Parla Peter Laurin, senior vice president del gruppo svedese, a DigitEconomy.24, report Sole 24 Ore Radiocor e Luiss Business School. Sul fronte occupazione l’AI, dice, «accresce le capacità umane anziché sostituirle»

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«L’intelligenza artificiale è un must per l’adozione e la gestione di successo del 5G». Parlando delle sfide per questo 2021 appena iniziato, lo spiega Peter Laurin, senior vice president e capo di una delle 4 aree globali (Managed Services) di Ericsson. Il funzionamento delle reti tlc, tantopiù importante dopo l’effetto pandemia, migliorerà proprio grazie all’intelligenza artificiale che «consente – dichiara Laurin a DigitEconomy.24 (report del Sole 24 Ore Radiocor e della Luiss Business School) di prevedere un calo delle prestazioni di rete prima che questo si verifichi e di intraprendere le azioni necessarie prima che ciò generi un impatto sugli utenti finali». Nessun problema neanche sul fronte occupazionale poiché per Ericsson «l’AI accresce le capacità umane anziché sostituirle». Ma il top manager di Ericsson avverte: «L’affidabilità dell’AI è una questione molto importante e un argomento su cui dobbiamo costantemente concentrarci. La nostra attività si basa in larga misura sulla fiducia degli operatori e un uso distorto dell’AI può avere un impatto molto negativo».

Quali sono le principali applicazioni di Intelligenza Artificiale per la gestione delle reti mobili e 5G previste nel 2021?

Il 5G e l’Intelligenza Artificiale sono aree di interesse strategico per Ericsson e stiamo investendo molto per rafforzare la nostra leadership. Le nostre soluzioni di Intelligenza Artificiale vengono applicate per risolvere le sfide più importanti per gli operatori, creando valore dove conta di più. Non si tratta di espedienti o esperimenti generici. Le nostre soluzioni AI sono integrate in tutta la rete, realizzate da persone con una vasta esperienza nell’AI e nelle telecomunicazioni e con un approccio di tipo AI-first in ogni prodotto o servizio. Da un punto di vista operativo, l’Intelligenza Artificiale è un must per l’adozione e la gestione di successo del 5G. La complessità delle reti odierne è enorme e aumenterà ulteriormente con la progressiva evoluzione e implementazione del 5G e dell’Internet delle cose. Per affrontare questa complessità e garantire che gli utenti finali continuino a ricevere un’esperienza di alta qualità dalle loro reti (come, ad esempio, l’alta velocità o l’accesso a un numero di applicazioni 10-15 volte superiore grazie al 5G), stiamo implementando Ericsson Operations Engine sulle reti degli operatori. Ericsson Operations Engine rappresenta il nostro approccio basato sull’Intelligenza Artificiale e sui dati per il funzionamento e l’ottimizzazione delle reti. Grazie all’Intelligenza Artificiale, ci assicuriamo che le reti funzionino al meglio delle loro capacità, garantendo le migliori esperienze per gli utenti finali. L’Intelligenza Artificiale ci consente di prevedere un calo delle prestazioni di rete prima che questo si verifichi e di intraprendere le azioni necessarie prima che ciò generi un impatto sugli utenti finali. Tutto questo avviene attraverso quello che chiamiamo un “circuito chiuso”, il che significa che l’azione di rettifica viene eseguita senza alcuna interazione umana. Ad esempio, su 10 clienti che utilizzano Ericsson Operations Engine, il 67% degli incidenti di rete viene risolto automaticamente senza alcun intervento umano e abbiamo ridotto del 60% la percentuale di indisponibilità della rete.

Quali i principali vantaggi dall’uso dell’AI?

Già ora vediamo che le reti 5G sono in grado di fornire volumi di dati 100 volte superiori e una velocità 10 volte maggiore rispetto alla precedente generazione. Stiamo quindi iniziando ad avere una buona consapevolezza di ciò che sta realmente accadendo mentre continua a crescere l’implementazione del 5G e di ciò che è necessario dal punto di vista delle operazioni e dell’ottimizzazione. Le reti mobili dovranno affrontare una pressione senza precedenti in termini di utilizzo, prestazioni, versatilità ed efficienza. La complessità della gestione di una rete 5G, inclusi i punti dati IoT, rende quasi impossibile per una persona umana comprendere e trovare una soluzione ottimizzata, ed è qui che l’Intelligenza Artificiale e l’automazione giocano un ruolo fondamentale nel realizzare operazioni di rete completamente data driven. Queste tecnologie ci consentiranno di dare un senso ai miliardi di punti dati e di agire prima che i problemi di rete diventino problemi per gli utenti. Un altro vantaggio è che possiamo migliorare continuamente i casi d’uso basati su AI attraverso l’apprendimento federato, utilizzando dati anonimizzati provenienti dalle diverse reti che gestiamo per conto degli operatori, per riqualificare e migliorare gli algoritmi. Il vantaggio dell’apprendimento federato è che questa tecnica di machine learning può addestrare algoritmi da diversi set di dati senza scambiarli. Dal momento che Ericsson gestisce più di un miliardo di abbonamenti a livello globale, questo ci consente di disporre di volumi significativi di dati di rete di qualità per addestrare i nostri algoritmi di Intelligenza Artificiale e aiutare gli operatori ad adottare operazioni realmente guidate dai dati, migliorando in definitiva le prestazioni della rete e l’esperienza dell’utente finale.

A che punto è l’implementazione di reti 5G stand alone affinché la nuova tecnologia non poggi più sulle reti 4G già esistenti?

Dei 122 accordi 5G commerciali siglati da Ericsson, abbiamo fornito 77 reti 5G live ai nostri clienti nei 5 continenti e alcune di queste sono già 5G stand alone. Il 5G è una piattaforma aperta per l’innovazione. È progettato per soddisfare tutte le applicazioni con una connettività più veloce, più reattiva e più affidabile. E questo porta nuove esperienze su smartphone e altri dispositivi. Il numero di dispositivi IoT cellulari ha già superato il miliardo e si stima supererà i 5 miliardi nel 2025. Molti di questi dispositivi supporteranno servizi che prima consideravamo futuristici, come la realtà aumentata, la realtà virtuale, i veicoli automatizzati connessi e robot controllati da remoto.

Ericsson ha stretto un accordo con Vodafone sui droni utilizzabili in situazioni di emergenza grazie alla copertura della rete mobile. È un modello che verrà replicato?

La recente sperimentazione condotta nel centro di innovazione di Vodafone in Germania era volta a dimostrare come fosse possibile stabilire corridoi di volo sicuri e protetti garantendo copertura di rete. Questo è un buon esempio di co-creazione a cui lavoriamo con i nostri clienti per fare innovazione sfruttando i casi d’uso 5G. Stiamo ancora solo scalfendo la superficie quando parliamo di come le funzionalità di rete più intelligenti consentiranno a settori chiave come la sanità, l’edilizia e l’agricoltura di accelerare l’implementazione dei siti, ridurre i rischi per la salute e la sicurezza e salvare vite umane. Crediamo ci siano molte interessanti opportunità in arrivo.

Con il crescente ricorso all’automazione, ad esempio nella gestione delle reti, sarà possibile mantenere i livelli di occupazione?

La nostra opinione è che l’AI accresca le capacità umane anziché sostituirle. Il nostro modello di gestione e ottimizzazione dell’Intelligenza Artificiale, Ericsson Operations Engine, ha bisogno che gli esseri umani affrontino le eccezioni perché è così che apprende ed evolve. Questo fa crescere anche la fiducia dei nostri clienti. Prendiamo un aereo di linea come esempio. Due piloti su rotte a corto raggio volano per non più di sette minuti del viaggio totale, per il resto del tempo gestiscono eccezioni o deviazioni dalle policy automatizzate e danno così ai passeggeri un elevato livello di fiducia. Siamo convinti che l’impatto dell’AI sul lavoro umano sarà compensato dallo sviluppo di competenze, formazione e compiti più creativi. I compiti più preziosi o gratificanti sono ancora riservati a noi umani, poiché le reti gestiranno un livello di complessità molto più elevato e, allo stesso tempo, aumentiamo il livello di affidabilità e delle prestazioni.

D’altro canto, sono presenti figure professionali sufficienti per gestire applicazioni di Intelligenza Artificiale?

Poiché l’AI è un fattore chiave per il business di Ericsson, stiamo continuando a sviluppare le nostre competenze in quest’ambito in tutta l’organizzazione, reclutando esternamente competenze pertinenti e rafforzando le conoscenze dei dipendenti Ericsson. Nel 2019 Ericsson ha istituito il Global Artificial Intelligence Accelerator, che mira a potenziare le capacità e l’innovazione nell’Intelligenza Artificiale attraverso una serie di hub di innovazione in AI negli Stati Uniti, Svezia, Canada e India. A livello globale, Ericsson impiega più di 300 data scientist, data engineer, architetti di machine learning e AI e sviluppatori di software in questi hub. In Ericsson stiamo migliorando le conoscenze dei dipendenti in ambito AI e automazione attraverso programmi di formazione strategici, che ci consentono di combinare le nostre competenze in ambito telecomunicazioni con quelle relative all’AI.

Recentemente, un software di riconoscimento facciale è stato accusato di discriminazione razziale. Come evitare di distorcere gli usi dell’Intelligenza Artificiale?

L’affidabilità dell’AI è una questione molto importante e un argomento su cui dobbiamo costantemente concentrarci. La nostra attività si basa in larga misura sulla fiducia degli operatori e un uso distorto dell’AI può avere un impatto molto negativo. Un’AI affidabile è fondamentale anche per la diffusione della sua adozione. Ericsson ha sottoscritto le “Linee guida etiche per un’AI affidabile” della Commissione europea. Linee guida propongono una serie di sette requisiti chiave che i sistemi di AI dovrebbero soddisfare per essere considerati affidabili: intervento umano e supervisione; robustezza tecnica e sicurezza; privacy e governance dei dati; trasparenza; diversity, non discriminazione e correttezza; benessere sociale e ambientale; responsabilità. Ericsson aderisce a queste linee guida dell’Unione Europea per sviluppare e implementare l’AI nel nostro business.

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7/1/2021