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09 Gennaio 2020

Luiss Business School acquisisce la Amsterdam Fashion Academy: per la prima volta la Scuola cresce all’estero

Amsterdam diventerà l’Hub per le attività internazionali della Scuola e punto di attrazione per i giovani del Nord Europa. Grazie a questa operazione, Luiss Business School accelera la propria espansione e si rafforza nell’alta formazione per il settore della moda e del lusso, tradizionale eccellenza del Made in Italy RASSEGNA STAMPA  Corriere della Sera, Luiss compra Amsterdam Fashion Academy Corriere.it, Luiss Business School acquisisce la Amsterdam Fashion Academy «Saremo un’eccellenza internazionale»  Repubblica, Luiss punta alla moda e compra l'Accademia di Amsterdam  La Stampa, L’università Luiss cresce nei Paesi Bassi. Per l’Italia all’estero è una prima assoluta   Il Messaggero, Luiss Business School  punta sull'Olanda  Sole 24 ore, Luiss Business School acquisisce la Amsterdam Fashion Academy  Milano Finanza, Luiss business school acquisisce la Amsterdam fashion academy  MF Fashion, Luiss, shopping ad Amsterdam  Yahoo! Finanza, Luiss, Business School acquisisce la Amsterdam Fashion Academy  Luiss Business School acquisisce la Amsterdam Fashion Academy: per la prima volta nella sua storia, la Scuola cresce quindi per linee esterne all’estero, rafforzando il proprio posizionamento di realtà italiana di eccellenza, dinamica e internazionale. Grazie a questa operazione, Luiss Business School accelera nell’alta formazione per il settore della moda e del lusso, tradizionale punta di diamante del Made in Italy. La Amsterdam Fashion Academy (AFA) è una boutique di alta formazione fondata nei Paesi Bassi nel 2013 ed è oggi l’unica istituzione olandese a fornire un Bachelor of Arts nel campo della moda e del lusso. Con circa 200 studenti, il 73% dei quali provenienti da 20 Paesi in tutto il mondo, AFA si posiziona ai vertici del proprio segmento di attività, con una spiccata attenzione alla qualità dell’insegnamento e al rapporto fra docenti e studenti, oggi pari a 6, che rappresenta un unicum nel panorama della formazione universitaria e post-universitaria. Moda e lusso: alta formazione e un solido asse Milano - Amsterdam  “L’acquisizione di Amsterdam Fashion Academy rappresenta una pietra miliare storica per Luiss Business School e più in generale per la nostra università e il nostro sistema di formazione”, ha commentato Vincenzo Boccia, Presidente della Luiss. “Grazie a questa operazione Luiss si conferma una realtà estremamente dinamica e in forte espansione, con una particolare attenzione alle sfide della formazione a livello internazionale”, ha aggiunto Boccia. L’acquisizione consentirà a Luiss Business School di sviluppare un’offerta formativa particolarmente attrattiva, con double o joint programme con sede a Roma e Amsterdam, nonché di creare un solido asse nel campo della moda e del lusso fra l’Hub di Milano e Amsterdam. “Grazie a questa operazione, che segue di poche settimane il rafforzamento sul territorio nazionale con l’apertura dell’Hub Veneto delle Dolomiti, Luiss Business School potrà sviluppare un vero e proprio hub internazionale, su cui concentrare le attività di formazione rivolte ai giovani del Nord Europa in settori di eccellenza del Made in Italy: moda e lusso in primis, ma anche industrie creative e imprese familiari, dove l’Italia e la Luiss Business School rappresentano un punto di riferimento”, ha aggiunto Luigi Abete, Presidente di Luiss Business School. Una presenza diretta al centro dell’Europa La scelta di Amsterdam permetterà altresì a Luiss Business School di sviluppare ulteriormente il proprio network di relazioni con gli headquarter globali o europei di multinazionali che hanno deciso di localizzarsi nella capitale dei Paesi Bassi, trend peraltro destinato ad accelerare in virtù degli attuali avvenimenti geopolitici europei. Stabilire una presenza diretta al centro dell’Europa consentirà a Luiss Business School anche di sviluppare un centro di eccellenza per il reclutamento internazionale di studenti per tutta la Scuola, che potrà quindi beneficiare di sinergie sia di costi che intellettuali. È previsto che nel biennio 2020-2021 il portafoglio di offerta di AFA venga rivisto e integrato e che partano 15 corsi fra Master ed Executive. Luiss Business School è stata assistita da Gemma & Partners, con un team guidato dai partner Antonio Italiano, per gli aspetti finanziari e fiscali, e Andrea Gemma, e composto anche dalla senior associate Elisabetta Mattozzi e dall'associate Leone Momigliano per gli aspetti legali e regolatori. 09/01/2020 

05 Dicembre 2019

Habitat. Relazioni trasversali

"Habitat. Relazioni trasversali" è la mostra organizzata dal Collettivo Curatoriale del Master of Art, fino al 14 gennaio 2020 negli spazi della Casa delle Letterature a Roma Il collettivo curatoriale composto dagli studenti della IX edizione del Master of Art Luiss Business School, con la supervisione scientifica di Achille Bonito Oliva, ha presentato Habitat, mostra che riflette sul tema dell’habitat contemporaneo in relazione alla pratica artistica. "Una mostra può essere l'effetto di un gesto edonistico, piacevole, altre volte può avere la nobiltà, come in questo caso, di produrre delle forme capaci di suscitare una riflessione", così Achille Bonito Oliva, che ha guidato nella realizzazione dell'esposizione il Collettivo Curatoriale, composto dagli studenti del Master of Art. Il Collettivo Curatoriale ha compiuto tutti i passaggi progettuali e organizzativi della mostra, dal concept alla scelta degli artisti, dagli allestimenti alla comunicazione, fino alla redazione di un catalogo. Artisti di diversa generazione e linguaggio hanno proposto le proprie riflessioni sul tema dell'habitat contemporaneo. Nella mostra tre declinazioni del tema dell'habitat: Naturale, Urbano, Virtuale. Riflettono l'habitat naturale le opere di Giorgio Andreotta Calò, Gohar Dashti e Roberto Ghezzi. Quello urbano, Ugo La Pietra, Margherita Moscardini e Superstudio. L'habitat virtuale Carola Bonfili, Carolin Liebl con Nikolas Schmid-Pfähler e Guido Segni. Pittura, scultura, fotografia, video e installazioni sono dislocate negli spazi interni ed esterni del complesso borrominiano della Casa delle Letterature. In mostra anche le opere di Giulia Berra, Maria Di Stefano e Elena Mazzi, finaliste della IV edizione del Premio Internazionale Generazione Contemporanea istituito dalla Luiss Business School per promuovere l'arte contemporanea italiana e straniera, sostenere gli artisti under 35 e dare vita alla collezione permanente d'arte contemporanea della Scuola. Scopri il Master of Art  RASSEGNA STAMPA Ansa Artribune  Insideart Romanotizie 05/12//2019 

22 Novembre 2019

The Italian Banking Conference 2019

Quali sono i Business model del futuro per le banche?      Si terrà a Roma il 28 novembre alle ore 10:00 presso Villa Blanc (via Nomentana 216), sede della Luiss Business School, la terza edizione di “The Italian Banking Conference” organizzato da Luiss Business School in partnership con The Ruling Companies. Cambiamenti e nuove sfide: quale sarà l'evoluzione del settore bancario? Crisi, inasprimento delle tensioni commerciali, incognita Brexit, nuovi protagonisti che hanno fatto irruzione sulla scena come criptovalute e rivoluzione digitale, sullo sfondo di una economia globale in continua evoluzione. Anche le banche sono chiamate a rispondere con urgenza alla sfida del cambiamento che le proietterà nel futuro. A dibattere su questi temi saranno tra gli altri Roberto Gualtieri, Ministro dell’Economia e delle Finanze, Luigi Abete, Presidente Luiss Business School, Carlo Barbera, Amministratore Delegato Bancassurance Vita e Previdenza, Pierpio Cerfogli, Vice Direttore Generale BPER Banca, Massimo Doris, Amministratore Delegato Banca Mediolanum, Roberto Ghisellini, Vice Direttore Generale Crédit Agricole Italia, Gian Maria Gros-Pietro, Presidente Intesa Sanpaolo, Ugo Loser, Amministratore Delegato e Direttore Generale Arca Fondi SGR, Andrea Munari, Amministratore Delegato BNL Gruppo BNP Paribas, Flavio Valeri, Chief Country Officer Deutsche Bank Italia, Andrea Viganò, Managing Director, Executive Chairman BlackRock Italia. SCOPRI IL PROGRAMMA   REGISTRATI  #ItaBanking2019  22/11/2019

21 Novembre 2019

EMIT Speech | Process Mining: partire dal dato per innovare e trasformare l’azienda e i suoi processi

Innovazione e cambiamento sono fattori essenziali per il successo dell’azienda. Spesso il management è costretto a decidere cosa cambiare sulla base di esperienza e valutazioni qualitative. In occasione della decima edizione di EMIT - Executive Program in Digital Innovation & Governance, Luiss Business School ospita un workshop sullo stato dell’arte del Process Mining, la disciplina che consente di trasformare e innovare l’azienda sulla base di misurazioni quantitative estratte dai processi di business. Le tecniche di Process Mining consentono di effettuare un’analisi oggettiva, rapida e mirata dei processi aziendali partendo da dati già in possesso delle organizzazioni, ossia i log delle applicazioni informatiche, “fotografando l‘oggi” per progettare il domani: il Process Mining misura le performance dei processi identificando attori e team coinvolti, tempi di attesa, modalità di gestione delle eccezioni, ed eventuali loop. Grazie al Process Mining è possibile comprendere il funzionamento dei processi aziendali e ripensarli sulla base di metriche oggettive. Queste tecniche hanno raggiunto un elevato grado di maturità e sono utilizzate da centinaia di aziende nel mondo. Luiss Business School, in collaborazione con HSPI, intende dibattere sulla diffusione e gli effetti del Process Mining osservando il fenomeno da un punto di osservazione privilegiato, avvalendosi delle testimonianze di aziende che hanno avuto modo di adottare queste tecniche e di sperimentare le nuove tendenze che - combinando tecniche di machine learning e big data - permettono di analizzare i processi aziendali in tempo reale e in modo predittivo. 5 dicembre 2019 | 14:30 - 17:15 | Luiss Business School - Villa Blanc, Sala Verde - Via Nomentana, 216 - 00162, Roma REGISTRATI  PROGRAMMA 14:30 Accreditamento Ospiti 15:00 Lo stato dell’arte del Process Mining: i risultati del rapporto 2020 sulla diffusione del Process Mining Roberto Carbone, Associate Partner HSPI e co-direttore Scientifico di EMIT - Executive Program in Digital Innovation & Governance 15:30 La misurazione e il miglioramento dei processi tramite il process mining: analisi delle performance e dei costi, il caso Invitalia   Fabrizio Bellezza, Group Chief Information Officer presso Invitalia S.p.A. Mario Ettorre, Chief Data and Analytics Officer presso Invitalia - S.p.A 16:00 Consapevolezza e misura dei processi Stefano Tomasini, Direttore Centrale Organizzazione Digitale presso INAIL 16:30 Machine Learning, Big Data e Process mining. Predittività real-time sui processi di business Alessandro Ruberti, Chief Data Scientist, HSPI S.p.A. 17.00 Q&A e conclusioni  Paolo Spagnoletti, Professore Associato di Organizzazione Aziendale e co-direttore Scientifico di EMIT -Executive Program in Digital Innovation & Governance - LUISS Business School 17.15 Cocktail

14 Novembre 2019

Open Day MBA Weekend 30 novembre 2019

30 NOVEMBRE 2019| 10:00 -13:00 OPEN DAY MBA Creatività e Innovazione: le Soft Skills per guidare il cambiamento Oggi le aziende hanno sempre più bisogno di persone pronte a gestire il cambiamento e capaci di elaborare soluzioni che tengano conto di tutti gli aspetti manageriali. Se desideri essere un motore di innovazione all’interno della tua organizzazione non puoi prescindere dallo sviluppare un set di soft e hard skills e trasversali.  Se stai pensando a un percorso formativo di perfezionamento che si possa coniugare con la tua attuale attività lavorativa, sabato 30 novembre alle ore 10:00 ti aspettiamo presso la Luiss Business School per scoprire i nostri programmi MBA Weekend, l’Executive MBA erogato in lingua italiana e il Part-Time MBA  in lingua inglese, ideati per chi desidera consolidare il proprio bagaglio di competenze manageriali, velocizzare la propria carriera ed accrescere la consapevolezza del proprio progetto professionale. L’Open Day prevede inoltre un Business Talk sul topic “Creatività, Innovazione e Risorse” con Jose D’alessandro, Adjunct Professor della Luiss Business School e precedentemente manager per brand internazionali tra cui Coca-Cola, Sprite, Knorr, Pirelli, Dunlop, Vespa, e Moto Guzzi. Al termine dell’incontro il Luiss MBA Staff sarà a tua disposizione per dei colloqui informativi one-to-one durante i quali potrai approfondire il programma di tuo interesse. L’evento si svolgerà a Roma nella prestigiosa sede di Villa Blanc. Per maggiori informazioni scrivere a mba@luiss.it. AGENDA  10.00 Registrazione e Welcome Coffee 10:30 Presentazione della Business School 11.00 Business Talk con Jose D’Alessandro 12.30 Focus sui programmi MBA ed Executive MBA formula weekend 13:00 Colloqui di approfondimento one-to-one REGISTRATI KEYNOTE SPEAKER Jose D’Alessandro Adjunct Professor presso Luiss Business School dove è impegnato nello sviluppo di un progetto per portare in azienda il mindset imprenditoriale. Come manager si è occupato di alcuni tra i maggiori brand mondiali, tra cui Coca- Cola, Sprite, Knorr, Pirelli, Dunlop, Vespa, e MotoGuzzi, vivendo in 5 paesi e coordinandone fino a 48. Ha gestito innovazione, turnaround, marketing ed internazionalizzazione nei FMCG, nei prodotti semi-durevoli e nell’automotive, con ruoli che vanno dal marketing manager a direttore di Business Unit, a Executive Vice President. La sua ultima posizione in azienda è stata di EVP Europa per la Piaggio. Ha poi contribuito a creare il Blue Earth Network, società emergente di consulenza in innovazione e iconic branding, che annovera come clienti: Royal Philips, Heinz, Pirelli, Toyota, New Tree e The Red Lake Nation. 14/11/2019 

08 Novembre 2019

MBA Milano: la prima edizione dell’innovativo programma Part-Time targato Luiss Business School

Si apre oggi la prima edizione del Master in Business Administration della Luiss Business School presso la sede di Milano. Si apre oggi la prima edizione del Master in Business Administration della Luiss Business School presso la sede di Milano. Innovazione digitale e leadership sono i pilastri che caratterizzano questo percorso di sedici mesi in formula Part-Time, progettato per talenti che vogliono essere competitivi in uno scenario economico in costante trasformazione. Una classe che riflette il valore aggiunto del networking proprio dell’offerta formativa Luiss Business School, in quanto composta per il 63% da middle manager con un background tecnico scientifico e una media di otto anni di esperienza lavorativa in ambiti telco, fashion, digital business e consulenza. Una classe che inoltre, si distingue per la spiccata gender diversity, poiché composta per il 52% da donne. Coach e Career Advisor personalizzati: MBA boutique a Milano “La Luiss Business School è riuscita a conciliare numeri importanti al senso di boutique, elemento distintivo che ci ha permesso di competere e vincere sfide formative e di mercato. Sono orgoglioso di essere qui ad accogliere la prima edizione del nostro Part-Time MBA Milano”: così il prof. Raffaele Oriani, Associate Dean Luiss Business School ha dato il benvenuto ai nuovi studenti. Il programma infatti, mette a disposizione dei partecipanti un pacchetto di consulenza professionale personalizzata, ribattezzato “Pantheon”, all’interno del quale ciascuno studente può avvalersi di: un coach personale certificato dalla International Coach Federation; un mentore appartenente alla prima linea aziendale delle principali società operanti in Italia; un personal career advisor specializzato nell’orientamento.  MBA per futuri leader “Un MBA è uno dei momenti di maggior influenza professionale e personale di un leader” ha sottolineato Valeria Pardossi, direttrice del Master, Professor of Practice Luiss Business School e già HR Director di EY per l’area Med – Italia, Spagna e Portogallo. “Siate concentrati su questo percorso, siate curiosi, mettetevi continuamente in gioco con ambizione” sono i suoi consigli agli studenti. Un programma con una formula sfidante, poiché affianca agli insegnamenti core nel campo del business e del management, 4 learning labs progettati insieme ai corporate partner della Business School, che metteranno alla prova i partecipanti sullo sviluppo di strategie di crescita sostenibile, digital customer experience e behavior development. 11/08/2019 

31 Ottobre 2019

International Executive Programme in Marketing

International Executive Programme in Marketing è il nuovo programma della Luiss Business School ideato per imprenditori e middle manager di talento che desiderano vivere un’esperienza internazionale di primo piano ed acquisire una visione globale integrata nell’area del Marketing & Sales. Il programma, erogato interamente in lingua inglese, in partenza a Febbraio 2020 offre un'esperienza formativa e culturale intensiva in 2 paesi (Italia e Francia) e 3 campus universitari d'eccellenza: Il Campus Villa Blanc a Roma della Luiss Business School, il Luiss Hub di Milano e il prestigioso campus di un’università partner a Parigi. SCOPRI DI PIU' Perché scegliere l’International Executive Programme in Marketing? >> Formula executive weekend di complessivi 9 mesi per continuare a svolgere la propria professione per l’intera durata del programma e poter applicare da subito quanto appreso in aula; >> Network internazionale: 2 business school, 3 città europee per immergersi in un contesto realmente globale, che permette di avere accesso a una rete di contatti e opportunità sempre più ampia; >> Mindset globale: colleghi da diversi paesi, una faculty internazionale proveniente da due business school europee di eccellenza e un confronto continuo con top manager internazionali; >> Contenuti all'avanguardia per migliorare le performance in ambiti strategici per il business quali il marketing e le vendite: AI, IoT, CRM, Social Media, E-commerce, agile marketing etc. >> Faculty composta da docenti italiani e internazionali e professionisti in ambito Marketing & Sales provenienti dall’ampio network aziendale della Luiss Business School. >> Esperienza digitale: corsi online tra un modulo e l'altro per dare continuità all'esperienza formativa. Scopri di più sulla prima edizione dell’International Executive Programme in Marketing scaricando la brochure e contattandoci all’indirizzo mail: executive@luissbusinessschool.it o al numero 06 85 22 2358. SCARICA LA BROCHURE 31/10/2019

30 Ottobre 2019

Turismo sostenibile: il progetto europeo Luiss Business School per le PMI

Luiss Business School ha rappresentato l’Italia nel progetto europeo di ricerca e formazione, Sustain-T – Sustainable Tourism through Networking and Collaboration, rivolto ad imprenditori, rappresentanti delle associazioni di categoria, esperti e personale delle piccole e medie imprese che operano nel settore turistico, per sensibilizzare e favorire l’adozione di pratiche sostenibili. I fabbisogni manageriali delle piccole e medie imprese per un turismo sostenibile Insieme ai partner Portuguese Tourism Confederation – PT e Chamber of Commerce and Industry Csongrád County – HU, Luiss Bussiness School ha svolto un’attività di ricerca basata sulla predisposizione di una survey, volta a raccogliere un consistente volume di informazioni sui fabbisogni manageriali e gestionali delle PMI nel settore del turismo.   Questa indagine ad ampio spettro è stata articolata in modo da identificare il grado di consapevolezza e conformità delle PMI ai principi internazionali del turismo sostenibile; le sfide che gli imprenditori devono affrontare per rendere imprese e servizi più sostenibili dal punto di vista ambientale; infine, i gap formativi e di competenze manageriali per il possibile miglioramento della produttività e sostenibilità di tali organizzazioni. L’indagine ha evidenziato che il fabbisogno di maggiore sostenibilità nelle imprese operanti nel settore turistico è percepito soprattutto rispetto all’impatto in termini di reputazione (55% del campione analizzato), di soddisfazione del cliente (60%) e di una relazione più virtuosa con le realtà locali in cui le PMI sono inserite (45%). La ricerca ha permesso di individuare che tra i fattori che maggiormente ostacolano la realizzazione di pratiche sostenibili, la mancanza di un quadro informativo chiaro e sistematizzato è centrale (72%). Un gap che ha messo in luce come il fabbisogno di conoscenze e competenze manageriali sul tema possa essere efficacemente colmato attraverso soluzioni e-Learning, che il 68% delle imprese intervistate ritiene idoneo per sé e i propri collaboratori. Non secondaria per la realizzazione di sistemi turistici sostenibili, l’esigenza di maggiori iniziative di networking e collaborazioni tra imprese. Un manuale operativo per un turismo sostenibile   L’esito di questa survey ha dato luogo alla produzione di un manuale operativo e di specifiche linee guida per supportare le PMI che operano in ambito turistico, nella realizzazione di business sostenibili. Sono stati quindi predisposti 6 moduli formativi con i relativi questionari di autovalutazione in 6 lingue (EN, IT, ES, HU, PT, BG), tutti disponibili sulla piattaforma e-learning del progetto in modalità open-access, sui temi di gestione sostenibile nel settore del turismo; benefici socio-economici del turismo sostenibile per le comunità locali; benefici del turismo sostenibile per il patrimonio culturale; turismo sostenibile che dà benefici all'ambiente; benefici della collaborazione e del fare rete per le imprese turistiche; innovazione e competitività nel settore del turismo sostenibile. Scopri il progetto  30/10/2019   

28 Ottobre 2019

Tre strade per il cuneo fiscale

  Commento di Paolo Boccardelli, Direttore Luiss Business School, pubblicato su Repubblica Affari & Finanza, 28 ottobre 2019 Il sistema fiscale di ciascun Paese ha lo scopo di promuovere lo sviluppo economico, aumentando al tempo stesso le entrate per rispettare le priorità del governo. Un sistema fiscale ben strutturato è quindi funzionale alla crescita economica, e si differenzia da uno più macchinoso che, facendo lievitare i costi, danneggia l’intera economia interna. Inoltre, a livelli di tassazione meno elevati corrispondono maggiori investimenti, nuova occupazione, e quindi maggiori consumi. Ancora, la globalizzazione delle imprese ha accentuato la competitività tra gli Stati, che oggi devono essere in grado di proporre condizioni fiscali vantaggiose per attrarre gli investimenti. Perché ridurre il peso del cuneo fiscale sul costo del lavoro L’agenda della Commissione Europea punta a rafforzare l’integrazione delle economie, garantendo un coordinamento fiscale equo ed efficace, che rappresenta un elemento centrale del modello sociale ed economico europeo. Secondo l'International Center for Tax and Development, le entrate fiscali totali rappresentano oltre l'80% delle entrate pubbliche totali in circa la metà dei Paesi del mondo. In particolare, a Cuba, in Francia, in Danimarca, in Norvegia, e in Svezia le entrate fiscali totali risultano superiori al 30%; in Paesi come la Libia e l'Arabia Saudita, invece, le tasse rappresentano meno del 2% del reddito nazionale. Più in generale, le imposte riducono in media la disuguaglianza di reddito di circa un terzo (fonte: OECD); negli Stati Uniti, ad esempio, in cui sono presenti elevati livelli di disuguaglianza, è possibile beneficiare di una riduzione di circa il 17%. La fiscalità rappresenta uno dei fattori che la maggioranza delle startup inserisce al primo posto fra i freni allo sviluppo, e il Parlamento europeo stima che la perdita annua legata all’evasione, all’elusione, e alla frode fiscale ammonta a 50-70 miliardi di euro. Secondo il rapporto annuale dell’OCSE “Taxing Wages”, l’Italia è al terzo posto tra i Paesi OCSE per il peso del cuneo fiscale sul costo del lavoro, seguita a ruota dalla Francia (47,6%) e ben staccata dalla Spagna quindicesima nella graduatoria (39,3%); peggio del nostro Paese, soltanto Belgio (53,7%) e Germania (49,7%). Di fatto, nel nostro Paese, secondo la Commissione Europea, pur essendo la tassazione in diminuzione, il carico fiscale sul lavoro mantiene livelli considerevoli. Sebbene dallo scorso luglio siano entrate in vigore alcune misure agevolanti per piccole e medie imprese innovative, a volte, a rendere ancora più complicata la situazione, è l’onere economico e amministrativo delle tasse sulle piccole imprese, che pesano nel complesso ben più che nelle imprese medio-grandi. Secondo l’International Tax Competitiveness Index, che prende in considerazione oltre 40 variabili di politica fiscale dei Paesi dell’OCSE, l’Estonia è al primo posto come miglior sistema fiscale; l’Italia, invece, si posiziona al 34esimo. Il tema è al centro anche dell’agenda europea: a seguito della crisi finanziaria, la strategia della Commissione Europea si è focalizzata sull'ampliamento dei canali di finanziamento disponibili per le imprese, con lo scopo di salvaguardare il potenziale di crescita dell’intero sistema produttivo europeo. Ma non solo: oltre agli interventi volti a ridurre i rischi sistemici, sono state adottate misure per favorire lo sviluppo di private equity e venture capital, in aggiunta a progetti infrastrutturali di lungo periodo. Una riforma fiscale che favorisca la nascita e la crescita di nuove imprese In un contesto caratterizzato da crisi dei modelli tradizionali, dalla ricerca di nuove opportunità, e dalla necessità di individuare misure volte a promuovere lo sviluppo e la competitività del Paese, la parola d’ordine è “crescita sostenibile”, raggiungibile attraverso un migliore accesso ai finanziamenti, un’elevata patrimonializzazione e incentivi a favore di startup e PMI innovative. A ciò, si aggiunge la necessità di mantenere aliquote fiscali basse, in modo da attrarre gli investimenti in un contesto mondiale in cui i capitali sono sempre più mobili. Insomma, la leva fiscale gioca un ruolo cruciale in un Paese che ambisca a essere competitivo a livello locale e globale. La vera sfida risiede quindi nella capacità di sviluppare una riforma fiscale che possa favorire la nascita e la crescita di nuove imprese, creando un contesto fertile e adatto per lo sviluppo imprenditoriale. Tra gli interventi prioritari rientrano la riduzione dei costi della produzione, la diminuzione del carico fiscale, l’incremento degli investimenti in ricerca e sviluppo, ed i finanziamenti a favore di imprese innovative. In particolare, tre possono essere le linee di intervento. La prima passa attraverso un sistema premiante per le attività che generano più sviluppo sia a livello nazionale che territoriale. In secondo luogo, è necessario innalzare sensibilmente il livello di certezza del diritto, spesso un freno allo sviluppo degli investimenti in Italia. Infine, occorre stimolare, anche attraverso incentivi fiscali alle aggregazioni tra imprese, la crescita dimensionale per rendere queste ultime maggiormente in grado di competere sui mercati globali. 28/10/2019  

28 Ottobre 2019

In agricoltura troppe imprese piccole, un patto tra territorio e industria

  Commento di Matteo Caroli, Associate Dean for Executive Education Luiss Business School, pubblicato su Repubblica Affari & Finanza, 28 ottobre 2019 L’agricoltura italiana è sempre più avviata verso l’eccellenza internazionale: le aree di miglioramento ovviamente non mancano, ma i dati sono positivi e robusti. Nel nostro Paese, il valore aggiunto agricolo supera il 2% di quello totale, contro l’1,7% della Francia e cifre al di sotto dell’1% in Germania e Regno Unito. Dal 2015, l’occupazione in agricoltura è in deciso aumento ed è ormai pari a poco meno del 4% del totale; anche in questo caso, il dato è molto superiore a quello di Francia, Germania e Regno Unito. Nell’ultimo decennio, la produttività del lavoro è cresciuta in maniera consistente, anche se il dato congiunturale degli ultimissimi anni non è positivo. Infine, si registra un incremento di quasi il 4% delle esportazioni agricole; di circa il 6% dei prodotti alimentari trasformati e del 7,5% delle bevande. Agricoltura: più occupazione, export e produttività Sono i risultati di un processo avviato una quindicina di anni fa, quando si iniziò a percepire il grande potenziale economico delle nostre filiere agroalimentari e, allo stesso tempo, l’attrattività di questi comparti da un punto di vista anche lavorativo, sociale e culturale. Come in altri settori, si comprese che la strada maestra non poteva che essere la qualità del prodotto e la valorizzazione del suo legame a tutto tondo con il territorio di origine. Oggi l’Italia vanta il più alto numero di prodotti agroalimentari a denominazione registrati nella UE, con una buona distribuzione territoriale, grazie all’accelerazione in questi ultimissimi anni delle regioni meridionali. Sono anche in crescita il numero degli operatori, degli impianti di trasformazione e della superfice agricola coinvolti nelle filiere dei prodotti DOP e IGP. E non è solo un fatto di certificazioni: a livello internazionale, i prodotti agroalimentari italiani sono quasi sempre posizionati nelle fasce alte, non di rado “premium”, dei mercati. Un posizionamento forte che riguarda non solo le specifiche marche, ma spesso l’offerta nel suo insieme di numerose tipologie di prodotto, magari di nicchia. Valorizzazione del territorio di origini dei prodotti Tuttavia, la sempre maggiore complessità del consumatore e la rapida crescita dell’offerta proveniente dai Paesi emergenti spostano sempre più in alto l’asticella. Le nostre imprese devono quindi continuare a migliorare su tutte le componenti fondamentali della qualità percepita del prodotto alimentare: sicurezza, salute, benessere ed esperienzialità. È anche necessaria un’intensa azione di comunicazione per sviluppare nel largo pubblico una vera educazione alimentare, che chiarisca come l’impatto sulla salute non dipenda dalle caratteristiche di un singolo alimento ma dalla qualità della dieta e quindi dai quantitativi complessivamente assunti, oltre che da un corretto stile di vita. Bisogna continuare a lavorare sulla qualità “esperienziale” in termini di miglioramento del gusto, di valorizzazione dei significati immateriali del prodotto, delle sue connessioni con il territorio di origine e con la cultura locale; potenzialmente rilevante è anche la storia del prodotto e dell’azienda che lo realizza. Agricoltura più smart: investire nell’innovazione Cruciale è inoltre il tema dell’innovazione. Le quattro grandi traiettorie tecnologiche in atto, digitale, big data, intelligenza artificiale e “internet of things”, blockchain determineranno un cambiamento strutturale dell’agricoltura: da un lato, favoriscono il radicale miglioramento della produttività e la riduzione dei costi; dall’altro, creano le condizioni per garantire la massima sicurezza alimentare e il perfetto adeguamento dell’offerta alle specifiche esigenze del singolo cliente. Gli spazi di crescita sono amplissimi, considerato, ad esempio, che si stima sia gestita in modo “smart” solo l’1% della superfice agricola nel nostro Paese. Che il settore sia in fermento è confermato anche dalle circa cento start-up innovative nate in questi anni in Italia per fornire tecnologie per il miglioramento dell’efficienza e la sostenibilità delle produzioni agricole. Tre condizioni per la crescita dell’agricoltura in Italia  Ci sono tre condizioni, tra loro collegate, fondamentali perché il nostro sistema agricolo colga queste opportunità e rafforzi la sua espansione qualitativa e quantitativa. La prima è l’integrazione con l’industria di trasformazione: lo sviluppo anche nei Paesi emergenti di imprese agroalimentari di grandissime dimensioni capaci di competere sui mercati internazionali, la necessità di realizzare forti investimenti in tecnologia, l’aumento dei rischi determinato dai cambiamenti climatici, il crescente squilibrio tra domanda e offerta di alimenti sono tutte sfide che si affrontano meglio integrando la filiera così da raggiungere una adeguata “massa critica” in termini di capacità produttiva, visibilità sul mercato, produttività, efficienza logistica. La seconda condizione è quindi il superamento del nanismo delle imprese agricole (e alimentari) italiane. Anche in questo caso, la tendenza è positiva: da diversi anni si osserva una costante concentrazione dei terreni agricoli in un numero decisamente minore di aziende: in particolare, dal 2013 il loro numero è diminuito di quasi un quarto, mentre la superficie agricola utilizzata è leggermente aumentata; di conseguenza, la superficie media aziendale è cresciuta da circa otto a oltre undici ettari. Infine, è necessaria una strategia a livello nazionale che indirizzi lo sviluppo delle produzioni agricole sulla base delle reali vocazioni dei territori; serve un approccio analogo a quello dei cluster nel manifatturiero o nei servizi avanzati: specializzazioni produttive (che non significa necessariamente mono-culture) in relazione alle caratteristiche del contesto, e filiere integrate possibilmente fino alla distribuzione al cliente finale. 28/10/2019

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