L’intervista all’amministratore delegato, Marco Bellezza per DigitEconomy.24, il report Luiss Business School e Il Sole 24 Ore 

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La realizzazione di una rete unica, combinando quella di Tim con Open Fiber, è «fondamentale per il Paese» come ritiene il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, e gli eventuali profili concorrenziali saranno «approfonditi dalle autorità preposte». Lo rileva Marco Bellezza, amministratore delegato di Infratel, braccio operativo del Mise che realizza il piano Banda ultra-larga, in un momento in cui, anche su spinta dell’emergenza Covid, si è intensificato il dibattito sulla rete unica, infrastruttura che potrebbe accelerare la digitalizzazione del Paese.

Si ragiona sul modello da adottare, se wholesale only, cioè che prevede l’offerta dell’infrastruttura solo all’ingrosso, o con operatore verticalmente integrato, come nel caso in cui il controllo della rete fosse in capo a Tim che commercializza anche i servizi al dettaglio. Quanto allo sblocco delle 5.000 centraline (i cabinet) che Tim realizzerà nelle aree bianche, zone non appetibili per il mercato dove Open Fiber si era aggiudicata tutti i bandi, Bellezza ricorda che l’autorizzazione è avvenuta in una situazione emergenziale: «Lo scenario post Covid – dichiara nell’intervista a DigitEconomy.24, report di Radiocor e Luiss Business School – nel settore telco sarà evidentemente diverso e i soggetti istituzionalmente preposti dovranno ragionare alla luce del mutato scenario». Intanto, nei primi mesi del suo mandato, l’amministratore delegato di Infratel ha avviato «un programma di semplificazione» dei rapporti con Open Fiber «in modo da accelerare la realizzazione delle opere».

Quali le ragioni dei ritardi riscontrati sul piano Banda ultra-larga?

Il piano Bul (Banda ultra-larga) è in corso di realizzazione con particolare riferimento alle aree bianche del Paese. Non si può negare che il piano sconti dei ritardi dovuti a molteplici fattori: dalle iniziali difficoltà a ottenere permessi da parte del concessionario, criticità in larga parte superate, salvo casi come Anas, alle inevitabili esigenze di assetto da parte di Open Fiber che è partita come una startup dopo essersi aggiudicata tutti i bandi pubblicati. In questi primi mesi qui a Infratel Italia, in sinergia con il ministero dello Sviluppo economico ho avviato un programma di semplificazione nei nostri rapporti con Open Fiber in modo da accelerare la realizzazione delle opere ed entro metà giugno lanceremo un nuovo sito per il piano Banda ultra-larga (Bul), in modo che ogni cittadino possa avere contezza in maniera semplice sullo stato di avanzamento dei lavori, sulle coperture ed eventualmente sulle ragioni per le quali il cantiere il vicino a casa non va avanti.

L’attuale situazione ha dimostrato che forse non esiste un problema di domanda, ma piuttosto di offerta: come si può quindi accelerare lo sviluppo?

Mi permetto di rilevare come l’attuale situazione emergenziale ha ridotto le distanze sul lato della domanda rispetto alla media Ue. In questo quadro bisogna utilizzare tutte le tecnologie disponibili e acquisire a tutti i livelli una maggiore consapevolezza sul carattere strategico del piano Bul. Strategico in termini competitivi e di sicurezza nazionale.

Open Fiber si è aggiudicata a suo tempo tutti i bandi Infratel basandosi sul modello di business di operatore wholesale only: come vede un’eventuale combinazione fra le reti di Open Fiber e Tim, che invece è un operatore verticalmente integrato? 

Il ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli ritiene fondamentale il progetto rete unica per lo sviluppo del Paese. I profili concorrenziali andranno approfonditi dalle autorità preposte.

Recentemente, sono stati sbloccati 5.000 cabinet di Tim per portare la banda ultra-larga nelle aree bianche dove pure dovrebbe intervenire Open Fiber: come gestire la concorrenza in queste aree dopo l’emergenza? 

Il Decreto Cura ha abilitato in una fase emergenziale tutte le infrastrutture presenti nel Paese come giusto che fosse in questa fase. Lo scenario post Covid nel settore telco sarà evidentemente diverso e i soggetti istituzionalmente preposti dovranno ragionare alla luce del mutato scenario.

Quali iniziative e proposte potrebbero stimolare la didattica digitale e lo smart working, che si sono dimostrati pilastri fondamentali nell’emergenza?

In sede di Cobul (Comitato per la banda ultra-larga) è stato stabilito di avviare il piano scuole, per portare la banda ultralarga in 32.213 plessi scolastici nei prossimi 2 anni e avviare il piano voucher per offrire connettività gratuita a cittadini e imprese. Una prima misura importante per il rilancio del Paese nella fase post Covid che ci auguriamo arrivi presto.

Dove prendere i fondi per potenziare le scuole, che la stessa Ue indica prioritarie nelle linee guida al 2025? 

I fondi derivano dai risparmi di gara e dagli stanziamenti già previsti a livello di fondi nazionali e comunitari.