Dal 2021 i rider assunti come dipendenti e i mezzi per le consegne totalmente green: Daniele Contini, Country manager di Just Eat Italia, racconta a SustainEconomy.24 di Luiss Business School e Il Sole 24 Ore – Radiocor, l’impegno sostenibile della società di food delivery

Contini_sustaineconomy24

 

Dall’impegno contro lo spreco alimentare ai packaging plastic free, dalla green mobility ai rider assunti come dipendenti dal 2021. Daniele Contini, Country manager di Just Eat Italia racconta in un’intervista a SustainEconomy.24, report di Luiss Business School e Il Sole 24 Ore Radiocor, il percorso della società. Che punta a coinvolgere anche i partner e i clienti. Tanto da aver lanciato recentemente la Guida per un food delivery sostenibile. Il 2020, dice, ha segnato una forte crescita del food delivery che ha rappresentato, durante il lockdown, un servizio essenziale ma si è rivelato anche una leva di business fondamentale per alcune attività. E, assicura: Just Eat vuole investire ancora in un mercato che ha forti prospettive di crescita.

La sostenibilità sta prendendo piede anche nel Food delivery. Come Just Eat avete messo in campo una serie di iniziative e avete avuto riconoscimenti. Ci racconta il vostro impegno?

«Il digital food delivery sta vivendo un momento di grande crescita e affermazione e, come leader in Italia nel settore, sentiamo una crescente responsabilità in riferimento all’impatto ambientale che ha la nostra attività. Crediamo inoltre sia fondamentale sensibilizzare sulle tematiche della sostenibilità i nostri stakeholder principali – clienti, ristoranti e rider – e, per primi, agiamo su più ambiti per promuovere una cultura del cambiamento che renda il settore virtuoso. Siamo infatti attivi da sempre nella lotta contro lo spreco alimentare, coinvolgendo i nostri ristoranti partner con il progetto Ristorante Solidale, abbiamo introdotto packaging per le consegne completamente plastic free, promuoviamo la green mobility per i rider grazie alla partnership con MiMoto e forniremo dal 2021 mezzi totalmente sostenibili per le consegne. Abbiamo lanciato recentemente la Guida per un food delivery sostenibile, realizzata in collaborazione con LifeGate, per rendere il ciclo di vita del food delivery completamente green, con consigli e spunti utili dall’ordine online a come smaltire le confezioni di cibo a domicilio in modo consapevole. L’ultima iniziativa in occasione del Natale ci ha visto coinvolti in una maratona di solidarietà, dal 14 al 20 dicembre, in collaborazione con Caritas e Comunità Sant’Egidio con l’obiettivo di supportare chi ne ha più bisogno donando un Piatto Sospeso per ogni ordine ricevuto».

Complice un anno particolare, è mutata anche la sensibilità degli italiani. Dal vostro punto di vista cosa è cambiato e cosa ancora può cambiare?

«Crediamo che l’attenzione e la sensibilità degli Italiani verso i temi della sostenibilità sia crescente, soprattutto in un momento in cui stiamo tutti rimettendo in discussione le nostre priorità e il nostro impatto sul Pianeta, anche alla luce della pandemia che stiamo vivendo. Nella nostra posizione è importante guidare il cambiamento e farlo in ottica di education, per questo le nostre iniziative e attività vedono coinvolti direttamente i nostri clienti e li rendono partecipi nel nostro percorso di sostenibilità».

Ci avviciniamo alla fine dell’anno e, appunto, di un anno complesso. Qual è il bilancio di Just Eat?

«Per noi, come Just Eat, quest’anno complesso ha rappresentato un momento di grande impegno e lavoro, che si è tradotto in relazione alla situazione, in un rafforzamento del servizio e della sua accessibilità, da parte dei clienti da un lato, ma anche lato ristoranti. Il food delivery si è rivelato una leva di business essenziale che in alcuni casi ha permesso loro di continuare la loro attività. Ma non solo. Per il 90% dei consumatori che abbiamo intervistato nell’ambito del nostro Osservatorio annuale, il food delivery ha rappresentato durante il lockdown un servizio essenziale. Abbiamo poi annunciato il nostro nuovo modello di delivery con i rider assunti come dipendenti dal 2021. Crediamo sia fondamentale investire ancora come leader in questo mercato che ha forti prospettive di crescita, garantendo il miglior servizio a ristoranti e clienti e tutele e protezioni ai rider, con un’attenzione sempre viva verso la sostenibilità economica e ambientale. Vogliamo orientarci verso scelte sempre più etiche in grado di esprimere la responsabilità con cui vogliamo approcciare questo mercato».

SFOGLIA IL REPORT COMPLETO

23/12/2020