News & Insight
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12 Dicembre 2017

Più investitori istituzionali nei board delle quotate: come cambiano le retribuzioni

Una giornata di studi dedicata all’evoluzione della Corporate Governance e delle politiche di Executive compensation in Italia, che ne ha presentato le best practice e i trend di mercato. Organizzata dall’Osservatorio Executive Compensation e Corporate Governance della LUISS Business School, con i saluti introduttivi di Giovanni Lo Storto, Direttore Generale LUISS Guido Carli, e Paolo Boccardelli, Direttore LUISS Business School, ha visto la partecipazione di Alberto Bianchi, Presidente CNR Enel; Carmine Di Noia, Commissario CONSOB; Alberto Oliveti, Presidente CNR Enel; Fabrizio Palermo, CFO CDP; Fabio Corsico, Presidente Coren Terna; Luigi de Vecchi, Presidente Corporate e Investment Banking Citi Europe; Gianmarco Montanari, Presidente Coren Fineco e Direttore IIT; Diva Moriani, Presidente CNR Moncler; Marta Rocco, Presidente CNR Iren. Emma Marcegaglia, Presidente LUISS Guido Carli ha tenuto il Keynote Speech. La giornata ha visto la presentazione di uno studio su quelle che sono le principali richieste degli investitori istituzionali e dei proxy advisors in relazione alla comunicazione delle politiche di remunerazione ed altri dati tratti dallo studio sui compensi dei Board del FTSEMIB a cura di Guido Cutillo, Responsabile dell’Osservatorio e Daniel T. Seacombe. Due tavole rotonde successive, moderate rispettivamente da Andrea Gemma, Presidente Coren ENI, e Paolo Boccardelli hanno analizzato le trasformazioni delle politiche di retribuzione manageriale alla luce della crescente presenza di investitori istituzionali nei board delle quotate, e la composizione quali-quantitativa dei consigli di amministrazione anche alla luce del nuovo e diverso ruolo del Board nella Governance aziendale. Il confronto ha discusso e approfondito i fattori che influenzano le scelte degli investitori, come i compensi eccessivi laddove non compatibili con i mercati di riferimento, l’indicazione di obiettivi di risultato poco chiari o poco incisivi, una discrezionalità, da parte del comitato di remunerazione, nel mutare la parte variabile del compenso a favore di maggiori certezze. Sfide per la Corporate Governance che si estendono anche alla comunicazione delle retribuzioni manageriali al mercato: una comunicazione che sappia evidenziare sia gli interessi rappresentati nel board sia la coerenza con il piano strategico. Emersi anche obiettivi da introdurre nel lungo periodo per la valutazione delle performance manageriali, sulla base di considerazioni non esclusivamente quantitative, come l’impatto sull’economia reale e la sostenibilità. Focus sulla diversity al centro del keynote speech di Emma Marcegaglia, riferita tanto al tema del gender balance da implementare nei board, quanto a competenze plurali all’interno del board stesso, evidenziando da una parte la complementarietà tra hard skill differenziate, dall’altra l’esigenza di valorizzare le soft skills e, dove necessario, intervenire con percorsi di formazione specializzata. 12/12/2017

04 Dicembre 2017

Doing Business in United Arab Emirates: la consegna degli attestati

  Venerdì 24 novembre, nell' Aula G 103 della prestigiosa  Sede di Villa Blanc della LUISS Business School, l'Ambasciatore degli Emirati Arabi Uniti S.E. Sig. Saqr Nasser Ahmed Abullah Al Raisi ha consegnato agli iscritti al Corso Doing Business in United Arab Emirates gli attestati di partecipazione. L' Ambasciatore nel suo intervento di saluto, dopo aver ringraziato  il Direttore del corso Prof. Avv. Gian Domenico Mosco per l'iniziativa dall'alto valore culturale ed internazionale, ha salutato gli iscritti augurandosi che ognuno di loro possa svolgere la propria attività professionale manageriale ed imprenditoriale negli EAU garantendo un fattivo supporto del Governo Emiratino. Il corso, che ha visto la partecipazione di illustri docenti, rappresentanti del mondo imprenditoriale e professionale presenti nel mercato degli EAU, ha affrontato temi come le tecniche per negoziare un deal in modo professionale, strutturato ed efficace in un contesto cross-culturale e la necessità di preparare l’accesso al mercato estero con una completa due diligence legale, commerciale, fiscale e finanziaria dell’operazione. Per quanto attiene alle materie prettamente giuridiche si sono esaminati nel dettaglio la company law emiratina, gli aspetti più rilevanti della fiscalità internazionale – aspetto centrale poichè gli Emirati Arabi sono un paese a fiscalità privilegiata – il diritto delle obbligazioni, il sistema giudiziario e le questioni di diritto internazionale privato. Il corso ha formato degli operatori specializzati nell’internazionalizzazione – vista sotto molteplici prospettive – verso i paesi del Golfo, e in particolare verso gli Emirati Arabi Uniti (EAU). Il corso ha consentito a manager e professionisti di apprendere sia gli aspetti giuridici e fiscali sia quelli di natura operativa. Al termine del corso, i partecipanti sono quindi in grado di operare con competenza  in contesti internazionali che differiscono in modo significativo dall’ambiente domestico ed  i più meritevoli potranno ottenere uno stage retribuito presso imprese e studi legali e fiscali internazionali presenti nel DIFC di Dubai e nella capitale di Abu Dhabi. (Articolo del Prof. Gian Domenico Mosco, Ordinario di Diritto commerciale presso il Dipartimento di Giurisprudenza della LUISS Guido Carli, Direttore dell’Executive Program “Doing Business in UAE, e dell’Avv. Giuseppe Cavallaro, Coordinatore Didattico dell’Executive Program “Doing Business in UAE”) 24/11/2017 

04 Dicembre 2017

Al via il Master of Fashion & Luxury Management - Major Fashion della LUISS Business School

Fashion show, sfilate, riviste di moda, blog, conferenze stampa e celebrità. Il mondo della moda, così attraente e pieno di fascino per chi lo osserva, cela delle complessità manageriali che necessitano di un’accurata formazione e preparazione. L’aspetto creativo, sempre presente nel settore, deve coniugarsi con competenza e professionalità, elementi imprescindibili per chi voglia muovere i primi passi nel mondo della Fashion industry. Il Master of Fashion & Luxury Management – Major Fashion ha lo scopo di fornire conoscenze sul funzionamento del mondo della moda e trasmettere le competenze tecniche e manageriali necessarie per operare in esso. È un business in continua evoluzione che richiede una nuova generazione di manager capace di muoversi con velocità al fine di proporre nuove soluzioni strategiche e creative Il LUISS Master of Fashion & Luxury Management, offerto in lingua inglese, dal prossimo anno avrà due major rispettivamente in Fashion e Luxury Management e sarà aperto a tutti gli studenti post-graduate desiderosi di intraprendere una carriera nel mondo della moda o del lusso. Durante il corso, interverranno manager e professionisti che permetteranno agli studenti di confrontarsi su nozioni, esperienze e casi di business concreti da cui prendere ispirazione.  I partecipanti svilupperanno competenze analitiche, strategiche e manageriali per lavorare a supporto di grandi aziende, come liberi professionisti, o intraprendere una carriera imprenditoriale. GUARDA LA GALLERY 04/12/2017

27 Novembre 2017

Le Casse di previdenza tra autonomia e responsabilità. I professionisti, il risparmio, l’economia reale

Dalle ragioni della privatizzazione, alla verifica dei fondamenti costituzionali ai principi di gestione degli attivi: l’indagine sulla natura giuridica delle casse di previdenza permette di comprendere come un’efficace gestione finanziaria del risparmio delle Casse di previdenza possa incidere sull’economia reale.  Le Casse di previdenza, gestori di forme pensionistiche obbligatorie per i liberi professionisti italiani, sono state privatizzate nel 1994. Da allora si è sviluppato un ampio dibattito dottrinale circa la loro natura giuridica, anche per la persistente tendenza delle strutture amministrative dello Stato a ricondurle in un alveo pubblico. L’inserimento di tali soggetti nell’elenco Istat della PA, comprensibile in termini di classificazione statistica di macro aggregati contabili a livello europeo ma non come surrettizia riqualificazione della natura giuridica delle Casse stesse, non ha certamente contribuito a fare chiarezza. La sfida raccolta dalla ricerca promossa da Adepp, condotta da Astrid e LUISS Business School è stata quella di recuperare le ragioni della privatizzazione delle Casse di previdenza verificandone il fondamento costituzionale e approfondendo i princìpi teorici alla base della gestione degli attivi, con particolare attenzione all’economia reale e alle infrastrutture. Un contesto che ha frequentemente chiamata in causa la Corte Costituzionale, intervenuta di recente per ribadire, tra l’altro, i principi di autonomia gestionale di questi soggetti. Tema che porta in primo piano anche l’attività di investimento e il contributo che l’economia reale può dare ad un’efficace gestione finanziaria del risparmio delle Casse di previdenza. #CassePrevidenza: il live tweeting ⚡️ “Le Casse di Previdenza tra tutela del risparmio e investimenti” #casseprevidenza @FondAstrid @stampaadepp @UniLUISS @FrancoBassanini @MatCaroli https://t.co/WPZohTLlak — LUISS BusinessSchool (@LUISSBusiness) 27 novembre 2017  Le casse di previdenza tra autonomia e responsabilità. I professionisti, il risparmio, l'economia reale  Responsabili della ricerca: Federico Merola e Matteo Caroli Coordinatore: Valerio Francola Autori: Christian Iaione e Paola Fersini Prefazione di Alberto Oliveti Introduzione di Franco Bassanini GLI AUTORI Federico Merola Da 25 anni attivo negli investimenti in infrastrutture, è AD di Arpinge Spa; membro del Direttivo Astrid, consigliere di SACE spa e docente alla LUISS Guido Carli. Autore di numerosi articoli e pubblicazioni. Matteo Caroli è ordinario di Gestione delle imprese internazionali presso la LUISS Guido Carli. Dirige il Centro di ricerche internazionali sull’innovazione sociale. Tra le pubblicazioni, ha curato Economia e gestione delle imprese per Mc Graw Hill. Christian Iaione è professore di Diritto pubblico all’Università Guglielmo Marconi, fellow dell’Urban Law Center della Fordham University, docente di Diritto e politiche urbane e direttore del LABoratorio per la GOVernance dei beni comuni alla LUISS Guido Carli. Socio Astrid. Paola Fersini è dottore di ricerca in Scienze Statistiche Attuariali alla Sapienza. Professore aggregato di Matematica Finanziaria in LUISS, docente alla LUMSA e LUISS Business School. Partner scientifico dello Studio Olivieri & Associati, siede nel Consiglio dell’Istituto Italiano Attuari. Andrea Mattei è Teaching Assistant in Matematica Finanziaria alla LUISS Guido Carli. 27/10/2017

22 Novembre 2017

Al via il percorso in Executive Compensation & Governance #LUISSBusiness

Articolo di Guido Cutillo, coordinatore scientifico dell’Osservatorio sull’Executive Compensation e la Corporate governance della LUISS Business School; Partner EY Le politiche di Executive Compensation stanno affrontando un periodo di grande trasformazione per la necessità di bilanciare le pressioni che provengono da un assetto azionario delle aziende sempre più caratterizzato dalla presenza di investitori istituzionali internazionali particolarmente attenti alla coerenza tra creazione di valore e compensi manageriali, oltre che da un contesto economico fortemente volatile a causa della digital revolution. Il percorso immaginato è unico nel suo genere perché nato all’interno dell’Osservatorio sull’Executive Compensation & Corporate Governance grazie al contributo dei suoi autorevoli partecipanti che hanno costituito l’Advisory Board del corso. La prospettiva è infatti quella di rovesciare il tradizionale approccio didattico per coinvolgere testimoni e gli stessi partecipanti in una sorta di agorà di esperti in grado di contribuire alla discussione condividendo esperienze e lavorando sullo sviluppo della materia in ottica forward looking. I partecipanti svilupperanno competenze in ambito giuslavoristico, organizzativo, di corporate governance, economico e finanziario. Il 22 novembre 2017 si è tenuto il primo incontro dell'Executive Program Executive Compensation & Governance, nato dalla collaborazione tra l’Osservatorio sull’Executive Compensation & Corporate Governance e il People Management Competence Centre & Lab, due eccellenze della LUISS Business School che rappresentano un punto di riferimento sui temi della governance, della remunerazione e Gestione delle Risorse Umane per un’ampia comunità professionale di executive e manager. Il programma è disegnato per aiutare le organizzazioni a ripensare in modo strategico le politiche di remunerazione degli Executive e si rivolge a manager, professional e consulenti che vogliono consolidare una competenza a tutto tondo sulle tematiche di executive compensation, acquisendo una prospettiva strategica e trasversale ai diversi aspetti coinvolti: dal quadro normativo e regolamentare ai temi di corporate governance, di remunerazione e comunicazione. 22/11/2017

22 Novembre 2017

Inaugurazione della mostra Frammentazioni, a cura del Collettivo Curatoriale LUISS Master of Art

“Il tempo, nella sua modernità, ha scardinato ogni narrazione unitaria costringendoci ad una visione frammentaria e precaria. Insomma, come diceva Shakespeare nell’Amleto, il tempo è uscito dai suo cardini”. Achille Bonito Oliva Gli artisti: Marco Bagnoli, Nanni Balestrini, Marcella Campagnano, Aron Demetz, Baldo Diodato, Giovanni Ferrario, Sidival Fila, Andrea Galvani, Silvia Giambrone, Francesco Irnem, Francesca Leone, Felice Levini, Giulio Paolini, Francesca Piovesan, Michelangelo Pistoletto, Fiorella Rizzo, Anna Scalfi Eghenter. Il Collettivo Curatoriale composto dagli studenti della VII edizione del LUISS Master of Art – Master Universitario di I Livello, sotto la guida di Achille Bonito Oliva (Responsabile scientifico del Master), presenta la mostra FRAMMENTAZIONI. L’esposizione, organizzata e sostenuta dal LUISS Creative Business Center, si svolge dall’1 al 20 dicembre, nella suggestiva cornice di Villa Blanc. Il progetto si propone di offrire un’ampia panoramica sulla tematica della frammentazione come fenomeno dell’attualità artistica, culturale e sociale e allo stesso tempo di restituire l’idea di frammento come parte della realtà contemporanea, invitando ad una riflessione estetica, teorica e filosofica. Le opere e gli artisti scelti, tramite un personale percorso poetico, hanno dato un’immagine all’idea di frammentazione, attraverso una ricerca trasversale composta da molteplici linguaggi in un confronto tra diverse generazioni. Saranno presenti produzioni originali, fra cui l’omaggio dell’artista concettuale Giulio Paolini Senza titolo - Studio per la mostra “LUISS Master of Art”, creato appositamente per “Frammentazioni” e l’opera Porzione di Villa Blanc 2017 di Baldo Diodato, realizzata nel giardino della villa durante il vernissage in una performance insieme al musicista Antonio Caggiano. In mostra anche le opere di Alessio Barchitta, Elena Mazzi e Leonardo Petrucci finalisti della seconda edizione del Premio Internazionale Generazione Contemporanea, istituito da LUISS Creative Business Center per promuovere l’arte contemporanea, sostenere gli artisti under 35 e dare vita alla collezione permanente dell’Università LUISS Guido Carli. La mostra si svolge a Villa Blanc, prestigioso edificio storico di fine ‘800 e nuova sede della LUISS Business School. Il sito è composto dal corpo della villa, da sei edifici minori, dalle serre e da un parco. Il percorso espositivo, a sua volta “frammentato” si articola nei diversi spazi interni ed esterni. Gli studenti del LUISS Master of Art hanno curato tutti i processi progettuali e organizzativi della mostra, dal concept alla scelta degli artisti, gli allestimenti, la comunicazione e il catalogo. “Frammentazione fa riferimento alla libertà artistica, alla creatività, all’espressività e alle sue tante forme di linguaggio. È questo che vogliamo dire con Frammentazioni, una collettiva con un fil rouge aperto, che rappresenta l’autonomia dell’arte, l’espressione creativa senza schemi predefiniti”. Il Collettivo Curatoriale è composto da: Silvia Amato, Giulia Maria Belli, Riccardo Brunetti, Benedetta Celsa, Floriana D’Agostino, Lavinia Della Bruna, Maria Immacolata Dunia, Silvia Federici, Federica Fiorino, Francesco Gambatesa, Ginevra Isolabella Della Croce, Anna Kessler, Valentina La Serra, Chiara Martra, Giulia Olivetti, Simona Pace, Rachele Paradiso, Maria Anna Perri, Valentina Poli, Cecilia Sacerdoni, Anna Sigot, Alessia Simonetti, Claudia Staccioli, Silvia Tranchina, Isabella Vallelunga, Veronica Vasta. ACCREDITI INAUGURAZIONE Per accedere all’inaugurazione della mostra “Frammentazioni” il 1 dicembre alle ore 18 inviare una mail all’indirizzo accrediti.mostraluiss@gmail.com. Le liste di accredito saranno presenti all’ingresso di Villa Blanc. INFO FRAMMENTAZIONI masterofart.luiss@gmail.com Contatti stampa: Floriana D’Agostino tel. 327 0083833 Lavinia Della Bruna tel. 338 3261829 Francesco Gambatesa tel. 393 1356431 Rachele Paradiso tel. 349 2559363 Maria Anna Perri tel. 329 9662409 VILLA BLANC Via Nomentana, 216 – Roma Ingresso gratuito – da lunedì a sabato dalle 15 alle 20 con ultimo ingresso alle 19.15 L’8 dicembre la mostra rimarrà chiusa Facebook https://www.facebook.com/frammentazioni2017/ Instagram @frammentazioni   22/11/2017

21 Novembre 2017

Corporate Advisory Board del Master in Gestione delle Risorse Umane e Organizzazione

  L’incontro – che si è tenuto il 15 novembre a Villa Blanc – ha riunito docenti e accademici, imprenditori e manager aziendali per raccogliere contributi plurali e all’avanguardia, funzionali allo sviluppo dell’edizione 2017/18 del Master in Gestione delle Risorse Umane e Organizzazione della LUISS Business School, diretto da Gabriele Gabrielli, Adjunct Professor Human Resource Management and Organisation, Università LUISS Guido Carli e direttore del People Management Competence Centre & Lab della LUISS Business School. Un’occasione che ha stimolato un dibattito prezioso, aggregato idee e sviluppato progetti, allo scopo di arricchire un percorso che possa fornire sempre più ai partecipanti gli strumenti per comprendere e affrontare le principali sfide che le direzioni risorse umane affrontano quotidianamente, combinando ricerca applicata, teoria e pratica manageriale.Contributi essenziali per assicurare l’employability degli allievi e la soddisfazione dei partner aziendali. Tra gli esponenti delle realtà aziendali, il CAB ha visto la partecipazione di: Alessandro Falcolini, HR Manager Cassino Plant Fiat Group; Massimo Marocchini, HR Business Partner Ericsson Telecomunicazioni; Ernesto Martinelli, Senior Vice President Human Resources & Organization, Brand & Communication Hitachi Rail Italy; Marco Morbidelli, DHR Gruppo Angelini; Luca Ortolani, Corporate Sales Director South East Europe Manpower Group; Stefano Pacchioli, CFO Dorna; Pierluigi Palmigiani, Direttore Responsabile Sviluppo Capitale Umano ACEA; Raffaele Parisella, Responsabile Risorse Umane Banca Popolare di Fondi; Andrea Pazzona, Head of Corporate Account Manpower Group; Federica Pizzini, Responsabile Corporate University Unipol; Paolo Rozera, Executive Director Unicef; Ida Sirolli, Head of Education and Communication TIM. 21/11/2017

20 Novembre 2017

Festa dello sport LUISS

Oggi, presso la LUISS si alzerà il sipario sulla tradizionale Festa dello Sport che, dalle ore 18:30, vedrà protagonisti tutti gli studenti-atleti e per la prima volta i Top Players della LUISS SPORT ACADEMY, che hanno iniziato il loro percorso accademico utilizzando la “wild card” sportiva. L’evento, condotto dal giornalista RAI, Alessandro Antinelli, si svolgerà in partnership con EUROSPORT, network sportivo del gruppo Discovery Italia e broadcaster ufficiale delle prossime edizioni dei Giochi Olimpici dal 2018 al 2024, all’interno della splendida cornice dell’aula Chiesa di Viale Romania, 32. Come esempio concreto di questo progetto, saranno presentati da Luigi Ecuba, Senior Director Sports Discovery Italia, gli studenti-atleti LUISS, che saranno affiancati dagli atleti olimpici che da quest’anno frequentano l’Ateneo: Matteo Stefanini, allievo MBA Part-time della LUISS Business School, iorgia Pelacchi e Ludovica Serafini per il canottaggio; Giorgio Avola per la scherma, Filippo Tortu per l’atletica, Angelica Impronta per l’equitazione, Chiara Mormile per la scherma e infine Gregorio Paltrinieri per quanto riguarda il nuoto, che sarà salutato da un abbraccio virtuale in quanto si trova in Australia per allenarsi. Aprirà la festa sportiva il Presidente dell’Associazione Sportiva LUISS, Luigi Abete, che illustrerà i numeri e i risultati sportivi conseguiti. Alla presenza di numerosi Presidenti Federali, del Presidente del Coni, Giovanni Malagò e del Presidente del CIP Luca Pancalli, si parlerà di “Dual Career”, tema centrale della LUISS SPORT ACADEMY, idea fortemente voluta dal Prorettore alla Didattica, Prof. Roberto Pessi. Saranno presentati e ringraziati gli OFFICIAL PARTNER dell’AS LUISS: Anna Boccaccio Responsabile Relazioni istituzionali, per la  BNL – Gruppo BNP Paribas, , Emiliano Di Vincenzo Vice Presidente e Global Strategy PepsiCo per Gatorade, Pierluigi Monceri Direttore  Regionale Lazio Sardegna e Sicilia per  Intesa Sanpaolo,  Alberto Federici Direttore Corporate Communication Media Relation Gruppo UNIPOL per UnipolSai Assicurazioni, che, con il loro contributo, hanno permesso alla LUISS di sostenere le borse di studio dei diversi Top Players della LUISS SPORT ACADEMY e le numerose attività sportive.  Tra i ringraziamenti, uno particolare al Presidente dell’ACSI, Antonino Viti, che ha patrocinato la borsa di studio intitolata a “Pietro Mennea”, con la preziosa e sentita collaborazione di Manuela Mennea. EUROSPORT sarà Media Partner ufficiale dell’evento attraverso una significativa copertura dedicata sui canali digital e social del network. Il programma di Lunedi 20 novembre prevede inoltre la premiazione, da parte dei vertici dell’Ateneo, tra cui il Direttore Generale LUISS, Giovanni Lo Storto, delle squadre e degli atleti LUISS per l’attività svolta nella stagione sportiva 2016-2017. Infine, è prevista all’interno dell’evento una dimostrazione di tiro con l’arco, organizzata in collaborazione con la Federazione Italiana Tiro con l’Arco, che vedrà la partecipazione di grandissimi campioni, appartenenti a gruppi sportivi come quelli della Marina Militare, dell’Aeronautica Militare e della Polizia Penitenziaria, tra cui Marco Galiazzo, primo italiano a vincere le Olimpiadi. Programma Indirizzo di saluto Giovanni Lo Storto Direttore Generale LUISS Introduzione alla LUISS Sport Academy Roberto Pessi Prorettore alla Didattica LUISS Modera e presenta la serata Alessandro Antinelli giornalista RAI Intervengono Luigi Abete Presidente SSD LUISS - I numeri 2017 della SSD LUISS Luigi Ecuba Senior Director Sports Discovery Italia - Video motivazionale EUROSPORT Paolo Del Bene Direttore Sportivo SSD LUISS - Introduzione e premiazione Official Partners Giovanni Malagò Presidente CONI Comitato Olimpico Nazionale Italiano Luca Pancalli Presidente CIP Comitato Italiano Paralimpico Niccolò Campriani CIO Comitato Internazionale Olimpico Francesco Maria Spanò Vice Presidente SSD LUISS Roberto Rambaudi Allenatore calcio Promozione SSD LUISS Leo Cisotta General Manager calcio LUISS Matteo Stefanini Capitano canottaggio SSD LUISS Inizio registrazione dei partecipanti a partire dalle ore 18:00.  20/11/2017

15 Novembre 2017

Prospettive degli Executive - Arper, un family business verso l’internazionalizzazione

All’interno dell’Executive Leadership Program, lo spazio Prospettive degli Executive ha visto il 9 novembre 2017 protagonisti Claudio Feltrin e Vincenzo Rivizzigno, rispettivamente Presidente e AD di Arper, azienda italiana di design, con sede in provincia di Treviso. Arper è un’azienda trevigiana che nasce nel 1989 come evoluzione dell’attività artigianale di lavorazione del cuoio cui si era dedicata negli anni Ottanta la famiglia Feltrin. L’azienda viene fondata dal padre Luigi (oggi Presidente d’Onore) assieme ai figli Mauro e Claudio (quest’ultimo, attuale Presidente e Amministratore Delegato), e si contraddistingue fin da subito per il forte orientamento all’innovazione – di prodotto e di processo – e all’internazionalizzazione. Oggi Arper è distribuita in 90 Paesi, attraverso una rete capillare di dealer e agenti. Gli obiettivi nel medio-lungo periodo sono di favorire un rapporto più diretto con i partner, in un’ottica globale e personalizzata al servizio, e di sviluppare una strategia di espansione che punti a valorizzare il contesto locale. L’azienda è in crescita, grazie a politiche organizzative – ormai di stampo manageriale – sempre improntate alla trasparenza e al mantenimento di una forte e coerente identità di marca. A partire dalla fine degli anni Novanta, un progetto di profondo rinnovamento ha toccato processi, metodologie e collaborazioni permettendo Arper di focalizzare il proprio business nel design e, progressivamente, nel contract, ambito che oggi definisce l’identità di Arper e le consente di competere sul mercato mondiale, grazie ad una articolata struttura manageriale e distributiva. A 28 anni dalla nascita dell’azienda trevigiana, Claudio Feltrin è oggi a capo di una realtà aziendale che ha registrato trend in continua crescita, con un fatturato passato dai 5 milioni di euro del 2000 ai 71.8 milioni di euro del 2016. “Per assicurare la crescita dell’azienda, è fondamentale che l’imprenditore ponga le condizioni per la creazione di un team manageriale” commenta Claudio Feltrin – “Questo consente di assicurare che le posizioni strategiche e decisionali siano presidiate al meglio da profili professionali altamente specializzati. In questo processo l’imprenditore deve avere quindi un ruolo di guida: visione nell’immaginare scenari futuri e intuito nell’individuare e selezionare gli uomini migliori, con l’obiettivo di contribuire alla costruzione di un sistema di deleghe, imprescindibile per lo sviluppo del family business” A partire dalle tradizioni artigiane locali Arper ha sviluppato un evoluto sistema industriale, basato su competenze diversificate e spirito di collaborazione, e favorito da vicinanza geografica, dimensioni contenute e specializzazioni professionali. L’atelier tappezzeria Arper è infatti una delle realtà più all’avanguardia del settore a livello europeo, che coniuga tecnologia e artigianalità, dando vita ad una manifattura di eccellenza e consentendo all’azienda di rispondere in modo efficace alle crescenti richieste di personalizzazione dei clienti e, in generale, ad un mercato sempre più dinamico ed esigente.  “Arper ha un livello di tecnologia unico nel settore. Il processo di inserimento della tecnologia nella tappezzeria è stato progressivo e intelligente, progettato e attuato in modo che la robotizzazione potesse diventare strumento a supporto dell’attività quotidiana delle persone” spiega Vincenzo Rivizzigno, AD Arper e parte di questa grande famiglia dal 2004 “Per tutte le altre fasi del processo produttivo, Arper ha selezionato le eccellenze del territorio, che offre competenza e tradizione specifiche e di altissimo livello, grazie alla tradizione che questo settore ha sviluppato tra il Veneto e il Friuli nei decenni passati”. Prospettive degli executive è un focus di approfondimento di storie aziendali, percorsi di carriera e stili di leadership raccontate e condivise dagli ospiti del programma: leader, manager ed executive di realtà di successo operanti nel settore nazionale e internazionale. Secondo Ferruccio Rosa - allievo Executive MBA ed Executive Business Developer in Seidor - “Confrontarsi con leader che hanno attuato esperienze tangibili di innovazione in Italia o partendo dall’Italia ci permette di avere una visione reale dei contenuti approfonditi durante il master. Comprendere come l’innovazione non possa fare a meno di valori, umiltà e di un’apertura al cambiamento, al diverso, al non conosciuto, ci incoraggia a fare il passo successivo: fare impresa. Arper è una realtà che riesce a rappresentare in maniera esemplare i valori della nostra cultura e del made-in-Italy sia nel territorio nazionale che all’estero”. Guarda le interviste: 15/11/2017

08 Novembre 2017

La comunicazione interna nell’epoca della trasformazione digitale

Insight di Gabriele Gabrielli, Adjunct Professor di Organizzazione e Gestione delle Risorse Umane e di Sistemi di Remunerazione e Gestione delle Risorse Umane presso l’Università LUISS Guido Carli; Responsabile del People Management Competence Centre & Lab della LUISS Business School.  Tre emergenze che aspettano risposte da leader e manager A cosa serve la comunicazione aziendale e in particolare quella “interna” nell’epoca della Quarta Rivoluzione Industriale? Che finalità dovrebbe avere? È più rilevante e decisiva per lo sviluppo del business e dell’impresa? In quali aree la comunicazione interna può aiutare a realizzare le strategie dell’impresa? Con quali mezzi? Sono domande importanti e ineludibili per quanti gestiscono imprese e organizzazioni, guidando persone e team. Sono alcune delle domande alle quali ha cercato di rispondere la giornata “Comunica Impresa 2017. I nuovi target della comunicazione aziendale” organizzata da ASCAI – Associazione per lo sviluppo della comunicazione aziendale in Italia, il 29 settembre 2017 a Torino, in occasione della quale sono stati anticipati i risultati di un’ampia e articolata ricerca condotta dall’Università Cattolica, in collaborazione con l’European Association for Internal Communication, intitolata “Gli approcci strategici alla comunicazione interna nelle grandi imprese operanti in Italia”. Un approfondimento su una tematica di frontiera dedicato a tutti i professionisti interessati a specializzarsi nell’area del People Management, dove i percorsi che la LUISS Business School offre, propongono modelli, metodi e strumenti per intervenire in modo innovativo ed efficace nella gestione consapevole e integrata delle persone nelle organizzazioni. Il corso Human Resource Specialist, in partenza a novembre, permette ai partecipanti di confrontarsi con tematiche e sfide di grande attualità nei contesti organizzativi e acquisire, grazie ad una metodologia didattica di tipo esperienziale e ricca di contaminazioni, molteplici prospettive di interpretazione delle principali questioni dello Human Resource Management. La ricerca  Alla ricerca hanno partecipato 159 aziende di grandi dimensioni operanti in Italia. Significativo questo spunto che ci offre l’indagine: «Tra le principali sfide che la comunicazione interna dovrà affrontare durante il prossimo triennio i rispondenti ritengono molto o moltissimo importanti le seguenti tre: l’evoluzione digitale e il social web (70,6% dei rispondenti), l’allineamento della comunicazione interna con la strategia aziendale (66,5%) e il rafforzamento del ruolo della comunicazione interna a supporto del processo decisionale del top management (62%)». Tra le molte altre evidenze segnaliamo queste: Nel 61% delle aziende rispondenti esiste una specifica funzione dedicata alla comunicazione interna che dipende, da un punto di vista organizzativo, nel 29.6% dei casi dalla funzione Corporate Communications, nel 24.5% dall’Alta Direzione e nel 16.3% dalle Risorse Umane. La comunicazione interna, nella maggioranza dei casi, è gestita in modo centralizzato. Le strutture della comunicazione interna sono “leggere”, occupano infatti nel 31% dei casi una sola persona, nel 43 % due o tre persone, nel 14.6% da quattro a sei persone e nell’11.4% più di sette. Il numero degli addetti è rimasto invariato nella maggioranza dei casi, anche se è interessante rilevare che in oltre il 30 % delle imprese che hanno partecipato alla ricerca l’organico assegnato alle strutture di comunicazione interna è aumentato e che circa un 30 % delle aziende rispondenti ha pianificato di aumentare il numero delle persone dedicate nei prossimi tre anni. In oltre il 60% delle aziende, la comunicazione interna dispone di un proprio budget che destina a sostenere la realizzazione di uno specifico piano di comunicazione interna, presente nel 55% delle aziende rispondenti. Tra i canali e gli strumenti di comunicazione interna utilizzati, gli incontri face-to-face continuano a mantenere la leadership, così come hanno ancora un peso significativo i media cartacei. La Digital Transformation cambia la vita anche alla comunicazione È evidente che la Digital Transformation coinvolge appieno anche la comunicazione aziendale, la sua funzione (ragion d’essere, missione) e le modalità con cui trova espressione (competenze, strumenti). Le imprese stanno cambiando radicalmente i loro modelli di business soprattutto a causa di tre fattori: L’uso diffuso di internet e la possibilità che qualunque oggetto possa dialogare con un sistema interconnesso. L’Internet delle Cose è un fenomeno, già attuale, che crescerà enormemente in pochissimo tempo. C’è una ricerca del World Economic Forum che prevede che nel 2025 ci saranno mille miliardi di sensori connessi a Internet che dialogheranno, si scambieranno dati continuamente, converseranno tra di loro attraverso un flusso continuo di dati. Ecco allora una prima emergenza comunicativa da affrontare: saremo sempre più immersi in un mare di dati non solo nella vita ma anche dentro le organizzazioni. Un mare di dati che può creare disorientamento anche profondo. Chi darà loro un significato? Chi “unirà i puntini” delle connessioni dando loro un senso? Crescerà a mio modo di vedere il fabbisogno di costruzione di senso fuori e dentro le imprese. Il secondo fattore che agevola il cambiamento dei modelli di business è la facilità con cui è possibile interconnettersi dai dispositivi mobili. In realtà oggi non è solo più facile diventare cittadini dell’epoca digitale, è anche una possibilità sempre più a buon mercato. I prezzi infatti continuano a scendere. Jeremy Rifkin intuiva quasi venti anni fa che questa condizione – la possibilità di connettersi – sarebbe diventata decisiva per vivere, perché stavamo entrando nell’ “Era dell’accesso”. Che implicazioni ha tutto questo per la comunicazione e le sue categorie come la scelta dei target? A chi si rivolgerà la comunicazione? Avrà destinatari privilegiati da coltivare? Semplificando, le possibili scelte tra le complesse questioni che presiedono alle decisioni di segmentazione sono racchiuse in una dicotomia: connessi o non connessi. A mio modo di vedere, è qui che si gioca la partita decisiva del coinvolgimento delle persone nella vita organizzativa che lascia immaginare gli spazi per il sorgere di una seconda emergenza comunicativa, quella che si muove cioè tra l’adozione di politiche e strumenti di comunicazione di inclusione e cittadinanza verso politiche di comunicazione che allargano l’esclusione individuando forme nuove di povertà dentro le organizzazioni. Il terzo fattore che innova i modelli di business delle imprese – e con essi anche la comunicazione –sono le piattaforme web, sofisticati sistemi dotati di intelligenza e alimentati da algoritmi, che rivoluzionano drammaticamente il modo di produrre beni e servizi, dialogano direttamente con clienti e dipendenti e sono capaci di disintermediare tutto. Saltano così, o siamo obbligati a riscriverli radicalmente, processi come la pianificazione, il budgeting, la produzione. Le nuove piattaforme scompaginano modelli, competenze, modalità di coordinamento e sicurezze acquisite. Effetti analoghi, sul piano della comunicazione, producono le Reti sociali e le potenzialità dei media digitali che scuotono profondamente le fondamenta delle architetture su cui sono stati scritti finalità, attori, strumenti e piani di comunicazione interna. Ora tutto si avvicina, tutto è a portata di mano. Nel nuovo contesto, bisogna così rileggere le categorie “spazio” e “tempo” dei tradizionali canali di comunicazione, perché la comunicazione diventa diretta, lasciando dietro di sé molti dei numerosi filtri che sempre l’hanno accompagnata nei luoghi organizzativi. Annullata la distanza tra top management e collaboratori, ridimensionata l’importanza della catena di comando ecco allora che si affaccia la terza emergenza comunicativa. Si tratta della scoperta, dai risvolti per certi aspetti inediti, delle potenzialità dell’incontro diretto e non mediato. Un incontro però che mette a nudo gli interlocutori, disvelando così quanto stia diventando sempre più importante essere onesti e autentici nella comunicazione, pena la perdita di reputazione. Non sono solo le aziende a rischiare di più, ma anche gli Executive. L’esposizione cresce, è inevitabile. Nel dialogo c’è maggiore esposizione, nell’epoca della comunicazione 2.0 le accresciute possibilità di partecipazione svelano così, insieme alle straordinarie opportunità, nuovi rischi. I leader comprendono che la comunicazione nell’epoca della trasformazione digitale diventa un “abito” della leadership che non si può dismettere, leva per attivare conversazioni organizzative. Un terreno nuovo per la comunicazione, un territorio da esplorare che il top management sta cercando di capire e occupare. Le nuove frontiere della comunicazione interna Su queste linee di sviluppo si muoverà anche l’evoluzione dei comunicatori. Sulla frontiera si corrono sempre più rischi che altrove, ma è in questi luoghi che si possono fare anche nuovi incontri, quelli che possono cambiarti la vita, aprendola a nuovi significati, e modificarne l’impatto su quella organizzativa. La comunicazione interna potrà giocare allora un ruolo strategico per rispondere alle nuove emergenze, dando un contributo decisivo a persone, leader e business. Come? Aiutando le persone a costruire “senso”, fornendo loro contenuti e strumenti per “unire i puntini” di una vita organizzativa sempre più veloce e investita da un mare di dati che abbisognano di correlazioni e significati. Per questo la comunicazione può assumere un prezioso e quanto mai necessario ruolo di orientamento. L’esito potrà sfociare anche in una performance migliore, alimentata da una accresciuta e generativa consapevolezza riguardo la situazione, le sfide e le attese dell’impresa nei confronti delle persone. Proponendosi come un insieme di valori, competenze, metodologie e strumenti utili per includere le persone nella vita organizzativa (missione e obiettivi) come “cittadini” e non riduttivamente come “risorse”. L’esito sarà una motivazione più solida e diffusa, sostenuta dalla disponibilità delle persone a lasciarsi coinvolgere più attivamente. Facilitando l’attivazione, il mantenimento e lo sviluppo di “conversazioni organizzative” che valorizzano la partecipazione e possono ottenere livelli superiori di engagement delle persone. La comunicazione leva di engagement  Top management e leader stanno comprendendo così che maggiore produttività, profitti e reputazione – come ho scritto in un altro articolo - passano per questa via, un sentiero per nulla agevole ma non aggirabile se si vogliono perseguire obiettivi di eccellenza. Leader ed Executive sono sempre più consapevoli, infatti, che per coinvolgere attivamente ed emotivamente collaboratori e clienti nella vita dell’impresa, strategia ineludibile per creare vantaggi competitivi, occorre poter contare anche su una comunicazione all’altezza delle sfide che sappia contribuire in misura decisiva alla “formulazione delle decisioni aziendali di carattere strategico”. Ritornando alla ricerca ricordata in apertura, c’è un ruolo della comunicazione interna già presente in alcune esperienze cui orientare lo sguardo, quello di “Strategic Facilitator”, la cui diffusione probabilmente dipenderà da quanto le donne e gli uomini impegnati in quest’attività di servizio sapranno contribuire a rispondere, con passione e intelligenza, alle emergenze comunicative che ho tratteggiato.   Suggerimenti bibliografici ASCAI-Università Cattolica (a cura di Roberto Nelli), “Gli approcci strategici alla comunicazione interna nelle grandi imprese operanti in Italia”, ASCAI Gabrielli Gabriele, “Engagement: una miniera nascosta di produttività. Cosa possono fare le imprese i manager?”, in Leadership & Management Magazine Rifkin Jeremy, L’era dell’accesso. La rivoluzione della new economy, Mondadori, Milano, 2001 Schwab Klaus, La quarta rivoluzione industriale, Franco Angeli, Milano, 2016 WEF (World Economic Forum), Deep Shift. Technology Tipping Points and Societal Impact, 2015   08/11/2017

08 Novembre 2017

Sustainable Development Goals – la challenge degli studenti LUISS MBA

Tutte le azioni hanno implicazioni che vanno sempre al di là del singolo obiettivo, oltre i nostri calcoli. È fondamentale prenderne consapevolezza, non esclusivamente per senso di responsabilità ma anche per coglierne tutte le opportunità. Allargare la visione oltre la dimensione economica fino ad abbracciare la dimensione sociale e quella ambientale vuol dire ampliare il proprio punto di vista e arricchire il proprio set di strumenti per affrontare con coscienza le scelte legate agli aspetti economici, sociali ed ambientali legate al mondo del business. Ecco perché ERShub partecipa alla formazione degli studenti LUISS Business School attraverso Challenge lanciate da istituzioni, imprenditori sociali, associazioni, imprese, al fine di far esperire loro questa molteplicità di punti di vista e testare i propri limiti. Il 10 novembre 2017 ERShub sottoporrà agli studenti MBA della 27esima edizione la challenge lanciata da una associazione che opera in zone periferiche e rurali dell'Africa: insegnare a bambini e insegnanti delle scuole Senegalesi e Gambiane (dove opera l'associazione) cosa sono i Diritti Umani e come insegnarli in un contesto particolare, per molti lontanissimo dal proprio vissuto. Il punto di partenza saranno i Sustainable Development Goals delle Nazioni Unite, che verranno introdotti da Caroline Kaeb (University of Connecticut, Human Rights Institute) Assistant Professor in Business & Human Rights. Photo Credit: © 2017 Nathan Oldham / UConn School of Business 08/10/2017

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