero banco di prova per le amministrazioni italiane.

«Si tratta di un’opportunità anche in vista della gestione del Pnrr»

«Sicuramente ci aspettiamo che questo accordo possa essere un’opportunità anche per le pa che dovranno gestire il Pnrr. Le amministrazioni beneficiarie potranno ingaggiare i nostri servizi proprio per monitorare e ottimizzare la spesa e gli interventi previsti dal piano», chiarisce Ghezzi. La nuova commessa costituirà una parte importante del giro d’affari di 3P Italia che, nel suo primo anno di vita, nel 2020, ha realizzato 500mila euro di ricavi, nel 2021 ha totalizzato 1 milione, nel 2022 punta al raddoppio, per arrivare al 2023 con 4 milioni di ricavi. «La nostra quota nella commessa della gara Consip è variabile rispetto ai 36 milioni ed è legata ai risultati e alle pa che sapremo coinvolgere. Ora parte una fase in cui potremmo fare promozione del nuovo strumento».

«Con le nuove concessioni assumeremo, magari personale con già un rapporto con le Pa»

3P nasce con un project financing da 5 milioni di euro con il comune di Brescia per 5 anni. A fine dicembre è arrivata un’altra concessione per 18 anni in project financing da 18 milioni di euro per la provincia di Lecco. Al momento la società ha 15 dipendenti, ma con l’arrivo delle nuove commesse, quest’anno potrebbe assumere 10 persone, per arrivare nel 2022 a 40 dipendenti. «Laddove attiveremo le concessioni – spiega Ghezzi – la logica è di assumere in maniera correlata, magari personale che ha già un rapporto con le pa locali». Nel futuro prossimo la società guarda all’ intelligenza artificiale e alla blockchain per agevolare la vita delle pubbliche amministrazioni. «Sono allo studio dei servizi che venderemo nelle concessioni. Ad esempio, stiamo studiando come digitalizzare, attraverso smartphone e blockchain, la concessione dei permessi». Infine, l’azienda si propone «come broker di trasferimento delle buone pratiche. Crediamo molto – conclude Ghezzi – nelle community di Pa che si mettono assieme per risolvere i problemi».

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23/7/2021

Data
23 Luglio 2021
Categorie
DigitEconomy.24