Commento di Matteo Caroli, Associate Dean Luiss Business School, pubblicato su Corriere della Sera Buone Notizie, 5 gennaio 2021 

Anche nel nostro Paese la spinta istituzionale a favore dell’economia circolare è ormai robusta. Ne è un esempio, il progetto «Italia 2030»: le traiettorie dell’economia circolare per il rilancio economico sostenibile dell’Itali, avviato dal Viceministro per lo sviluppo economico nell’autunno del 2019 e giunto alla conclusione della sua prima fase. L’iniziativa è stata concepita in collaborazione pubblico-privato: insieme al Mise sono state coinvolte molte tra le principali imprese e università italiane, istituzioni e associazioni. Il sostegno diretto di dieci grandi Gruppi (Cassa Depositi e Prestiti, Enel, Eni, Generali, Intesa San Paolo, ltalgas, Leonardo, Poste Italiane, Snam, Terna) evidenzia la rilevanza istituzionale del progetto. Quindici gruppi di lavoro, partecipati da esperti di provenienza istituzionale, aziendale o accademica hanno approfondito questioni molto specialistiche: dall’analisi delle filiere particolarmente rilevanti per l’economia circolare come quella dell’energia, o la chimica, le costruzioni, l’agricoltura, all’approfondimento di innovazione e finanza come fattori “abilitanti” dello sviluppo circolare, fino alle sfide che riguardano la sensibilizzazione da un lato delle Pmi e dall’altro lato dei consumatori. Altri tre gruppi di lavoro hanno studiato le grandi problematiche sociali che condizionano le possibilità di sviluppo sostenibile del nostro Paese: la fecondità e il lavoro; l’invecchiamento della popolazione; l’immigrazione. Ciascun gruppo ha realizzato un documento valido scientificamente, ma utile soprattutto alla divulgazione, che spiega «a che punto siamo» nell’evoluzione verso l’economia circolare; i principali nodi da sciogliere e i successi consolidati; e avanza delle concrete proposte di policy per rafforzare questa transizione.

Questi documenti sono stati discussi in un ciclo di dodici webinar, organizzati dalla Luiss Business School, ai quali hanno partecipato oltre tremila persone. A questo impegno fa eco il prestigioso posizionamento ottenuto ad inizio dicembre 2020 dall’intera Luiss Guido Carli, con l’ingresso tra i top 50 Atenei più sostenibili al mondo per il ranking World University Green Metrics, classificandosi seconda a livello globale (e prima in Italia) nella specifica categoria «Energy and climate change». Gli studi prodotti (che saranno riassunti in un e-book il prossimo gennaio) fanno emergere luci e ombre. Da un lato, il nostro Paese ha raggiunto un’ottima posizione tra i Paesi europei, ad esempio sulle energie rinnovabili, del waste management, dell’efficientamento energetico. Dall’altro, la complessità normativa e burocratica rallenta gli investimenti green delle aziende e d’altro canto è ancora troppo modesto (pur se in costante crescita) il numero delle piccole e medie imprese decisamente orientate all’economia circolare. Occorre dunque, accelerare sull’innovazione tecnologica, di business e istituzionale; capire come farlo è il prossimo obiettivo di Italia 2030.

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5/1/2021