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11 Luglio 2023

Luiss Business School annuncia la prima edizione dell’Executive Programme in Managing Artificial Intelligence

In un mondo in continua evoluzione, l'Intelligenza Artificiale (AI) sta rapidamente emergendo come una delle forze trainanti che sta trasformando le imprese e la società nel loro complesso.Per affrontare questa nuova frontiera e rispondere alla crescente domanda di competenze manageriali nell'ambito dell'IA, Luiss Business School lancia, in collaborazione con Pi School, la prima Edizione dell'Executive Programme in Managing Artificial Intelligence. Il corso si rivolge a manager, decision maker ed imprenditori con l'obiettivo di fornire solide competenze di gestione e una profonda comprensione dei principi e delle applicazioni dell'IA, analizzandone gli aspetti evolutivi, tecnici e le implicazioni a livello manageriale. Il programma si sviluppa in 8 moduli per una durata complessiva di 2 mesi e prevede lezioni online e on campus presso la splendida cornice di Villa Blanc a Roma. In una prima fase di preparazione, i partecipanti apprendono i concetti fondamentali dell’Intelligenza Artificiale. La fase conclusiva vedrà invece l’applicazione delle conoscenze a casi concreti.PARTENZA: 22 settembre 2023DURATA: 2 mesi SCOPRI IL PROGRAMMA COMPLETO PARTNER Pi School è una scuola di formazione avanzata nata nel 2017 a Roma all’interno di Pi Campus, un Venture Capital che investe in startup basate principalmente sull’Intelligenza Artificiale. Fondata da Marco Trombetti, Isabelle Andrieu e Gianluca Granero, Pi Campus è una comunità di imprenditori e innovatori che collaborano per affrontare le sfide del mondo moderno. Pi School si distingue per il suo concetto innovativo di apprendimento, basato sul paradigma “learning by doing“. La School of Artificial Intelligence, fiore all’occhiello di Pi School, coinvolge 2000 tra i più brillanti ingegneri e computer scientist selezionati in tutto il mondo, che vengono chiamati a risolvere sfide di business grazie all’Intelligenza Artificiale. Da quando è stata fondata nel 2017, Pi School ha formato 185 studenti e consegnato 92 prototipi di AI. L’obiettivo di Pi School è preparare gli studenti per le sfide del futuro attraverso un approccio pratico e basato sulla collaborazione. La scuola offre programmi di formazione avanzata in diverse aree tematiche, tra cui l’intelligenza artificiale, il design thinking e l’imprenditorialità. Inoltre, collabora con diverse organizzazioni per promuovere l’innovazione e lo sviluppo economico. L’approccio di Pi School alla formazione è basato sull’apprendimento esperienziale, che permette agli studenti di mettere in pratica le conoscenze acquisite attraverso progetti e collaborazioni con le aziende. In questo modo, gli studenti hanno la possibilità di sviluppare competenze pratiche e di entrare direttamente nel mondo del lavoro. La scuola si concentra sulla formazione di alto livello nel campo della tecnologia e dell’innovazione, offrendo anche corsi di formazione per le aziende.

07 Luglio 2023

Finanza e tecnologia: le nuove sfide per i Cfo

L'evento nato dalla collaborazione tra Luiss Business School e Oracle pone al centro la value chain e i cambiamenti nei processi Finance generati da intelligenza artificiale e tecnologie emergenti. Obiettivo: prevedere e pianificare più velocemente, liberando il valore delle persone C'è una duplice sfida in atto per i Cfo. Da una parte, devono adeguare i modelli a una nuova realtà di mercato, in rapida trasformazione e sempre più globale. Dall'altra, digitalizzare i processi per sfruttare le opportunità che la tecnologia offre anche in campo applicativo, al fine di poter prevedere e pianificare più velocemente le attività. Obiettivo: aumentare la creazione di valore. Questi sono i punti emersi durante l'evento La value chain e i cambiamenti nei processi finance: sfide e opportunità dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie emergenti. L'incontro è stato organizzato grazie alla collaborazione tra Luiss Business School e Oracle. Processi Finance: una fotografia di settore Intelligenza artificiale, machine learning, robotic process automation, digital assistant e data sciences possono fare la differenza nei modelli e nei processi Finance per affrontare i cambiamenti ormai consolidati nelle value chain aziendali. Tra questi, ci sono variabilità e imprevedibilità delle performance dei fornitori, della logistica e della produzione, avvento della sostenibilità e cambiamenti dei modelli di business – ad esempio servitization e multicanalità – e del comportamento dei clienti B2B e B2C. «L'intelligenza artificiale, ad esempio, può essere utilizzata per le attività routinarie contribuendo in tal modo ad ottimizzare l’allocazione delle risorse che lavorano nell'ambito dei processi Finance, che possono così dedicarsi ad attività a maggior valore aggiunto dove si richiede un approccio qualitativo, e ad apportare progressi, innovazione e digitalizzazione all’intera areaAFC(Amministrazione Finanza e Controllo) – ha dichiarato Anna Spina, Presidente, Sezione ANDAF Lazio, durante i saluti iniziali – In questo modo le risorse possono contribuire ad aggiungere valore e innovazione all’intera area Amministrazione Finanza e Controllo».  Finanza sempre più data-driven Nel suo Keynote Speech Raffaele Oriani, Dean, Luiss Business School, ha contestualizzato la figura del Cfo, immerso in un contesto in grandissima evoluzione, dove molti macro-trend influenzano l'organizzazione, il lavoro e il modo in cui viene organizzata la funzione Finanza. Sostenibilità, trasformazione digitale, intelligenza artificiale e data analytics vengono utilizzati per automatizzare i processi e liberare tempo e valore, fare previsioni migliori e supportare in modo efficace il processo strategico. Grazie a questi strumenti, il Cfo andrà a supportare la formazione di nuovi modelli di business e contribuirà a ridefinire le supply chain globali. Per farlo, avrà bisogno di maggiori capacità di gestione degli stakeholder ed esperienze cross-funzionali e cross-industry (PWC, Workforce of the future: the competing forces shaping 2030). Secondo la Global Survey di McKinsey sul ruolo della funzione Finanza, il Cfo ha l'opportunità di rinsaldare non solo il ruolo di "strategist", ma anche di "sparring partner" del Ceo, e di partecipare sempre più alle scelte strategiche di lungo termine dell'impresa. Ecco che i Cfo entrano nelle strategie aziendali Esg, diventando responsabili di attività digitali (dal 9% al 31%), raddoppiando l'utilizzo di Advanced Analytics for Finance. Inoltre, il 51% dei Cfo ha dichiarato di aver incrementato l'interazione con il Ceo in tema di trasformazione organizzativa. Per questo è necessario che ci sia una ridefinizione di attività e competenze. Da un lato, i Cfo continueranno a presidiare le attività fondamentali e caratteristiche come la pianificazione finanziaria, la reportistica, il supporto alle decisioni di finanziamento e di investimento, nonché la gestione dei rischi. Dall'altro, la funzione Finanza è divenuta responsabile delle attività di supporto alla formulazione della strategia, comunicazione efficace con il board e altri stakeholder, orientamento alle nuove tecnologie e all'efficientamento del processo di forecast e budgeting. Per raggiungere questi obiettivi, il Cfo deve comprendere il quadro macroeconomico e geopolitico; deve essere in grado di analizzare le nuove tecnologie e la supply chain, la gestione degli strumenti di data analytics e di Intelligenza Artificiale, la misurazione dei parametri Esg, l'evoluzione dei relativi standard di reporting. «La vera sfida è all'interno dell'azienda – ha sottolineato Oriani – Il Cfo non può dimenticare il lavoro che ha sempre fatto, cioè la garanzia dell'equilibrio finanziario. Parte di queste attività, che sono necessarie, deve essere automatizzata, efficientata e svolta in tempi molto minori rispetto al passato, liberando risorse e tempo per supportare l’analisi dei macro-trend, la comprensione del contesto macroeconomico e geopolitico». I trend tecnologici nella funzione AFC (Amministrazione, Finanza e Controllo) Da una recente indagine di Gartner è emerso che il 66% dei CFO prevede di dedicare più tempo alla tecnologia. I trend tecnologici rilevanti per la funzione Finance sono automazione, AI engineering, gestione del cloud, cybersecurity, intelligent composable business, anywhere operations. «La nuova sfida per il Cfo è diventare guida del cambiamento del paradigma tecnologico. Dovrà supportare l'azienda nel processo decisionale sull'adozione delle nuove tecnologie attraverso lo sviluppo di idonei modelli di valutazione. Poi, sarà chiamato a sviluppare competenze più ampie e diversificate all'interno della sua funzione, investendo in formazione e in inclusività professionale», ha aggiunto Oriani. Nell'innovazione, i Cfo lavoreranno su tre aree: automazione dei processi, real-time analytics, reporting e data visualization. La valutazione di un investimento digitale, che deve contribuire al processo di creazione di valore aziendale, richiede un’attenta considerazione di tre aspetti fondamentali: strategico, tecnico ed economico-finanziario. Le principali criticità è la difficoltà di prevedere i flussi di cassa, valutare gli intangibles come la reputazione del marchio, l'innovazione tecnologica, la difficoltà di quantificazione delle esternalità dei progetti e degli impatti incrementali. Ma i benefici sono numerosi. Quelli diretti sono il miglioramento dei ricavi, il cost saving e l'efficientamento del capitale. Mentre i benefici indiretti sono la flessibilità dell’organizzazione, la sostenibilità, la ricaduta sulla reputazione aziendale, una maggiore disponibilità di dati e sicurezza. «I Cfo dovranno capire come modificare il lavoro di coloro che svolgono attività più rutinarie. Poi dovranno investire nella formazione delle persone, un passaggio che richiede lo sviluppo di soft skill e leadership, con ricaduta sullo sviluppo del team. Infine, dovranno integrare nella funzione Finanza profili che non hanno una formazione tipica». L'impatto tecnologico sui processi Finance Durante la tavola rotonda, moderata da Cristiano Busco, Full Professor Accounting, Reporting & Sustainability, Luiss Business School, si è ragionato attorno all’impatto dei trend tecnologici nei processi Finance e sulla figura del Cfo. «L'impatto è onnicomprensivo in tutte le aree – ha sottolineato Marco Fossataro, Group Chief Financial Officer, Ferrovie dello Stato Italiane – La trasformazione non è più in corso, ma è già avvenuta, tanto da dover pensare di cambiare il titolo da Chief Financial Officer a Chief Future Manager. Bisognerà essere veloci nel formarsi e formare il team, implementando le risorse in azienda per battere i competitor sul tempo. La semplificazione di processo andrà a sostegno della pianificazione industriale». Negli ultimi 20 anni il Cfo si è evoluto. La sua funzione è stata legata alla razionalizzazione delle decisioni, «come una sorta di transformation manager chiamato a far accadere le cose». Il tema di questa evoluzione è la velocità nel governare il cambiamento. «Dobbiamo approcciare la tecnologia come manager, chiedere alle persone di fare uno sforzo di confronto su possibilità e innovazione, mettendosi in discussione. Bisogna capire come integrare i processi in azienda, investendo nella formazione di risorse già presenti in azienda. I finance digital manager non devono sostituirsi agli Ict manager, ma dialogare con loro. Per fare tutto questo, serve focalizzarsi». L’impatto della tecnologia sulla value chain «Nessuno deve avere paura del futuro. Non dobbiamo aver paura di nessun cambio tecnologico, incluso l’avvento Ai». Salvatore Sangiovanni, Group Digital Finance & Data Officer, Leonardo, ha messo in evidenza la necessità di estrarre rapidamente le informazioni necessarie per prendere decisioni. «Il Cfo oggi è business partner, ma per esserlo, deve disporre delle informazioni in tempo reale. La digitalizzazione dei processi è fondamentale, così come creare sistemi che raccolgano i dati e di estrarre informazioni in tempo reale per prendere decisioni gestionali, sfruttando le tecnologie a disposizione. Per far questo il collante è il capitale umano. Le persone faranno la differenza, individuando e andando a occupare ampi spazi che prima non c'erano. La ricerca dei talenti è un problema, ma la potenzialità maggiore riusciamo ad ottenerla lavorando sui collaboratori che sono già in azienda. Un piccolo sforzo fatto oggi può portare benefici al singolo e a tutta l'organizzazione». Sfide e opportunità: il caso Oracle Oracle è passata dall'essere un'azienda che faceva software, in cui il valore aggiunto era creare un prodotto ed esserne proprietaria, a diventare un hyperscaler cloud. Il prodotto viene trasferito in un data center in giro per il mondo, al servizio dei clienti. «Abbiamo trasformato il prodotto in servizio, ma la forza che abbiamo trasferito ci ha permesso di chiudere un bilancio in 7 giorni lavorativi, proprio qualche giorno fa alla fine del nostro anno fiscale - ha sottolineato Giovanni Ravasio, VP & Country Leader Cloud Applications, Oracle Italia - Ci siamo trovati a fare questo in un contesto in cui la sostenibilità e la corporate social responsability contano sempre di più». AI e machine learning hanno una miriade di applicazioni anche nel segmento B2b. «Ci sono altre tecnologie che stanno portando velocità e integrazione digitale. Tra queste, l’avvento del web3 e l’utilizzo degli Nft (Non Fungible Token, beni digitali che collegano la proprietà a oggetti fisici o digitali unici, come ad esempio opere d'arte, immobili, musica o video, e che possono essere comprati e venduti attraverso la tecnologia blockchain, come le criptovalute) in ambito aziendale, un asset digitale non regolato, pone delle sfide. La chiave del successo dei progetti tecnologici è il change management», ha aggiunto Ravasio. La digital transformation per affrontare le criticità Occorre aumentare agilità, flessibilità e affidabilità dei sistemi sia in ambito amministrativo-contabile sia di performance management, adeguandoli alle nuove esigenze che il nuovo ecosistema di business impone. Tra queste, ad esempio, ci sono la modellazione di scenario, l’introduzione del rischio e della predittività nella pianificazione, una maggiore integrazione dei dati e delle informazioni della catena del valore, la considerazione delle metriche e degli indicatori Esg, un’automazione spinta dei processi transazionali e più intelligenza digitale nelle analisi di business. Edilio Rossi, Digital Finance & Supply Chain Business Development Director, Oracle Italia, ha individuato quattro grandi aree di cambiamento: globalizzazione e riorganizzazione, avvento dell'impresa sostenibile attraverso i principi Esg, nuovi modelli di business e supply chain. «La digital transformation può aiutare ad affrontare le criticità - ha sottolineato Rossi – Gestione dell'incertezza, velocità, complessità, granularità. Introdurre il concetto di rischio e di scenario modeling per avere diverse opzioni, permette di inserire il rischio nei modelli di pianificazione. Come Oracle permettiamo di aggiungere algoritmi predittivi di mercato, per migliorare le capacità previsionali. Le analytics permettono di estrarre insight sofisticati. Infine, la pianificazione si connette alla granularità. Le soluzioni aziendali devono mettere insieme i punti di vista finance, operation and supply chain, HR, IT, vendite e marketing». «Stiamo lavorando per cambiare profondamente anche un'area forse più noiosa, ma destinata a rimanere. Il Cfo è responsabile dell'area closing & reporting. Automatizzarla, renderlo continua, autonoma e orchestrata deve essere l’obiettivo per arrivare a una nuova funzione di pianificazione e controllo che sia data driven, risk-adjusted, connessa, intelligente e predittiva». L'evento La value chain e i cambiamenti nei processi finance: sfide e opportunità dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie emergenti si è tenuto il 22 giugno 2023 presso Villa Blanc, sede di Luiss Business School a Roma. Hanno partecipato: Raffaele Oriani, Dean, Luiss Business School; Giovanni Ravasio,VP & Country Leader Cloud Applications, Oracle Italia; Anna Spina, Presidente, Sezione ANDAF Lazio; Giovanni Ravasio,VP & Country Leader Cloud Applications, Oracle Italia; Salvatore Sangiovanni, Group Digital Finance & Data Officer, Leonardo; Cristiano Busco, Full Professor Accounting, Reporting & Sustainability, Luiss Business School; Edilio Rossi, Digital Finance & Supply Chain Business Development Director, Oracle Italia. 07/07/2023

05 Luglio 2023

Luiss Business School e KAPSARC presentano la prima edizione della Summer School in “Economics of Energy and Environment” a Riyad

Luiss Business School presenta la nuova Summer School in “Economics of Energy and Environment” ideato per KAPSARC che si terrà a Riyad a partire dal prossimo 9 luglio Un’iniziativa rivolta a giovani neolaureati in economia, ingegneria e scienze politiche, che desiderano approfondire le dinamiche fondamentali dell’ecosistema energetico saudita ed acquisire gli strumenti analitici necessari per comprenderlo, con un metodo di apprendimento applicativo ed empirico. Il progetto formativo mira a consolidare, attraverso un percorso intensivo di due settimane,  le competenze tecnico economiche dei partecipanti e verrà sviluppato grazie ad una faculty composta da professionisti e accademici di altissimo profilo internazionale, provenienti dalla Luiss Business School e dalle più prestigiose università europee,  che rivestono un ruolo di primo piano nel settore economico-statistico, della transizione energetica e delle politiche ambientali. Il King Abdullah Petroleum Studies and Research Center (KAPSARC) è un think tank consultivo nell'ambito dell'economia energetica globale e della sostenibilità che eroga servizi a enti e autorità del settore energetico saudita. Gli esperti di KAPSARC forniscono consulenza, approfondimenti e aggiornamenti quotidiani nell’ambito del settore energetico avvalendosi di un approccio multidisciplinare, con l’obiettivo di portare avanti nuove ricerche, strumenti e dati riconosciuti a livello internazionale, in grado di influenzare il progresso delle politiche energetiche globali. L’Academy di KAPSARC nasce con lo scopo di formare i futuri leader e professionisti delle politiche pubbliche globali, affinché abbiano un impatto positivo sulla società, dotandoli delle competenze necessarie per realizzare efficacemente gli obiettivi di Saudi Vision 2030. L’Academy si avvale della collaborazione delle principali istituzioni formative, tra le quali si annovera la Luiss Business School. 05/07/2023

23 Giugno 2023

Open Day Master Full-Time

Partecipare ad un’esperienza internazionale di scambio, durante il percorso di studi, rappresenta un elemento fondamentale per la crescita personale e la formazione professionale, poiché stimola le competenze linguistiche e sociali, la condivisione di idee, best practice e competenze, e contribuisce allo sviluppo di un network internazionale orientato al business. I numerosi programmi di mobilità internazionale proposti da Luiss Business School esprimono l'impegno nell'offrire un ambiente di apprendimento globale. L'Exchange Programme consente agli studenti di trascorrere un periodo di studio all'estero in una delle 50 università partner e di conseguire un Double Degree presso la Luiss Business School e in una delle prestigiose istituzioni accademiche del network, come l'Università di Laval in Canada e la Nagoya University of Commerce and Business in Giappone.Tutto questo sarà al centro dell'Open Day di mercoledì 12 luglio, dedicato alla presentazione dei Master Full-Time nella meravigliosa cornice di Villa Blanc, a Roma.I partecipanti avranno l’opportunità di conoscere da vicino l’offerta formativa composta da più di trenta programmi fruibili in quattro hub (Roma, Milano, Belluno, Amsterdam), in lingua inglese o italiana.Durante l’evento sarà anche possibile incontrare i coordinatori, il recruiting team e il career service per ricevere informazioni sul processo di ammissione, i costi, le agevolazioni e il placement. Per partecipare è necessaria la registrazione. REGISTRATI

22 Giugno 2023

Webinar – Executive Master Organizzazione e Gestione delle Risorse Umane: come accompagnare le risorse umane e l’azienda attraverso la trasformazione

Martedì 18 luglio alle ore 18:00 si terrà il webinar di presentazione dell’Executive Master in Gestione Delle Risorse Umane, Organizzazione e Leadership progettato da Luiss Business School in collaborazione con Deloitte. Il programma è in partenza il prossimo 10 novembre e si pone l’obiettivo di formare professionisti dell’area HR fornendo conoscenze, metodologie e strumenti avanzati ed innovativi per valorizzare e gestire in modo strategico il capitale umano. AGENDA:Il webinar prevede la presentazione dell’Executive Master, la struttura del percorso ed i principali sbocchi lavorativi. Al termine del Webinar, in una sessione di Q&A, il coordinatore del Programma risponderà a tutte le domande sui requisiti di accesso al programma, il processo di selezione e le agevolazioni. SPEAKER: • Lucia Marchegiani, Direttore Scientifico dell’Executive Master e Professore Associato di Organizzazione e Gestione delle Risorse Umane;• Luca Morra, Organization Design Offering Leader, Partner at Deloitte Consulting;• Lisa Manzati, Change Management & Cultural Transformation, Senior Manager at Deloitte. PERCHÉ PARTECIPARE?Il webinar è un’opportunità per acquisire le informazioni preliminari sui contenuti del percorso e approfondire le principali sfide che la trasformazione aziendale comporta in termini di persone, comunicazione interna e formazione. Per partecipare è necessaria la registrazione. REGISTRATI IL PARTNER DEL MASTER Il Master è arricchito dalla presenza di un partner di eccellenza. L’area Human Capital di Deloitte Consulting si occupa di guidare le aziende nei percorsi di trasformazione in ambito HR lavorando sulle persone e con le persone, per far sì che il capitale umano sia realmente una leva per la crescita del business.  L’expertise dei manager di Deloitte sarà a disposizione dei partecipanti al Master. 20/06/2023

21 Giugno 2023

Webinar di Presentazione - Export Management

Il 5 luglio alle ore 18.00 si terrà il webinar di presentazione del Master Marketing Management – Major in Export Management, un’occasione per approfondire i contenuti della Major e gli sbocchi professionali. Il programma è in partenza il 23 ottobre 2023 e si pone l’obiettivo di formare figure professionali a supporto dell’azienda che esporta o vuole internazionalizzarsi. SPEAKERS: Alberto Mattiacci, Professore Ordinario di Economia e Gestione delle Imprese, Sapienza Università di Roma. Direttore scientifico della Major in Export Management; Stefano Salvatore Cristaldi, Funzionario, ICE Agenzia; Marco Sanfilippo, Amministratore Delegato, Co.Mark; Luca Gatto, Responsabile, SACE Academy Program; Tania Pellegrini, Coordinatrice organizzativa della Major in Export Management. Interverrano, inoltre, due alumni della Major: Biagio Capece, Export Specialist, Makeitaly Selection; Mario Severini, Support to the Innovation Desk of ITA (Italian Trade Agency) Los Angeles - Innovit Social Networks Management. Al termine del Webinar, in una sessione di Q&A, il Direttore scientifico e la coordinatrice del Master risponderanno a tutte le domande e curiosità sui contenuti del programma, i requisiti di accesso, il processo di selezione e le agevolazioni. Per partecipare al Webinar è necessaria la registrazione.   REGISTRATI QUI Online Form - Webinar Master Marketing Management - Major in Export Management SCARICA LA BROCHURE   

20 Giugno 2023

Bando (Yo)U International Film Festival

Il concorso dà vita ad un nuovo ambito di innovazione culturale, volto non più solo alla formazione ma anche al sostegno e alla ricerca di giovani autori in ambito nazionale e internazionale. Possono partecipare al Premio tutti gli autori di nazionalità italiana o straniera – singolarmente o in gruppo – che rispettino i seguenti criteri di ammissione: non abbiano compiuto il trentaseiesimo anno di età alla scadenza del bando prevista per il giorno 1 luglio 2023 siano iscritti o abbiano terminato da non più di un anno rispetto alla data di scadenza del bando un corso di formazione universitaria. I candidati possono concorrere con una sola opera, edita o inedita, ma che non abbia già vinto altri concorsi o premi e che sia stata realizzata dopo il 1° gennaio 2021. È prevista l’assegnazione di una targa e di una borsa di studio per il primo classificato. Tutti i cortometraggi verranno visionati dalla Direzione del Premio che selezionerà 5 cortometraggi per la competizione ufficiale. Le opere selezionate verranno presentate e proiettate durante la serata finale dell’evento prevista il 18 luglio, presso la Casa del Cinema di Roma. Nella serata finale verranno inoltre premiati i vincitori. La scadenza per la presentazione delle opere candidate al Premio è fissata per il giorno 1 luglio 2023 entro e non oltre le ore 12.00 (ora italiana). Per partecipare il candidato dovrà iscrivere la propria opera tramite la piattaforma FilmFreeway (https://filmfreeway.com/YoUInternationalFilmFestival). La partecipazione è gratuita. Si raccomanda l’attenta lettura del bando. ITA SCARICA IL BANDO MODULO ISCRIZIONE INFORMATIVA PRIVACY ENG DOWNLOAD THE ANNOUNCEMENT REGISTRATION MODULE PRIVACY POLICY STATEMENT

12 Giugno 2023

MBA and The Future of Management: A Business Talk with CEOs

La community MBA incontra CEO di spicco per discutere le tendenze e le sfide chiave che caratterizzano il mondo degli affari Luiss Business School annuncia l’evento MBA and The Future of Management: A Business Talk with CEOs, che si terrà venerdì 7 luglio, a partire dalle ore 18:00, presso Villa Blanc. L’evento vedrà la partecipazione di Massimiliano Archiapatti, General Manager – Amministratore Delegato e European Countries Sales Lead di Hertz Italia, che racconterà del suo percorso professionale e condividerà consigli ed esperienze con i partecipanti. Durante l’evento verrà, inoltre, presentato il portfolio MBA, che offrirà ai partecipanti interessati una visione approfondita del programma formativo.I coordinatori saranno a disposizione per rispondere a domande e fornire informazioni dettagliate, aiutando i potenziali futuri leader a scegliere il percorso più adatto alle proprie ambizioni. A conclusione del talk, i partecipanti potranno continuare a fare networking e approfondire le relazioni intraprese durante l’evento. AGENDA 18:00 Arrivo partecipanti 18:15 Welcome e registrazione partecipanti 18:30 – 20:00 Talk 20:00 Networking activity L’evento MBA and The Future of Management: A Business Talk with CEOs fa parte della rassegna Beyond the Talks, il ciclo di incontri che non solo consente ai partecipanti di arricchire la propria conoscenza negli ambiti di interesse, ma offre anche l’occasione di ampliare il proprio network professionale con esperti di settore e potenziali mentori. Per partecipare all’evento è necessaria la registrazione.

01 Giugno 2023

Una finanza per la sostenibilità

Come diventare professionisti dell’investment banking ed essere protagonisti della transizione ecologica e della responsabilità sociale delle imprese Luiss Business School è lieta di annunciare il webinar “Una finanza per la sostenibilità”, che si terrà mercoledì 14 giugno dalle ore 16:30. Durante il webinar, si indagherà il ruolo fondamentale della finanza nella transizione ecologica e nella rivoluzione ESG (Environment, Social, Governance) delle imprese, temi centrali del Master in Finanza Sostenibile di Luiss Business School. L'incontro vedrà la partecipazione di autorevoli protagonisti del settore bancario e della consulenza agli intermediari finanziari, che condivideranno le loro prospettive, illustrando le sfide nella promozione della sostenibilità attraverso gli strumenti finanziari. SPEAKERS: Claudia Pasquini, Head of Risks, Controls and Sustainability Department, ABI Italian Banking Association; Rossella Zunino, Responsabile del team EY Sustainability per il settore finanziario in Italia e referente per la Sustainable Finance Strategic Solution di EY EMEIA Financial Services; Mario Comana, Direttore scientifico del Major in Finanza sostenibile, Luiss Business School e Ordinario di Economia degli intermediari finanziari, Luiss Guido Carli, Roma; Luisa Iannelli, Coordinatore Area Master Full-time, Luiss Business School; Antonella Trocino, Docente di Economia dei mercati e degli intermediari finanziari, Luiss Guido Carli, Roma. Al termine del webinar è prevista una sessione di Q&A. Per partecipare, è necessaria la registrazione. Online Form - Una finanza per la sostenibilità 01/06/2023

30 Maggio 2023

SACE, Luiss Business School e Confindustria insieme per il nuovo Executive Program in Export Management

L’iniziativa è rivolta a figure aziendali di imprese italiane ad alto potenziale di export, che desiderano approfondire le dinamiche fondamentali dell’Export Management SACE, Luiss Business School e Confindustria rafforzano la loro azione sinergica sul fronte della formazione e insieme presentano il nuovo Executive Program in Export Management. Un’iniziativa, in partenza il prossimo 15 settembre, rivolta a figure aziendali di imprese italiane ad alto potenziale di export, che desiderano approfondire le dinamiche fondamentali dell’Export Management con un metodo di apprendimento applicativo ed empirico. La partnership è stata siglata oggi da Alessandra Ricci, Amministratore Delegato di SACE, Luigi Abete, Presidente di Luiss Business School e Barbara Beltrame Giacomello, Vice Presidente di Confindustria per l’Internazionalizzazione. L’obiettivo della collaborazione è contribuire a consolidare le competenze manageriali, tecnico-specialistiche e commerciali delle aziende, soprattutto di PMI e Mid Cap, utili per gestire in maniera efficace la complessità del processo di internazionalizzazione nell’attuale contesto geopolitico. Il protocollo si inserisce nell’ambito di una già consolidata collaborazione tra SACE e Luiss Business School, che ha visto negli anni l’erogazione di sessioni formative congiunte con focus geografici e l’ideazione dell’Export Champion Program, un percorso di education gratuito, rivolto a imprese e professionisti, giunto quest’anno alla sua quarta edizione.  SACE metterà a disposizione il proprio know how, oltre a contribuire alla copertura di 5 borse di studio. 29/05/2023

08 Aprile 2019

Arriva a Milano il Master in Business Administration-MBA LUISS Business School

Personal career advisor, coach certificati e un focus su trasformazione digitale e innovazione: la LUISS Business School porta a Milano la propria offerta formativa di eccellenza  L’incontro “Chi allena i nuovi leader nell’epoca della fast evolution?”, che si è tenuto il 4 aprile 2019 presso il Milano LUISS Hub, ha visto la partecipazione di Valerio Camerano, AD e DG di A2A, Maurizia Villa, Managing Director di Korn Ferry Italia e Paolo Boccardelli, Direttore della LUISS Business School ed è stato la cornice in cui si è svolta la presentazione del programma Part-time MBA a Milano, un'iniziativa con cui la LUISS Business School punta ad ampliare il proprio bacino di utenza, rafforzando in maniera significativa la propria presenza a Milano. Al centro del confronto, moderato dal Prof. Raffaele Oriani, Associate Dean LUISS Business School, l’impatto del digitale sul futuro di aziende e organizzazioni, con un’analisi dedicata a quali tratti della leadership siano oggi indispensabili per cogliere le opportunità di questa trasformazione senza precedenti. Una sfida che richiede ad aziende e organizzazioni di integrare il cambiamento nelle rispettive strategie di crescita, iniziando dall'abolire gli avverbi “sempre” e “mai” nel connotare identità e visione. In questo terreno di gioco, sono i talenti la leva per la competitività, talenti a propria volta sempre più attenti al bilanciamento tra aspetti remunerativi e valoriali, nel costruire un percorso di carriera. È questo il contesto in cui si inserisce il nuovo MBA, distinguendosi per una particolare attenzione ai temi dell’innovazione e della trasformazione digitale. Un percorso di sedici mesi in formula part-time, che si rivolge a manager con almeno tre anni di esperienza lavorativa, mettendo a disposizione dei partecipanti un pacchetto di supporto personalizzato ribattezzato “Pantheon” per evocare le radici romane dell’ateneo. All’interno del proprio “Pantheon”, gli studenti avranno a disposizione un coach personale certificato dalla International Coach Federation; un mentore appartenente alla prima linea aziendale delle principali società operanti in Italia; un personal career advisor specializzato nell’orientamento. Inoltre l’MBA sarà arricchito da speciali laboratori appositamente studiati per affrontare il mutevole contesto economico, fra cui il Go-to-market lab, il Behaviour Development Lab e il Digital Experience Lab. L’MBA sarà diretto da Valeria Pardossi, Professor of Practice LUISS Business School, già HR Director di EY per l'area Med - Italia, Spagna e Portogallo. Il corso è in partenza il prossimo novembre. Rassegna stampa LUISS Business School, arriva a Milano l'offerta di punta dell'MBA, Andrea Biondi, Il Sole 24 ore, 6 aprile 2019 La LUISS porta a Milano l'MBA "gioiello", il Giornale, 7 aprile 2019 Anche a Milano, l'MBA della LUISS, Corriere della Sera, 9 aprile 2019 LUISS, arriva a Milano il Master in Business Administration, Il Messaggero, 13 aprile 2019 Scarica la Brochure 04/08/2019 

25 Marzo 2019

Più utenti per l’utilizzo dell’app Telepass Pay: la challenge di Data Girls

Telepass è partner della LUISS Business School per il progetto Data Girls di GROW-Generating Real Opportunities for Women. Data Girls nasce come percorso di upskilling, che permetta alle studentesse di arricchire il proprio bagaglio formativo con un’esperienza di analisi ed interpretazione dei Big Data. Un’iniziativa nata per supportare le studentesse nel cogliere tutte le opportunità di crescita personale e professionale che il digitale offre. In questo contesto, le studentesse che si sono confrontate con la challenge proposta da Telepass, hanno avuto il compito di strutturare una strategia per aumentare il numero di utenti dei servizi dell’app Telepass Pay, partendo proprio dall'analisi dei dati sull'utilizzo corrente dell’app e avvalendosi degli strumenti messi a disposizione dai partner tecnologici IBM, PwC e Istat. «All'inizio sembrava piuttosto complicato, non avendo una formazione informatica di base che mi permettesse di avere maggiore dimestichezza con alcuni strumenti digitali, quali Watson e Slack – ci ha raccontato Laura Angora, studentessa del Master in Gestione Risorse Umane e Organizzazione. – È stata però sin da subito una sfida coinvolgente, che ha suscitato in me tanta curiosità e voglia di scoprire come effettivamente funzionassero tutti i processi e quali risultati aspettarmi. Sono fiera e soddisfatta di aver aderito a questo progetto, perché ci sta offrendo la possibilità di mettere a frutto le competenze che via via stiamo acquisendo e di poter dare libero sfogo alla nostra creatività, perché ogni idea o spunto di riflessione può essere significativo per la creazione di valore. Il continuo e imprescindibile supporto di collaboratori e tutor non ci impedisce affatto di gestire in autonomia le fasi di analisi e di progettazione. Se potessi tornare indietro, sceglierei di nuovo di aderire al Progetto GROW». Il team Telepass si è aggiudicato la vittoria della terza edizione di Data Girls: congratulazioni! Congratulazioni al team #Telepass, vincitore di Data Girls! #GROW #LUISSBusiness pic.twitter.com/1MRFSTFiSv — LUISS Business School (@LUISSBusiness) 25 marzo 2019 25/03/2019 

21 Marzo 2019

Un approccio Data Driven Design Sprint per Data Girls competitive

Nell’ambito della partnership per il progetto GROW-Generating Real Opportunities for Women, PwC ha messo a disposizione delle studentesse LUISS Business School, un metodo di problem solving innovativo per risolvere le challenge del progetto Data Girls e affrontare concretamente le future sfide professionali. Data Girls è un’iniziativa nata per supportare le studentesse nel cogliere tutte le opportunità di crescita personale e professionale offerte dalla gestione dei dati e dal mondo digitale, con l’obiettivo di aumentare la presenza dell’occupazione femminile in ambito digitale, un ambito professionale in fortissima crescita e che registra un forte gap tra domanda e offerta. Lunedì 25 marzo si terrà la giornata conclusiva della terza edizione di Data Girls: le aziende partner del progetto – AXA, Alitalia Loyalty, Telepass, Philip Morris Italia; PwC, Istat e IBM come partner tecnologici – hanno lanciato delle challenge alle studentesse che hanno lavorato in gruppi per fornire delle solutions, affiancate da un tutor della Scuola e da un tutor aziendale. Durante la giornata conclusiva, sarà premiato il miglior gruppo per ogni challenge.   «Nell’ambito di Data Girls, una delle componenti che si è rivelata di fondamentale importanza per affrontare la challenge che ci è stata affidata, è stata la collaborazione con PricewaterhouseCoopers – ci ha raccontato Margherita Laurini, studentessa di Energy Industry-major of the Master in Management and Technology. – Grazie ai workshop, prima presso la LUISS Business School e, successivamente, al PwC Experience Center di Roma, abbiamo potuto acquisire, tramite esercizi di Design Thinking, una metodologia di problem solving innovativa, pratica e adatta ad essere applicata a qualsiasi business case. Posso ora ritenermi, anche solo in parte, più pronta ad entrare nel reale mondo del lavoro dove sfide di questo tipo sono all’ordine del giorno». Andrea Pivetta, Design Thinking Lead | Gruppo Customer PwC, ci ha raccontato qual è l’impegno di PwC per la leadership al femminile e perché la partnership con la LUISS Business School. Qual è l’impegno di PwC per la leadership al femminile? Il network PwC è fortemente impegnato a promuovere una cultura inclusiva che supporti le persone ad esprimere il proprio potenziale. Proprio in questa ottica abbiamo deciso di aderire in qualità di socio sostenitore a contribuire e promuovere l'attività di Valore D e sosteniamo numerose attività a favore della leadership femminile, come Data Girls. Inoltre, per contrastare il Global Gender Pay Gap, PwC con la fondazione Equal Salary, supporta le aziende a certificarsi come datori di lavoro #equal salary. Perché la partnership con la LUISS Business School? Abbiamo molto in comune con la LUISS Business School, investiamo nella crescita e nello sviluppo dei talenti senza discriminazioni di genere e promuovendo l'inclusione sociale. La partnership parte da qui: dall'incontro di valori e di prospettive. L'iniziativa Data Girls ci ha dato l'opportunità di condividere con studentesse e studenti LUISS Business School la nostra formula per l'innovazione che utilizziamo ogni giorno con i nostri clienti e che ci consente di sviluppare soluzioni digitali innovative con un approccio creativo. In cosa consiste concretamente il supporto di PwC a Data Girls? Siamo stati felici di accompagnare le studentesse e gli studenti che hanno partecipato all'iniziativa Data Girls condividendo il nostro approccio Data Driven Design Sprint, come metodo di soluzione di challenge. Alla fine di questo percorso, studenti e studentesse hanno acquisito un metodo di problem solving per affrontare concretamente le sfide professionali di ogni giorno. Il metodo che abbiamo trasmesso è il nostro cardine per il design delle esperienze, per la progettazione dei servizi e prodotti offerti dai nostri clienti. In PwC abbiamo fatto di questo metodo il nostro approccio per la conduzione dei progetti sui cui siamo ingaggiati. Crediamo profondamente nella contaminazione e Data Girls rappresenta un contesto ottimale di applicazione. Siamo convinti che, grazie al metodo appreso, le ragazze e i ragazzi di questa edizione saranno professionisti con più strumenti per distinguersi in qualsiasi contesto. 21/03/2019 

20 Marzo 2019

Leader for Talent con Federico Marchetti, Presidente e AD YOOX NET-A-PORTER GROUP

  Ha inventato il business model degli online flagship store e nel Gruppo che ha fondato, le donne ricoprono il 50% dei ruoli più strategici: gli studenti LUISS Business School avranno l’opportunità di confrontarsi con Federico Marchetti, Presidente e Amministratore Delegato YOOX NET-A-PORTER GROUP. Leader for Talent #L4T è un ciclo di incontri con leader, top manager ed esponenti di vertice del mondo delle aziende e delle organizzazioni. Una cornice interattiva pensata per permettere agli studenti della LUISS Business School di confrontarsi direttamente con i leader del nostro tempo. Leader come mentori: un’occasione unica per arricchirsi non soltanto in termini di competenze, ma anche del bagaglio di esperienze, accumulate lungo il percorso per diventare leader. Condiviso, trasmesso, consegnato. Federico Marchetti è un imprenditore che ha scelto di lavorare in quella speciale intersezione che esiste tra lusso e tecnologia. Nel 1999 ha inventato YOOX, cogliendo la grande opportunità che la rete offriva all'industria della moda. Con largo anticipo rispetto agli altri addetti ai lavori, ha saputo capire le esigenze dei clienti, anticipando il mercato e i suoi trend. Nel 2015, Federico ha guidato la rivoluzionaria fusione tra YOOX e NET-A-PORTER dando vita a YOOX NET-A-PORTER GROUP, leader globale nel luxury fashion e-commerce. Con il suo posizionamento unico in un settore ad alto tasso di crescita come quello del lusso online, il Gruppo conta oltre 3 milioni di clienti attivi da 180 Paesi, quasi 5.000 dipendenti e circa 2.5 miliardi di dollari di fatturato nel 2017 di cui oltre la metà tramite mobile. Nel 2018, con una valutazione di 6 miliardi di dollari, YOOX NET-A-PORTER GROUP entra a far parte di Richemont, uno dei maggiori Gruppi al mondo nel settore del lusso. Le Maison presenti nel suo portafoglio comprendono Cartier, IWC Schaffhausen, Jaeger-LeCoultre, Van Cleef & Arpels, Chloé, Montblanc e Officine Panerai in Italia. Oggi Federico Marchetti è Presidente e Amministratore Delegato di YOOX NET-A-PORTER GROUP e divide il suo tempo fra Milano e Londra. Federico si è laureato in Economia all’Università Bocconi di Milano e ha completato un MBA alla Columbia Business School di New York. Principali traguardi Federico è stato fra i primi a riconoscere l’importanza di un approccio sostenibile alla moda. Nel 2017 il Gruppo è diventato "Fur Free"; già nel 2009, YOOX inaugurava YOOXYGEN, il primo shop-in-shop online dedicato esclusivamente alla moda sostenibile e lanciava ECOBOX™, il primo packaging nell’e-commerce composto da materiali 100% riciclabili. La sostenibilità continua a essere una priorità per il Gruppo. Federico ha sempre creduto nell’uguaglianza e nella parità di genere sul posto di lavoro. Attualmente, nel Gruppo, oltre la metà del senior e middle management sono donne e ricoprono i ruoli più strategici. Federico ha da sempre valorizzato i talenti e sostenuto l’educazione digitale. Nel solo 2017, il Gruppo ha formato attraverso workshop e programmi educativi oltre 2000 studenti – di cui la metà ragazze – in partnership con Fondazione Golinelli in Italia e con Imperial College London nel Regno Unito. Federico è stato fra i primi a scommettere sulla vendita online di orologi e gioielli. Nel 2016 il Gruppo, pioniere nel lancio di queste categorie sul web, si è posizionato come leader nelle vendite di brand quali Piaget, Cartier, Pomellato, Tiffany & Co. e Buccellati. Inoltre, nel corso del 2018 YNAP ha inaugurato le prime destinazioni al mondo dedicate all’hard luxury: The Fine Jewelry and Watch Suite su NET-A-PORTER e The Luxury Watch Guide su MR PORTER. Nel 2016 Federico ha avviato una joint venture con Mohamed Alabbar, proprietario del Dubai Mall (il più grande centro commerciale del mondo che conta 80 milioni di visitatori ogni anno) con l’obiettivo di creare la realtà leader nel luxury e-commerce in Medio Oriente. Nel 2010 Federico è stato pioniere nel portare il Gruppo a sbarcare in Cina come primo e-tailer internazionale nella moda. Nel 2006, un anno prima del lancio dell’iPhone, Federico ha anticipato i tempi creando una task force all’interno del team di YOOX dedicata al mobile commerce per coglierne l’enorme potenziale. Nel 2005 Federico ha inventato il nuovo business model degli ONLINE FLAGSHIP STORE: la costruzione e gestione del monomarca digitale fatto su misura per le principali Maison della moda e del lusso. Armani.com è stato uno dei primi Online Flagship Store lanciati dal Gruppo. Premi e Riconoscimenti 2018 – La commissione Guido Carli premia Federico tra le eccellenze nel campo dell’imprenditoria italiana 2017 – Il Presidente della Repubblica Italiana riconosce a Federico l’onorificenza di “Cavaliere del Lavoro” 2016 – Ernst & Young premia Federico come “Imprenditore dell’Anno” 2016 – La prestigiosa testata giornalistica Institutional Investors inserisce Federico tra i “TOP CEO” del settore del lusso 2016 – L’Harvard Business Review include Federico tra i 10 migliori Amministratori Delegati in Italia 2015 – Wired UK menziona Federico tra le 100 persone più influenti in ambito Tech in Europa 2015 – Vanity Fair include Federico tra “The Disruptors” all’interno della classifica “New Establishment List” 2014 – L’Università Bocconi premia Federico come “Alunno dell’Anno” 2012 – Il Presidente della Repubblica Italiana conferisce a Federico il Premio Leonardo per l’Innovazione 20/03/2019 

06 Marzo 2019

Leader for Talent con Patrizia Grieco, Presidente Enel

  Ha ricevuto il Premio Bellisario, come donna che si è distinta professionalmente a livello nazionale e internazionale, promuove diversità e trasparenza, per rafforzare i CdA delle società quotate: gli studenti LUISS Business School avranno l'opportunità di confrontarsi con Patrizia Grieco, Presidente Enel. Leader for Talent #L4T è un ciclo di incontri con leader, top manager ed esponenti di vertice del mondo delle aziende e delle organizzazioni. Una cornice interattiva pensata per permettere agli studenti della LUISS Business School di confrontarsi direttamente con i leader del nostro tempo. Leader come mentori: un’occasione unica per arricchirsi non soltanto in termini di competenze, ma anche del bagaglio di esperienze, accumulate lungo il percorso per diventare leader. Condiviso, trasmesso, consegnato. Maria Patrizia Grieco è Presidente del consiglio di amministrazione di Enel dal maggio 2014. Laureata in giurisprudenza presso l'Università Statale di Milano, inizia la propria carriera in Italtel nel 1977, assumendone il ruolo di responsabile della direzione legale e affari generali nel 1994. Sempre in Italtel nel 1999 viene nominata direttore generale con il compito di riorganizzare e riposizionare l'azienda di cui diverrà amministratore delegato nel 2002. Successivamente è amministratore delegato di Siemens Informatica, partner di Value Partners e amministratore delegato del Gruppo Value Team (oggi NTT Data). Dal 2008 al 2013 è Amministratore delegato di Olivetti, di cui nel 2011 assume anche la Presidenza. È stata inoltre consigliere di amministrazione di Fiat Industrial e di CIR e ricopre attualmente analogo incarico in Anima Holding, Ferrari e Amplifon. È inoltre membro del consiglio direttivo di Assonime e del consiglio di amministrazione dell’Università Bocconi. Maria Patrizia Grieco è stata nominata Presidente del Comitato italiano per la Corporate Governance nel 2017. Tale Comitato ha il compito di promuovere le pratiche di buon governo societario delle società quotate italiane. 06/03/2019 

12 Febbraio 2019

Ai blocchi di partenza il corso di formazione LUISS Business School per il Pakistan Poverty Alleviation Fund

Roberto Dandi, lecturer Università LUISS Guido Carli e direttore scientifico del progetto, insieme ai rappresentati PPAF – Pakistan Poverty Alleviation Fund Tra il 22 e il 24 gennaio 2019 si è tenuto a Islamabad il kick-off meeting del progetto “Poverty Reduction through Rural Development in Balochistan, Khyber Pakhtunkhwa, Federally Administered Tribal Areas and Neighboring Areas”, commissionato da PPAF – Pakistan Poverty Alleviation Fund, finanziato da AICS –Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e dalla Direzione Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Esteri Italiano, e realizzato dalla LUISS Business School. Il progetto si articolerà in 7 corsi formativi intensivi sulle diverse tematiche connesse allo sviluppo rurale e sarà rivolto a 95 rappresentanti pakistani del PPAF, delle organizzazioni partner del PPAF, dei governi e delle comunità locali delle aree più vulnerabili del Pakistan. I corsi si terranno presso la LUISS Business School, oltre che in Emilia Romagna, Puglia e Sardegna. Le visite di studio in Italia esporranno i partecipanti alle peculiari tradizioni, strutture e innovazioni per lo sviluppo del Paese, che possono essere adattate in Pakistan. I risultati attesi includono il rafforzamento delle capacità di progettazione e gestione, lo sviluppo di un approccio integrato governi-comunità all'interno delle aree territoriali e miglioramenti in settori quali la sanità, l’istruzione, il turismo, la governance locale. 12/02/2019

17 Gennaio 2019

Il manager del futuro

In occasione dell’evento "DIVENTIamofuturo" per la celebrazione dei vent’anni di attività della Fondazione Fondirigenti “G. Taliercio”, promossa da Confindustria e Federmanager, Paolo Boccardelli, Professore Ordinario di Management e Strategie d’Impresa LUISS Guido Carli e Direttore LUISS Business School ha presentato il paper “Il Manager del Futuro”. Il paper ha raccolto i contributi di sedici opinion leader e manager che provengono da contesti imprenditoriali, aziendali, istituzionali e accademici, con lo scopo di identificare i tratti essenziali dei leader del futuro. Numerosi mega-trend, tra i quali rientrano i cambiamenti demografici e climatici, la globalizzazione, la crescita della classe media, l’evoluzione della forza lavoro e la digitalizzazione, stanno trasformando e trasformeranno il mondo nell’arco dei prossimi anni. In un simile scenario, caratterizzato da complessità, volatilità e incertezza, i leader si trovano a dover navigare tra le diverse sfide. Per poter cogliere le molteplici opportunità, occorre ripensare continuamente le proprie strategie. L’analisi delle teorie di leadership strategica e i contributi di autorevoli opinion leader ha consentito di identificare le competenze distintive dei manager del futuro: capacità di adattamento, sostenibilità, inclusività, innovazione, spirito di collaborazione, creative thinking, visione di lungo termine, execution, orientamento al valore condiviso. In base all’analisi dei dati a disposizione, il segreto della nuova leadership risiede nella capacità di portare a termine gli obiettivi dell’organizzazione, stimolando e coinvolgendo l’intero team nel progetto strategico orientato al lungo termine. Il manager del futuro deve essere camaleontico, in grado di sviluppare un’ampia conoscenza delle varie discipline, e responsive, in grado di trasformare la vision dell’impresa in azioni concrete al fine di creare valore condiviso. Dallo studio dei contributi, quindi, emerge con chiarezza la necessità di comprendere e gestire le complessità, di sviluppare idee e innovazione e di orientarsi verso uno stile di leadership responsabile che possa coinvolgere tutti gli stakeholder. LEGGI LA RICERCA 16/01/2019 

02 Gennaio 2019

Il nostro 2018

A gennaio abbiamo lanciato la seconda edizione di GROW – Generating Real Opportunities for Women, l’impegno della LUISS Business School per la diversity, insieme alle aziende partner. Flavia Berruti, studentessa del Master in Marketing Management, ha partecipato sia alle attività di Job Shadowing, sia al progetto Data Girls: questo è il racconto di come GROW si sia dimostrato una concreta opportunità di crescita e potenziamento delle skill, in particolare in ambito Data Analytics. Oggi Flavia si occupa di Marketing in Lux Vide. Guarda il video  Una scelta, una passione, una professione: l’Impresa di famiglia. A febbraio abbiamo lanciato il corso in Family Business Management, progettato come un’esperienza formativa e relazionale, per mettere in contatto i professionisti e i consulenti delle imprese familiari con i presidenti e gli amministratori delegati che hanno condiviso, in particolare, le diverse testimonianze di passaggio generazionale. Storie che abbracciano il sistema economico di tutto il Paese, raccontato dalle voci degli studenti e dei guest speaker. Guarda il video A marzo abbiamo presentato la ricerca “Dalla digital transformation all’open innovation: le strategie del mondo Pharma” realizzata in collaborazione con Gi Group, per valutare gli impatti dei trend nel settore Pharma sulle organizzazioni delle aziende farmaceutiche, con un focus specifico sulle competenze necessarie per affrontare i diversi cambiamenti, in particolare rispetto ai processi di digitalizzazione. Leggi di più   Leader for Talent: gli studenti della LUISS Business School incontrano leader, top manager ed esponenti del mondo aziendale per un confronto diretto e interattivo sul significato reale di essere leader che guidano il cambiamento. Ad aprile l’incontro con John E. Pepper, Jr. – Retired Chairman and CEO, The Procter & Gamble Company. Guarda il video      A partire dal mese di maggio, si è tenuto il corso “Future Project Leaders” nato nell’ambito della partnership con Terna. Formazione è la parola chiave per andare oltre la comfort zone, rispondere ai cambiamenti, sia delle organizzazioni che personali, e alle sfide globali della sostenibilità. Scopri le storie dei protagonisti! Guarda il video     A giugno abbiamo sottoscritto con Confindustria il “Progetto MIDCAP”. MIDCAP nasce per supportare la crescita delle imprese italiane medie e medio piccole, attraverso nuovi strumenti finanziari e programmi di formazione dedicati. Scopri il progetto! Leggi di più       A luglio abbiamo presentato la partnership con Snam per il Master in Management & Technology, major in Energy Industry, un accordo che ha sancito le iniziative per la formazione dei professionisti che opereranno nel campo dell’ecosistema energia, raccogliendo le sfide della e delle fonti rinnovabili. Guarda il video      A settembre abbiamo dato il benvenuto a 25 talenti internazionali da 6 diverse business school per la seconda edizione dell’MBA International Week. Il business case ha avuto come tema le future prospettive nel Management dei Beni culturali, in relazione ai cambiamenti nella produzione e nel consumo di arte, sfidando i partecipanti a progettare una strategia per aumentare la riconoscibilità delle Scuderie Del Quirinale a livello nazionale e internazionale. Guarda il video   Con l'Induction Week, a ottobre abbiamo dato il benvenuto agli studenti e alle studentesse dei master per l'inizio del percorso scelto alla #LUISSBusiness! Sfoglia la gallery         “Ovunque i nostri studenti siano nel loro futuro, saranno gli ambasciatori della formazione appresa alla LUISS Business School”: a ottobre si è tenuto il Graduation Day degli studenti Part-time MBA e Full-time MBA. Silvia De Dominicis, CEO Johnson & Johnson Medical, ha tenuto il Commencement Speech. Congratulazioni! Guarda il video     Nuove tecnologie: non solo minacce, ma anche opportunità per il consolidamento e la competitività delle banche italiane. Queste alcune delle conclusioni presentate durante l’evento “The Italian Banking Conference 2018”, che si è tenuto a novembre presso il Milano LUISS Hub. La giornata ha voluto aprire una finestra di dialogo fra imprese, istituzioni e accademia per favorire il confronto sulle prospettive di sviluppo del sistema bancario nazionale, coinvolgendo alcuni tra i più illustri nomi dell’economia e della finanza. Leggi di più “Avere senso di responsabilità e coraggio. Essere umili, cioè consapevoli dei propri limiti. Costruire un management team sulla base di valori che siano espliciti e condivisi. Ecco come un leader agisce: Stefano Donnarumma, AD di Acea SpA, per il primo appuntamento di Leader for Talent dedicato agli Alumni #LUISSBusiness, che si è tenuto a dicembre. Leggi di più

29 Dicembre 2018

Dalla digital transformation all’open innovation: le strategie del mondo Pharma

Nuove traiettorie evolutive, scelte strategiche e fabbisogni professionali Una ricerca di Paolo Boccardelli, Direttore LUISS Business School, Federica Brunetta, Assistant Professor LUISS Guido Carli University - Department of Business and Management, Luca Magni, Adjunct Professor LUISS Business School, Emanuele Mangiacotti, Adjunct Professor LUISS Business School.   Il progetto è stato realizzato in collaborazione con Gi Group: per condurre la ricerca, gli autori si sono interfacciati con gli stakeholder del settore in modalità partecipative differenziate, coinvolgendo docenti e ricercatori della LUISS Business School, manager di Gi Group, nonché CEO e HR Director del settore, per garantire un dialogo e una analisi delle diverse realtà che operano nel comparto. Il lavoro di ricerca è stato mirato a valutare gli impatti dei trend nel settore Pharma sulle organizzazioni delle aziende farmaceutiche, con un focus specifico su quali competenze siano necessarie per affrontare i diversi cambiamenti. In particolare, l’obiettivo degli autori è stato di indagare i potenziali impatti sulle competenze necessarie alle organizzazioni del settore pharma, in particolare rispetto ai processi di digitalizzazione. LA FILIERA DELL’INDUSTRIA farmaceutica sta vivendo un’evoluzione sempre più rapida e continua, caratterizzata da una crescente complessità del suo variegato ecosistema, fatto di centri di ricerca universitari, medici, legislatori, sistemi regolatori, sanità pubblica e privata, pazienti, e altro ancora. Inoltre sia la filiera, che l’ecosistema stesso sono sempre più esposti e profondamente impattati da fenomeni trasversali: uno per tutti è quello della digital transformation. Un primo effetto di tutto ciò è l’aumento del rischio d’impresa, a cui le aziende farmaceutiche rispondono con proprie strategie, frutto e riferimento della ricerca, della tecnologia, dei vincoli regolatori e di mercato. In questo frangente, tra le tante iniziative strategiche, l’open innovation ha trovato uno spazio importante, sia come strumento di valorizzazione della ricerca che del know-how: le aziende collaborano con i clienti e fornitori nello sviluppo di nuovi prodotti e nuove tecnologie, mettendo a disposizione di altri player di mercato una serie di informazioni con l’obiettivo di favorire quell’innovazione che porta a una migliore qualità. Negli ultimi due decenni l’invecchiamento della popolazione nei Paesi più ricchi, la crescita della classe media nei Paesi emergenti e lo spettro conseguente di una spesa sanitaria fuori controllo hanno spinto politici, media e opinione pubblica a demonizzare aziende e operatori del comparto, spingendo verso modelli di relazione sempre più sofisticati e multidimensionali rispetto a quello tradizionale, incentrato sulle sole due classi d’interlocutori di pazienti e medici. È, quindi, nato e sta trovando sempre maggior applicazione il Modello delle 5P (Patients, Physicians, Public, Payers, Policy Makers), ovvero un modello di lettura e intervento orientato su nuove necessità e nuove opportunità di relazione tra: i pazienti, che sono più informati, responsabilizzati, ma contemporaneamente anche distratti dalle nuove tecnologie; i medici, che continuano a svolgere un importante ruolo di guida/mediazione attraverso le loro diagnosi e prescrizioni, ma che sempre più spesso, contrariamente a quanto avveniva in passato, lavorano come dipendenti per le organizzazioni sanitarie pubbliche o private. Questa nuova organizzazione del lavoro impatta sulla natura del processo decisionale del medico; la società, ovvero le reti sanitarie e della cura integrata, che sono cresciute, così come il numero degli amministratori sanitari attenzionati sui risultati di salute, sull’innovazione medica, sull’utilizzo proprio del sistema e sulle analisi costi-benefici; i contribuenti, che nei Paesi in cui non sono presenti sistemi assicurativi dedicati, operano con un potere assai indiretto e rappresentano una leva determinante solo nel medio-lungo termine. Anche se i contribuenti sono generalmente inelastici quando si tratta di messaggi di marketing, i team di marketing delle grosse realtà industriali del comparto stanno comunque prestando molta attenzione a come il mondo dei contribuenti, sempre più complicato, possa influire sulla redditività commerciale; i politici, con i quali le aziende hanno spesso incontrato difficoltà a interagire, ma con i quali il rapporto è stato sempre e resta essenziale. Il potenziamento delle strutture di Governmental Affairs e Market Access è ormai riconosciuto indispensabile affinché le aziende includano il calendario legislativo come un elemento centrale della propria pianificazione strategica. Digital Transformation Negli ultimi cinque anni il termine “digital transformation” da buzzword è diventata un mantra nel piano strategico di qualsiasi azienda di ogni settore, poiché i vantaggi sia per il mondo della produzione che dei servizi sono molteplici: l’utilizzo di una combinazione di diverse soluzioni tecnologiche porta a maggiore efficienza, miglior operatività̀ e riduzione dei costi. Per gli executive è diventato fondamentale sviluppare la e-leadership; per i lavoratori, invece, sviluppare il mindset e le competenze digitali. Tutti queste trasformazioni di business, industriali, lavorative hanno dato vita alla quarta rivoluzione industriale, nota oramai col nome “Industria 4.0”. Quindi, la digital transformation ha creato opportunità e sfide verso il cambiamento in ogni funzione dell’impresa. Dalle interviste, emerge in particolare la centralità degli HR nle preparare l’ambiente che arriverà tra 5 anni, investendo ad esempio, in figure ad-hoc, come digital accelerator, con un ruolo chiave nel cambiare il mindset dell’azienda, e in nuove competenze, come quelle di Social Media Management, Digital Medicine & Artificial Intelligence, Robotica, Industry 4.0 e Internet of Things, Big Data, Personalized Medicine, di Account Management per la gestione dei gruppi privati in farmacia, di centralizzazione di Gruppi di Acquisto, Virtual & Augmented Reality in Professional Education, tenendo presente. Come ci ricorda un executive, “Il mondo del digitale ci aiuterà a capire di più e anche ad anticipare eventuali dinamiche evolutive delle patologie, riuscire a prevenire e anticipare trattamenti, evitando la cronicità o la gravità”. Open Innovation Con open innovation si fa riferimento alla volontà, da parte delle imprese di settore, di favorire l’innovazione “aperta”, ovvero un modello di innovazione secondo il quale le imprese, per creare più valore e competere meglio sul mercato, ricorrono alla collaborazione con start-up, università, istituti di ricerca, fornitori, inventori, programmatori e altri attori complementari lungo il sistema del valore. Con le parole di uno degli executive: “Il settore farmaceutico in tutto il mondo sta vivendo il secondo tempo di una partita in cui sono cambiate molte cose. Le aziende italiane si devono specializzare oggi su un pezzo della catena del valore e devono cercare connessioni con altri centri di competenza: in questo e per questo l’open innovation diventa un elemento chiave”. Il modello di open innovation rappresenta una deliberata strategia, dal momento che l’impresa beneficia, attraverso la rete aperta, di competenze e asset posseduti dai partner andando ad arricchire la propria base di conoscenze. L’innovazione aperta si è resa necessaria per diversi motivi: la crescente complessità del settore, il dinamismo tecnologico, il conseguente aumento di costi e rischi dei processi di ricerca & sviluppo, il ridotto ciclo di vita dei prodotti. Questo scenario rende il modello tradizionale di “closed innovation” non sufficiente per supportare il vantaggio competitivo, per quanto imprescindibile in alcune fasi della ricerca. La gestione di una strategia di innovazione aperta pone diverse sfide, quali ad esempio la ricerca di un allineamento di obiettivi con i partner, la necessità di trovare un modo efficace di collaborare e un equilibrio tra risorse e conoscenze da condividere con essi. Richiede inoltre anche figure professionali ad-hoc, che sappiano gestire tali criticità e individuare gli strumenti di collaborazione più adatti. Risultati della ricerca Tutte le società intervistate individuano nell’invecchiamento della popolazione, nell’aumento delle patologie croniche che questo inevitabilmente comporta, e nella crescente difficoltà a sostenere economicamente la domanda di assistenza sanitaria, gli elementi di contesto chiave del cambiamento in atto nel settore sanità. Altrettanto alta appare la condivisione circa le direzioni in cui cercare opzioni strategiche di sviluppo e di crescita: la centralità del paziente e dei suoi diritti; la ricerca di economicità di cura e assistenza attraverso la personalizzazione dei processi di diagnosi, terapia e gestione delle patologie; l’uso e la valorizzazione dell’informazione attraverso la raccolta e l’utilizzo finalizzato di dati - sugli aspetti di genomica, di abitudini, di stili di vita - così come lo sviluppo di relazioni con partner più o meno tradizionali quali università, aziende operanti in ambiti tecnologici, finanziari o attivi in altre tipologie di servizi. A fronte della summenzionata visione condivisa del cambiamento, le aziende interpellate riflettono però, comprensibilmente, strategie e tempistiche di esecuzione diverse che sembrano esprimere livelli di attenzione, energia e investimenti diversi. La questione del cambiamento dell’orizzonte competitivo risulta, infatti, molto più vivida e sentita nelle società con gli headquarter (HQ) in Italia, rispetto a quello emerso dalle interviste e nel confronto con le consociate estere, presenti e operanti sul territorio nazionale. In altre parole, possiamo affermare che sebbene tutti gli intervistati siano risultati allineati in termini di visione e lettura del contesto strategico competitivo in cui le loro organizzazioni operano, le consociate locali di aziende con gli HQ all’estero appaiono ancora fortemente focalizzate sul paradigma di business passato, mantenendo un certo timore reverenziale quasi di difesa rispetto a schemi di lavoro e di investimento passati. Questa reverenzialità emerge in particolar modo dal focus che ciascuna di queste società mantiene nelle diverse aree organizzative aziendali, per ognuna delle quali continua a essere confermata, nel tempo, l’attribuzione di priorità e budget necessari a gestire i rapporti più consolidati e tradizionali, piuttosto che a sviluppare e/o ad ampliare le relazioni con nuovi stakeholder. Relativamente alle competenze emergenti, queste possono essere clusterizzate in 4 macro-aree fondamentali: account management, disease management, multiple stakeholders management e open innovation management – macro aree rispetto alle quali il digital mindset appare tagliar trasversalmente molteplici temi di ciascuna e caratterizzare numerose delle soluzioni perseguite. L’evoluzione di competenze specifiche per ogni macro-area esprime cambiamenti di mindset ben caratterizzati, ovvero che puntano a portare le aziende farmaceutiche a guardare: all’account management, per andare oltre i tradizionali vincoli di prezzo e le pratiche di scontistica; al disease management, per superare la prospettiva del prodotto chimico-farmaceutico; al multiple stakeholders management, per allargare l’orizzonte di intervento ed influenza ben oltre i pazienti e i medici; all’open innovation & partnerships management, per perseguire in modo economicamente sostenibile le opportunità di mercato anche oltre i confini, i vincoli ed i mezzi della propria organizzazione. LEGGI LA RICERCA 26/12/2018

17 Dicembre 2018

La filiera dell’elettricità italiana: un’eccellenza internazionale

Tra innovazione, sostenibilità e visione condivisa “La filiera dell’elettricità italiana: un’eccellenza internazionale. Tra innovazione, sostenibilità e visione condivisa” è lo studio del Prof. Matteo Caroli, Associate Dean for Executive Education della LUISS Business School, presentato l'11 dicembre 2018 alla Farnesina. Lo studio racconta l’evoluzione dell’industria elettrica italiana negli ultimi quindici anni, ne evidenzia le eccellenze e indaga i processi alla base dei risultati riportati; individua inoltre le sfide per la transizione energetica dei prossimi anni, dedicando un focus al ruolo cruciale che potrà giocare Elettricità Futura per completare l’integrazione tra termoelettrici e rinnovabili. Dall’inizio di questo secolo, l’industria elettrica italiana ha attraversato una profonda trasformazione industriale e in termini di competitività, per diversi aspetti ancora in atto. Oltre al radicale cambiamento della struttura industriale, conseguente alla liberalizzazione del settore, si è registrata una crescita molto intensa della produzione da fonti rinnovabili, che già nel 2015 è arrivata a coprire il 33,5% dei consumi, per un totale di quasi 110 TWh, anche oltre l’obiettivo dei 99TWh al 2020, fissato dal Piano di Azione Nazionale sulle Energie Rinnovabili. Il cambiamento dell’industria elettrica nella direzione delle rinnovabili sta in effetti accadendo a livello mondiale dal 2007, quando la quota di elettricità mondiale generata da fonti rinnovabili era al 5%; è arrivata all’11% nel 2016 e ha superato il 12% nel 2017. Del resto, lo sviluppo di energia green è un pilastro delle politiche industriali e ambientali dell’Unione Europea almeno dall’inizio del secolo e si è ulteriormente rafforzato in questi ultimi anni. Il “2030 Climate and Energy Framework”, emanato nel 2014, prevede infatti obiettivi molto ambiziosi da conseguire entro il 2030: riduzione di almeno il 40% delle emissioni di gas a effetto serra rispetto ai livelli del 1990; incremento dell’efficienza energetica di almeno il 27%; raggiungimento di un livello di interconnessione pari al 15% della capacità elettrica installata. A questo intervento è seguito il pacchetto di proposte legislative “Clean Energy for All Europeans”, emanato nel novembre 2016 dalla Commissione Europea, finalizzato a fornire un chiaro riferimento istituzionale per la transizione verso l’energia pulita e a compiere un passo significativo verso la creazione dell’Unione Energetica Europea e di un mercato unico europeo dell’energia. L’industria elettrica italiana ai primi posti del sistema delle rinnovabili Le imprese italiane hanno saputo cogliere le opportunità offerte da questi cambiamenti diventando leader nella produzione di elettricità da rinnovabili. Già nel 2015, la percentuale di energia rinnovabile sul totale del consumo finale era arrivata sopra al 17%, raggiungendo il target fissato dall’Unione Europea per il 2020. Nel 2016, l’Italia era al sesto posto al mondo e seconda in Europa per capacità installata di generazione da fonte rinnovabile (escluso idroelettrico), con un valore di circa 34 GW. La capacità complessiva, considerato anche l’idroelettrico, sale a circa 52GW. L’eccellenza italiana nelle rinnovabili è determinata anche dalla notevole diversificazione delle fonti utilizzate, risultato di una specie di stratificazione avvenuta nel tempo. L’Italia ha un mix produttivo eccellente dal punto di vista ambientale, non solo per l’elevata presenza e diversificazione di rinnovabili, ma anche perché la seconda fonte più utilizzata è il gas, utilizzato in centrali realizzate in tempi recenti e tecnologicamente avanzate; del resto, già all’inizio di questo secolo iniziò la progressiva sostituzione degli impianti a olio, appunto, con quelli a gas. I dati del GSE evidenziano che nel 2016 oltre il 38% della produzione è da fonti rinnovabili, poco meno dello stesso valore da gas, il carbone segue con il 15%; le altre fonti fossili sono del tutto marginali. Nell’ultimo biennio, si è verificato un “fuel switching” virtuoso nell’ambito delle fonti tradizionali, con la produzione a carbone in costante diminuzione.  La rapida diffusione dei consumi di elettricità prodotta da fonti rinnovabili è stata possibile anche grazie all’eccellenza della rete distributiva esistente nel paese, che ha saputo garantire la massima efficienza nella connessione degli utenti finali. La cifra fortemente green del settore elettrico italiano sta anche nella sua efficienza complessiva. Secondo il “2018 International Energy Efficiency Scoreboard”, pubblicato ogni due anni dall’American Council for Energy Efficient Economy, l’Italia (insieme alla Germania) è al primo posto per efficienza energetica complessiva, tra i 25 paesi nel mondo maggiori consumatori di energia. Le sfide future Per gestire efficacemente il nuovo grande fabbisogno di FER, è essenziale fare in modo che il mercato superi la logica di breve termine propria di questi ultimi decenni, a favore di un approccio focalizzato sul lungo periodo. In questo senso, è ampiamente condivisa la necessità che anche nel nostro paese si definiscano chiaramente le condizioni di interesse generale rilevanti per i “purchase power agreements” (PPA), così da eliminare fattori di incertezza che limitino l’efficacia di tali contratti nella loro funzione di stabilizzazione dei flussi di cassa dei produttori e quindi di bancabilità dei nuovi investimenti. Occorre anche favorire un ulteriore salto tecnologico sul fronte dei sistemi di accumulo, le smart grid e la digitalizzazione dei piccoli impianti per introdurre efficaci meccanismi di controllo a distanza. La localizzazione degli impianti sul territorio è un altro tema cruciale, perché molti governi e stakeholder locali sono sensibili al consumo del suolo e al mantenimento della qualità del paesaggio esteso, e le produzioni da fonti rinnovabili sono caratterizzate da bassa densità di energia prodotta per unità di superfice necessaria. Se quindi da un lato è chiaro agli stessi produttori termoelettrici che tutto lo sviluppo futuro dell’industria si gioca su investimenti e innovazione tecnologica nella generazione da rinnovabili e nell’efficienza energetica, dall’altro, è altrettanto chiaro ai produttori da rinnovabili che la produzione termoelettrica avrà comunque un ruolo irrinunciabile ancora a lungo, per garantire la necessaria sicurezza al sistema elettrico nel suo insieme, avendo sviluppato tecnologie che la rendono comunque efficace anche dal punto di vista ambientale. È necessario inoltre accompagnare l’innovazione del mercato, intervenendo da un lato su un problema e dall’altro su un’opportunità. Il primo attiene ai rischi per il sistema derivanti dall’eccessiva frammentazione di una parte del mercato retail; la seconda riguarda le aspettative di sviluppo della partecipazione della domanda ai mercati, il cosiddetto “market response”, con i vantaggi economici e di stabilizzazione della rete che ne derivano. Anche nel segmento retail occorre dunque trovare il giusto equilibrio tra abbattimento delle barriere all’entrata e mantenimento dell’affidabilità complessiva del sistema elettrico. L’opportunità su cui si dovrà lavorare è, invece, la partecipazione della domanda ai mercati: “demand response”. Il nostro paese ha caratteristiche della domanda e di penetrazione FER che la rendono un mercato potenzialmente interessante per lo sviluppo del “demand response” e, affinchè questa opportunità sia colta anche in Italia, è essenziale creare le condizioni a partire da interventi sul quadro regolatorio. LEGGI LO STUDIO 17/12/2018

04 Dicembre 2018

INCERTA et.cetera: dal 6 dicembre la mostra a cura degli studenti del Master of Art

“INCERTA et.cetera” è la mostra del collettivo curatoriale composto dagli studenti dell’ottava edizione del Master of Art della LUISS Business School. Con la supervisione scientifica di Achille Bonito Oliva, la mostra riflette sull’indeterminatezza della nostra contemporaneità attraverso i linguaggi della pittura, della scultura e delle installazioni video. Gli studenti del Master of Art hanno curato tutti i passaggi progettuali e organizzativi della mostra, dal concept alla scelta degli artisti, dagli allestimenti alla comunicazione sia stampa che social, sino alla redazione di un innovativo catalogo – realizzato con la collaborazione di NERO Editions – che approfondisce l’"Anatomia del tempo incerto" attraverso sezioni tematiche e contributi critici. Punto di partenza per la riflessione del collettivo curatoriale è la sparizione delle certezze. Cos’è il tempo incerto? Dipende dalla sua percezione, è il tempo dell’individuo o della società, è il tempo critico di reazione dell’essere umano di fronte a un senso di catastrofe imminente, è il tempo dell’azione o dell’immobilità, è la consueta paura della morte. Spunti di lettura e di interpretazione del tempo incerto, che si riverberano nelle rappresentazioni possibili. Se al centro di questa Babele c'è sempre l’uomo con il suo estremo bisogno di trasformare la realtà a suo riflesso, la reazione dell'arte è caleidoscopica, piena di creazioni eterogenee, che suggeriscono una deformazione delle categorie attraverso cui definiamo il nostro immaginario. Incerta è la forma declinata in neutro plurale di incertus, incerta, incertum, che lascia spazio a molteplici chiavi di lettura. Una scelta indeterminata - come il tema trattato - dove nulla è chiaro, ma solo frutto d’interpretazioni soggettive e oggettive. Si offre al pubblico la libertà di identificarsi - o meno - nelle varie espressioni artistiche scelte, così da indurlo a una personale riflessione sul tempo incerto. Il sottotitolo et.cetera, dal latino "e i rimanenti", "ed altre cose", "e così via", rimanda all'immaginario collettivo dell'incertezza che caratterizza la nostra contemporaneità. La mostra si terrà dal 6 al 20 dicembre 2018 negli spazi diffusi di Fòndaco, in via della Frezza a Roma. In mostra anche le opere dei tre finalisti della III edizione del Premio Internazionale Generazione Contemporanea, istituito dalla LUISS Business School per promuovere l’arte contemporanea italiana e straniera, sostenere gli artisti under 35 e dare vita alla collezione permanente d’arte contemporanea dell’Università LUISS Guido Carli. I tre finalisti sono: Federica Di Carlo, Raffaella Naldi Rossano, Alessandro Vizzini. Durante il vernissage sarà annunciato il vincitore, designato da una giuria composta da: Achille Bonito Oliva, Presidente di giuria Lorenzo Balbi, Direttore artistico MAMbo – Museo d’arte moderna di Bologna Anna Coliva, Direttore Galleria Borghese Pia Lauro, Curatore indipendente e diplomata Master of Art Domenico Piraina, Direttore PAC – Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano Luca Pirolo, Direttore Master of Art Monique Veaute, Presidente Fondazione Romaeuropa. Il Collettivo Curatoriale è composto da: Anna Baciarlini - Beatrice Bandinelli - Elisa Barbero - Greta Bonvicini - Francesca Carpani Glisenti - Giulia Caruso - Giampiero Castiglione - Liberata d’Amore - Elena D’Angelo - Maria Enza D’Auria - Eugenia De Petra - Flaminia Di Meo - Silvia Etzi - Adriano Foltran - Laura Fichera - Chiara Furega - Alessandra Giacopini - Mafalda Giro - Alessandra Grimaldi - Carla Lintas - Rachele Logli - Bianca Malitesta - Susanna Mancini - Benedetta Mirra - Raffaele Moretti - Serena Nardoni - Valerio Ninu - Lidia Orsatti - Laura Parascandolo - Carmen Petrarota - Jodie Petrosino - Giorgia Pieretti - Stefania Postiglione - Viviana Prisco - Giuseppina Sacco - Pedro Silvani. INFO INCERTA et.cetera c/o Fondaco - Via della Frezza, 43/51/57/60a – Roma Dal 6 al 20 dicembre 2018 Orari: dal martedì al sabato dalle 11.00 - 19.30 | Ingresso gratuito Inaugurazione Giovedì 6 dicembre 2018 - ore 18.30 Gli artisti: Gianfranco Baruchello, Enrico Boccioletti, Claire Fontaine, Pasquale Gadaleta, H.H Lim, Luca Manes, Diego Marcon, Marzia Migliora, Luigi Ontani, Alessandro Piangiamore, Nicola Samorì, Andrea Santarlasci, Santissimi, Luca Trevisani e Andreas Zampella. 04/12/2018

03 Dicembre 2018

Gli studenti LUISS Business School raccontano Leader for Talent con Vittorio Pisani

Quando essere leader significa "metterci la faccia": gli studenti #LUISSBusiness hanno incontrato Vittorio Pisani, Dirigente Generale della Polizia di Stato per l’inizio di Leader for Talent #L4T. Vittorio Pisani ha diretto le attività investigative che hanno condotto alla cattura del boss del clan dei casalesi Antonio Iovine e del capoclan Michele Zagaria. I commenti e le impressioni. La testimonianza di Vittorio Pisani alla LUISS Business School, nell’illustrazione di Riccardo Frezza  Bruna Giordano, Consulente Legale D’impresa – Prospettive Nazionali ed Internazionali: "Il Leader for Talent è un’iniziativa incredibile: l’idea di aver avuto la possibilità di conoscere e addirittura di confrontarmi direttamente attraverso la fase del Q&A, con una persona e un professionista del calibro di Vittorio Pisani ancora mi emoziona! La sua umiltà e onestà nel rispondere a tutte le domande che gli sono state rivolte, anche alle più personali e forse un po’ scomode, mi ha confermato che dietro un grande Leader c’è sempre un grande essere umano. Ed è questo quello a cui io aspiro e che mi ha portato a scegliere la business school: crescere come persona ancora prima che come professionista. Grazie ad eventi come questo, sento di esserci un pezzetto più vicina. Ringrazio Vittorio Pisani e la LUISS Business School per questa preziosissima e assolutamente formativa esperienza. Al prossimo #L4T". Luca Giannelli, Digital Marketing – major del Master in M³ Marketing Management: "Personalmente sono rimasto colpito dal suo approccio pacato, che ha trasmesso una grande sicurezza e convinzione nelle sue parole. Spero che ci siano altre occasioni per poterci confrontare con personalità di questo calibro". Gabriele Fosca, Consulente Legale D’impresa – Prospettive Nazionali ed Internazionali: "Ritengo Leader for Talent un’esperienza unica ed altamente formativa nel percorso di crescita che stiamo intraprendendo. Incontrare il Dr. Pisani è stato emozionante e fortemente motivazionale… ci ha fatto capire che valori quali umiltà, onestà e coraggio debbano essere le linee guida da seguire per raggiungere grandi traguardi nella vita personale e professionale". Beatrice Liberati, Sales & Account Management – major del Master in M³ Marketing Management : "Vedere che al di là dei ruoli ricoperti ci sono uomini come Vittorio Pisani, che ha fatto della sua umanità il uso punto di forza e della sua etica un elemento imprescindibile del suo modus operandi, lascia a noi un messaggio di grande valore: messaggio che non avremmo potuto apprendere tramite nessun manuale. Grazie a Leader for Talent abbiamo la possibilità di formarci e crescere in primis come persone nella vita, primo e importante step per poterci poi formare come professionisti nel lavoro". 03/12/2018

03 Dicembre 2018

La LUISS Business School a Milano LUISS Hub

Big Data Management for Executive, Food & Beverage Management, Governance della Privacy, Digital marketing & Social media Communication. Ma anche Energy Industry – major del Master in Management and Technology e Digital Business Strategy – major del Master in Management and Technology: è l’offerta formativa targata LUISS Business School presso il Milano LUISS Hub. Il Milano LUISS Hub è uno spazio polifunzionale nel cuore dell’Innovation district, nato dalla collaborazione tra la LUISS Guido Carli, Comune di Milano, Fondazione Brodolini e ItaliaCamp con la sponsorizzazione di WIND-TRE e TERNA. Il Milano LUISS Hub è insieme luogo di alta formazione, di alternanza scuola-lavoro, un incubatore di startup e un’area dedicata alla manifattura digitale. Si tratta di un’ex area industriale di circa 1.600 metri quadri, oggi di proprietà del Comune, dismessa e in disuso da anni. È stata restaurata, recuperata e riconsegnata alla collettività dopo 16 mesi di lavori. Si trova a due passi dalla Stazione Garibaldi FS e da piazza Gae Aulenti. Lo spazio accoglie manager, professionisti, studenti, makers e startupper, favorendo lo scambio e la contaminazione di idee, il networking e la creazione di inedite forme di collaborazione. Un contesto che, grazie a queste caratteristiche, facilita l’implementazione degli obiettivi di formazione manageriale della LUISS Business School, che sempre più pone attenzione alle sfide attuali di uno scenario competitivo globale, digitalizzato ed estremamente veloce, che richiede al tempo stesso di sviluppare una personale visione strategica nell’avvio o riqualificazione della propria carriera. Scopri la LUISS Business School presso il Milano LUISS Hub! 03/12/2018

03 Dicembre 2018

Nuove tecnologie: non solo minacce, ma anche opportunità per il consolidamento e la competitività delle banche italiane

Sono queste alcune delle conclusioni di LUISS Business School presentate durante l’evento “The Italian Banking Conference 2018”, che si è tenuto il 29 novembre 2018, presso il Milano LUISS Hub. Le nuove tecnologie possono migliorare significativamente la solidità del sistema bancario italiano, così come misurata dal rapporto tra il capitale di migliore qualità e le attività ponderate per il rischio (CET1 ratio, 13,8% il dato a fine dicembre 2017 secondo Bankitalia). Intelligenza Artificiale, Machine Learning, Blockchain e Bot possono contemporaneamente ridurre l’impatto dei Non Performing Loans – ad esempio attraverso meccanismi predittivi del merito di rischio - nonché i costi delle banche, liberando risorse umane per compiti a maggior valore aggiunto. Inoltre, i Big Data permettono di fornire un numero maggiore di informazioni commerciali, con un un’analisi più puntuale dei rischi, per un significativo impatto sulla trasparenza. Sono queste alcune delle conclusioni di LUISS Business School presentate durante “The Italian Banking Conference 2018”. L’Italia è tuttavia molto indietro rispetto a quanto sta avvenendo nel settore a livello internazionale. Solo nella prima metà del 2018 i deal di finanziamento delle FinTech da parte dei fondi di Venture Capital hanno superato la cifra record di 26 Miliardi di Dollari a livello globale: in Italia, per quanto le iniziative in corso di realizzazione siano 283, il controvalore complessivo dei finanziamenti è di appena 135 Milioni di Euro, lasciando quindi spazio a nuovi concorrenti. Peraltro, il 49% degli investimenti è destinato a servizi automatizzati per il cliente, come servizi di CRM e consulenza finanziaria, migliorati attraverso soluzioni di intelligenza artificiale e Chatbot; il 7% a tecnologie per la gestione dell’identità elettronica e il riconoscimento, utilizzate per la sottoscrizione di servizi finanziari; mentre solo il 4 per mille a sistemi Distributed Ledger che utilizzano la blockchain. Questo lascia inevitabilmente il campo a nuovi operatori in grado di minacciare significativamente il settore bancario tradizionale nel nostro Paese. «L’Italia investe ancora drammaticamente poco nelle nuove tecnologie, sia da un punto di vista infrastrutturale che di competenze digitali», ha dichiarato il Prof. Paolo Boccardelli, Direttore LUISS Business School. «I dati dimostrano che la Digital Transformation è un’opportunità senza precedenti per i grandi player bancari, prima ancora che per i giganti tecnologici. Ma è necessario accelerare, per evitare di dissipare un vantaggio competitivo facendo anche leva sulle competenze interne, sulle infrastrutture e sulla conoscenza del cliente». Durante la Italian Banking Conference 2018 LUISS Business School ha voluto aprire una finestra di dialogo fra imprese, istituzioni e accademia per favorire il confronto sulle prospettive di sviluppo del sistema bancario nazionale. La giornata, che ha visto il coinvolgimento di alcuni tra i più illustri nomi dell’economia e della finanza, è stata un'occasione di riflessione e di confronto, in cui, oltre agli impatti trasformativi delle grandi piattaforme tecnologiche, si è dibattuto sul futuro dell’Unione Bancaria Europea e sul nuovo approccio adottato da banche e intermediari finanziari nella gestione dei crediti in sofferenza. «La ristrutturazione delle banche italiane è stata fatta in ritardo, e dunque in modo più complicato, ma è avvenuta. Ora possiamo partecipare alla seconda parte di questo processo, senza subirlo, ovvero l’unione bancaria europea» ha dichiarato Luigi Abete, Presidente della LUISS Business School e di Bnp Paribas Italia a Lastampa.it. Per Ignazio Angeloni, Membro del Consiglio di Vigilanza Banca Centrale Europea, la strada verso il completamento dell’Unione bancaria è ancora lunga. Come ha dichiarato a Il Sole 24 ore: «È vero che i crediti deteriorati sono stati ridotti, ma esistono alcuni rischi sovrani molto forti e alcuni eventi recenti in Paesi dell’Unioni che li rendono molto preoccupanti». RASSEGNA STAMPA  Dalla carta stampata Hardvard Business Review Italia – La pubblicazione dell’intervento del Direttore LUISS Business School Paolo Boccardelli in occasione di “Italian Banking Conference 2018” Il Sole 24 Ore – Angeloni: la vera unione bancaria è lontana Il Giornale – La tecnologia rende le banche più solide MF – Milano Finanza – Banche indietro sul fintech Dal web LaStampa.it – Gros-Pietro:”Dietro gli npl si nascondono i troppi debiti delle aziende” Affaritaliani.it – LUISS Business School: The Italian Banking Conference, presentati gli scenari Radiocor/ Borsaitaliana.it – BTP: Gros-Pietro, buon investimento ma serve bilanciamento portafoglio GALLERY 03/12/2018 

15 Ottobre 2018

Il Microcredito, le prospettive di una nuova asset class redditizia

Articolo del Prof. Raffaele Oriani, Associate Dean LUISS Business School. Il Prof. Oriani ha curato il paper "Il Microcredito, le prospettive di una nuova asset class redditizia", realizzato in partnership con Mikro Kapital.   È noto che la microfinanza ha avuto negli ultimi decenni un impatto fondamentale nel combattere la povertà e nel favorire l’inclusione finanziaria delle fasce più povere e più deboli della popolazione mondiale. Sebbene molta attenzione sia stata dedicata a questo tema da istituzioni, centri di ricerca, analisti ed accademici, una questione è stata studiata in modo molto meno sistematico. È possibile vedere la microfinanza come un’opportunità interessante per gli investitori privati? In altre parole, può la microfinanza essere considerata come una vera e propria asset class, con sue specifiche caratteristiche? Queste domande sono particolarmente interessanti anche alla luce del fatto che negli ultimi anni è cresciuta significativamente la rilevanza del ruolo degli investitori privati nel settore. L’evidenza riportata nel paper mette in luce l’esistenza di un mercato potenziale ampio e in rapida crescita, la presenza di investitori istituzionali privati (Microfinance Investment Vehicles, MIV), soggetti ad un certo grado di regolamentazione e comunque a delle linee guida di settore, e la possibilità di misurare i rendimenti degli asset, seppur per una parte limitata del mercato. Tali rendimenti, peraltro, sono caratterizzati da una combinazione rischio-rendimento peculiare, con una ridottissima volatilità. Tutti questi elementi tendono a delineare la microfinanza come una specifica asset class. Inoltre, le analisi svolte mostrano i rendimenti delle attività fixed income gestite dai MIV hanno correlazione negativa con quelli di investimenti di equity e di debito considerati come benchmark. Al tempo stesso, data l’evidenza disponibile, i rendimenti delle azioni di istituzioni finanziarie che operano nel settore della microfinanza sono non perfettamente correlati con quelli di banche ed altre istituzioni finanziarie operanti negli stessi paesi. Questi risultati suggeriscono quindi che gli investimenti in microfinanza, visti come distinta asset class, possono contribuire alla diversificazione quando aggiunti al margine ai portafogli esistenti. GALLERY 15/10/2018 

12 Ottobre 2018

Premio Internazionale Generazione Contemporanea: terza edizione

Promuovere l’arte contemporanea italiana e straniera, sostenere gli artisti under 35 e ampliare la collezione permanente d’arte contemporanea dell’Università LUISS Guido Carli. Sono questi gli obiettivi del Premio Internazionale Generazione Contemporanea, giunto alla terza edizione. L’iniziativa dà vita ad un nuovo ambito di innovazione culturale, volto non più solo alla formazione ma anche al sostegno e alla ricerca di giovani artisti in ambito internazionale. Il concorso prevede che le opere candidate sviluppino il tema "Il tempo incerto". Cos’è il tempo incerto? È prettamente umano ed è una questione di percezione. È il tempo dell'individuo o della società? Forse il prodotto dei due: il tempo della giovinezza iperestesa e delle nuove frontiere biologiche. È l'istantaneità della nuova comunicazione. È un tempo critico in cui l'essere umano, nell'eterno procrastinare, è posto davanti a una scelta di reazione di fronte a un senso di catastrofe imminente: l'azione o l'immobilità. Insomma, è un tempo nuovo, mai visto e pur sempre esistito per tutti; è la solita paura della morte, forse stavolta più intellettuale che fisica. È un problema di forma. O della sua assenza. Il proibito e l'irraggiungibile si allontanano, scacciati dalle nuove frontiere tecnologiche e dalla caduta dei veti imposti da buongusto, religione e oscurantismi. Il prevedibile è bandito dalla mensa del quotidiano. La coesistenza di una molteplicità di scelte possibili, di informazioni simultanee, ne assottiglia il valore individuale; ci muoviamo sopra un tappeto di idee equivalenti. Questo non può che dare vita a un panorama di rara vastità, una babilonica giostra di opportunità di testimonianze umane. Il concorso prevede l’assegnazione di un premio in denaro del valore di € 4.000,00, conferito al primo classificato come acquisto dell’opera scelta da una prestigiosa giuria presieduta da Achille Bonito Oliva, curatore e critico d’arte, responsabile scientifico del Master of Art, e composta da: Lorenzo Balbi, Direttore Artistico MAMbo-Museo d'Arte Moderna di Bologna Anna Coliva, Direttrice Galleria Borghese Pia Lauro, curatore indipendente e diplomata Master of Art Domenico Piraina, Direttore PAC - Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano Luca Pirolo, Direttore Master of Art Monique Veaute, Presidente Fondazione Romaeuropa Le tre opere finaliste entreranno a far parte della mostra conclusiva del Master of Art e del relativo catalogo. "Il tempo incerto" sarà infatti anche il concept della mostra. I candidati possono concorrere con una sola opera, edita o inedita, da cui emerga chiaramente l’aderenza al tema. Sono ammesse opere realizzate con tutti i linguaggi propri dell’espressione visiva (pittura, scultura, installazione, fotografia, grafica, video, senza limiti di tecniche). Il concorso si rivolge esclusivamente ad artisti under 35. Il termine ultimo per inviare le candidature è il 12 Novembre 2018. La partecipazione è gratuita. Si raccomanda l’attenta lettura del bando in allegato. SCARICA IL BANDO SCARICA I MODULI PER PARTECIPARE INFO: master@luissbusinessschool.it |+39 0685225302 12/10/2018

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