Formazione | Luiss Business School - School of Management - Part 2
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14 Aprile 2021

Consorzio ELIS, Paolo Boccardelli: «Dobbiamo guardare al purpose più che ai profitti per una vera sostenibilità aziendale»

Insieme all'annuncio della nascita delle palestre relazionali, nella messa a punto di una bussola che orienti il lavoro nel mondo post-pandemico, durante l'incontro tra i CEO delle grandi Corporate del Consorzio ELIS il Direttore di Luiss Business School lancia una provocazione: «Il profitto non è la sola ragione per cui un'impresa viene creata» Una bussola per le imprese per ripartire, per ripensare il mondo e i processi del lavoro: è questo lo scopo che ha messo insieme gli amministratori delegati di 30 aziende e che hanno portato alla ricerca di una terza via. Mentre il mondo è in bilico tra il mondo del lavoro “alla vecchia maniera” e un mondo nuovo, fatto di lavoro distribuito, si va erodendo il patrimonio di relazioni e creatività. Dall'osservazione di questi elementi, alla ricerca di una terza via, nell'ambito del Ceo Meeting del Consorzio Elis di martedì 13 aprile, ospitato presso la Luiss Business School, è stata annunciata la nascita delle Palestre Relazionali, al via a ottobre 2021. Durante l'incontro, nel suo inspiration speech, Paolo Boccardelli, Direttore di Luiss Business School, ha puntato l'attenzione sull'importanza del purpose, dello scopo delle imprese, rispetto ai profitti. L'azienda come organismo vivente Citando Edward Freeman, nel suo inspiration speech Paolo Boccardelli paragona le aziende a un organismo umano, che ha bisogno dei globuli rossi, ma non vive per essi. «Al pari degli organismi, le imprese fanno profitti, devono fare profitti, ma non dovrebbero vivere fare profitti. Vivono grazie ad essi e li utilizzano per realizzare i loro obiettivi, i cosiddetti purpose». Questa visione non può non tenere conto delle disuguaglianze mondiali e della sostenibilità sociale. «A fronte dell'aumento della povertà globale, i compensi mediani degli amministratori di oltre 300 delle principali aziende statunitensi sono lievitati a 13,7 milioni di dollari dai 12,8 e con un incremento medio del 15%. Aumenta la disuguaglianza, aumentano i compensi apicali: qualcosa non quadra». «I profitti servono a realizzare il purpose? Senz’altro – ha spiegato Boccardelli – Ma se l’azienda si occupa solo dei profitti non resisterà a lungo perché non è quella la ragione ultima per cui essa viene creata. Quanto il purpose crei valore per la società, quanto è percepito e diffuso sia all’interno sia all’esterno, quanto sia coerente con l’azione organizzativa sono le domande che oggi le aziende sono chiamate a porsi. La strada da fare è ancora lunga e complessa, ma il dna del capitalismo italiano è più del purpose che dei profitti». Il Progetto di Semestre Smart Alliance riceve il testimone dal Semestre precedente Mindset Revolution, che sotto la presidenza di Generali Italia ha visto le aziende del Consorzio ELIS confrontarsi sulle sfide del cambiamento a cui sono chiamate. «Con il programma ‘Mindset Revolution’ abbiamo voluto potenziare una nuova cultura digitale, inclusiva, che abbia al centro la “persona”, rilanciando una partnership forte fra scuola, università, comunità e aziende – commenta Marco Sesana, Country Manager & Ceo Generali Italia e Global Business Lines – Il nuovo programma ‘Smart Alliance’ coglie un punto centrale anche per Generali che è quello di trasformare il luogo di lavoro in un luogo di relazione e benessere in cui, attraverso contaminazione, co-creazione e apprendimento, si contribuisca a creare valore per le persone». Parola d'ordine, relazioni L'incontro organizzato dal Consorzio ELIS è stato organizzato anche per annunciare il lancio delle palestre relazionali. Infatti, a fronte di un aumento della produttività e dell'efficacia di alcuni processi come le riunioni e l'abolizione del commuting, sembrano calare la creatività e il senso di appartenenza. Nella ricerca di una terza via per trasformare il lavoro, nascono le palestre relazionali, un luogo dove incontrare colleghi, anche di altre aziende, nel proprio quartiere. Inoltre, grazie al palinsesto di creatività, è possibile sviluppare nuove competenze. Trenta grandi imprese, trecento pionieri, 5 sedi in tutta Italia: la sperimentazione mira a condividere spazi e creare uffici a chilometro zero. L'obiettivo non è sostituire l'ufficio, ma la cucina di casa. Si partirà a ottobre 2021 con sedi a Milano, Roma, Napoli, Trapani e Catania. I Ceo del Consorzio ELIS concordano sulla necessità di ripensare i tempi e gli spazi del modo di lavorare, confortati anche da un trend italiano e internazionale in via di definizione: le cosiddette città dei 15 minuti, policentriche, che possono avere una ricaduta positiva su tutti e tre i fattori ESG, ambientali, sociali e di governance aziendale. Trasformare la scuola superando le disuguaglianze Solo il 5% delle ragazze intraprende percorsi scientifici: come mai ci sono così poche ragazze che scoprono il proprio desiderio per la scienza e la tecnologia e lo portano avanti? Su questo e sulla lotta alle disuguaglianze nel campo Stem si baserà il prossimo semestre di presidenza in carico a Marco Alverà, CEO Snam. «L'occupazione di posizioni tecnologiche è ancora a vantaggio degli uomini: stiamo perdendo massa critica, ma soprattutto stiamo perdendo un'occasione», spiega Stefano Donnarumma, Amministratore Delegato e Direttore Generale Terna. A lui fa eco Alverà, che aggiunge: «È una perdita economica anche per il Paese». Citando anche gli insegnamenti egualitari di Papa Francesco, il Ceo di Snam spiega l'obiettivo dell'azienda: «In Snam vogliamo arrivare ad avere il 50% di presenza femminile in azienda: ora siamo al 25%. Nel leadership team c'è il 50% di donne. Abbiamo messo la parità di genere nel nostro statuto, ma per questo ci servono più donne che abbiano studiato materie scientifiche. Bisogna lavorare nelle scuole e nei licei. La proposta che lanciamo è quella di ispirarci a Stanford, che, come università, ha lanciato un liceo per creare una scuola eccellente, inclusiva, che punti alla diversità di genere, sociale e che punti allo Stem. Stem è un mezzo, non un fine, deve dare un purpose agli studi delle ragazze ci hanno detto che vogliono occuparsi di qualcosa, non studiare qualcosa di astratto». «I ragazzi dai 14 ai 35 anni rappresentano un patrimonio grandissimo – spiega Fabiana Dadone, Ministro per le politiche giovanili – Chiedono di essere ascoltati nella loro comfort zone, i canali social; chiedono al governo di poter partecipare maggiormente in campo di politica attiva, recovery compreso. Chiedono orientamento e una didattica diversa. Non si tratta solo di dare un'edilizia scolastica decorosa, ma anche di formare chi lavora all'interno delle scuole per essere al passo con i tempi». «Per contrastare il fenomeno Neet e prevenirlo, serve far entrare le aziende nelle scuole – continua Dadone – Finché non porteremo lì, alle ragazze di 12 anni, modelli di donne che si sono contraddistinte in ambito tecnologico, sarà difficile convincerle a intraprendere questo percorso. Infine, i giovani hanno bisogno di emanciparsi: per questo ci vuole un sistema di credito semplice e agevole per loro. Dobbiamo avere fiducia nelle loro idee e creatività. Dobbiamo creare un sistema che li spinga a investire sulla loro imprenditorialità e loro idee, senza paura di sbagliare». «Orientarsi vuol dire conoscere quello che ci piace per verificare dove andare ad approfondirlo: per questo bisogna iniziare molto presto, con i bambini – conclude Giovanni Lo Storto, Direttore Generale Luiss Guido Carli – Dobbiamo concentrarci sulla libertà di apprendimento. Luiss c'è. La nostra risposta è 42 Roma Luiss, scuola di coding con cui la nostra università mira a formare i nuovi metalmecannici del digitale. è a stazione termini: ci sono 150 ragazzi selezionati tra 5000. I mestieri che faranno i bambini di oggi sono lavori che loro stessi inventeranno, solo se noi adulti non li rallenteremo». RASSEGNA STAMPA  Affaritaliani, "Semestri di Presidenza" Elis, così i Ceo supportano lo sviluppo della società 14/4/2021

17 Novembre 2020

La sostenibilità da vicino

  “La sostenibilità da vicino” è un percorso di webinar sviluppato nell’ambito di “Con la Scuola”, il progetto di formazione per dirigenti scolastici e docenti, promosso da Snam, ELIS, Luiss Business School, Confindustria e ANP (Associazione Nazionale Dirigenti e Alte Professionalità della Scuola), che nasce per facilitare l’integrazione della sostenibilità nella didattica. Gli incontri ospiteranno significative testimonianze d’impresa per raccontare in che modo le aziende affrontano concretamente il tema della sostenibilità e riflettere sulle metodologie didattiche più efficaci per sviluppare la consapevolezza della responsabilità sociale e ambientale nei giovani. Scopri il progetto e partecipa ai webinar! PROGRAMMA La persona al centro | Ferdinando Di Fino, Senior Vice President HR Operations, Snam 19 novembre 2020 ore 16:00 – 18:00 PARTECIPA L’economia circolare | Giulia Branzi, Head of International Assets and New Business Regulation, Snam 3 dicembre 2020 ore 16:00 – 18:00 PARTECIPA Transizione energetica e idrogeno | Dina Lanzi, Head of Technical Business Unit Hydrogen, Snam 10 dicembre 2020 ore 16:00 – 18:00 PARTECIPA La gestione dei rifiuti in una logica sostenibile | Andrea Perduca, Senior Vice President Biometano, Snam 7 gennaio 2021 ore 16:00 – 18:00 PARTECIPA Mobilità sostenibile | Daniele Lucà, Senior Vice President Global Sustainable Mobility, Snam 21 gennaio 2021 ore 16:00 – 18:00 PARTECIPA Città sostenibili | Cristian Acquistapace, Managing Director Snam4Efficiency 4 febbraio 2021 ore 16:00 – 18:00 PARTECIPA Una scuola sostenibile | Marco Alverà, AD Snam 18 febbraio 2021 ore 16:00 – 18:00 PARTECIPA 17/11/2020

28 Ottobre 2020

Con la Scuola: il progetto di formazione promosso da Snam, ELIS e Luiss Business School diventa un corso di specializzazione accreditato

Il riconoscimento dei crediti formativi trasforma il progetto di upskilling in un programma di specializzazione   “Con la Scuola”, il progetto di formazione per dirigenti scolastici e docenti, promosso da Snam, ELIS, Luiss Business School, Confindustria e ANP (Associazione Nazionale Dirigenti e Alte Professionalità della Scuola) diventa un corso di specializzazione accreditato. Il riconoscimento dei crediti formativi trasforma infatti il progetto di upskilling in un programma di specializzazione, che supporta dirigenti scolastici e docenti nello sviluppo della didattica, affinché possa favorire sempre più efficacemente la connessione tra scuola e lavoro. Il riconoscimento giunge in una fase di trasformazione del programma dovuta all’emergenza sanitaria, con un focus completamente dedicato alla progettazione della didattica a distanza, dalle strategie che facilitano l’apprendimento all’orientamento tra gli strumenti digitali disponibili. La certificazione dimostra un impegno primario nei confronti della didattica teso a valorizzare i docenti come agenti del cambiamento, supportandoli concretamente con strumenti e metodologie didattiche all’avanguardia. “Con la scuola” in pillole “Con la Scuola” nasce dalla sperimentazione del progetto pilota nell’anno scolastico 2018-2019, che ha visto il coinvolgimento di 13 consigli di classe, 30 dirigenti scolastici, 85 docenti e 35 referenti della formazione. Il 18 febbraio 2020 a Villa Blanc, sede Luiss Business School, si è tenuto l’evento di kick-off del progetto, con la partecipazione di 100 dirigenti scolastici di altrettante scuole selezionate, a due giornate di formazione in cui sono stati condivisi i risultati raggiunti durante il percorso pilota del 2019 e presentati gli obiettivi e le attività dell’edizione 2020. Nella due giorni di workshop e tavole rotonde sono intervenuti, oltre ai promotori del progetto, la Viceministra dell’Istruzione Anna Ascani e i rappresentanti di Confindustria, ANP, Indire (Istituto nazionale di documentazione innovazione e ricerca educative) e Invalsi. Le successive attività di formazione sono proseguite in webinar e si sono focalizzate sulle strategie e i metodi per lo sviluppo delle competenze chiave del secolo (Cooperation, Communication, Creative Thinking e Critical Thinking). I webinar hanno fatto registrare una partecipazione ben oltre le aspettative, arrivando a coinvolgere 350 docenti. 28/10/2020

14 Ottobre 2020

Nascono gli Skill Lab per l’Executive Education Luiss Business School

  Gli Executive Skill Lab sono laboratori online nati nell’ambito della formazione Executive Luiss Business School che mirano da una parte a potenziare le soft skill dei partecipanti, dall’altra a sviluppare al tempo stesso una visione d’insieme dello scenario aziendale. Gli Executive Skill Lab sono trasversali all’offerta formativa Executive e sono progettati in modo da fornire strumenti immediatamente applicabili per migliorare le competenze e capacità trasversali rispetto al proprio background accademico e professionale. Si articolano in due categorie: Megatrend e Life Skill. Executive Skill Lab: Megatrend I laboratori dedicati ai megatrend approfondiscono i fattori esogeni di cambiamento che ridisegnano il panorama economico, finanziario e tecnologico e che possono influenzare l’operato quotidiano delle organizzazioni e le strategie. Tematiche: Business Ehics, Machine Learning, Blockchain Business Technologies, Data Driven Organization, Remote Leadership, Artificial Intelligence & New Human Competencies.  Executive Skill Lab: Life Skill I laboratori legati alle life skill si propongono di allenare e potenziare tutte quelle abilità cognitive, emotive e relazionali che consentono di operare con efficacia sul piano individuale e sociale all’interno della propria organizzazione e del proprio contesto di riferimento. Tematiche: Entrepreneursip, Improve your Personal Power, Self Empowerment, Trasformative Decision Making, Personal Branding, Empatia & Intelligenza Emotiva.  SCOPRI L'OFFERTA FORMATIVA EXECUTIVE  Info a: executive@luiss.it 14/10/2020

20 Giugno 2020

Stati Generali per l’economia: l’intervento del direttore Luiss Business School Paolo Boccardelli

Per rilancio fondamentale investire in competenze digitali e rafforzare rapporto pubblico privato   Nel suo intervento agli Stati Generali per l'economia, Paolo Boccardelli, direttore della Luiss Business School, ha evidenziato le nuove sfide che il ceto dirigente del Paese dovrà affrontare per il rilancio post Covid, prime fra tutte comprendere i trend globali e i loro impatti sulla geopolitica, cogliere le sfide della sostenibilità, valorizzare le opportunità offerte dal digitale e ridisegnare l’interazione pubblico-privato. In particolare nei prossimi 20 anni il 90% dei posti di lavoro richiederà competenze digitali: entro il 2022, 75 milioni di posti di lavoro saranno probabilmente sostituiti in 20 grandi economie e 133 milioni di nuovi posti di lavoro sorgeranno sia nei settori sicurezza informatica e big data, sia in ambiti come etica, sostenibilità, regolamentazione e privacy. Investire rapidamente nella formazione di competenze digitali nelle imprese, nelle PA e per i cittadini diventa una necessità sempre più improcrastinabile per far fronte al significativo e diffuso gap di competenze digitali sia hard che soft, e rilanciare la competitività del Paese. Il 42% delle competenze chiave richieste per svolgere lavori esistenti cambierà entro il 2022: saranno sempre più indispensabili competenze trasversali, come intelligenza emotiva, critical thinking, analytical thinking, problem solving, capacità di un-learn e re-learn, creatività, e l’orientamento all’innovazione e all’imprenditorialità. Il rischio di non sviluppare una formazione che sappia rispondere alle trasformazioni dei mercati e del lavoro è che 1 professione su 3 sarà introvabile e 1 giovane under 29 sarà di difficile reperimento. “L’Italia del post Covid ha bisogno di leader che sappiano leggere i problemi della nostra società con una lente interdisciplinare e ricorrere a metodologie avanzate di data analytics per trovare nuove soluzioni, sulla base di conoscenze frutto di processi di co-creazione con aziende, istituzioni, professionisti e accademia”, ha detto Boccardelli. Per rinnovare i percorsi di formazione e costruire un sistema di eternal learning, saranno sempre più necessari progetti di microlearning, programmi customizzati, sviluppo di competenze trasversali e un approccio problem – based: una cassetta degli attrezzi a supporto di imprese, istituzioni e PA.  20/06/2020

23 Maggio 2020

Sviluppare la resilienza per fronteggiare il cigno nero

  Articolo di Paolo Boccardelli, direttore Luiss Business School, pubblicato su Harvard Business Review Italia Il Covid-19 non ha risparmiato nessuno: dagli effetti macroeconomici, legati al taglio delle stime sul Pil e al calo dell'indice della produzione e delle esportazioni, alle conseguenze sul mercato dei capitali, con importanti ricadute in termini di rendimenti finanziari, a seconda che la durata della crisi si stimi limitata oppure molto lunga. A mano a mano, il nemico invisibile ha assunto i tratti del “cigno nero” descritto dal filosofo Nassim Nicholas Taleb: una discontinuità in natura, un evento non previsto né facilmente prevedibile, delineato da tratti poco chiari ex ante, ma da effetti chiaramente osservabili ex post. E se è ormai conosciuto il comportamento di persone e organizzazioni in tempi di tranquillità o stabilità, è invece poco chiara la loro reazione in tempi di crisi e incertezza. Quel che è certo è che la conseguenza immediata della pandemia in atto è caratterizzata da un’ulteriore accelerazione del processo di riconversione di competenze e skill del capitale umano. Nel 2018, il report del World Economic Forum, dedicato alle professioni del futuro, stimava che entro il 2022 per oltre il 54% dei dipendenti sarebbe stato richiesto un significativo processo di re-skilling e up-skilling. Tale orizzonte temporale si è decisamente ridotto, a seguito della rapida diffusione Covid-19 che ha forzato imprese e lavoratori nel riassetto delle proprie capacità. E altrettanto rapidi sono i ritmi con cui passeremo dalla società post-industriale a quella digitale e infine alla data-driven society, senza avere tutto il tempo che avremmo voluto concedere a operai, colletti bianchi, professionisti, dirigenti, docenti e cittadini di abituarsi alla società di big data e intelligenza artificiale. Se fino a poco tempo fa gran parte delle organizzazioni aveva semplicemente realizzato una migrazione dei processi da strumenti analogici a strumenti digitali, la sperimentazione dello smart-working e del telelavoro permetteranno di ridefinire il modello di business in una logica digitale. Al tempo stesso, sarà richiesto l’intervento delle istituzioni per risolvere temi chiave quali la privacy, la protezione dei dati, la cybersecurity, e il valore e la proprietà intellettuale nell’economia digitale. Sarà, quindi, proprio il digitale l’abilitatore del processo di trasformazione, capace di illuminare il tunnel dell’economia “affetta da coronavirus”. Il supporto alla formazione del capitale umano dovrà essere accelerato e indirizzato soprattutto verso l’adattamento e la flessibilità degli individui, lo sviluppo di competenze tecnologiche, la creatività, l’innovazione, l’emotional intelligence e la gestione dei dati. I dipendenti, comunque, dovranno abituarsi a lavorare più spesso da remoto, in modalità virtuale, senza tuttavia subire una totale alienazione tecnologica, ma anzi mantenendo al primo posto l’interazione con i propri colleghi e dimostrando di agire secondo responsabilità. I lavoratori dovranno anche acquisire nuove competenze; infatti, si stima che il 14% della forza lavoro globale dovrà cambiare professione o, in alternativa, acquisire nuove skill entro il 2030. Laddove non esistano competenze idonee ad assicurare la continuità delle attività e del business e a gestire e mitigare tutti i rischi, appare necessario provare a fornire un supporto attraverso le istituzioni e le associazioni imprenditoriali che, grazie ai servizi ai loro associati, possono garantire un accesso a risorse, capability e attività specializzate. D’altra parte, le organizzazioni dovranno mostrarsi in grado di valutare i rischi e di pianificare possibili scenari di evoluzione della crisi; ancora, in grado di garantire un monitoraggio costante dei fenomeni chiave, evidenziandone gli effetti sul modello di ricavo, sulla struttura dei costi e sulla continuità operativa. Infine, la gestione su base giornaliera della crisi, insieme alla creazione di task force e comitati inter funzionali che possano gestire le relazioni con stakeholder interni ed esterni e allineare tutti sugli obiettivi, consentiranno di sviluppare resilienza nei sistemi e nei modelli di business. Sviluppare la resilienza, infatti, implica dotare il modello di business di strumenti di flessibilità sul lato dei ricavi e sulla struttura dei costi, in grado di assorbire significative variazioni ed elevati tassi di volatilità sul lato sia della domanda sia dell’offerta. In questo modo, la continuità operativa (produzione, infrastruttura tecnologica e digitale, logistica) e la continuità del business (liquidità, capacità di finanziamento e cash flow a sostegno del debito, andamento dei ricavi) saranno salvaguardate, con la consapevolezza però che nuovi cigni neri potranno sconvolgere in futuro gli esistenti equilibri. 23/5/2020

28 Gennaio 2020

Al via CDP Academy – Corporate MBA in collaborazione con Luiss Business School

Prende il via CDP Academy – Corporate MBA, il primo progetto di alta formazione aperto ai dipendenti del Gruppo CDP e di otto società partecipate   Rassegna stampa Corriere della Sera, La Stanza dei Bottoni   Ansa, Cdp: master per nuova classe dirigente Sole 24 ore, Cdp forma i manager del futuro in tandem con la Luiss Business School  Il Messaggero, Cdp Academy-Corporate Mba, al via il master per formare i manager del futuro Avvenire, Cdp, master per una nuova classe dirigente Il Giornale, Cdp lancia progetto master con Luiss Milano Finanza, Formazione, al via Cdp Academy Libero, Cdp e Luiss nella formazione Il Secolo XIX, Alta formazione, al via il nuovo master della Cdp CDP Academy – Corporate MBA, presentato dal Presidente di CDP Giovanni Gorno Tempini e dall’Amministratore Delegato Fabrizio Palermo, coinvolge le società del Gruppo CDP e le partecipate Ansaldo Energia, Fincantieri, Italgas, Open Fiber, Poste, SIA, Snam e Terna. Il nuovo master mette a fattor comune le competenze e i percorsi di crescita delle persone e favorisce il dialogo tra le sue eccellenze, in una logica di sistema. Organizzato in collaborazione con Luiss Business School, che è stata selezionata al termine di un articolato processo, ha l’obiettivo di promuovere la crescita di manager al servizio del Paese, facendo leva sulle competenze e sul network di primarie realtà industriali che contribuiscono alla crescita e allo sviluppo dell’economia italiana. Un programma MBA Luiss Business School che mette la formazione manageriale al servizio del Paese Diretto da Raffaele Oriani, Associate Dean Luiss Business School, il corso di alta formazione, della durata di due anni, si svolgerà a Villa Blanc, sede della Luiss Business School diretta da Paolo Boccardelli, e vedrà il coinvolgimento nelle docenze anche dei professionisti e dei manager delle società partecipanti. Per la prima edizione del master sono state selezionate 30 persone, dopo un processo altamente competitivo in più fasi, a cui hanno partecipato oltre 500 profili di professionisti delle società coinvolte nel progetto. CDP Academy – Corporate MBA si inserisce in una serie di iniziative che mirano ad investire sul capitale intellettuale del Paese per creare maggiore ricchezza: il Graduate Program, il nuovo programma di selezione e assunzione di giovani talenti neo laureati (15 quelli selezionati quest’anno dopo lo screening di 1.800 candidature) che hanno l’opportunità di partecipare a un percorso di formazione e job rotation che coinvolge anche le società partecipate; Finanza e Mercati, un percorso di formazione dedicato ai finance professional del Gruppo CDP e delle partecipate (87 i partecipanti); e la Scuola del Turismo, l’iniziativa di CDP in collaborazione con TH Resorts, che ha l’obiettivo di supportare la diffusione dell’eccellenza italiana nell’ospitalità, attraverso l’attrazione di giovani talenti da tutto il mondo. Un unicum nel panorama formativo italiano  Un progetto che farà sicuramente da apripista a percorsi analoghi e che, come ha sottolineato Giovanni Lo Storto, direttore generale Luiss, rappresenta un unicum nel panorama italiano. "Siamo i pionieri, i primi a lanciare un progetto del genere, di questo sono molto orgoglioso" ha dichiarato il DG, non prima di rammentare l’esigenza di colmare il gap che l’Italia registra a livello europeo nell’alta formazione e non solo. Perché "la sfida più significativa con cui dobbiamo misurarci è riuscire a fare formazione anche per i 50-70 anni che vengono dopo l’università", ha evidenziato Paolo Boccardelli, direttore della Luiss Business School. 27/11/2020