Il piano, finanziato dall’azienda guidata da Elisabetta Ripa  con risorse proprie, non modifica il precedente impegno a portare la fibra ottica. Oggi su DigitEconomy.24, il report Luiss Business School e Il Sole 24 Ore.

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Open Fiber porterà con l’Fwa, la tecnologia mista fibra-radio, la connessione nei comuni ‘No Internet’ individuati nei mesi scorsi dall’Agcom. L’azienda guidata da Elisabetta Ripa, secondo quanto risulta a DigitEconomy.24 (report del Sole 24 Ore Radiocor e della Luiss Business School) ha, infatti, presentato, nell’ambito del tavolo Pisano aperto nel momento più tragico del lockdown, un piano dettagliato per coprire rapidamente i comuni che più soffrono la mancanza di connessione.

L’azienda coprirà 171 Comuni su 204 nel giro di un anno

Si prevede, con un percorso in più tappe della durata massima di un anno, di coprire 171 dei 204 comuni attualmente definiti senza Internet. Per la maggior parte di queste stesse aree Open Fiber aveva vinto i bandi Bul sulla fibra ottica finanziati dall’Unione europea. Il nuovo piano non modifica il precedente, ma anticipa l’arrivo della connessione in gran parte delle zone più carenti.  I 204 Comuni ‘no Internet’ identificati dall’Agcom presentano almeno il 10% dei civici senza copertura da servizio fisso. In particolare 46 sono senza alcuna copertura di rete fissa, in 130 la quota senza copertura è superiore al 20% dei civici. Se si include anche la rete mobile, secondo un requisito di velocità minima indoor di 2 Mbps, il numero di comuni “No Internet”, scenderebbe da 204 a 73. La maggior parte si concentra in Piemonte (31%), nelle province di Cuneo, Alessandria, Torino e Asti, nel Molise, nella Liguria e in Sicilia. Tra i comuni che si trovano in maggiore difficoltà, si contano Pontechianale, Oncino, Macchia Valfortore, Marcetelli, Marmore, Castelmagno, Bellino, Pradleves, Gorreto, Valprato Soana, Rondanina, Villamiroglio, Acceglio, Serole, Sant’Alessio in Aspromonte. Una situazione inaccettabile per la ministra dell’Innovazione tecnologica e la digitalizzazione, Paola Pisano, che nei mesi scorsi ha aperto il tavolo e chiesto agli operatori di trovare una soluzione.

Anche Eolo disponibile con modello di co-investimento pubblico-privato

Anche il gruppo Eolo aveva dato disponibilità per i comuni selezionati dall’Agcom, chiedendo però incentivi o aiuti a investire in queste aree a fallimento di mercato denominate “bianchissime”. «Come ribadito nell’ultimo incontro del tavolo, rinnoviamo – dichiara Alessandro Verrazzani, responsabile Affari regolamentari e istituzionali di Eolo – la nostra piena disponibilità a coprire tali aree bianchissime nell’arco di pochi mesi con la nostra rete Fwa a banda ultra-larga, secondo un opportuno modello di co-investimento pubblico-privato».

Open Fiber coprirà le spese che si aggirano tra i 5 e i 10 milioni

Open Fiber ha proposto una copertura mantenendo gli oneri delle spese che si aggirano, secondo alcune stime, su 5-10 milioni di euro. Di questi 204 comuni quasi tutti, cioè 196, sono coincidenti o hanno sovrapposizioni con i comuni per i quali Open Fiber ha vinto i bandi per portare la banda ultra-larga fino alle case. Anche se poi, analizzando caso per caso, non sempre i civici cosiddetti ‘bianchissimi’ coincidono con quelli che l’azienda deve coprire. Volendo esemplificare con un numero, il 60-70% corrisponde con quanto Open Fiber avrebbe dovuto già coprire con l’assegnazione dei bandi. La copertura in Fwa sarà dunque un percorso accelerato rispetto alla fibra, pronto a partire nell’immediato, ma non modificherà i piani di Open Fiber aggiudicataria dei bandi Bul visto che l’azienda è tenuta a portare in quelle stesse aree la copertura in ftth.

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8/10/2020