News & Insight
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09 Aprile 2020

«L'azione del Governo sia ispirata dai dati»

L'importanza della digitalizzazione nello tsunami che ci ha travolto: l'intervento di Paola Pisano, Ministro per l'Innovazione tecnologica e la Digitalizzazione in occasione di #Italiasmart, su DigitEconomy.24, il report Luiss Business School e Il Sole 24 Ore   L'Italia era quart'ultima nella classifica europea Desi per utilizzo e sviluppo di servizi digitali. Per fare un esempio, il tasso di applicazione dello smart working era del 2%, laddove altri Paesi, come il Regno Unito e la Francia, erano al 20 per cento. Ci siamo quindi trovati in una situazione di svantaggio ad affrontare un‘onda d'urto molto forte. Due considerazioni meritano di essere fatte: la prima è la reazione all'emergenza, di breve periodo, quindi bisogna mettere subito in campo tutte le attività le azioni, i progetti che si possono attuare per dare una risposta a cittadini e aziende, ospedali e malati, non solo di Covid, che si trovano in estrema difficoltà. La seconda è riuscire a fare in modo che questa reazione emergenziale poi abbia ricadute stabili nel nostro Paese. Molto velocemente abbiamo messo in piedi tre progetti: il primo è "Solidarietà digitale", per dare risposte immediate attraverso servizi digitali al cittadino in modo gratuito in tutta Italia; il secondo "Innova per ltalia" con Mise e Miur per trovare soluzioni innovative coinvolgendo anche il mondo delle start up; la terza è la task force sui dati e l'app per il contact tracing di cui tutti parlano. La cosa più importante è che questa task force deve riuscire a creare un'infrastruttura che aiuti il governo a creare le proprie policy guidato dai dati e non da altri fattori. Questo tsunami che ci ha travolto ha reso evidente agli occhi di tutti l'importanza della digitalizzazione, delle reti, dei dati, ma soprattutto l'importanza di rivedere il modello sociale che noi oggi abbiamo portato avanti con molta fatica. Abbiamo quattro fattori cruciali: lavoro; smart working e digitalizzazione; ricerca e lotta alle disuguaglianze; semplificazione e sburocratizzazione. Questi quattro fattori vanno affrontati non solo in modo emergenziale e non solo con gli aiuti che oggi stiamo mettendo in campo, ma anche e soprattutto con la presa di coscienza che dobbiamo avere un modello di economia nuovo, da studiare in poco tempo e iniziare a mettere in pratica rapidamente nei prossimi mesi. SFOGLIA IL REPORT COMPLETO 09/04/2020 

09 Aprile 2020

Smart working e innovazione contro il coronavirus

Le considerazioni di #ItaliaSmart,  virtual panel organizzato da Cdp - Cassa depositi e prestiti con Luiss Business School: oggi su DigitEconomy.24, il report Luiss Business School e Il Sole 24 ore   Con l'emergenza Covid-19 per la prima volta lo smart working è diventato all'improvviso una necessità e una priorità per tutelare la salute delle persone, il lavoro e i servizi. Dall'oggi al domani aziende e Pubbliche Amministrazioni sono state chiamate a realizzare questa trasformazione, quando, solo fino a qualche settimana prima, il lavoro agile era parte di un processo più ampio di digitalizzazione del lavoro che procedeva a passo non così spedito. Questa accelerazione senza precedenti ha dimostrato che, se nel dopo Covid-19 niente sarà più come prima, ciò è ancora più vero se si pensa al mondo del lavoro e dell'innovazione: è questa la considerazione di fondo che ha animato #ItaliaSmart, il virtual panel organizzato da Cdp – Cassa depositi e prestiti in collaborazione con Luiss Business School, Talent Garden e P4I – Partners4Innovation, che si è tenuto lo scorso primo aprile. A fare il punto sulle nuove tecnologie che stanno trasformando la società, sullo smart working e sulle nuove competenze che saranno richieste nel futuro sono stati, assieme alla ministra per l'Innovazione tecnologica e la digitalizzazione Paola Pisano, Maurizio Di Fonzo, chief people and organization officer di Cdp, Paolo Boccardelli, direttore della Luiss Business School, Mariano Corso, direttore scientifico di P4I, Davide Dattoli, ceo e co-founder di Talent Garden e Monica Parrella, direttrice generale del personale del Ministero dell'economia e delle finanze.   «In Cdp eravamo abituati a qualche centinaia di persone che facevano un giorno di lavoro agile a settimana: dall'oggi al domani siamo passati al 100% e più di 2.000 persone in smart working», ha spiegato Di Fonzo. «Video e call sono aumentati del 1.700% rispetto a febbraio, i messaggi scambiati nelle chat sono cresciuti del 1.100%: se lo avessimo programmato, ci avremmo messo qualche mese». Dattoli ha aggiunto che non bastano solo i dati per ricavare una fotografia del cambiamento in atto: «La sfida è cambiare le regole del gioco. Soltanto uno shock di questo tipo è riuscito a dimostrarci che come facevamo prima era un retaggio del "si è sempre fatto così": abbiamo fatto un passo avanti di dieci anni, ma senza essere preparati. Oggi più che mai è quindi fondamentale la capacità di reazione: in questo momento non servono piani triennali, ma a 30 giorni». Proprio per reagire a un evento dagli effetti difficilmente prevedibili, un vero e proprio cigno nero, «le imprese cominceranno a ragionare sui modelli di business più resilienti», ha detto Paolo Boccardelli. «In questo contesto il digitale ha subito una grande accelerazione intraprendendo una strada senza ritorno. In futuro aumenterà ulteriormente la domanda di skill digitali e quindi la necessità di accelerare la trasformazione di competenze e professionalità. Parallelamente, andranno affrontati e risolti i nodi in tema di privacy e di regolamentazione di questi mercati». Anche per Mariano Corso «questo è il momento di esagerare con la formazione, perché le persone non si sentano lasciate allo sbaraglio» e siano pronte a gestire la «fase 2, che definirei di normalizzazione: cerchiamo di applicare più in profondità i principi fondanti dello smart working e poniamo le basi non soltanto di una seconda fase emergenziale». «Se siamo riusciti in pochissimo tempo in oltre 8.000 persone a lavorare a distanza al Ministero, vuol dire che gli strumenti tecnologici esistevano già», ha chiosato Monica Parrella, per la quale il fabbisogno di competenze manageriali pesa più delle infrastrutture. Punto di partenza, per la manager, è accettare che «il presidio fisico del dirigente è il contrario della leadership. Altro tema è quello delle soft skills: nei concorsi della pubblica amministrazione non è prevista alcuna domanda sulla motivazione» e oggi i dirigenti si rendono conto che la capacità di rapporto umano soprattutto a distanza «ha importanza notevolissima, su cui concentrarsi sia in fase di formazione sia di condivisione di buone pratiche». Proseguono intanto anche i "Webinar series" di Luiss Business School: dopo Marco Patuano e Maximo Ibarra, prossimi protagonisti sul sito della Scuola saranno il 16 aprile alle 18:30 Marco Sesana, amministratore delegato di Generali Italia, il 22 Luigi De Vecchi, chairman of Continental Europe for corporate and investment Banking di Citi, e il 29 Marco Morelli, amministratore delegato uscente di Mps. SFOGLIA IL REPORT COMPLETO 9/4/2020 

09 Aprile 2020

Luiss Business School Webinar Series con Marco Sesana, CEO Generali Italia

Un nuovo valore della relazione tra l’impresa e il proprio ecosistema: insieme a Marco Sesana, discuteremo come l’impresa oggi può guidare le trasformazioni riprogettando il suo agire insieme ai propri stakeholder – clienti, dipendenti, agenti, fornitori, istituzioni e comunità – valorizzando le reciproche competenze per soluzioni condivise concrete e immediate. RIVEDI IL WEBINAR   Il 16 aprile 2020 alle 18.30 si terrà un nuovo appuntamento della serie di webinar targata Luiss Business School con Marco Sesana, CEO di Generali Italia. Un momento di confronto virtuale in cui volgere lo sguardo al nuovo valore della relazione tra l’impresa e il proprio ecosistema. Insieme a Marco Sesana, discuteremo come l’impresa oggi può guidare le trasformazioni riprogettando il suo agire insieme ai propri stakeholder – clienti, dipendenti, agenti, fornitori, istituzioni e comunità – valorizzando le reciproche competenze per soluzioni condivise concrete e immediate. Durante il Q&A che seguirà il Virtual Panel, partecipanti e relatori potranno interagire attivamente sulle tematiche discusse e sulle possibilità di sviluppare competenze manageriali utili per gestire i momenti di trasformazione attraverso l’Executive Programme in Sviluppo Manageriale e Performance Management e Sistemi di Controllo, l’innovativo Flex Executive Programme, 90% in distance learning. Per partecipare al Webinar è necessaria la registrazione. REGISTRATI  RIVEDI IL WEBINAR

08 Aprile 2020

Al via il 16 e 17 aprile i corsi dell’Hub “Veneto delle Dolomiti”

  Prenderà il via il 16 e 17 aprile l’attività didattica dell’Hub Veneto delle Dolomiti Luiss Business School: coerentemente con i recenti Decreti, i primi corsi si terranno in modalità integralmente digitale, grazie alla piattaforma Cisco Webex già utilizzata con grande successo da Luiss sin dall’inizio del lockdown. I primi due corsi a partire saranno gli Executive Programme in Gestione delle Risorse Umane e Organizzazione e in Project Management. "Formare la classe dirigente del futuro è sempre stata la nostra missione e riteniamo che mai come ora la formazione svolga un ruolo fondamentale per capire come ridisegnare il futuro", ha detto Paolo Boccardelli, Direttore della Luiss Business School. "Le imprese di Belluno, nonostante il momento difficile, stanno mostrando una grande resilienza e non si stanno tirando indietro di fronte alle sfide: ci attende un mercato del lavoro profondamente diverso e vogliamo dare ai nostri iscritti tutti i migliori strumenti per affrontarlo". "A fine gennaio abbiamo inaugurato l’Hub delle Dolomiti con grande orgoglio e oggi – con altrettanto orgoglio – vogliamo iniziare questo percorso di crescita per le imprese e per il territorio. Questo virus è terribile, ma non ci piega. Noi andiamo avanti", afferma, dal canto suo, la presidente di Confindustria Belluno Dolomiti Lorraine Berton. "In attesa di occupare le aule e gli spazi del bellissimo palazzo Bembo e restituire alla città di Belluno un luogo vivo e dinamico, avviamo due percorsi virtuali, secondo gli standard tecnologici più elevati. Le nostre aziende – le stesse che hanno aderito con convinzione alla Luiss Business School – vogliono formarsi e crescere, superando questa emergenza sanitaria ed economica nel migliore dei modi". "L’alta formazione, in questo momento storico, non solo aumenta le competenze, ma offre nuovi strumenti per affrontare il periodo cui andiamo incontro. Sarà una fase complicata, drammatica, inedita e la conoscenza è la base per guardare in faccia i cambiamenti, anche quelli più repentini. La sfida formativa, oggi più che mai, è epocale", sottolinea Berton. Ai due corsi in partenza si sono iscritti rispettivamente 15 e 20 partecipanti, in rappresentanza di complessivamente 10 imprese del territorio. I programmi formativi si terranno in digitale nei weekend e, in base alla formula adottata, potranno avere dei momenti di networking in presenza una volta che le disposizioni governative lo consentiranno. La piattaforma Cisco Webex utilizzata da Luiss ha visto a oggi coinvolti circa 7.500 studenti e 550 docenti in quasi 6.000 lezioni, con 45 milioni di collegamenti. Il programma in Project Management è strutturato in conformità agli standard del PMI – Project Management Institute (Guida al PMBOK® sesta edizione): fornisce le competenze necessarie a pianificare, monitorare e controllare un progetto sotto i profili tecnici ed economici seguendo gli standard PM riconosciuti a livello nazionale e internazionale. Il programma inoltre prepara alla certificazione PMI-PMP® – Project Management Professional del PMI e fornisce le Contact Hours necessarie (crediti formativi) a consentire l’accesso all’esame di certificazione. A partire dal 16 aprile, si terranno 19 incontri per un totale di 114 ore. Il corso in Gestione delle Risorse Umane e Organizzazione ha l’obiettivo di favorire l’acquisizione di metodi e strumenti per intervenire in modo innovativo ed efficace nella gestione consapevole e integrata delle persone nelle organizzazioni. Il programma permetterà al partecipante di migliorare le sue capacità di acquisire i principali modelli, metodi, strumenti di gestione delle Risorse Umane; acquisire le competenze di analisi e progettazione organizzativa, con un orientamento specifico alla gestione del cambiamento e dell’innovazione organizzativa; acquisire gli strumenti concettuali e operativi per valutare l’adeguatezza del modello organizzativo in essere, individuare soluzioni alternative (sviluppo o cambiamento del modello organizzativo), e valutare il costo/opportunità associato al cambiamento della struttura; confrontarsi con tematiche e sfide di grande attualità nei contesti organizzativi, legate all’evoluzione della tecnologia e alla trasformazione digitale. A partire dal 17 aprile, si terranno 13 incontri a weekend alterni. L’attività didattica proseguirà a maggio con l’avvio degli Executive Programme in Amministrazione, Finanza e Controllo e Marketing Management (MaMa), con le specializzazioni in Marketing & Sales (MaSa) e Marketing & Social Media (MaSMe).  08/04/2020 

06 Aprile 2020

Perché le catene produttive torneranno in patria

Commento di Paolo Boccardelli, Direttore Luiss Business School, pubblicato su Affari & Finanza, il 6 aprile 2020  Il coronavirus potrebbe costare all'economia globale ben più dei 2,7 trilioni di dollari inizialmente stimati. Nel nostro Paese, per fare un esempio, le vendite di automobili sono precipitate a marzo dell’85%, mentre per gli Stati Uniti il più recente report di Goldman Sachs stima una contrazione del PIL del 34% nel secondo trimestre. Quello a cui stiamo assistendo viene definito in letteratura un “Cigno Nero” o “Environmental Jolt”, una discontinuità in natura, un evento non facilmente prevedibile il cui comportamento e i cui effetti non sono stimabili ex ante, ma osservabili solo ex post. L’emergenza Covid-19 è una crisi globale, trasversale e che produce uno shock sia sul lato della domanda che su quello dell’offerta: sebbene sia ancora presto per qualificarne in modo netto gli impatti, il dibattito sulla loro durata e profondità è molto acceso. Gli effetti del coronavirus sull'economia globale Il primo e forse più evidente effetto è il possibile cambiamento della globalizzazione. In questi anni abbiamo assistito alla delocalizzazione di numerose attività produttive in aree a elevata concentrazione industriale, spesso in Paesi emergenti, a basso costo e alta specializzazione, in grado di garantire significativi livelli di investimenti, il raggiungimento di importanti economie di scala e produttività. Questo ha portato alla creazione di piattaforme industriali regionali e allo sviluppo di un’offerta specializzata di servizi che rendono possibile l’integrazione fra queste piattaforme e le catene che arrivano fino ai mercati di sbocco. Questo modello è risultato estremamente vulnerabile all’attuale crisi: secondo l’Institute for Supply Management, il 75% delle aziende ha subito dal coronavirus un impatto estremamente rilevante nella catena di approvvigionamento. La risposta a cui assisteremo sarà inevitabilmente caratterizzata da alcune mosse: reshoring, almeno in parte, di alcune catene produttive, sviluppo di nuovi insediamenti produttivi più vicini ai mercati di utilizzo, nuove alleanze e partnership con operatori locali e in definitiva un ripensamento del modello spinto di globalizzazione a cui abbiamo assistito in questo ultimo decennio. Il reshoring è un tema chiave, al centro delle analisi di aziende e decisori: secondo un recente rapporto di Bank of America, l'80% delle multinazionali ha studiato un piano di rimpatrio di parte della produzione, mentre più di un governo valuta favorevolmente sconti, fiscali e contributivi, e taglio del costo del lavoro per le imprese che effettuino “back-reshoring”. I settori potenzialmente interessati sono l’hi-tech, l’automotive, il tessile, il farmaceutico e l’arredo: è chiaro che sono processi lunghi e complessi, ma probabilmente inevitabili. Vale tuttavia la pena sottolineare che il reshoring non si attua esclusivamente con agevolazioni, ma approntando un ecosistema industriale e manifatturiero che possa competere con le altre aree del mondo. E questo in Italia implica fare delle scelte rilevanti per adeguare le infrastrutture (logistiche, energetiche e digitali) ai benchmark più elevati. Accelerare la trasformazione digitale: banda ultra-larga, 5G, formazione Un altro fenomeno rilevante è l’accelerazione dei processi di trasformazione digitale e culturale in tutti i campi, dalla formazione alla cultura allo shopping: questo esperimento sociale “forzato” è una via senza ritorno, perché anche quando si ritornerà alla vita normale difficilmente si vorrà rinunciare ai benefici del digitale. Passeremo dalla società post-industriale, a quella digitale e infine alla data-driven society senza avere tutto il tempo che avremmo voluto concedere alle persone e ai lavoratori per abituarsi alla società dei big data e dell’intelligenza artificiale. Un’esperienza che, per forza di cose, richiederà di accelerare ulteriormente sullo sviluppo delle infrastrutture digitali (banda ultra-larga e 5G) e sul supporto alla formazione del capitale umano. La velocità di trasformazione genererà complessità enormi anche alle autorità di regolamentazione, le quali rischiano di non riuscire a comprendere in tempi adeguati la nuova realtà e a risolvere temi chiave quali diritto alla privacy, protezione dei dati, cybersecurity e proprietà intellettuale nell’economia digitale. Si dovrà per forza di cose saltare nel buio e piano piano illuminare lo spazio digitale aperto dalla nuova economia post Covid-19. Ma gli effetti possono andare anche oltre e muoversi in territori più ampi. Certamente cambierà la visione del Servizio Sanitario Nazionale, di quanto sia di valore un sistema universale come il nostro, che garantisce il diritto alla salute a tutti i cittadini, e di quanto sia necessario investire, sostenibilmente, in questo settore per mantenere il sistema di welfare alla base della nostra società. Coronavirus: il ruolo dell'Unione Europea Questa emergenza, infine, non potrà che arricchire, usando un eufemismo, il dibattito tra sostenitori dell’Unione Europea e sovranisti. Un dibattito che dovrà interpretare alla luce degli eventi il ruolo che può giocare per la stabilità e lo sviluppo della area Europea una politica di maggiore integrazione e di risposta coordinata sia dal punto di vista sanitario sia da quello economico. A oggi l’unico vero segnale rimasto dell’esistenza della UE è la moneta unica: senza un passo avanti verso gli Stati Uniti d’Europa, gli effetti le conseguenze a lungo termine del cigno nero potrebbero essere ancora più profonde. 06/04/2020

02 Aprile 2020

Luiss Business School Webinar Series con Maximo Ibarra, CEO Sky Italia

Come il digitale ha rivoluzionato le strategie di marketing e il rapporto con i clienti: abbracciare la logica digitale impone alle aziende di ripensare i propri processi e metodi di lavoro, in una prospettiva in cui il volano della trasformazione è rappresentato dall’evoluzione del rapporto con i propri clienti. Di quali strategie e strumenti dovranno dotarsi aziende e professionisti?  RIVEDI IL WEBINAR   L’8 aprile 2020 alle 18.30 con Maximo Ibarra, CEO Sky Italia, si terrà un nuovo appuntamento della serie di webinar targata Luiss Business School. Un momento di dibattito virtuale in cui poter approfondire la rivoluzione dei modelli di comunicazione determinata dalle nuove tecnologie. Insieme a Maximo Ibarra discuteremo di quali strategie e strumenti dovranno dotarsi aziende e professionisti per rispondere velocemente al cambiamento in atto. Abbracciare la logica digitale impone alle aziende di ripensare i propri processi e metodi di lavoro, in una prospettiva in cui il volano della trasformazione è rappresentato dall’evoluzione del rapporto con i propri clienti. Il Q&A che seguirà il Virtual Panel sarà anche l’occasione in cui partecipanti e relatori potranno interagire attivamente sulle tematiche discusse e sulle possibilità di sviluppare competenze attuali grazie agli Executive Programme in Marketing & Sales, anche nella loro innovativa formula Flex. Attraverso una modalità di erogazione digitale che prevede il 90% delle lezioni in distance learning e attività di networking in presenza, i Flex Executive Programme rappresentano un’opportunità formativa di eccellenza e allo stesso tempo flessibile e adattabile sia alle esigenze personali che agli impegni professionali. Per partecipare al Webinar è necessaria la registrazione. REGISTRATI 02/04/2020

01 Aprile 2020

CDP, Luiss Business School, Talent Garden e P4I: #ITALIASMART – Virtual Panel su innovazione e smart working

CDP, Luiss Business School, Talent Garden e P4I: il 1° aprile alle 15 #ITALIASMART – Virtual Panel su innovazione e smart working RIVEDI IL WEBINAR    Si terrà oggi 1° aprile alle ore 15:00 #ItaliaSmart, il virtual panel organizzato da Cassa Depositi e Prestiti in collaborazione con Luiss Business School, Talent Garden e P4I - Partners4Innovation per approfondire il tema dell’innovazione e dello smart working a cui parteciperà il Ministro per l'Innovazione tecnologica e la Digitalizzazione Paola Pisano. L’emergenza Covid-19 impone infatti a tutte le organizzazioni di ridefinire i propri processi in una logica digitale, a partire dalla sperimentazione dello smart-working. Durante il virtual panel si analizzeranno quindi le opportunità connesse allo sviluppo delle nuove tecnologie, delineando trend e best practice per le competenze e il lavoro del futuro. Interverranno tra gli altri Maurizio Di Fonzo, Chief People and Organization Officer Cassa Depositi e Prestiti, Paolo Boccardelli, Direttore Luiss Business School, Mariano Corso, Direttore Scientifico P4I - Partners4Innovation, Davide Dattoli, CEO e Co-Founder Talent Garden, Monica Parrella, Direttrice generale del Personale Ministero dell’Economia e delle Finanze. Il virtual panel, a cui parteciperanno i manager di tutte le società partecipate da Cassa Depositi e Prestiti, vuole essere anche un momento di riflessione per tutte le aziende italiane in un momento di profonda trasformazione. E proprio nell’ottica di formare la classe dirigente del Paese per un futuro che si preannuncia molto diverso da come lo si prospettava, Luiss Business School ha messo gratuitamente a disposizione di CDP e delle sue partecipate una serie di strumenti di formazione digitale. 01/04/2020

28 Marzo 2020

Luiss Business School Webinar Series con Stefano Donnarumma, CEO Acea

Un confronto per approfondire la gestione delle crisi nelle organizzazioni complesse, un tema sempre più rilevante alla luce delle sfide presenti e future che stanno emergendo durante l’emergenza coronavirus. Insieme a Stefano Donnarumma analizzeremo come ripensare l’organizzazione del lavoro, la gestione dei processi, il ruolo delle nuove tecnologie e le nuove competenze necessarie. RIVEDI IL WEBINAR   Il 3 aprile 2020 alle 18.30 con Stefano Donnarumma, CEO Acea, si terrà un nuovo appuntamento della serie di webinar targata Luiss Business School. Un confronto per approfondire la gestione delle crisi nelle organizzazioni complesse, un tema sempre più rilevante alla luce delle sfide presenti e future che stanno emergendo durante l’emergenza coronavirus. Insieme a Stefano Donnarumma analizzeremo come ripensare l’organizzazione del lavoro, la gestione dei processi, il ruolo delle nuove tecnologie e le nuove competenze necessarie. La formula in live streaming permetterà di reinventare gli incontri di formazione dedicati a professionisti e imprese e di scoprire in una modalità nuova e interattiva gli Executive Programme in Sviluppo Manageriale e Project Management: sarà infatti possibile partecipare al Q&A che seguirà il Webinar per approfondire le tematiche emerse e tutte le opportunità dei programmi. Per partecipare al Webinar è necessaria la registrazione. RIVEDI IL WEBINAR 28/03/2020

27 Marzo 2020

Alleggerire pressione su linee mobili, privilegiare comunicazioni su rete fissa

Il Presidente dell’AGCOM Angelo Cardani intervistato da DigitEconomy.24, il report di Radiocor e Luiss Business School, ricorda l’importanza di una rete in fibra performante per “un Paese che intenda assicurare al proprio tessuto produttivo e alla propria popolazione connessioni adeguate, non solo rispetto alle difficili sfide presenti, ma anche e soprattutto, rispetto a quelle future. Prima si riesce a realizzare meglio è”.   Un invito ai consumatori italiani a privilegiare, ove possibile, l’uso delle linee telefoniche fisse «in modo da alleggerire la pressione sulla rete mobile». E un’esortazione agli operatori di tlc perché continuino a fare la loro parte e considerino le esigenze degli utenti in questo momento particolare. A parlare è Angelo Marcello Cardani, presidente dell’Agcom, nel corso di un’intervista a DigitEconomy.24, report di Radiocor e Luiss Business School. Dal monitoraggio effettuato da alcuni operatori, spiega Cardani, «risulta che se da un lato la rete dati, seppur molto sollecitata, sostiene adeguatamente il consistente aumento dei volumi, qualche problema dovuto ad un anomalo incremento del traffico è invece stato riscontrato sulle linee mobili». Facendo un quadro complessivo della situazione, il presidente dell’Autorità ricorda poi l'importanza fondamentale di una rete in fibra performante per il Paese e sottolinea come «tutti gli operatori che svolgono servizi essenziali debbano impegnarsi affinché i cittadini non vengano abbandonati, specialmente se soli, dentro le proprie case». Cardani ha poi ricordato come «una rete performante sia imprescindibile in un Paese che intenda assicurare al proprio tessuto produttivo e alla propria popolazione connessioni adeguate, non solo rispetto alle difficili sfide presenti, ma anche e soprattutto, rispetto a quelle future. Prima si riesce a realizzare meglio è». Aggiungendo che «le iniziative adottate a livello wholesale per incrementare le prestazioni dell’infrastruttura sono certamente utili. Ma si può e, probabilmente, si deve fare di più. La collaborazione pubblico/privato può portare a un miglioramento delle prestazioni delle connessioni e a una maggiore accessibilità alle offerte sottoscrivibili. Andrebbero poi valutate soluzioni che assicurino qualche forma di incentivo alle famiglie degli alunni per poter usufruire di connessioni domestiche adeguate ai fini della partecipazione alla didattica a distanza». Sul fronte di un allargamento delle maglie regolatorie e antritrust, il presidente dell’Agcom ha segnalato che «ogni periodo di emergenza determina un allentamento, maggiore o minore, dei vincoli normativi abituali: dobbiamo assicurare che quanto fatto in un frangente eccezionale non limiti eccessivamente e soprattutto in modo irreversibile altre libertà fondamentali, come quella riferita all’iniziativa economica, tutelata dai principi concorrenziali, che non deve essere compressa in modo eccessivo in questo momento e non deve essere penalizzata in modo definitivo nel lungo periodo». SFOGLIA IL REPORT COMPLETO E LEGGI L'INTERVISTA  27/03/2020

27 Marzo 2020

Al via gli incontri on line con i protagonisti dell'economia della Luiss Business School

L'avvio con Marco Patuano, senior advisor di  Nomura Dopo aver avviato sin dal primo giorno la didattica sincrona digitale,  grazie alla piattaforma Webex di Cisco, Luiss Business School lancia oggi  i Webinar Series, un ciclo di incontri online con i protagonisti dell'economia, della finanza e del lavoro per approfondire gli impatti di lungo periodo che l'emergenza Covid-19 avrà sulle imprese e la loro gestione da un lato e sulla vita dei singoli dall'altro. Primo ospite degli incontri  ospitati su una piattaforma accessibile dal sito businessschool.luiss.it è stato Marco Patuano, senior advisor di Nomura, già amministratore delegato di Tim e della holding Edizione, che discuterà fra le altre cose di investimenti, sia dal punto di vista delle aziende che di gestione del portafoglio personale in un momento in cui la volatilità sui mercati è particolarmente alta. La formula live streaming permette di reinventare gli incontri di formazione dedicati a professionisti e imprese, facilitando la comprensione e l'interpretazione di uno scenario nuovo e in costante cambiamento, grazie a un linguaggio accessibile e all'interazione diretta con gli ospiti. Il secondo appuntamento sarà invece il 3 aprile, sempre alle 18.30, con Stefano Donnarumma, amministratore delegato di Acea, mentre l'8 aprile sarà protagonista Maximo Ibarra, alla guida di Sky Italia, e dopo Pasqua, il 22, Luigi de Vecchi, al vertice di Citi in Europa. A inizio aprile, Luiss Business School lancerà inoltre Flex, un nuovo programma flessibile e adattabile sia alle esigenze personali che agli impegni professionali, attraverso una modalità di erogazione digitale, che prevede il 90% delle lezioni in distance learning e attività di networking in presenza, una volta terminato il lockdown. Il programma prevederà sia lezioni in modalità sincrona che videopillole per una più completa fruizione ed esperienza. Da sempre il digitale è nel DNA della Business School: prima ancora dell’emergenza sanitaria, la scuola aveva messo a disposizione degli studenti una piattaforma di microlearning, che nelle ultime settimane si è consolidata con la didattica sincrona in diretta. A oggi, a circa 1.250 studenti della Business School (7.000 a livello di tutta Luiss) sono state erogate complessivamente oltre 4 milioni di ore di lezioni in diretta su Webex, raggiungendo così i principali Paesi di provenienza degli studenti, fra cui Cina, Spagna, Germania e Stati Uniti. Alla didattica digitale si è convertita settimana scorsa anche la recentemente acquisita Amsterdam Fashion Acadamy in Olanda, dove le restrizioni sono state adottate più tardi che in Italia. SFOGLIA IL REPORT COMPLETO E LEGGI L'INTERVISTA 27/03/2020 

27 Marzo 2020

Ora il governo rottami l'adsl: intervista a Renato Soru, AD e fondatore Tiscali

«Traffico fino a +200%, ora il governo rottami l'adsl»: l'intervista all'ad e fondatore di Tiscali, Renato Soru per DigitEconomy.24, il report Luiss Business School e Il Sole 24 ore Traffico in aumento, reti sotto stress, investimenti richiesti alle telecom. Di fronte agli effetti dell'emergenza coronavirus per il settore delle tlc, Renato Soru, presidente e amministratore delegato di Tiscali, tornato da vari mesi alla guida dell'azienda da lui fondata, chiede al governo di dare sostegno alla domanda affinché «si riconoscano alle tlc i prezzi giusti per i servizi che offrono» visto che oggi gli operatori italiani hanno le tariffe più basse d'Europa. In passato, ricorda Soru in un'intervista a DigitEconomy.24 (report di Radiocor e Luiss Business School), ci sono stati incentivi per i decoder tv oppure per la rottamazione delle auto. Ora è il momento di «rottamare le vecchie tecnologie», tipo l'adsl.   Intanto, nei giorni dell'emergenza, il gruppo ha registrato aumenti del traffico in media del 50% con picchi fino a +200 per cento. Presidente Soru, che iniziative avete intrapreso per contrastare l'emergenza Covid-19? Siamo stati abbastanza tempestivi, abbiamo in ufficio solo il 5% della nostra forza lavoro, a presidio del Noc, il Network operations center, ovvero il centro di controllo della rete, il resto è in smart working. Siamo riusciti a far lavorare da casa anche il nostro call center.  Che numeri avete raggiunto di aumento di traffico? Registriamo aumenti del traffico del 50%, con picchi fino al 200 per cento. Siamo stati messi a durissima prova, ma abbiamo risolto le difficoltà installando nuovi apparati, facendo altri investimenti in hardware. C'è un traffico abnorme che porterà tutti operatori a dover realizzare investimenti. È salito in maniera esponenziale anche il numero di speed test, i test di velocità di connessione, se ne contano fino a 200mila in un giorno per una sola azienda, si consiglia di usarli in maniera meno compulsiva visto che consumano banda preziosa. In ogni caso l'importanza cruciale e il valore dei servizi offerti dalle tlc è sotto gli occhi di tutti e tutti stanno toccando con mano l'importanza enorme della rete. Gli operatori di tlc riusciranno ad affrontare gli investimenti necessari? Bisogna considerare che la domanda è molto forte, e ci troviamo in un contesto molto competitivo. Stiamo compiendo tutti un salto in avanti di tanti anni, facendo corsi accelerati di video conferenze, ci stiamo attrezzando sullo smart working, stiamo portando a casa l'utilizzo in remoto di piattaforme digitali complesse. Potremmo utilizzare la situazione disastrosa che stiamo vivendo per accelerare la trasformazione digitale. Tuttavia bisogna considerare che, per realizzare questi obiettivi, si chiede agli operatori, che già hanno speso 6,5 miliardi di euro per le frequenze 5G, di investire di più. Con l'attuale livello di prezzi sul mercato, gli investimenti non sono sostenibili, bisogna aiutare i consumatori a pagare il giusto prezzo per servizi in fibra: se dobbiamo portare il lavoro a casa non può bastare l'adsl. SFOGLIA IL REPORT COMPLETO E LEGGI L'INTERVISTA 26/03/2020 

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