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28 Febbraio 2020

5G e sicurezza nazionale: l'intervista a Gennaro Vecchione, direttore generale del Dis per DigitEconomy.24

Il concetto di sicurezza nazionale, anche in ambito telco, non va dilatato all’estremo: vale per gli asset strategici, per il resto ci sono le regole del libero mercato.  È la posizione di Gennaro Vecchione, direttore generale del Dis, il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, nell’intervista a DigitEconomy.24, il report Luiss Business School e Il Sole 24 Ore, una delle prime da lui rilasciate. di Ivan Dompé, Adjunct Professor Luiss Business School «L’architettura della rete 5G è complessa e per ciò stesso presenta rischi per la sicurezza» e quindi «la principale preoccupazione è quella di coniugare la capacità di cogliere appieno tutte le opportunità che il 5G offre con l’abilità nel mitigare al massimo i fattori di rischio, agendo in ottica preventiva».  In generale in ambito telco, tra rete fissa e data center dove gli apparati cinesi sono presenti, Vecchione avverte che «non si può dilatare sino all’estremo il concetto di “sicurezza nazionale”, a meno che non si ritenga di abbandonare il modello di economia aperta» e «quindi, il criterio in base al quale la protezione dei superiori interessi del Paese deve prevalere sulle regole del libero mercato è quello della rilevanza strategica dei settori e degli asset. Negli altri casi, non si interferisce nelle dinamiche della concorrenza». Riguardo alla proprietà delle telco che per Gennaro Vecchione, direttore generale del Dis in molti casi hanno azionisti di riferimento stranieri, Vecchione ricorda che c’è sempre la possibilità di applicare il Golden power, ma ribadisce: «deve trattarsi di asset strategici per la sicurezza nazionale. Altrimenti, non possono essere messe in discussione né la necessità di attrarre investi-menti esteri né la contendibilità delle aziende». Il 5G costituirà il futuro delle tlc, ma abiliterà anche servizi cruciali come le smart cities o la telemedicina: la sicurezza di queste reti è quindi fondamentale. Qual è l'approccio del DIS? Buona parte della risposta sta già nella Sua domanda. Il 5G è una tecnologia abilitante. È  un acceleratore della trasformazione digitale, offre opportunità di innovazione imperdibili. Ma, allo stesso tempo, costituisce un cambio di paradigma: non sono più i servizi ad adattarsi alla rete, è la rete che si adatta ai servizi, quindi chi la controlla si ritrova ad avere in mano leve importanti dello sviluppo economico. Non solo. L’architettura della rete 5G è complessa e per ciò stesso presenta rischi per la sicurezza. Al contempo, nella filiera del 5G si intrecciano, al livello globale, numerosi attori, in forte competizione fra loro, intenti a guadagnare posizioni di supremazia tecnologica. Il nostro approccio prende le mosse da queste consapevolezze. La principale preoccupazione è quella di coniugare la capacità di cogliere appieno tutte le opportunità che il 5G offre con l’abilità nel mitigare al massimo i fattori di rischio, agendo in ottica preventiva. Con il 5G e l'IoT, il perimetro dei potenziali cyber attacchi crescerà esponenzialmente. Come tutelarsi? Certo, è come se in una casa aumentassero le finestre e le porte ed allo stesso tempo diminuisse la superficie dei muri. È  evidente che quella casa sarà molto vulnerabile, specie se, fuor di metafora, i produttori e i fornitori dei diversi dispositivi e servizi tendono a privilegiare l’abbattimento dei costi rispetto alle funzionalità di sicurezza. Ci si tutela mettendo il giusto accento sulle misure di sicurezza cibernetica e sul controllo degli approvvigionamenti. Con “giusto accento” intendo dire che guardiamo non alla totalità delle infrastrutture tecnologiche, ma solo a quelle dalla cui permeabilità può derivare un pregiudizio per la nostra sicurezza. La nostra preoccupazione riguarda le componenti più sensibili degli asset digitali critici, il cui malfunzionamento può danneggiare gravemente i nostri interessi nazionali. L’iniziativa legislativa del Perimetro di sicurezza nazionale cibernetica nasce proprio dall'esigenza di tutelare quegli asset. Dati, intelligenza artificiale, profilazione da una parte, privacy e sicurezza dall'altra: quale equilibrio? Rispondo relativamente alla sfera di responsabilità che mi compete. Nel nostro ordinamento vige un articolato sistema di garanzie che assicura il giusto bilanciamento tra le istanze di protezione dei dati personali e le esigenze operative degli Organismi informativi. Noi possiamo raccogliere e trattare notizie e informazioni esclusivamente per il perseguimento degli scopi istituzionali dell’Intelligence, secondo criteri sottoposti al controllo parlamentare. A completare la cornice delle garanzie, oltre ad una disciplina ad hoc armonizzata con quella comunitaria, vi è anche una nostra collaborazione strutturata con il Garante della Privacy, estesa pure alla cooperazione nel campo della sicurezza informatica. La sicurezza nazionale viene prima di ogni altra cosa: i produttori cinesi tuttavia investono e creano posti di lavoro in Italia. Il Copasir ha di recente invitato ad alzare la guardia: quale l'approccio corretto di lungo termine? Dipende, bisogna distinguere fra tre aspetti, che comunque sono collegati fra loro, anche sul piano normativo. Per quel che riguarda il procurement, l’approccio corretto è quello che ha ispirato il Governo nel promuovere l’iniziativa del Perimetro, di cui Le parlavo prima. È una soluzione legislativa che non lascia margini all’arbitrarietà, non ci saranno né aperture a priori né chiusure pregiudiziali, verso nessuno. Verranno sottoposti a scrutinio tecnologico i dispositivi identificati come particolarmente sensibili da un’analisi del rischio effettuata dal competente Centro di valutazione. Per quanto concerne gli investimenti esteri, l’impianto legislativo nazionale è coerente con la normativa europea. Nel marzo del 2019 è stato introdotto un Regolamento che prevede un significativo ampliamento dei settori rispetto ai quali gli Stati membri possono scrutinare operazioni di investimento da parte di soggetti extraeuropei, tra cui l’alta tecnologia. Con le iniziative legislative nazionali abbiamo saputo anticipare l’implementazione di quelle norme europee. Per quel che attiene, infine, al 5G, la principale novità apportata lo scorso anno alla normativa sull’esercizio dei poteri speciali, il cosiddetto Golden Power, ha inteso ricomprendere proprio il 5G tra le attività di rilevanza strategica per il sistema di difesa e sicurezza nazionale. Anche in questo caso, ci siamo trovati avanti in Europa, tanto da sedere nel gruppo di testa dell’assessment comunitario sulle reti 5G che ha originato il toolbox pubblicato a gennaio. Naturalmente, le norme sull’estensione dei poteri speciali al 5G sono raccordate con quelle del Perimetro, così che possiamo fare affidamento su un quadro legislativo coerente ed organico. Sicurezza delle reti non è solo 5G, ma anche rete fissa e data center, dove gli apparati cinesi sono presenti a tutti i livelli. La "vigilanza" su questi elementi è oggi meno importante? La legge attribuisce all’Intelligence il compito di difendere i nostri interessi politici, militari, economici, scientifici ed industriali. Come vede, è un novero molto ampio, nel cui ambito è fondamentale distinguere fra gli interessi vitali, che se venissero compromessi metterebbero a repentaglio il Paese, e tutti gli altri. Non si può dilatare sino all’estremo il concetto di “sicurezza nazionale”, a meno che non si ritenga di abbandonare il modello di economia aperta, che invece deve continuare a caratterizzarci al pari delle altre democrazie occidentali, per abbracciare formule dirigistiche o protezionistiche che non ci appartengono. Quindi, il criterio in base al quale la protezione dei superiori interessi del Paese deve prevalere sulle regole del libero mercato è quello della rilevanza strategica dei settori e degli asset. Negli altri casi, non si interferisce nelle dinamiche della concorrenza. Gli assetti proprietari delle telco nel nostro Paese vedono azionisti di riferimento cinesi, inglesi, francesi: può essere un problema nel lungo periodo? Il punto importante è che, qualora lo divenisse, saremmo in grado di intervenire alla luce della normativa vigente. Quanto alle telco, la disciplina sul Golden Power può applicarsi o alle reti attraverso le quali transitano dati e informazioni sensibili; oppure agli operatori, a fronte di operazioni di acquisto di partecipazioni societarie, fusioni, scissioni, trasferimento di controllate. In entrambi i casi, a seguito della notifica che la legge impone, il Governo valuta l’esercizio dei poteri speciali, attenendosi ai criteri stabiliti. Ma, ripeto, deve trattarsi di asset strategici per la sicurezza nazionale. Altrimenti, non possono essere messe in discussione né la necessità di attrarre investimenti esteri né la contendibilità delle aziende. Sfoglia il report completo   28/02/2019 

24 Febbraio 2020

Informativa nuovo Coronavirus (Covid-19) a studenti, famiglie, faculty e staff

Dal 24 febbraio al 1 marzo, sospensione delle attività presso il Milano Luiss Hub e l'Hub Veneto delle Dolomiti. Le attività della Luiss Business School a Villa Blanc proseguono regolarmente. Luiss continua a monitorare con attenzione l'evoluzione del nuovo Coronavirus (Covid-19). In particolare, in conformità alle prescrizioni delle Autorità competenti, le attività dell'Università su Roma proseguono regolarmente. Sulla base dei provvedimenti emanati dalla Conferenza dei Rettori delle Università Lombarde il 22 febbraio, presso il Milano Luiss Hub e l'Hub Veneto delle Dolomiti saranno sospese le attività didattiche, le conferenze e gli eventi previsti a partire da lunedì 24 febbraio e fino a domenica 1 marzo. Si tratta di misure cautelative a tutela della salute pubblica e del funzionamento delle attività istituzionali di tutti gli atenei della Lombardia e del Veneto, data la mobilità degli studenti. Tutti coloro che fossero stati, in Italia o all’estero, in zone a rischio o avessero avuto contatti con persone residenti in quelle aree, sono invitati a seguire le indicazioni del Ministero della Salute. Comunicato della Conferenza dei Rettori delle Università Lombarde L’evoluzione della situazione relativa alla diffusione del Coronavirus impone l'adozione di misure cautelative a tutela della salute pubblica e del sereno funzionamento delle attività istituzionali di tutti gli atenei della Lombardia, stante la naturale e massiccia mobilità degli studenti, lombardi e non, all'interno del territorio regionale. Nei giorni da lunedì 24 febbraio a sabato 29 febbraio, saranno sospese le attività didattiche (lezioni, esami e lauree). Riteniamo che, in assenza di diverse indicazioni da parte delle Autorità, tutte le attività potranno riprendere lunedì 2 marzo. Sedute di laurea ed esami saranno rinviati secondo calendari che verranno predisposti dalle singole sedi. La nostra azione avviene e proseguirà in stretto contatto con le Autorità civili e sanitarie. Informeremo studenti, personale e cittadinanza con tempestività riguardo ad ogni aggiornamento utile. Che cos’è il Nuovo Coronavirus? I Coronavirus sono una vasta famiglia di virus noti per causare malattie che vanno dal comune raffreddore a malattie respiratorie più gravi. Questo Coronavirus, denominato Coronavirus 2019-nCoV ha avuto origine in Cina. Quali sono i sintomi? I sintomi comuni sono: febbre tosse respiro affannato difficoltà respiratorie Chiunque sia entrato in contatto con casi confermati di coronavirus deve rimanere in quarantena nella propria abitazione per i 14 giorni successivi all’esposizione. Se non ti senti bene mentre ti trovi in Luiss (nel campus, in biblioteca, in una residenza o in uno spazio di coworking) evita di allarmarti e informa immediatamente le persone dello staff Luiss con cui di solito interagisci se non ti è possibile avvisarle, puoi contattare il numero 06 85225999 cerca di stare in spazi il più possibile isolati (se è fattibile) e aspetta l’assistenza medica Se stai bene ricordati sempre le norme di igiene personale lavati spesso le mani con prodotti a base d’alcool almeno al 60% e acqua, o idonei disinfettanti. Abbiamo collocato dispenser e gel sanitari in tutto il campus e nelle residenze se tossisci o starnutisci, copri il naso e la bocca con un fazzoletto, buttalo subito dopo e lavati le mani evita il contatto con persone con influenza o tosse e segnala subito i luoghi in cui è avvenuto il contatto indossa una mascherina se hai sintomi respiratori quali tosse o naso che cola segui queste indicazioni - bevi molto per restare idratato - riduci il consumo di sigarette - evita assolutamente di usare posate e tazze in condivisione con altri - in caso di utilizzo di fazzolettini di carta, gettali immediatamente Distributori di gel per la disinfezione delle mani Distributori automatici di gel per la disinfezione delle mani sono disponibili in tutte le aree comuni del campus. Per pronto riferimento, vi ricordiamo che il numero istituito dal Ministero della Salute è il 1500. Maggiori informazioni L’Ateneo continuerà a fornire ulteriori aggiornamenti sulla situazione. 24/02/2020 

21 Febbraio 2020

 “Leonardo Atlantico” di Corrado Veneziano nella Università Luiss Guido Carli

Da sabato 21 marzo a giovedì 9 aprile 2020, in mostra a Villa Blanc, sede Luiss Business School, le opere pittoriche dell'artista Corrado Veneziano dedicate al "Codice Atlantico" di Leonardo   in partnership con      L'anno leonardiano (inaugurato in Italia e in Francia il 2 maggio 2019) si conclude idealmente ad aprile 2020. E l'Università Luiss Guido Carli lo celebra ospitando a marzo e ad aprile (con il coordinamento del Master of Art, e il sostegno del Progetto Cultura Italiae) le opere pittoriche dell'artista Corrado Veneziano dedicate al "Codice Atlantico" di Leonardo. La mostra, già selezionata e inserita nel programma ufficiale francese (con l’Alto patrocinio del Presidente della Repubblica, e con il sostegno del Museo del Louvre), presentata a Palazzo Chigi dal Presidente del Consiglio e dal Governo italiano, è stata subito dopo esposta nella Chiesa di Saint Florentin ad Amboise, nella Biblioteca Ambrosiana di Milano, nel Museo Nazionale Ridola di Matera, nella Banca d'Italia di Bari, nell'Osservatorio astronomico di Arcetri, nell'Istituto di Cultura di Tunisi. L'appuntamento della Luiss si impegna a ritagliarsi uno spazio ancora più particolare: sia perché le opere sono ora ospitate da una istituzione formativa universitaria (con ciò valorizzando appieno la tensione pedagogica - la trasmissione di conoscenze - tipica del lavoro leonardiano), sia per il diretto coinvolgimento curatoriale di docenti e studenti del Master of Art, protesi ad armonizzare e allestire nel modo più ricco e funzionale le opere, e con esse gli schizzi, i riferimenti, la gestione cromatica e spaziale della Mostra. “Leonardo Atlantico” è composto da trenta opere (tutte a olio, molte di grandi dimensioni) che tengono assieme, sovrapposte, alcune frasi (spesso da destra a sinistra, come nella stimolante abitudine leonardesca) e una serie di immagini che evocano le pagine originali di Leonardo. I disegni riprendono ruote, ali, archi e cannoni di artiglieria; e poi appunti personali, operazioni matematiche e alchemiche. E tutto ciò, nel tappeto bluastro dello sfondo di Corrado Veneziano, si fa oggetto metafisico e costruzione astratta e fascinosa. Tutte le immagini e le parole disegnate, comunque e in ogni caso, testimoniano il continuo lavorìo dell’uomo sulla terra; l’ostinazione e la forza nel cercare e perfezionare; la volontà di superare steccati tra tecnica, scienza e arte; il lucido desiderio – la “libertà” – nel sentirsi ideatori ed esecutori, ingranaggi, motori e arbitri di un ciclo inesauribile che nessuna stasi può rallentare e fermare. Le informazioni, tecniche ed estetiche, delle mostre pregresse sono ricavabili dal Catalogo francese, redatto dai citici d'arte Francesca Barbi Marinetti, Niccolò Lucarelli, Raffaella Salato. Corrado Veneziano, laureato in Lettere, specializzato in Filosofia, con Studi dottorali in Arte, si è avvicinato all'arte figurativa studiando alla Scuola del Piccolo Teatro di Milano e lavorando, come regista, più volte con la Biennale di Venezia e con la Rai. Da un punto di vista artistico, ha esposto per la prima volta solo nel 2013, sotto la spinta e la redazione critica di Achille Bonito Oliva e di Marc Augé. Ha poi presentato le sue opere con la cura di Derrick de Kerckhove nel 2014 a Bruxelles, su invito dell’Ambasciata e dell’Istituto di Cultura italiana. Nel 2015 la Rai gli ha commissionato il Logo del 67mo Prix Italia e, (tra l’altro) subito dopo ha esposto a Parigi, nell’Espace en Cours diretto da Julie Heintz. Nel 2016 è nella Galleria Comunale di San Pietroburgo Nevskij 8. Nel 2017, è invitato ufficialmente dal Governo cinese nella Galleria nazionale di arte moderna e contemporanea di Lanzhou con una mostra a cura di Wu Weidung. “Leonardo Atlantico” è l’unica mostra personale di un autore vivente nel programma francese per le celebrazioni del 500mo anniversario della morte di Leonardo da Vinci. 18/02/2020

13 Febbraio 2020

Sky Italia debutterà nella banda ultra-larga “entro il primo semestre 2020”: l'annuncio dell’AD Maximo Ibarra su DigitEconomy24 Luiss Business School Il Sole 24 Ore

L’annuncio che Sky Italia debutterà nella banda ultra-larga “entro il primo semestre 2020” da parte dell’AD Maximo Ibarra, la ricerca “Roma 5G: veloce, sicura, pulita” di Luiss Business School e Unindustria, l’alleanza per il 5G tra Luiss Business School e Ptsclas, l’intervento di Elisabetta Ripa, AD Open Fiber. Sfoglia il report    Sky Italia debutterà nella banda ultra-larga “entro il primo semestre 2020”: l'annuncio dell’AD Maximo Ibarra su DigitEconomy24, il report Luiss Business School e Il Sole 24 Ore Dopo la sfilza di rumor delle ultime settimane, a confermarlo è l’AD Maximo Ibarra  in un’intervista con DigitEconomy.24.  Una scelta, quella dello sbarco nella banda ultra-larga, che è «la naturale evoluzione del business di un’azienda che ha sempre puntato sulla qualità dei contenuti e sull’innovazione tecnologica». Riguardo al dibattito sull’ipotesi di una rete unica in fibra, Sky Italia si dice neutrale: «Ciò che è importante è che continui lo sviluppo e la diffusione sul territorio dell’ftth, infrastruttura fondamentale per il sistema economico italiano ed europeo». Quali sono le motivazioni della convergenza tra telco e contenuti? «La convergenza tra connettività e fruizione di contenuti video è ormai una realtà nella vita di ogni giorno, non più solo una tendenza del mercato. Ben due terzi del traffico internet è oggi generato dallo streaming di video e sempre più consumatori vedono con favore un’unica offerta che integri tutto quello di cui hanno bisogno per comunicare e intrattenersi. La differenza la farà sempre di più la qualità dei contenuti, le performance effettive che la connessione sono in grado di garantire un’interfaccia utente davvero semplice e intuitiva. Sky, anche grazie alla capacità di SkyQ, punta così ad aggregare offerte diverse, a diventare il luogo dove trovare i contenuti che si desiderano: un vero e proprio hub nelle case e nelle famiglie italiane».  In questo scenario che ruolo ha lo sviluppo di reti e servizi 5G? «Il 5G potrebbe avere un ruolo fondamentale per il sistema Paese, come oggi lo sta avendo la fibra. Dallo sviluppo di queste infrastrutture dipende non solo “l’internet of things” la nascita delle smart cities, ma anche un fattore chiave per lo sviluppo della società dell’informazione. Un’opportunità quindi straordinaria, se pensata al servizio delle persone e delle comunità. Nel caso del 5G, ad esempio, non possiamo trascurare gli importanti temi legati alla sicurezza e alla privacy, che richiedono una riflessione seria anche su come aggiornare le regole a tutela di tutti e su cui chi fa informazione può svolgere un ruolo di fondamentale importanza».  Come si può arginare il fenomeno preoccupante della pirateria? «La pirateria è un fenomeno complesso, che ha radici soprattutto culturali. Per questo, non si può pensare di combatterla da soli, o con un unico strumento. Innanzitutto sono fondamentali le attività di tipo educativo. Far conoscere lo straordinario e complesso lavoro e l’incredibile professionalità che sta dietro alla realizzazione di un prodotto creativo consente di dare il giusto peso agli effetti negativi che derivano dal fenomeno della pirateria, che andrebbero valutati al pari della contraffazione. Ma ci sono segnali molto incoraggianti. La consapevolezza sta crescendo nell’opinione pubblica, le istituzioni hanno compreso la rilevanza degli impatti sull’economia e le forze di polizia, guardia di finanza e polizia postale, stanno raggiungendo importanti risultati sul piano repressivo». Quando prevedete il lancio dell’offerta in fibra? «L’ingresso di Sky nella telefonia fissa e nel broadband avverrà entro i primi sei mesi del 2020. Questa scelta rappresenta la naturale evoluzione del business di un’azienda che ha sempre puntato sulla qualità dei contenuti e sull’innovazione tecnologica fin dalla sua nascita. Grazie all’accordo wholesale siglato con Open Fiber avremo accesso alla migliore rete in fibra disponibile nel nostro Paese. Questo ci permetterà di supportare nel migliore dei modi le esigenze di connessione dei nostri abbonati, abituati da tempo a un uso intensivo della rete per lo streaming di contenuti, la visione on demand e quella di contenuti in 4K. Daremo così un contributo anche alla diffusione della banda larga in questo Paese».  Che cosa ne pensate della possibilità di creare una rete unica in fibra? Come operatore che acquista in wholesale l’accesso alla rete, abbiamo una posizione neutrale riguardo al tema della rete unica. Ciò che è importante è che continui lo sviluppo e la diffusione sul territorio dell’ftth, infrastruttura fondamentale per il sistema economico italiano ed europeo. Non a caso l’Agenda digitale europea, tra gli obiettivi per la crescita e l’occupa-zione in Europa, ha posto l’accesso per tutte le famiglie a connessioni internet di almeno 100 Mbps entro il 2025. Considerato che in Italia, nel 2019, solo un terzo degli accessi raggiungeva una velocità maggiore di 100 Mbps è di fondamentale importanza che il percorso di diffusione della fibra proceda spedito. Dal 5G spinta al PIL di Roma: 30 miliardi in 5 anni. A dirlo è la ricerca "Roma 5G: veloce, sicura, pulita" Trenta miliardi di euro nei prossimi cinque anni: a tanto può ammontare l’aumento del prodotto interno lordo romano grazie all’impiego di tecnologie 5G nel territorio della Capitale. A dirlo è la ricerca intitolata “Roma 5G: veloce, sicura, pulita” realizzata da Luiss Business School e Unindustria sugli effetti dell’avvento della nuova tecnologia. D’altro canto, lo studio evidenzia anche diverse criticità, come quella dei vincoli normativi esistenti, che potrebbero frenare lo sviluppo e tagliare drasticamente le ricadute positive sul PIL. A causa dei ritardi l’impatto positivo potrebbe ridursi di ben 22,3 miliardi. Anche a livello nazionale sono state riscontrate delle criticità come il mancato allineamento della disciplina italiana a quella europea sulle emissioni elettromagnetiche: il limite massimo in Italia è infatti di 6 volt per metro, a fronte di una media europea che è fra i 41 e i 58 v/m e un limite negli Stati Uniti fissato a 61 v/m.  Tra le problematicità che riguardano specificamente il territorio romano si contano la sovrapposizione tra diverse normative e la mancata pre-individuazione dei siti visto che, nel caso della Capitale, i limiti nazionali all’elettromagnetismo si incrociano con vincoli monumentali particolarmente gravosi, determinando "seri rischi di paralisi per l’implementazione di tecnologie 5G". Pesano inoltre la mancata individuazione dei siti sensibili vista l’assenza di una dettagliata lista ad hoc, le carenze nella ricognizione del patrimonio immobiliare del Comune, i deficit nel processo di comunicazione e coordinamento tra gli enti coinvolti, il mancato ricorso al Suap, cioè lo Sportello unico attività produttive. Relativamente a quest’ultimo punto, l’Antitrust ha considerato positive, invece, le esperienze di Comuni che si sono dotati di un Suap, in modo da riunire le amministrazioni interessate nel procedimento e garantire tempi certi. Tra le criticità maggiori di Roma spiccano in particolare il divieto di installare impianti a meno di 100 metri da siti sensibili, il fatto che circa il 50-60% delle infrastrutture esistenti non potrebbe essere aggiornato alle nuove tecnologie, la difficoltà nell’individuazione di nuovi siti o quella legata alla riconfigurazione degli impianti esistenti che mette a serio rischio la possibilità da parte degli operatori di telefonia mobile di realizzare una rete omogenea e pienamente efficace. I benefici del 5G avere sul pil di Roma Il rapporto Gsma 2019 conferma che, a livello europeo, il contributo atteso per il pil dall’impiego nell’economia delle tecnologie 5G è stimato pari al 4,6%, in crescita nei prossimi 5 anni al 4,8 per cento. Secondo Asstel, il contributo al Pil italiano è stimabile in circa 90 miliardi (oltre il 5% del pil). Riportando questi dati sul-la scala del territorio romano e mantenendo come fattore di proporzione l’incidenza del pil romano su quello nazionale (circa il 9%) otteniamo che la possibilità di crescita derivante dall’impiego di tecnologie 5G su Roma per i prossimi 5 anni è di circa 30 miliardi di euro. Il caso di Roma Capitale si confronta con alcuni esempi di best practice. A Milano emergono, ad esempio, l’esistenza di un project financing per la realizzazione di un piano di investimento nella tecnologia 5G attraverso un raggruppamento temporaneo di imprese, la co-individuazione di siti di proprietà pubblica sui quali realizzare i tralicci per le stazioni radio base da cui diffondere servizi wireless in modalità 5G, il procedimento autorizzatorio relativo all’installazione delle antenne gestito dal Suap nel rispetto delle tempistiche previste dalla normativa nazionale.  Dallo studio emerge come sia, in ultima analisi, indispensabile considerare l’aspetto strategico di conservare il vantaggio temporale nella diffusione del 5G accumulato dall’Italia rispetto agli altri Paesi europei riconosciuto in primo luogo dalla Commissione Europea. L’indice Desi di giugno 2019 posiziona il nostro Paese al 24° posto in Europa per digitalizzazione dell’economia e della società, ma al secondo posto in relazione allo stato di avanzamento della diffusione del 5G, “5G readiness”, con il 60% dello spettro assegnato grazie principalmente alla maxi asta da 6,5 miliardi di euro. È evidente che ritardi o addirittura un insuccesso nella completa copertura della rete dovuta ai vincoli normativi porterebbe alla perdita di questa grossa opportunità di crescita.  Aprendo il capitolo ritardi, basti pensare ai tempi di rilascio delle autorizzazioni riscontrati per Roma. A causa dei vincoli esistenti (paesaggistici, monumentali, parchi, etc..) i tempi medi di attraversamento delle pratiche sono sempre più lunghi risentendo dell’inerzia degli Enti preposti alla tutela del vincolo (Regione Lazio per la parte paesaggistica e Soprintendenza Nazionale, Soprintendenza Capitolina). In alcuni casi si sono superati gli otto mesi dalla richiesta e in totale, spesso, si oltrepassa l’anno per ottenere l’autorizzazione (fonte: operatori mobili). Attualmente nel Comune di Roma i tempi medi per ottenere l’autorizzazione risultano essere lunghi più del doppio che in altre realtà territoriali. Occorre dunque agire in fretta. Dalle criticità riscontrate nascono le proposte, al fine agganciare il vola-no dello sviluppo: la creazione di un tavolo di lavoro congiunto per comunicazione e scambio di informa-zioni con gli operatori e la pubblica amministrazione, la redazione di un documento di “Buone pratiche nel settore della telefonia mobile”, l’individuazione con-divisa di aree per il deployment dell’infrastruttura di rete, l’integrazione regolamentare volta a specificare natura e caratteristiche dei siti sensibili, la semplificazione dei procedimenti autorizzatori. Il Sole 24 Ore, 5G: al via l'alleanza Luiss BS-Ptsclas. Una struttura permanente e una piattaforma informativa per monitorare gli sviluppi della quinta generazione dei sistemi radiomobili, di Simona Rossitto Il Sole 24 Ore, "Il 5G è un'opportunità unica, l'Italia fa da apripista" L'intervento su DigitEconomy.24 di Laura Di Raimondo (Asstel) Il Sole 24 Ore, "Rete pubblica in fibra è orgoglio dell'Italia" di Elisabetta Ripa, AD Open Fiber  13/02/2020 

12 Febbraio 2020

Luiss Business School: al via gli incontri “Appunti per l’Interesse Nazionale”

Il primo appuntamento, dedicato alle infrastrutture strategiche, ha visto coinvolti fra gli altri il Direttore Generale del DIS Gennaro Vecchione, il Commissario Consob Paolo Ciocca, il Direttore Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni Nunzia Ciardi, il Presidente del Copasir Raffaele Volpi  Si è tenuto oggi a Villa Blanc il primo appuntamento del ciclo “Appunti per l’Interesse Nazionale”, una serie di incontri promossa da Luiss Business School e Associazione “Davide De Luca – Una vita per l’Intelligence”, che si propone di stimolare una riflessione pubblica attorno al concetto di “interesse nazionale”.  In particolare, l’obiettivo del ciclo di incontri è quello di accrescere la consapevolezza su questo tema strategico per il Paese da parte di donne e uomini impegnati in pubbliche amministrazioni, imprese - pubbliche e private - e nelle libere professioni, contribuendo in tal modo alla costruzione dell’“ecosistema della resilienza nazionale” grazie anche all’apporto delle istituzioni deputate alla sicurezza della Repubblica e dell’accademia. Il primo appuntamento è stato dedicato alla “sicurezza e resilienza delle infrastrutture strategiche” e ha visto la partecipazione del Prefetto Gennaro Vecchione, Direttore Generale Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza, del Generale Francesco Presicce, Capo Ufficio Generale del Capo di Stato Maggiore della Difesa, di Paolo Ciocca, Commissario Consob e Nunzia Ciardi, Direttore Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni. “Il tema della sicurezza nazionale è oggi più che mai cruciale”, ha commentato Paolo Boccardelli, Direttore della Luiss Business School. “I dati e le comunicazioni digitali rappresentano sempre di più il “nuovo petrolio” per aziende e istituzioni: saper gestire e tutelare nel modo più adeguato le infrastrutture su cui avviene la trasmissione dei dati e su cui vengono gestite le comunicazioni strategiche è quindi fondamentale per il futuro del Paese”. Il mondo delle aziende è stato rappresentato da Andrea Peruzy, Presidente e Amministratore Delegato di Acquirente Unico, Nicola Cordone, Amministratore Delegato di SIA e Andrea Quacivi, Amministratore Delegato di Sogei. I lavori sono stati aperti da Gianni Letta, Presidente Onorario Associazione Davide De Luca –Una Vita per l’Intelligence, e da Giovanni Lo Storto, Direttore Generale della Luiss, e conclusi da Raffaele Volpi, Presidente Copasir.  12/02/2020 

04 Febbraio 2020

Il futuro delle professioni nel settore dell’energia sarà sempre più digitale e sostenibile

Il mercato del lavoro italiano non riesce a soddisfare la domanda di profili innovativi che arriva dal comparto energetico. Tra le figure emergenti spiccano Data Scientist e Data Analyst: sono i risultati emersi dalla prima indagine condotta da Luiss Business School per Manpowergroup sull’evoluzione delle competenze nelle imprese energy in Italia    Data Scientist e Data Analyst sono le due professioni emergenti del settore energetico. Social intelligence, circular economy e social media managing fra le competenze su cui le aziende puntano di più. Sono i risultati della ricerca “Traiettorie evolutive e competenze per le imprese Energy” di Luiss Business School e Manpower Group.Il Rapporto è il risultato di un Progetto di ricerca a cui hanno contribuito CEO e HR Director di 11 fra le maggiori aziende che operano nel comparto dell’Energia in Italia. Partendo dai principali trend del settore, sono stati analizzati i cambiamenti soprattutto in termini di strategie e di business model e l’impatto sull’organizzazione e sulle persone, in termini di processi, ruoli, cultura, mindsets, skills e professioni. Le competenze digitali nel settore energia Dall’analisi emerge che le competenze digitali sono diventate fondamentali per le aziende che operano nel settore dell’Energia, insieme alla necessità di sviluppare la cosiddetta “transdisciplinarità”[1], che si integra con il concetto di flessibilità, divenuto chiave per le organizzazioni, le quali lavorano alla costruzione di team agili e di contesti dinamici in cui le singole funzioni non siano isolate.  Dalle interviste sono emerse le seguenti nuove competenze soft e tecniche, che le aziende auspicano di sviluppare, o reclutare, nel futuro: COMPETENZE SOFT COMPETENZE TECNICHE Competenze digitali generali Competenze gestionali Interdisciplinarietà Social intelligence Design mindset Comunicazione digitale e social media Innovazione Imprenditorialità Gestione sistemi complessi Smart Working Apertura a contesti internazionali Analisi e gestione dei dati Intelligenza artificiale Computational thinking Competenze tecniche-economiche trasversali Market intelligence Economia di gestione delle risorse Efficienza energetica Sharing economy Circular economy Cybersecurity Robotica Rispetto alle competenze da acquisire sul mercato, quelle che emergano dall’analisi sono: Skill di economia circolare Data analyst/scientist Technology management Intelligenza artificiale Robotica Energy management Social media managing Dalla ricerca emerge inoltre che i mestieri e le professioni emergenti segnalate nel corso delle interviste condotte sono state: Data Scientist e Data Analyst, seguiti a distanza da Data Architect, Data manager, Esperti di open innovation, Innovation manager, IOT manager, Digital Marketing, UX designer, Scrum master, Esperti di marketing di prodotto, Ingegneri con preparazione digitale, Ingegneri della manutenzione predittiva delle reti e degli impianti, Esperti in ambito ICT e TLC, Esperti di connettività (considerato il tema della trasmissione dei dati e delle infrastrutture) che spesso includono cavi di fibra ottica, Operai specializzati nell’idrico e nell’elettrico, Esperti per la gestione di cantieri internazionali, Economisti con background in ambito energia, Middle manager, Ingegneri idraulici, Chimici, Geologi. In linea generale, alcune aziende affermano di assumere annualmente nuovo personale, inclusi soggetti giovani, riscontrando una maggiore difficoltà nel trovare le figure professionali legate al digitale rispetto alle figure “classiche” (es. ingegneri idraulici, chimici, geologi). Inoltre, alcune aziende acquisiscono dall’esterno anche i top manager, con un livello di anzianità di queste figure che rimane al di sotto di 3 anni di lavoro. Per alcune di queste nuove competenze, l’acquisizione di nuove figure dal mercato non risulta essere l’unica opzione, con le aziende che si sono focalizzate anche sul re-skilling e sull’up skilling del personale a disposizione, riqualificandolo. Inoltre, vi sono casi in cui è stata effettuata un’attività di in-sourcing di personale esterno (es. per i ruoli riguardanti la gestione di pratiche di backoffice, call center e customer care). L’impatto più significativo dei cambiamenti e delle direzioni strategiche su ruoli, mestieri, professioni e competenze è la rivisitazione dei ruoli nell’ottica agile, di cui risentono soprattutto i ruoli manageriali, che vedono potenzialmente modificata la numerosità e le opportunità di carriera e quindi di motivazione, rendendo potenzialmente critica la sostenibilità della performance aziendale nel tempo. Per quanto riguarda i ruoli non manageriali, si è raggruppata l’analisi in tre macro-gruppi: staff: creare un linguaggio comune per una maggior comprensione del business in trasformazione e dall’altra la necessità di un loro efficientamento; tecnici: dall’uso delle nuove tecnologie digitali e dall’analisi dei big data, finalizzati, ad esempio, alla manutenzione di apparati e reti di tipo predittiva grazie ai dati provenienti dalle varie sensoristiche di monitoraggio in uso nelle reti, infrastrutture e impianti commerciali: il digital marketing e la data science sono i temi centrali di impatto   SCENARIO  Il settore dell’energia è centrale nello sviluppo mondiale. È un sistema che pone davanti a numerose scelte dovute alla complessità di gestione della domanda e dell’offerta, alle sfide tecniche ed innovative ed alla forte attenzione alla dimensione sociale ed ambientale: Entro il 2050, 2,5 miliardi di persone usciranno dallo stato di povertà, soprattutto alla luce della crescita dei paesi emergenti. Sul fronte dell’energia ciò porterà ad una crescita di circa 1/3 della domanda globale, specialmente in economie a rapida crescita ed urbanizzazione, come Cina ed India. Questo aumento sarebbe circa doppio se non fosse per l’effetto dell’efficienza energetica e della sostenibilità Il settore power, con la crescente elettrificazione, assorbirà il 70% dell’aumento dell’energia primaria. È in atto una modifica del mix delle fonti, che per il 2040 saranno molto diversificate, approssimabile con la regola del “25%”: un quarto carbone, un quarto oil, un quarto gas e il restante 25% suddiviso tra nucleare e rinnovabili L'uso del carbone è aumentato nel 2017 dopo due anni di declino, ma le decisioni di investimento finali nelle nuove centrali elettriche a carbone sono state ben al di sotto del livello osservato negli ultimi anni e il flusso di nuovi progetti rallenterà dopo il 2020. Tuttavia, è ancora troppo presto per contare il carbone fuori dal mix energetico globale: l'età media di una centrale a carbone in Asia è inferiore a 15 anni, rispetto a circa 40 anni nelle economie avanzate. Le fonti fossili risentono di rischi di accessibilità e affidabilità: mentre i costi di solare, fotovoltaico ed eolico continuano a scendere, i prezzi del petrolio nel 2018 (e per la prima volta dopo 4 anni) sono saliti sopra $80/barile Saranno proprio le rinnovabili, che già attirano 2/3 degli investimenti mondiali a coprire circa il 40% dell’aumento dell’energia primaria. Anche se, pur offrendo basse emissioni a costi contenuti, creano ulteriori requisiti per il funzionamento affidabile dei sistemi di alimentazione È in atto una trasformazione nel fulcro geografico del settore: nel 2000, l'Europa e il Nord America rappresentavano oltre il 40% della domanda energetica globale, e le economie in via di sviluppo in Asia circa il 20%; le aziende Europee erano prime al mondo per capacità installata. Entro il 2040 la situazione sarà invertita, e già ora sei delle prime dieci aziende sono utility cinesi La sostenibilità sarà un elemento chiave, con obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 che richiederanno una vera rottura con i trend del passato. Gli stati membri dell'Unione Europea si sono impegnati collettivamente a ridurre le emissioni di gas serra del 20% rispetto ai livelli del 1990 entro il 2020 e del 40% entro il 2030. Al fine di limitare il riscaldamento globale a 2° C entro il 2040, dovranno essere investiti circa $ 900 miliardi all'anno in impianti di energia rinnovabile e relative reti di trasmissione e distribuzione e $300 miliardi all'anno in energia pulita Il settore registra un elevato livello di disruption tecnologica: entro il 2025, la digitalizzazione consentirà di risparmiare 625 milioni di tonnellate di emissioni CO2 a livello globale. Inoltre, ulteriori disruption sono previste nel breve termine, poiché le infrastrutture divengono più dinamiche, responsive ed interconnesse, a vantaggio anche dei modelli distribuiti e basati sulle comunità di fornitura. I consumatori sono più connessi, e questo comporta la necessità di un approccio di omni-canalità: le aziende garantiscono al cliente un’esperienza integrata e continua, attraverso tutti i touch-point.   METODOLOGIA DI RICERCA  Il progetto di ricerca ha previsto diverse attività, che hanno visto coinvolti docenti e ricercatori della Luiss Business School e CEO, HR Director del settore. La roadmap di progetto si è articolata in 4 fasi distinte, che hanno visto l’avvio di progetto con una analisi desk di alcuni principali report internazionali del settore Energy, che è poi stata integrata con un approfondito round di interviste con esperti di settore e company rappresentative del panel di aziende coinvolte. La ricerca, di natura qualitativa, ha quindi portato alla redazione del presente report dettagliato. Il team ha identificato un panel di 11 aziende operanti nel settore Energy, diverse per scope nella filiera, attività e focus di mercato (settori: Regulated Utilities, International energy players, Oil downstream players, Multi-Utilities e GenCo. Insieme, le imprese sono anche rappresentative delle diverse filiere, ovvero Gas, Power e Oil). Panel Aziende: A2A, ACEA, ENEL, HERA, IREN, ITALGAS, Q8, SARAS, SNAM, TERNA, TIRRENO POWER. Grazie all’eterogeneità del panel, il team ha potuto ampliare l’analisi di scenario e dei modelli di business, delineando un quadro integrale delle dinamiche evolutive e dei fabbisogni di settore. Il team, con la presenza di Manpower, ha intervistato gli interlocutori presso le 11 aziende del panel. Ogni intervista ha avuto una durata media di 60 minuti, seguendo la traccia semi-strutturata condivisa con gli intervistati una settimana prima dell’incontro. [1] Secondo la definizione dell’Unesco, la transdisciplinarità è quello spazio intellettuale dove le connessioni tra diversi argomenti isolati possono essere esplorate e svelate. SCARICA LA RICERCA RASSEGNA STAMPA la Repubblica Affari & Finanza, Nelle utility meno manager e spazio ai "data scientist"  la Repubblica Affari & Finanza, Energia, mancano gli specialisti digitali: aziende in affanno nella caccia ai talenti Corriere della Sera, Lo studio di Luiss e Manpower Il Sole 24 Ore, Energia, il futuro professioni sempre più sostenibile e digitale Ansa, Energia: le professioni del futuro digitali e green Affari Italiani, Energia: Iren, Acea e Q8 puntano su digitale e competenze. Focus sostenibilità CorriereComunicazioni, Energy a caccia di digital skill: data analyst e scientist le più richieste Tiscali News, Lavoro, Manpower: dal digitale una rivoluzione delle competenze GALLERY

30 Gennaio 2020

Un Paese connesso è un Paese competitivo

Il commento del direttore Paolo Boccardelli per DigitEconomy.24, il report di Sole 24 Ore Radiocor e Luiss Business School. Con gli interventi di Mirella Luzzi, sottosegretaria allo Sviluppo Economico, Pietro Guindani, presidente dell’associazione di filiera Asstel, Vito Vitale, segretario della Fistel Cisl, Emanuele Iannetti, AD Ericsson Italia: sfoglia il report completo L'indice di digitalizzazione dell'economia e della società (DESI) della Commissione Europea per il 2019 colloca l'Italia al ventiquattresimo posto fra i ventotto Stati membri dell'UE. Non solo: ci posizioniamo all’ultimo posto, a livello europeo, nella categoria “capitale umano” a causa della carenza di competenze digitali per oltre metà della popolazione. Tale dato si riflette anche in un minore utilizzo dei servizi online, dove si registrano ben pochi progressi, sia da parte dei cittadini che delle PMI, che rappresentano l’ossatura del nostro capitalismo. Lo stesso Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco ha evidenziato che l’Italia è tecnologicamente indietro rispetto alla media europea a causa della sua “struttura produttiva frammentata” e allo “sviluppo limitato delle reti TLC di nuova generazione”.   Competenze digitali e 5G per connettere il Paese al futuro Per far sì che il Bel Paese non perda l’equivalente di 4 punti percentuali di prodotto interno lordo annuo, SACE suggerisce di “raggiungere i mercati che contano”, dotando il territorio di infrastrutture riguardanti sia le reti fisiche che quelle digitali. Connettività e digitalizzazione rappresentano quindi parole chiave per la ricetta del cambiamento e il 5G ne rappresenta un elemento fondamentale. Il 5G non è infatti soltanto una “nuova versione” di una tecnologia, ma sarà il fattore abilitante di una serie di servizi, pensiamo all’auto a guida autonoma, alla telemedicina, alle smart cities, in grado di avere un impatto significativo sulla vita delle persone. L’OECD stima che il numero di dispositivi posseduti per famiglia di quattro persone possa essere di circa 50 nel 2022, a fronte degli 8 device posseduti nel 2012. Ancora, i dispositivi Internet of Things (IoT) nel mondo potranno superare i 64 miliardi entro il 2025, mentre il 5G sarà in grado di stimolare la crescita reale del PIL globale di 3 trilioni di dollari cumulativamente dal 2020 al 2035. Sono dati significativi, questi, che fanno riflettere sotto molteplici aspetti, il più importante dei quali è probabilmente la necessità di un'ampia cooperazione tra il settore pubblico e quello privato, con l’obiettivo di garantire il rapido sviluppo da un lato e la sicurezza delle nuove reti dall’altro. Infrastrutture digitali: necessaria la cooperazione tra pubblico e privato Il valore economico e sociale della connettività abilitata dal 5G – che il WEF stima possa essere pari a 13,2 trilioni di dollari a livello globale entro il 2035 – richiede quindi che siano individuate soluzioni collaborative ed efficaci. I ricercatori dell’Imperial College di Londra stimano che a maggiori livelli di connettività corrispondono elevati tassi di crescita dell’economia: in media, un aumento del 10% dell'adozione della banda larga mobile provoca un aumento dello 0,6-2,8% della crescita economica. Le società di telecomunicazioni in Italia si trovano tuttavia in un momento storico particolare: da un lato devono affrontare la sfida del 5G, dall’altro sono calate in un contesto di ipercompetitività, riduzione dei prezzi e contrazione dei margini che rischiano di minarne la capacità di fare quegli investimenti che non solo il settore ma la società tutta richiede. Dotare il nostro territorio di infrastrutture sia fisiche che digitali è fondamentale: solo in questo modo sarà possibile realizzare benefici di breve e di lungo termine e, in ultima analisi, contribuire in modo determinante alla crescita del Paese. Il Sole 24 Ore, Liuzzi (Mise): «Sul 5G tutelare la sicurezza ma senza chiudere la porta a nessuno», di Simona Rossitto 20/01/2020 

29 Gennaio 2020

OPEN DAY MBA WEEKEND

22 febbraio 2020| 10:00 -13:00 Sabato 22 febbraio 2020 alle ore 10:00 la Luiss Business School ti invita all’Open Day degli MBA Weekend pensati per professionisti, manager e imprenditori che desiderano acquisire un vantaggio competitivo in uno scenario economico in costante trasformazione. Un evento in cui potrai approfondire l’Executive MBA in lingua italiana e in partenza ad Aprile 2020 e il Part-Time MBA, erogato in lingua inglese e in partenza a Marzo 2020. Due percorsi part-time in formato weekend pensati per velocizzare il percorso di carriera di tutti i partecipanti e accrescere la consapevolezza del loro progetto professionale a seconda della seniority. Una Special Lecture tenuta da Alberto Castelvecchi, formatore e docente Luiss, ti permetterà di comprendere il valore aggiunto di un MBA alla Luiss Business School e i key point che rendono questo master il più esclusivo percorso di crescita per professionisti ed Executive a Roma. KEY POINTS Costruzione di un’ampia rete di contatti per generare nuove opportunità di business; Lezioni con una faculty d’eccellenza composta da docenti Luiss e manager aziendali; Laboratori per migliorare lo stile di leadership per guidare e motivare i collaboratori; Esperienza internazionale per gestire in modo efficace team interculturali e lo sviluppo di business in contesti culturali diversi. Al termine dell’incontro il Luiss MBA Staff sarà a tua disposizione per dei colloqui informativi one-to-one durante i quali potrai approfondire il programma di tuo interesse. L’evento si svolgerà a Roma nella prestigiosa sede di Villa Blanc. AGENDA 10.15 - 10.45 Registrazione e Coffee Break 10.45 - 11.00 Presentazione Part Time MBA ed Executive MBA 11.00 - 12.00 Special Lecture Alberto Castelvecchi 12.00 - 12.20 Testimonianze Ex Studenti Part Time Mba ed Executive MBA 12.20 - 12.45 Q&A 12.45 Colloqui di approfondimento One-To-One Registrati  KEYNOTE SPEAKER Alberto Castelvecchi Alberto Castelvecchi è trainer e formatore internazionale, insegna Public Speaking e Comunicazione Efficace presso la Luiss. È consigliere per l’immagine di politici, manager, imprenditori. Lavora in italiano, inglese, spagnolo e francese. Tiene corsi di Body Language, Public Speaking, Leadership, Personal Branding, in Italia e all’estero per organismi delle Nazioni Unite, ONG, aziende .

28 Gennaio 2020

Al via CDP Academy – Corporate MBA in collaborazione con Luiss Business School

Prende il via CDP Academy – Corporate MBA, il primo progetto di alta formazione aperto ai dipendenti del Gruppo CDP e di otto società partecipate   Rassegna stampa Corriere della Sera, La Stanza dei Bottoni   Ansa, Cdp: master per nuova classe dirigente Sole 24 ore, Cdp forma i manager del futuro in tandem con la Luiss Business School  Il Messaggero, Cdp Academy-Corporate Mba, al via il master per formare i manager del futuro Avvenire, Cdp, master per una nuova classe dirigente Il Giornale, Cdp lancia progetto master con Luiss Milano Finanza, Formazione, al via Cdp Academy Libero, Cdp e Luiss nella formazione Il Secolo XIX, Alta formazione, al via il nuovo master della Cdp CDP Academy – Corporate MBA, presentato dal Presidente di CDP Giovanni Gorno Tempini e dall’Amministratore Delegato Fabrizio Palermo, coinvolge le società del Gruppo CDP e le partecipate Ansaldo Energia, Fincantieri, Italgas, Open Fiber, Poste, SIA, Snam e Terna. Il nuovo master mette a fattor comune le competenze e i percorsi di crescita delle persone e favorisce il dialogo tra le sue eccellenze, in una logica di sistema. Organizzato in collaborazione con Luiss Business School, che è stata selezionata al termine di un articolato processo, ha l’obiettivo di promuovere la crescita di manager al servizio del Paese, facendo leva sulle competenze e sul network di primarie realtà industriali che contribuiscono alla crescita e allo sviluppo dell’economia italiana. Un programma MBA Luiss Business School che mette la formazione manageriale al servizio del Paese Diretto da Raffaele Oriani, Associate Dean Luiss Business School, il corso di alta formazione, della durata di due anni, si svolgerà a Villa Blanc, sede della Luiss Business School diretta da Paolo Boccardelli, e vedrà il coinvolgimento nelle docenze anche dei professionisti e dei manager delle società partecipanti. Per la prima edizione del master sono state selezionate 30 persone, dopo un processo altamente competitivo in più fasi, a cui hanno partecipato oltre 500 profili di professionisti delle società coinvolte nel progetto. CDP Academy – Corporate MBA si inserisce in una serie di iniziative che mirano ad investire sul capitale intellettuale del Paese per creare maggiore ricchezza: il Graduate Program, il nuovo programma di selezione e assunzione di giovani talenti neo laureati (15 quelli selezionati quest’anno dopo lo screening di 1.800 candidature) che hanno l’opportunità di partecipare a un percorso di formazione e job rotation che coinvolge anche le società partecipate; Finanza e Mercati, un percorso di formazione dedicato ai finance professional del Gruppo CDP e delle partecipate (87 i partecipanti); e la Scuola del Turismo, l’iniziativa di CDP in collaborazione con TH Resorts, che ha l’obiettivo di supportare la diffusione dell’eccellenza italiana nell’ospitalità, attraverso l’attrazione di giovani talenti da tutto il mondo. Un unicum nel panorama formativo italiano  Un progetto che farà sicuramente da apripista a percorsi analoghi e che, come ha sottolineato Giovanni Lo Storto, direttore generale Luiss, rappresenta un unicum nel panorama italiano. "Siamo i pionieri, i primi a lanciare un progetto del genere, di questo sono molto orgoglioso" ha dichiarato il DG, non prima di rammentare l’esigenza di colmare il gap che l’Italia registra a livello europeo nell’alta formazione e non solo. Perché "la sfida più significativa con cui dobbiamo misurarci è riuscire a fare formazione anche per i 50-70 anni che vengono dopo l’università", ha evidenziato Paolo Boccardelli, direttore della Luiss Business School. 27/11/2020 

15 Gennaio 2020

Agcom e Cdp spingano su sviluppo reti Ngn

Il commento di Paolo Boccardelli, direttore Luiss Business School, per DigitEconomy.24, il nuovo progetto di Sole 24 Ore Radiocor e Luiss Business School. Con gli interventi di Angelo Marcello Cardani, Presidente Agcom e Alberto Calcagno, AD Fastweb: sfoglia il report completo.  In Italia, secondo Mediobanca, gli investimenti in nuove infrastrutture TLC sono cresciuti del 17% a 8,55 miliardi di euro nel 2018. Al tempo stesso, si registra un calo del fatturato degli operatori mobili pari al 2%, legato soprattutto ai servizi mobili. In generale, il settore delle TLC ricopre un ruolo importante, rappresentando oltre l’1.8% del nostro PIL. Il contesto italiano è oggi caratterizzato da una serie di trend che rendono critica la sostenibilità degli investimenti orientati al lungo termine. In particolare, si assiste ad un crollo generale dei prezzi, che in Italia risultano addirittura più bassi rispetto ai principali Paesi europei: nell’ultimo decennio, le telco hanno perso dieci miliardi di ricavi. Non meno rilevante risulta il taglio dell’occupazione, che secondo Agcom ammonta a 1.700 unità lavorative a fine 2018, che porta il totale degli ultimi dieci anni a 8mila. Comunque, nel periodo giugno 2015 – giugno 2019 si mantengono elevati gli investimenti in tecnologie come FTTC (+6,52 milioni di unità), FTTH (+720 mila) e FWA (+ 690 mila).  Nel frattempo, il Governo ha approvato la delega per il recepimento delle direttive europee, che mira a sostenere gli investimenti in banda larga ultraveloce, prevedendo l’introduzione del 5G, con lo scopo di sviluppare una rete di quinta generazione in almeno una delle principali città di ciascun Paese dell’UE entro due anni. Opportunità del 5G Le opportunità derivanti dall’utilizzo delle tecnologie di rete avanzate sono molteplici, a partire dal trasferimento di un’elevata mole di dati in tempi di risposta minimi. In particolare, il 5G e la fibra ultraveloce rappresentano potenziali driver di creazione di servizi innovativi erogati dagli operatori del settore, i quali puntano ad incrementare i propri ricavi. Nell’attesa di sapere se le compagnie TLC decidano o meno di aumentare le proprie tariffe, si rende necessario incentivare un rapido sviluppo della rete infrastrutturale, che possa garantire connessioni sempre più veloci e ambire a far crescere il nostro PIL di quasi 250 miliardi di euro entro il 2030, come stimato da Ericsson. «Su nuove reti, Agcom e Cdp sono centrali» Per garantire lo sviluppo del Paese è necessario che gli operatori di telecomunicazioni sviluppino una visione orientata al lungo periodo, al bene comune rappresentato dalla crescita che possono determinare le nuove tecnologie. La concorrenza infrastrutturale è certamente uno strumento efficace per sostenere lo sviluppo della gigabit society nelle aree nere caratterizzate da una forte domanda di mercato. Tuttavia la trasformazione digitale del Paese, in tutte le comunità Italiane e in qualsiasi tipologia di attività e servizio, non potrà avvenire se non con una funzione ancora più centrale di quei soggetti con un ruolo istituzionale, come AGCOM e CDP, che dovrebbero orientare il loro operato a una missione fondamentale: accelerare l’effettiva realizzazione e gli investimenti sulle reti di nuova generazione, garantendo elevati livelli di sicurezza, stimolando al tempo stesso la domanda e dando quindi una forte spinta alla competitività della nostra economia. Il Sole 24 Ore, Cardani: «Se restiamo indietro con Ict è a rischio la competitività dell'Italia». La posizione del presidente Agcom nel primo numero del report DigitEconomy.24 in collaborazione con Luiss Business School, di Simona Rossitto 15/01/2020 

14 Gennaio 2020

Open Evening Hub Veneto delle Dolomiti

7 Febbraio 16.00 – 20.00 Hub Veneto delle Dolomiti - Palazzo Bembo - Via Loreto, 34 - 32100 – Belluno Un evento ricco di presentazioni per scoprire l’offerta formativa Full-Time e Part-Time della Luiss Business School a Belluno Venerdì 7 febbraio la Luiss Business School è lieta di invitarti a partecipare all’Open Evening dell’Hub Veneto delle Dolomiti che si terrà nella prestigiosa cornice di Palazzo Bembo a Belluno dalle 16.00 alle 20.00. Un pomeriggio di incontri in cui potrai scoprire in esclusiva i Master Full-Time e i Programmi Executive offerti presso la sede di Belluno: dal settore turistico a quello enogastronomico, dalla finanza al digital marketing, dalla gestione delle risorse umane al project management. Durante l’evento assisterai alla presentazione dell’offerta formativa per scoprire l’impatto che i corsi della Luiss Business School possono avere sulla tua carriera lavorativa; parteciperai a sessioni di orientamento one-to-one con i coordinatori dei programmi per scoprire le professioni più innovative nel tuo settore di interesse e raccogliere informazioni sui percorsi formativi da seguire per il tuo sviluppo professionale. Registrati all'evento e porta il tuo CV per una valutazione del tuo profilo. AGENDA 16.00 Presentazione dell’offerta formativa Full Time 16.30 Colloqui di orientamento one-to-one per i Master Full Time 18.00 Presentazione dell’offerta formativa Part Time 18.30 Colloqui di orientamento one-to-one per i Programmi Executive REGISTRATI 14/01/2020 

14 Gennaio 2020

Bando per docenti Hub Veneto delle Dolomiti Luiss Business School

  Luiss Business School è alla ricerca di candidati con competenze di rilievo che possano prestare servizio in qualità di Docenti presso l’“Hub Veneto delle Dolomiti”, nelle seguenti aree: Amministrazione, Finanza e Controllo; Entrepreneurship; Food & Beverage Management, Wine business, Tourism Management, Hotel Management; General Management; Management & Technology, Digital Business Strategy, Digital skills & Digital Transformation; Personal Assessment, Team Coaching (Critical Thinking, Feeling & Emotions e Relationships with People); Marketing Management, Marketing & Social Media, Digital Marketing, Sales & Account Management; Organizzazione e Gestione delle Risorse Umane; Personal branding, public speaking e pitching. Project Management; Sostenibilità, CSR e impatto sociale. La Scuola La Luiss Business School è la Scuola di Business e Management dell’Università Luiss Guido Carli di Roma. La Scuola è accreditata EQUIS ed è riconosciuta a livello internazionale per la formazione di talenti, promuovendo al contempo la sostenibilità aziendale e l'imprenditorialità sociale. La Scuola, attraverso le sue 4 linee di business – Master, MBA, Programmi Executive, Programmi Custom e Consulenza – mira a contribuire al potenziamento della crescita sociale, aziendale e imprenditoriale e alla formazione dei leader del futuro con una spiccata attitudine "al saper fare" combinata con il pensiero strategico e analitico. Un tratto caratteristico della Scuola è la cooperazione con la comunità imprenditoriale: il legame istituzionale con Confindustria rende l'interazione della Scuola con il mondo aziendale costante e proficua. Maggiori informazioni sono disponibili a questo link. L'Hub "Veneto delle Dolomiti"è il nuovo polo di alta formazione, consulenza e ricerca applicata nell'area del business e management rivolto alle imprese presenti su un territorio storicamente ricco di eccellenze imprenditoriali e industriali. Costituito da Luiss Business School in collaborazione con Confindustria Belluno Dolomiti, Provincia di Belluno, Comune di Belluno, Comune di Feltre e Consorzio BIM Piave di Belluno, il nuovo Hub colma un vuoto formativo in una provincia che ha visto la nascita e la crescita di distretti industriali e di rilevanti industrie nazionali e internazionali. L'Hub ha lo scopo di sviluppare iniziative di formazione, consulenza e ricerca in base alle specifiche esigenze del territorio e dei destinatari. Le lezioni si svolgeranno presso la sede Luiss “Hub Veneto delle Dolomiti” a Belluno - Palazzo Bembo e la partenza dei corsi è prevista per marzo 2020. Procedura per l’application e iter di selezione I candidati interessati devono inviare le seguenti informazioni a selectionluissbs@luiss.it entro il 31 gennaio 2020: Aree di specializzazione del candidato (quali aree di insegnamento il candidato intende coprire presso la Luiss Business School); Un Curriculum Vitae secondo il formato esposto di seguito; Una copia delle principali pubblicazioni del candidato, se applicabile. L’iter di selezione dei candidati da parte di Luiss Business School partirà da una valutazione dei CV a valle della quale sarà comunicato ai candidati prescelti di aver superato il primo step. I candidati selezionati saranno invitati a partecipare a un percorso di formazione “Train the trainer”, volto a trasferire conoscenze sulle più innovative metodologie didattiche in generale nonché strumenti specifici necessari per la formazione in Luiss Business School. Il percorso avrà una fee di partecipazione che sarà a carico dei partecipanti e terminerà con una prova di verifica delle competenze di insegnamento sviluppate che costituirà il secondo step di selezione. A valle del percorso sarà comunicato ai candidati selezionati di aver superato anche il secondo step ed essere ammessi come docenti Luiss Business School. Requisiti obbligatori: Posizioni manageriali o equivalente esperienza professionale/di consulenza o precedenti posizioni come docenti in una business school. Minimo 10 anni di esperienza lavorativa. Esperienza di insegnamento qualificata nella formazione a livello di corsi di laurea, corsi post-laurea e corsi executive. La lista dei docenti è soggetta a una revisione annuale che terrà conto della performance rilevata con meccanismi di monitoraggio della qualità delle docenze applicati sistematicamente dalla Scuola (es. schede di gradimento da parte dei partecipanti ai corsi ecc.) per rinnovare o meno gli impegni di docenza.  Ai candidati selezionati sarà richiesto di: Garantire un numero minimo di ore di insegnamento per ciascun anno accademico, sulla base delle esigenze della formazione; Essere attivamente coinvolti nella progettazione e/o promozione di corsi/progetti e della Scuola in generale. Salario e benefit: Retribuzione competitiva, stabilita di volta in volta sulla base del budget del corso; Riconoscimento dello status di docente (sito web, e-mail) e affiliation alla community Luiss Business School. SCARICA IL BANDO 04/01/2020 

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