Ethos | Editoria

Il Quarto Shock. Come un virus ha cambiato il mondo

Sebastiano Maffettone, Luiss University Press

Negli ultimi mesi, abbiamo ascoltato scienziati, medici, giornalisti e politici. Ci siamo preoccupati prima per Covid-19, la nostra vita e quella delle persone che amiamo, e poi per la crisi economica che ne sarebbe seguita. Siamo rimasti chiusi in casa, fisicamente isolati e, per la prima volta nelle nostre esistenze, in contatto col mondo prevalentemente per via telematica. In altre parole, abbiamo vissuto, e in parte stiamo vivendo, una crisi senza precedenti. Una crisi del genere impone una riflessione e possibilmente una visione che renda coerenti gli aspetti esistenziali e quelli sociali della crisi stessa. Quali conseguenze avrà la pandemia per la persona e quali per la società nel suo complesso? Ci sono lezioni, e se sì quali, che possiamo apprendere, e al tempo stesso ci sono esiti che invece vogliamo scongiurare?
Secondo Sebastiano Maffettone, l’umanità nel tempo della pandemia è in preda a uno shock, il quarto shock: un microscopico virus ha cioè svelato agli umani tutta la loro impermanenza, ci ha resi insicuri e fragili. Come era accaduto con giganti del pensiero quali Copernico, Darwin e Freud in precedenza, ancora una volta siamo stati privati della sensazione di essere padroni del creato e del nostro destino. D’un tratto ci siamo resi conto di come la società iperglobalizzata che abbiamo costruito si trovi di fronte a una minaccia esiziale per cause tanto naturali -una natura, che tendevamo comunque a ritenere addomesticata e controllabile- quanto legate alla propria capacità di innovazione tecnologica ed economica.
Il quarto shock, propone al lettore il primo tentativo di costruire una filosofia del presente capace di fornire analisi e risposte con gli strumenti dell’etica pubblica e del pensiero critico. Il libro affronta problemi cruciali, come i problemi del sé e del limite che ci dobbiamo imporre, la protesta sociale che potrebbe montare dopo la crisi, le questioni di giustizia distributiva che la pandemia fa emergere (ad esempio tra il Nord e il Sud del nostro Paese), i rapporti tra Stati che in caso di emergenza devono basarsi sulla tutela dell’umano, il green new deal da consolidare, la cultura da rinnovare, la scuola e l’università da ripensare e il modo più equo di gestire la crescita::: delle multinazionali del web.
Il libro di Sebastiano Maffettone è al tempo stesso una profonda riflessione e una visione comprensiva sulla quale costruire il domani. Come dobbiamo cambiare noi e il nostro atteggiamento rispetto alla vita e alla morte? Che tipo di nuova consapevolezza dobbiamo fare nostra? Quale società vogliamo rifondare? Quali pericoli corrono le nostre democrazie? E come sarà possibile riprogrammare il sistema capitalistico in modo da costruire un mondo che sia più sostenibile e giusto? Analizzando il rapporto tra crisi ambientale e pandemia, individuo e società, economia e tecnologia, Il quarto shock diventa un volume indispensabile per comprendere come agire (e perché) se vogliamo davvero non vedere un futuro distopico e cambiare in meglio, dentro e dopo Covid-19.


Idee per un mondo che cambia
Sebastiano Maffettone, Le Monnier Università

maffettone etica ethosChiunque si occupi oggi di filosofia – annuncia subito l’autore nella sua prefazione – nutre profondi dubbi sull’utilità, perlomeno a breve, della sua indagine, temendo di dire cose complicate e sottoporre dubbi radicali in un momento storico in cui, al contrario, dilaga una grande voglia di semplificazione, come dimostrano il tramonto del giornalismo su carta, il declino del libro come istituzione e la difficoltà a leggere che pare diffondersi tra i giovani assieme alla digitalizzazione progressiva della comunicazione. Profondamente convinto che la politica dei nostri tempi stia diventando sempre più superficiale e priva di significato, mentre invece ce ne sarebbe estremo bisogno sia a livello pratico sia come progetto ideale, Sebastiano Maffettone in Politica. Idee per un mondo che cambia propone una forma sistematica di riflessione critica, quale è quella offerta dalla filosofia politica, che forse può giovare alla causa, ora che l’insieme dei rapporti sociali si è tremendamente complicato. A metà strada tra la manualistica e la saggistica, il libro riassume e indaga, sotto una nuova ottica, i temi e i problemi classici della filosofia politica, allargando per la prima volta lo sguardo al pensiero non occidentale, ormai ineludibile nel mondo globalizzato. Tre le parti principali, divise in numerosi capitoli che si sviluppano in oltre 600 pagine, anticipate da un’Introduzione metodologica che pone le basi teoriche per l’intero volume e anticipa alcune tematiche trattate come il Liberalismo, il Pluralismo e la Politica comparata.

La prima parte è dedicata ai grandi temi della filosofia politica contemporanea: dalla Liberal-Democrazia all’Utilitarismo, dal Repubblicanesimo al Femminismo fino alla Giustizia internazionale-globale. Protagonisti invece del dibattito della seconda parte sono i grandi autori del Novecento, quali Rawls, Habermas, Sen, Foucault e Marx. La terza parte si focalizza, infine, sulla politica comparata, discutendo del pensiero politico cinese, della filosofia politica indiana contemporanea, e del pensiero arabo-islamico mai prima di oggi analizzati insieme in un libro di filosofia politica occidentale – completata dai due capitoli iniziali su multiculturalismo e post-colonialismo.

Maffettone conduce un’analisi della politica moderna con un’impostazione filosofica analitica, senza trascurare il pensiero politico continentale, esponendo una visione liberale e socialdemocratica basata sulla centralità della giustizia sociale in un’ottica pluralista. Spiega lo stesso autore che il verbo “cambiare” utilizzato nel sottotitolo può essere letto attraverso tre filtri disciplinari: quello economico, quello politico e culturale. Sono infatti centrali la questione della giustizia distributiva nel mondo globalizzato – che comporta sempre più ineguaglianza all’interno degli stati e, di conseguenza, l’avanzata dell’ondata populista –, ma anche la complessità nella costruzione di una politica globale e, in ultimo, il conflitto tra i nuovi soggetti collettivi, identità complesse e marginalizzate alle quali viene spesso negato un riconoscimento, e le resistenze più tradizionalistiche, che faticano ad accettare un’eguaglianza con tali identità. Dopo una vita di ricerca e insegnamento, l’obiettivo di Sebastiano Maffettone nel trattare questa vastità di tematiche è quello di fornire una guida ideale per chiunque voglia accostare le idee più importanti del pensiero politico in un periodo di grandi cambiamenti.


Il valore della vita: cosa conta davvero e perché
Sebastiano Maffettone, Luiss University Press

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Nella notte tra il 27 e il 28 ottobre 1910, a più di ottantadue anni, Lev Tolstoj lasciò la sua casa di Jasnaja Poljana. Dopo una fuga di quattro giorni si ammalò e, costretto a fermarsi alla stazione di Astàpovo, vi morì la mattina del 7 novembre. Cosa aveva spinto il grande romanziere a un gesto in apparenza tanto sconsiderato? Forse la stessa ansia di vivere della giovane Anna Karenina, o forse la ricerca della solitudine che, come aveva lasciato scritto alla moglie, gli sarebbe stata indispensabile per guardare indietro alla sua vita e forse accorgersi, come il suo Ivan Il’ic, che “non era stata come doveva”. Ma come deve essere una vita? Cosa conta davvero nell’arco della nostra esistenza? E se la grande letteratura, da Omero a Shakespeare, da Tolstoj e Dostoevskij a Beckett, ha affrontato più volte la questione del valore della vita e del senso dell’essere, forse più difficile è il compito di chi intende cercare una risposta muovendo da una prospettiva e da interessi intellettuali diversi. In altre parole, di chi intende discutere di tali questioni nell’orizzonte di scelte pubbliche di natura morale. Con questo saggio, Sebastiano Maffettone intende rivalutare la funzione “sociale” della filosofia e rimarcare come il mestiere del filosofo di professione sia quello di rispondere alle domande che tutti si pongono e che troppo spesso vengono “relegate” al solo ambito spirituale e religioso. In un’epoca di crescente cinismo, infatti, in cui ideali e valori sembrano aver perso di significato e la vita umana – si pensi alla tragedia dei migranti, o alla povertà crescente – sembra non contare nulla, questo libro ha il coraggio di affrontare le questioni che stanno a cuore a ciascuno di noi.


Etica e politica delle piante
Gianfranco Pellegrino, Marcello Di Paola, DeriveApprodi, 2019 

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«Gli alberi, le piante e i semi… questa natura è sempre in uno stato passivo, privo di movimento esterno e interno, e quindi del potere di osservare e riflettere». Così, nel Timeo, Platone sancisce statuto e differenza del regno vegetale rispetto all’umano e al resto del vivente. Una separazione che accompagnerà per diversi secoli la storia delle relazioni tra uomini e piante.
Per molti le piante rimangono tutt’ora esseri passivi e inerti, più simili a cose che a viventi degni di cura e considerazione. Il paradigma platonico della distanza non sembra dunque superato.
Eppure, l’indagine scientifica più recente mostra che le piante hanno forme di attività, intelligenza, percezione, comunicazione. Che la loro evoluzione è stata altrettanto, se non più complessa, di quella degli umani e che per prime hanno colonizzato la Terra, creando le condizioni della nostra stessa vita. Per questa ragione, come già accaduto per gli animali, non le si può più escludere dall’ambito etico e politico, che proprio un nuovo sguardo sulla vita vegetale consente di ampliare. Il libro è una sintesi dell’estesa discussione che ha portato a ripensare la filosofia politica a partire da una riconsiderazione della vita delle piante rispetto ad animali e umani. Per questo, non è tanto questione di dare alle piante uno statuto giuridico e una posizione morale, ma di ridefinire un’etica e una politica in continuità con l’insieme del vivente del quale siamo parte.


Etica pubblica – Una piccola introduzione
Gianfranco Pellegrino, Luiss University Press, 2015

https://businessschool.luiss.it/osservatorio-ethos/wp-content/uploads/sites/116/2019/10/pellegrino_Etica-Pubblica-1.jpgIl 16 marzo del 1978, un commando delle Brigate Rosse rapisce Aldo Moro. Dopo tredici giorni dal sequestro, l’allora Presidente DC si fa vivo, con la consegna a Francesco Cossiga delle prima delle sue lettere dalla prigionia, che darà il via a una lunga vicenda mediatica e politica capace di coinvolgere addirittura le più alte sfere vaticane, e che si concluderà con l’assassinio di Moro il 9 maggio dello stesso anno. Ma quali sono le implicazioni politiche ed etiche di una simile trattativa? I terroristi sono “nemici di guerra” o criminali comuni? È giusto, doveroso o sbagliato trattare con loro, e farlo in segreto cambia la sostanza delle cose? Quanto serve il “segreto di Stato” a tutelare diritti e vite umane, e quanto invece sottrae elementi importanti al controllo democratico dei cittadini? E la vita stessa di Aldo Moro era una questione privata – dell’uomo, padre di famiglia, professore universitario – o una faccenda pubblica? Di quanta moralità ha bisogno la politica? È proprio vero che le mani dei politici debbano sempre restare pulite? E quanta segretezza consente la “ragion di Stato”? Una guida alla teoria (e alla pratica) dell’etica pubblica.


L’ Islam non è terrorismo
Francesca Maria Corrao, Luciano Violante, Il Mulino, 2018

https://businessschool.luiss.it/osservatorio-ethos/wp-content/uploads/sites/116/2019/10/Corrao-Violante-LIslam-non-è-terrorismo.jpgCos’è l’Islam oggi? Quali tendenze nel pensiero politico, e quante e quali correnti religiose esistono nei paesi di fede islamica che si affacciano sul Mediterraneo? L’emancipazione femminile è una questione ancora aperta? Quali sono gli effetti economici e sociali del fallimento delle primavere arabe? È possibile il dialogo tra cristiani, ebrei e musulmani? E ancora, esiste una relazione tra l’Islam e il terrorismo? Questo libro cerca di rispondere ad alcuni dei tanti interrogativi che ci poniamo a seguito dell’escalation di attentati, avvenuti sia nel mondo arabo che in Europa, per mano di sedicenti gruppi di islamisti. Ci troviamo di fronte a una svolta decisiva: trasformare la presunta contrapposizione religiosa, che insanguina il Mediterraneo dai tempi delle crociate, in una occasione di crescita di una comunità multietnica e multireligiosa capace di operare al meglio (come ha saputo fare ai tempi di Federico II) e di diventare un modello creativo per un nuovo umanesimo fondante di una cittadinanza globale. In questo volume, intellettuali di varia provenienza e formazione tracciano un quadro economico, giuridico, filosofico e culturale che mette in evidenza i punti comuni alle diverse culture del Mediterraneo al fine di promuovere un dibattito costruttivo, rispettoso della dignità dell’altro.


Islam, Religion and Politics 
Francesca Maria Corrao, Luiss University Press, 2017 

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What is happening in the Arab world, and why? What lies behind the fundamentalist threat, and to what extent does it represent the Islamic faith? From the revelation of the Quran to the Ottoman Empire, from colonialism to the Arab revolutions and terrorism, a guide to discoverIslam and its political institutions. The aim of this study is to provide some answers to the questions that many are asking as the level of violence increases in the countries of the Middle East and North Africa (Mena), and now this need is ever more pressing as violence knocks at our doors. This study retraces the history of Islam from the very beginnings, questioning the historical texts and examining the traditional institutions to understand what references remain valid today. It seeks answers to such burning questions as: how can this faith encourage the Nobel Peace Prize Malala Yousafzai to act for peace and at the same time inspire violent actions like those perpetrated by the followers of Bin Laden who made an attempt on her life? The purpose of the faith, says Daisaku Ikeda, is to make human beings happy: this book is thus an attempt to learn more about complex, closely interwoven realities and dispel misunderstandings, to help ourselves and others to build better mutual understanding and avoid facile radicalism


This book offers interdisciplinary and cross-national perspectives on the challenges of negotiating the contours of religious tolerance in Europe. In today’s Europe, religions and religious individuals are increasingly framed as both an internal and external security threat. This is evident in controls over the activities of foreign preachers but also, more broadly, in EU states’ management of migration flows, marked by questions regarding the religious background of migrating non-European Others. This book addresses such shifts directly by examining how understandings of religious freedom touch down in actual contexts, places and practices across Europe, offering multidisciplinary insights from leading thinkers in from political theory, political philosophy, anthropology and geography. The volume thus aims to ground ideal liberal democratic theory and, at the same time, to bring normative reflection to grounded, ethnographic analyses of religious practices. Such ‘grounded’ understandings matter, for they speak to how religions and religious difference are encountered in specific places. They especially matter in a European context where religion and religious difference are increasingly not just securitized but made the object of violent attacks.


Il mito della volontà popolare
Albert Weale, Prefazione di Richard Bellamy, con un saggio di Valentina Gentile, Luiss University Press, 2020


 

Rawls and Religion
Valentina Gentile, Tom Bailey, Columbia University Press, 2014

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John Rawls’s influential theory of justice and public reason has often been thought to exclude religion from politics, out of fear of its illiberal and destabilizing potentials. It has therefore been criticized by defenders of religion for marginalizing and alienating the wealth of religious sensibilities, voices, and demands now present in contemporary liberal societies.
In this anthology, established scholars of Rawls and the philosophy of religion reexamine and rearticulate the central tenets of Rawls’s theory to show they in fact offer sophisticated resources for accommodating and responding to religions in liberal political life. The chapters reassert the subtlety, openness, and flexibility of his sense of liberal “respect” and “consensus,” revealing their inclusive implications for religious citizens. They also explore the means he proposes for accommodating nonliberal religions in liberal politics, developing his conception of “public reason” into a novel account of the possibilities for rational engagement between liberal and religious ideas. And they reevaluate Rawls’s liberalism from the “transcendent” perspectives of religions themselves, critically considering its normative and political value, as well as its own “religious” character. Rawls and Religion makes a unique and important contribution to contemporary debates over liberalism and its response to the proliferation of religions in contemporary political life.


Dealing with Diversity – A Study in Contemporary Liberalism
Domenico Melidoro, Oxford University Press, 2020
Contemporary liberal societies are marked by a certain degree of diversity indicated by coexistence of multiple ideas, doctrines, beliefs and cultural practices. But a complex and differentiated tradition of political thought like liberalism, despite its fundamental reliance on values like autonomy and toleration, adheres minimally to the principle of diversity. The triumphant position of the liberal individual dwarfs the chance of letting diversified existences fit within its boundary. However, in the face of the general depiction of liberalism as an ideology intending to guarantee creation of basic values like peace, pluralism, equality, diversity becomes a fact “that should be faced”. Thus, the author in this volume works out an exhaustive theoretical classification of liberalism into comprehensive pro-autonomy, pro-toleration, political pro-autonomy, and political pro-toleration. With a detailed discussion on the different definitions of liberalism, the author conceptualises a normative framework, for liberalism to deal with the existence of the concept of diversity. The book thus presents a comprehensive account of critical evaluation of these four variants of liberalism with regard to diversity and their ability to deal with diversity in a proper way.


melidoro ethos luissIl sogno di una convivenza pacifica di culture ed etnie diverse ha animato per lungo tempo il dibattito politico occidentale, spingendo in molti casi i governi a perseguire iniziative e programmi politici concreti in tal senso. A metà degli anni ’90, il progetto di una società multiculturale sembrava aver trovato consenso unanime in Occidente. Oggi, tuttavia, tale progetto sembra essersi duramente scontrato con una realtà di crescenti tensioni a sfondo etnico e culturale – tensioni che, secondo alcuni critici, sarebbero causate proprio dal multiculturalismo. Ma se i valori delle democrazie liberali sembrano essere minacciati da culture altre, incompatibili con i tradizionali principi di libertà ed eguaglianza, il rimedio è davvero tornare a società coese e culturalmente omogenee, come molti propongono? Questo volume ripercorre la storia del multiculturalismo esplorandone errori e potenzialità intatte e propone una soluzione: affrontare la diversità culturale come fatto ineludibile, evitando di cercare rassicuranti certezze e semplicistiche scorciatoie.


Le strategie di Turnaround nell’era digitale: modelli di analisi e sviluppo
Enzo Peruffo, McGraw-Hill Education, 2018

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La rivoluzione digitale è un processo che in maniera crescente sta travolgendo tutte le industrie modificandone i tradizionali tratti distintivi e rendendo i confini nazionali sempre meno rilevanti. Rappresenta una spinta alla trasformazione e al turnaround delle imprese che stanno soffrendo una fase di declino organizzativo, ma anche un’opportunità di crescita e di sviluppo per il sistema Paese. Il volume si sviluppa intorno all’analisi dei modelli e delle strategie di turna-round, che rappresentano oggigiorno la sfida più importante per tutte quelle imprese che stanno attraversando una fase di difficoltà organizzativa e che vedono nella rivoluzione digitale, da un lato la possibile causa della situazione di declino organizzativo, e dall’altro la “soluzione” strategica per riportare l’azienda nelle condizioni di creazione del valore. La letteratura nazionale e internazionale viene sistematizzata, facendo emergere in tal modo i principali modelli teorici e le più rilevanti evidenze empiriche. Tale piano di analisi, basato su quattro dimensioni rilevanti – antecedenti, fattori abilitanti, processo e performance – viene altresì sviluppato per analizzare le strategie di turnaround delle piccole e medie imprese. La trattazione approfondisce lo sviluppo di un framework analitico per la formulazione e l’implementazione delle strategie di turnaround nell’era digitale. Il modello offre l’opportunità di analizzare attraverso la lente interpretativa delle strategie di turnaround, il complesso di scelte e azioni che le imprese sono chiamate a porre in essere in questa fase per affrontare le sfide della rivoluzione digitale, con un focus specifico sulla piccola e media impresa. Lo studio è arricchito con l’integrazione di casi ed esperienze emerse a livello globale e nazionale. In ultimo, nella sezione conclusiva vengono evidenziati i principali contributi teorici e alcune delle domande di ricerca ancora inesplorate. Prefazione di Paolo Boccardelli.


Family Business and Technological Innovation. Empirical Insights from the Italian Pharmaceutical Industry
Enzo Peruffo, Alessandra Perri, Palgrave, 2017 

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This book explores technological innovation in family firms, seeking to reconstruct the links between the heterogeneous dimensions of family businesses and their innovative behaviour. Building on and examining the traditional view of family firms as conservative, this book contributes to knowledge surrounding the puzzling role of family firms in technological innovation, with particular focus on the Italian pharmaceutical industry. The authors explore technological advances within the industry in connection with various features of family governance. This thought-provoking study is divided into two parts, the first part providing an overview of current literature on the topic, and the second part analysing the findings of empirical investigation in a specific industry setting. Practitioners and academics of business strategy will find this book extremely useful as it combines both solid theoretical reasoning and robust empirical analysis.