News & Insight
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17 Gennaio 2019

Il programma di Sviluppo Manageriale in partenza a Milano

Il programma di Sviluppo Manageriale, giunto alla 41esima edizione, è in partenza il 25 gennaio per la prima volta a Milano, presso il Milano LUISS Hub. Sviluppo Manageriale è il programma intensivo di General Management della LUISS Business School, adatto a tutti i professionisti che vogliano completare la propria preparazione in ambito strategico, finanziario, amministrativo e commerciale attraverso un approccio pratico ed esperienziale, imprimendo così un’accelerazione al proprio sviluppo professionale e personale. È un percorso flessibile, articolato in 14 short weekend e 4 webinars in distance learning, che coprono tutte le aree del business management. Con il programma di Sviluppo Manageriale, i candidati saranno immersi in una realtà eterogenea e complessa, attraverso la quale sarà possibile ampliare la propria rete professionale. Ogni tema trattato con una metodologia blended, così da poter applicare concretamente nell’ambito dell’azienda le nozioni apprese. Un programma pensato per mettersi in gioco e affrontare la realtà pratica del mondo manageriale. Il 25 gennaio il programma inizia con una lezione del Prof. Simone Tani, che ha per obiettivo introdurre come approcciare la complessità e come i manager affrontino il tema della complessità nella gestione delle organizzazioni. L’attenzione è soprattutto al modo in cui si formano convinzioni, approcci manageriali e strategie che, senza la consapevolezza critica offerta dalle visioni legate alla complessità, rischiano di non comprendere fenomeni fondamentali di contesti organizzativi come quelli odierni, fortemente influenzati da dinamiche di cambiamento e imprevedibilità. Simone Tani è Adjunct Professor alla LUISS Business School e professore di leadership e organizzazione al dipartimento di scienze politiche della LUISS. Si occupa di cambiamento organizzativo in contesti pubblici e privati. Già membro del Nucleo Tecnico per il Coordinamento della Politica Economica della Presidenza del Consiglio, ha ricoperto numerosi ruoli di significativo impatto organizzativo nella pubblica amministrazione centrale e locale. Ha lavorato in General Electric in varie posizioni worldwide. Laureato in economia, ha conseguito master e dottorato in economia dell'innovazione alla Scuola Superiore di Studi Universitari e Perfezionamento Sant'Anna di Pisa.   SCARICA LA BROCHURE    Per info T 06 85 22 2358/2327 executive@luissbusinessschool.it 16/01/2019 

17 Gennaio 2019

In partenza il Master in Cybersecurity – politiche pubbliche, normative e gestione

  La seconda edizione del Master in Cybersecurity – politiche pubbliche, normative e gestione della LUISS Guido Carli è in partenza il 15 febbraio 2019. Il Programma, Master di II livello, nato dalla collaborazione tra LUISS Business School, LUISS School of Government, LUISS School of Law e LUISS School of European Political Economy, fornisce un approccio multidisciplinare ai più importanti aspetti della Cybersecurity e ai grandi cambiamenti tecnologici, culturali e organizzativi che richiede per essere implementata. La Digital Transformation, infatti, se da un lato offre numerose opportunità, dall’altro richiede adeguati sistemi di protezione che si basano su un sapere interdisciplinare, non solo tecnologico ma anche manageriale, economico e giuridico. Si rende perciò sempre più indispensabile la presenza di una figura esperta in Cybersecurity con un’ottica a 360°, capace di gestire processi, applicazioni ed infrastrutture con una visione strategica. La stretta collaborazione delle Scuole LUISS apporta un ulteriore valore aggiunto al percorso, fornendo contenuti derivanti dalla propria esperienza. La didattica del Master è infatti suddivisa in quattro aree tematiche: Area 1 - Istituzioni e sicurezza cibernetica Area 2 - Diritto e sicurezza cibernetica Area 3 - Management ed economia della sicurezza cibernetica Area 4 - Tecnologie digitali e sicurezza cibernetica Il contributo della LUISS Business School si sostanzia nell’area didattica del “Management ed economia della sicurezza cibernetica”: un percorso didattico che fornisce una visione esaustiva delle minacce cibernetiche, dell’Enterprise Governance della Cybersecurity, del Risk Management e dell’Economics of Cybersecurity. La didattica si compone di lezioni frontali, simulazioni, case-study, laboratori e seminari con la partecipazione di esperti nazionali ed internazionali della materia. Il Master di II Livello in Cybersecurity mira a formare figure professionali che sappiano far fronte alle numerose sfide in ambito nazionale ed internazionale, con molteplici sbocchi lavorativi: aziende pubbliche, P.A., società di consulenza tecnologica e strategica, studi legali e start-up. BORSE DI STUDIO DISPONIBILI Electronica SpA offre agli iscritti al Master 2 borse di studio del valore di 5000 euro ciascuna, a copertura parziale delle tasse di iscrizione. Sono altresì disponibili 5 borse di studio INPS, a copertura totale della retta, in favore dei dipendenti della pubblica amministrazione iscritti alla Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali che intendono partecipare al Master. SCARICA LA BROCHURE 16/01/2019 

17 Gennaio 2019

Il manager del futuro

In occasione dell’evento "DIVENTIamofuturo" per la celebrazione dei vent’anni di attività della Fondazione Fondirigenti “G. Taliercio”, promossa da Confindustria e Federmanager, Paolo Boccardelli, Professore Ordinario di Management e Strategie d’Impresa LUISS Guido Carli e Direttore LUISS Business School ha presentato il paper “Il Manager del Futuro”. Il paper ha raccolto i contributi di sedici opinion leader e manager che provengono da contesti imprenditoriali, aziendali, istituzionali e accademici, con lo scopo di identificare i tratti essenziali dei leader del futuro. Numerosi mega-trend, tra i quali rientrano i cambiamenti demografici e climatici, la globalizzazione, la crescita della classe media, l’evoluzione della forza lavoro e la digitalizzazione, stanno trasformando e trasformeranno il mondo nell’arco dei prossimi anni. In un simile scenario, caratterizzato da complessità, volatilità e incertezza, i leader si trovano a dover navigare tra le diverse sfide. Per poter cogliere le molteplici opportunità, occorre ripensare continuamente le proprie strategie. L’analisi delle teorie di leadership strategica e i contributi di autorevoli opinion leader ha consentito di identificare le competenze distintive dei manager del futuro: capacità di adattamento, sostenibilità, inclusività, innovazione, spirito di collaborazione, creative thinking, visione di lungo termine, execution, orientamento al valore condiviso. In base all’analisi dei dati a disposizione, il segreto della nuova leadership risiede nella capacità di portare a termine gli obiettivi dell’organizzazione, stimolando e coinvolgendo l’intero team nel progetto strategico orientato al lungo termine. Il manager del futuro deve essere camaleontico, in grado di sviluppare un’ampia conoscenza delle varie discipline, e responsive, in grado di trasformare la vision dell’impresa in azioni concrete al fine di creare valore condiviso. Dallo studio dei contributi, quindi, emerge con chiarezza la necessità di comprendere e gestire le complessità, di sviluppare idee e innovazione e di orientarsi verso uno stile di leadership responsabile che possa coinvolgere tutti gli stakeholder. LEGGI LA RICERCA 16/01/2019 

16 Gennaio 2019

EMIT Speech: Innovare i processi aziendali per supportare la trasformazione digitale

L’innovazione tecnologica offre alle aziende pubbliche e private l’opportunità di rivoluzionare il proprio modo di lavorare, sia aumentando l’efficacia e l’efficienza dei processi in modo significativo, sia innovando le modalità di lavoro. Cogliere queste opportunità è una sfida molto complessa, che va oltre la semplice realizzazione di un sistema informatico, ma che richiede profonda conoscenza degli obiettivi aziendali, dei processi di lavoro e delle opportunità di mercato. Gli approcci lean alla revisione dei processi forniscono le tecniche necessarie per cogliere queste opportunità. Il 31 gennaio alla LUISS Business School, una tavola rotonda dedicata. PROGRAMMA 14:30 Accreditamento Ospiti 15:00 Indirizzo di Saluto e introduzione Paolo Spagnoletti, Professore Associato di Organizzazione Aziendale e co-direttore Scientifico dell’Executive Program in Management dell’IT LUISS Business School 15:15 Tavola rotonda: Innovare i processi aziendali per supportare la trasformazione digitale Roberto Carbone, Senior Manager HSPI e co-direttore Scientifico dell’Executive Program in Management dell’IT Fabrizio Majorana, CEO Six Sigma Management Institute Europe Maria Elena Nenni, Docente di Operations Management presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II e referente scientifico sul Project Management LUISS Business School Alessandro Petrillo, Responsabile Miglioramento Continuo e Innovazione Gruppo Bancario Iccrea Leonardo Quattrocchi, Adjunct Professor su Digital Transformation LUISS Business School Modera: Paolo Spagnoletti, Professore Associato di Organizzazione Aziendale e co-direttore Scientifico dell’Executive Program in Management dell’IT LUISS Business School 16:45 Q&A Conclusioni 17.00 Cocktail La partecipazione all’evento è libera, per motivi organizzativi è gradita la registrazione. REGISTRATI 16/01/2019

02 Gennaio 2019

Il nostro 2018

A gennaio abbiamo lanciato la seconda edizione di GROW – Generating Real Opportunities for Women, l’impegno della LUISS Business School per la diversity, insieme alle aziende partner. Flavia Berruti, studentessa del Master in Marketing Management, ha partecipato sia alle attività di Job Shadowing, sia al progetto Data Girls: questo è il racconto di come GROW si sia dimostrato una concreta opportunità di crescita e potenziamento delle skill, in particolare in ambito Data Analytics. Oggi Flavia si occupa di Marketing in Lux Vide. Guarda il video  Una scelta, una passione, una professione: l’Impresa di famiglia. A febbraio abbiamo lanciato il corso in Family Business Management, progettato come un’esperienza formativa e relazionale, per mettere in contatto i professionisti e i consulenti delle imprese familiari con i presidenti e gli amministratori delegati che hanno condiviso, in particolare, le diverse testimonianze di passaggio generazionale. Storie che abbracciano il sistema economico di tutto il Paese, raccontato dalle voci degli studenti e dei guest speaker. Guarda il video A marzo abbiamo presentato la ricerca “Dalla digital transformation all’open innovation: le strategie del mondo Pharma” realizzata in collaborazione con Gi Group, per valutare gli impatti dei trend nel settore Pharma sulle organizzazioni delle aziende farmaceutiche, con un focus specifico sulle competenze necessarie per affrontare i diversi cambiamenti, in particolare rispetto ai processi di digitalizzazione. Leggi di più   Leader for Talent: gli studenti della LUISS Business School incontrano leader, top manager ed esponenti del mondo aziendale per un confronto diretto e interattivo sul significato reale di essere leader che guidano il cambiamento. Ad aprile l’incontro con John E. Pepper, Jr. – Retired Chairman and CEO, The Procter & Gamble Company. Guarda il video      A partire dal mese di maggio, si è tenuto il corso “Future Project Leaders” nato nell’ambito della partnership con Terna. Formazione è la parola chiave per andare oltre la comfort zone, rispondere ai cambiamenti, sia delle organizzazioni che personali, e alle sfide globali della sostenibilità. Scopri le storie dei protagonisti! Guarda il video     A giugno abbiamo sottoscritto con Confindustria il “Progetto MIDCAP”. MIDCAP nasce per supportare la crescita delle imprese italiane medie e medio piccole, attraverso nuovi strumenti finanziari e programmi di formazione dedicati. Scopri il progetto! Leggi di più       A luglio abbiamo presentato la partnership con Snam per il Master in Management & Technology, major in Energy Industry, un accordo che ha sancito le iniziative per la formazione dei professionisti che opereranno nel campo dell’ecosistema energia, raccogliendo le sfide della e delle fonti rinnovabili. Guarda il video      A settembre abbiamo dato il benvenuto a 25 talenti internazionali da 6 diverse business school per la seconda edizione dell’MBA International Week. Il business case ha avuto come tema le future prospettive nel Management dei Beni culturali, in relazione ai cambiamenti nella produzione e nel consumo di arte, sfidando i partecipanti a progettare una strategia per aumentare la riconoscibilità delle Scuderie Del Quirinale a livello nazionale e internazionale. Guarda il video   Con l'Induction Week, a ottobre abbiamo dato il benvenuto agli studenti e alle studentesse dei master per l'inizio del percorso scelto alla #LUISSBusiness! Sfoglia la gallery         “Ovunque i nostri studenti siano nel loro futuro, saranno gli ambasciatori della formazione appresa alla LUISS Business School”: a ottobre si è tenuto il Graduation Day degli studenti Part-time MBA e Full-time MBA. Silvia De Dominicis, CEO Johnson & Johnson Medical, ha tenuto il Commencement Speech. Congratulazioni! Guarda il video     Nuove tecnologie: non solo minacce, ma anche opportunità per il consolidamento e la competitività delle banche italiane. Queste alcune delle conclusioni presentate durante l’evento “The Italian Banking Conference 2018”, che si è tenuto a novembre presso il Milano LUISS Hub. La giornata ha voluto aprire una finestra di dialogo fra imprese, istituzioni e accademia per favorire il confronto sulle prospettive di sviluppo del sistema bancario nazionale, coinvolgendo alcuni tra i più illustri nomi dell’economia e della finanza. Leggi di più “Avere senso di responsabilità e coraggio. Essere umili, cioè consapevoli dei propri limiti. Costruire un management team sulla base di valori che siano espliciti e condivisi. Ecco come un leader agisce: Stefano Donnarumma, AD di Acea SpA, per il primo appuntamento di Leader for Talent dedicato agli Alumni #LUISSBusiness, che si è tenuto a dicembre. Leggi di più

29 Dicembre 2018

Dalla digital transformation all’open innovation: le strategie del mondo Pharma

Nuove traiettorie evolutive, scelte strategiche e fabbisogni professionali Una ricerca di Paolo Boccardelli, Direttore LUISS Business School, Federica Brunetta, Assistant Professor LUISS Guido Carli University - Department of Business and Management, Luca Magni, Adjunct Professor LUISS Business School, Emanuele Mangiacotti, Adjunct Professor LUISS Business School.   Il progetto è stato realizzato in collaborazione con Gi Group: per condurre la ricerca, gli autori si sono interfacciati con gli stakeholder del settore in modalità partecipative differenziate, coinvolgendo docenti e ricercatori della LUISS Business School, manager di Gi Group, nonché CEO e HR Director del settore, per garantire un dialogo e una analisi delle diverse realtà che operano nel comparto. Il lavoro di ricerca è stato mirato a valutare gli impatti dei trend nel settore Pharma sulle organizzazioni delle aziende farmaceutiche, con un focus specifico su quali competenze siano necessarie per affrontare i diversi cambiamenti. In particolare, l’obiettivo degli autori è stato di indagare i potenziali impatti sulle competenze necessarie alle organizzazioni del settore pharma, in particolare rispetto ai processi di digitalizzazione. LA FILIERA DELL’INDUSTRIA farmaceutica sta vivendo un’evoluzione sempre più rapida e continua, caratterizzata da una crescente complessità del suo variegato ecosistema, fatto di centri di ricerca universitari, medici, legislatori, sistemi regolatori, sanità pubblica e privata, pazienti, e altro ancora. Inoltre sia la filiera, che l’ecosistema stesso sono sempre più esposti e profondamente impattati da fenomeni trasversali: uno per tutti è quello della digital transformation. Un primo effetto di tutto ciò è l’aumento del rischio d’impresa, a cui le aziende farmaceutiche rispondono con proprie strategie, frutto e riferimento della ricerca, della tecnologia, dei vincoli regolatori e di mercato. In questo frangente, tra le tante iniziative strategiche, l’open innovation ha trovato uno spazio importante, sia come strumento di valorizzazione della ricerca che del know-how: le aziende collaborano con i clienti e fornitori nello sviluppo di nuovi prodotti e nuove tecnologie, mettendo a disposizione di altri player di mercato una serie di informazioni con l’obiettivo di favorire quell’innovazione che porta a una migliore qualità. Negli ultimi due decenni l’invecchiamento della popolazione nei Paesi più ricchi, la crescita della classe media nei Paesi emergenti e lo spettro conseguente di una spesa sanitaria fuori controllo hanno spinto politici, media e opinione pubblica a demonizzare aziende e operatori del comparto, spingendo verso modelli di relazione sempre più sofisticati e multidimensionali rispetto a quello tradizionale, incentrato sulle sole due classi d’interlocutori di pazienti e medici. È, quindi, nato e sta trovando sempre maggior applicazione il Modello delle 5P (Patients, Physicians, Public, Payers, Policy Makers), ovvero un modello di lettura e intervento orientato su nuove necessità e nuove opportunità di relazione tra: i pazienti, che sono più informati, responsabilizzati, ma contemporaneamente anche distratti dalle nuove tecnologie; i medici, che continuano a svolgere un importante ruolo di guida/mediazione attraverso le loro diagnosi e prescrizioni, ma che sempre più spesso, contrariamente a quanto avveniva in passato, lavorano come dipendenti per le organizzazioni sanitarie pubbliche o private. Questa nuova organizzazione del lavoro impatta sulla natura del processo decisionale del medico; la società, ovvero le reti sanitarie e della cura integrata, che sono cresciute, così come il numero degli amministratori sanitari attenzionati sui risultati di salute, sull’innovazione medica, sull’utilizzo proprio del sistema e sulle analisi costi-benefici; i contribuenti, che nei Paesi in cui non sono presenti sistemi assicurativi dedicati, operano con un potere assai indiretto e rappresentano una leva determinante solo nel medio-lungo termine. Anche se i contribuenti sono generalmente inelastici quando si tratta di messaggi di marketing, i team di marketing delle grosse realtà industriali del comparto stanno comunque prestando molta attenzione a come il mondo dei contribuenti, sempre più complicato, possa influire sulla redditività commerciale; i politici, con i quali le aziende hanno spesso incontrato difficoltà a interagire, ma con i quali il rapporto è stato sempre e resta essenziale. Il potenziamento delle strutture di Governmental Affairs e Market Access è ormai riconosciuto indispensabile affinché le aziende includano il calendario legislativo come un elemento centrale della propria pianificazione strategica. Digital Transformation Negli ultimi cinque anni il termine “digital transformation” da buzzword è diventata un mantra nel piano strategico di qualsiasi azienda di ogni settore, poiché i vantaggi sia per il mondo della produzione che dei servizi sono molteplici: l’utilizzo di una combinazione di diverse soluzioni tecnologiche porta a maggiore efficienza, miglior operatività̀ e riduzione dei costi. Per gli executive è diventato fondamentale sviluppare la e-leadership; per i lavoratori, invece, sviluppare il mindset e le competenze digitali. Tutti queste trasformazioni di business, industriali, lavorative hanno dato vita alla quarta rivoluzione industriale, nota oramai col nome “Industria 4.0”. Quindi, la digital transformation ha creato opportunità e sfide verso il cambiamento in ogni funzione dell’impresa. Dalle interviste, emerge in particolare la centralità degli HR nle preparare l’ambiente che arriverà tra 5 anni, investendo ad esempio, in figure ad-hoc, come digital accelerator, con un ruolo chiave nel cambiare il mindset dell’azienda, e in nuove competenze, come quelle di Social Media Management, Digital Medicine & Artificial Intelligence, Robotica, Industry 4.0 e Internet of Things, Big Data, Personalized Medicine, di Account Management per la gestione dei gruppi privati in farmacia, di centralizzazione di Gruppi di Acquisto, Virtual & Augmented Reality in Professional Education, tenendo presente. Come ci ricorda un executive, “Il mondo del digitale ci aiuterà a capire di più e anche ad anticipare eventuali dinamiche evolutive delle patologie, riuscire a prevenire e anticipare trattamenti, evitando la cronicità o la gravità”. Open Innovation Con open innovation si fa riferimento alla volontà, da parte delle imprese di settore, di favorire l’innovazione “aperta”, ovvero un modello di innovazione secondo il quale le imprese, per creare più valore e competere meglio sul mercato, ricorrono alla collaborazione con start-up, università, istituti di ricerca, fornitori, inventori, programmatori e altri attori complementari lungo il sistema del valore. Con le parole di uno degli executive: “Il settore farmaceutico in tutto il mondo sta vivendo il secondo tempo di una partita in cui sono cambiate molte cose. Le aziende italiane si devono specializzare oggi su un pezzo della catena del valore e devono cercare connessioni con altri centri di competenza: in questo e per questo l’open innovation diventa un elemento chiave”. Il modello di open innovation rappresenta una deliberata strategia, dal momento che l’impresa beneficia, attraverso la rete aperta, di competenze e asset posseduti dai partner andando ad arricchire la propria base di conoscenze. L’innovazione aperta si è resa necessaria per diversi motivi: la crescente complessità del settore, il dinamismo tecnologico, il conseguente aumento di costi e rischi dei processi di ricerca & sviluppo, il ridotto ciclo di vita dei prodotti. Questo scenario rende il modello tradizionale di “closed innovation” non sufficiente per supportare il vantaggio competitivo, per quanto imprescindibile in alcune fasi della ricerca. La gestione di una strategia di innovazione aperta pone diverse sfide, quali ad esempio la ricerca di un allineamento di obiettivi con i partner, la necessità di trovare un modo efficace di collaborare e un equilibrio tra risorse e conoscenze da condividere con essi. Richiede inoltre anche figure professionali ad-hoc, che sappiano gestire tali criticità e individuare gli strumenti di collaborazione più adatti. Risultati della ricerca Tutte le società intervistate individuano nell’invecchiamento della popolazione, nell’aumento delle patologie croniche che questo inevitabilmente comporta, e nella crescente difficoltà a sostenere economicamente la domanda di assistenza sanitaria, gli elementi di contesto chiave del cambiamento in atto nel settore sanità. Altrettanto alta appare la condivisione circa le direzioni in cui cercare opzioni strategiche di sviluppo e di crescita: la centralità del paziente e dei suoi diritti; la ricerca di economicità di cura e assistenza attraverso la personalizzazione dei processi di diagnosi, terapia e gestione delle patologie; l’uso e la valorizzazione dell’informazione attraverso la raccolta e l’utilizzo finalizzato di dati - sugli aspetti di genomica, di abitudini, di stili di vita - così come lo sviluppo di relazioni con partner più o meno tradizionali quali università, aziende operanti in ambiti tecnologici, finanziari o attivi in altre tipologie di servizi. A fronte della summenzionata visione condivisa del cambiamento, le aziende interpellate riflettono però, comprensibilmente, strategie e tempistiche di esecuzione diverse che sembrano esprimere livelli di attenzione, energia e investimenti diversi. La questione del cambiamento dell’orizzonte competitivo risulta, infatti, molto più vivida e sentita nelle società con gli headquarter (HQ) in Italia, rispetto a quello emerso dalle interviste e nel confronto con le consociate estere, presenti e operanti sul territorio nazionale. In altre parole, possiamo affermare che sebbene tutti gli intervistati siano risultati allineati in termini di visione e lettura del contesto strategico competitivo in cui le loro organizzazioni operano, le consociate locali di aziende con gli HQ all’estero appaiono ancora fortemente focalizzate sul paradigma di business passato, mantenendo un certo timore reverenziale quasi di difesa rispetto a schemi di lavoro e di investimento passati. Questa reverenzialità emerge in particolar modo dal focus che ciascuna di queste società mantiene nelle diverse aree organizzative aziendali, per ognuna delle quali continua a essere confermata, nel tempo, l’attribuzione di priorità e budget necessari a gestire i rapporti più consolidati e tradizionali, piuttosto che a sviluppare e/o ad ampliare le relazioni con nuovi stakeholder. Relativamente alle competenze emergenti, queste possono essere clusterizzate in 4 macro-aree fondamentali: account management, disease management, multiple stakeholders management e open innovation management – macro aree rispetto alle quali il digital mindset appare tagliar trasversalmente molteplici temi di ciascuna e caratterizzare numerose delle soluzioni perseguite. L’evoluzione di competenze specifiche per ogni macro-area esprime cambiamenti di mindset ben caratterizzati, ovvero che puntano a portare le aziende farmaceutiche a guardare: all’account management, per andare oltre i tradizionali vincoli di prezzo e le pratiche di scontistica; al disease management, per superare la prospettiva del prodotto chimico-farmaceutico; al multiple stakeholders management, per allargare l’orizzonte di intervento ed influenza ben oltre i pazienti e i medici; all’open innovation & partnerships management, per perseguire in modo economicamente sostenibile le opportunità di mercato anche oltre i confini, i vincoli ed i mezzi della propria organizzazione. LEGGI LA RICERCA 26/12/2018

21 Dicembre 2018

Borse di studio INPS disponibili per i Master Executive della LUISS Business School

A partire dal 19 dicembre 2018 è possibile presentare la domanda per ottenere le Borse di Studio INPS per la partecipazione ai Master Executive della LUISS Business School   MASTER NUMERO BORSE SCADENZA Open Innovation & IP Management 4 Borse 23 febbraio 2019 Circular Economy Management 4 Borse 3 gennaio 2019 Management della filiera della salute – EMPHA e MAS 4 Borse 3 gennaio 2019 Part-time MBA 4 Borse 20 febbraio 2019 MAGGIORI INFORMAZIONI PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA DI AMMISSIONE Al fine dell’attribuzione, secondo le modalità indicate dal BANDO INPS, si invitano gli interessati a: Presentare la domanda di ammissione al Master a cui si desidera iscriversi entro il termine di scadenza previsto per ciascun programma. Allegare anche l’autodichiarazione in cui si specifica di essere un candidato alla borsa di studio INPS. Per maggiori informazioni sulla domanda di partecipazione ai Master e sul processo di selezione è possibile scrivere a recruitmentluissbs@luiss.it o chiamare il numero 06 8522 5577/5611. Contestualmente all’invio alla LUISS Business School della domanda di partecipazione al Master, il candidato dovrà richiedere all’INPS l’ammissione al concorso per l’assegnazione della borsa di studio. N. B.al momento della presentazione della domanda il candidato deve essere già in possesso di: – iscrizione nella banca dati INPS; – un “PIN”, utilizzabile per l’accesso a tutti i servizi messi a disposizione dall’Istituto; – attestazione ISEE valida alla data di presentazione della domanda. Per maggiori informazioni sui requisiti di ammissione, termini e modalità di erogazione delle borse è possibile fare riferimento al bando INPS. BANDO INPS 21/12/2018 

20 Dicembre 2018

Family Business – Borse di studio disponibili per il programma ideato per sostenere le imprese familiari italiane

In un’era in cui le piccole e medie imprese stanno acquisendo sempre maggiore rilevanza sul mercato globale, l’Executive Programme in Family Business Management viene pensato e progettato per comprenderne le reali opportunità di crescita e di sviluppo, in ambito nazionale ed internazionale, facendo leva sui pilastri della gestione e dell’organizzazione manageriale. Le imprese familiari rappresentano infatti una componente rilevante del sistema industriale Italiano ed Europeo. Sono familiari più del 60% delle imprese quotate, rappresentando l’85% della produzione nazionale e il 58% ha più di 50 milioni di euro di fatturato. Per questo, la LUISS Business School e Confindustria, da sempre impegnate a favorire lo sviluppo delle aziende Italiane e a promuoverne la crescita, mettono a disposizione 2 borse di studio a copertura totale per i candidati che supereranno le selezioni entro il 16 gennaio 2019:  1 Borsa di Studio in memoria di Giorgio Ambrosoli erogata dalla LUISS Business School BANDO  1 Borsa di Studio erogata da Confindustria BANDO BANDO  L’approccio multidisciplinare, arricchito dalle testimonianze dei principali attori dell’azienda familiare italiana, fornisce ai partecipanti le competenze necessarie per costruire e gestire in modo efficace un modello di impresa familiare. Inoltre, avendo accresciuto la qualità dell’offerta formativa e il livello dei servizi a supporto della didattica, questa edizione del corso in Family Business Management prevede la partnership con IÉSEG School of Management, all’interno della quale rientra l’organizzazione di due moduli che, svolti presso la sede IÉSEG a Parigi, saranno focalizzati sull’analisi delle eccellenze familiari italiane e francesi, che favoriranno lo sviluppo di un network di respiro internazionale. Il Corso è rivolto a figli di imprenditori di aziende di tutte le dimensioni, che intendano continuare la gestione della propria impresa familiare e giovani professionisti già inseriti, o che aspirano ad inserirsi in un contesto di impresa familiare al fine di acquisire ed aggiornare le conoscenze concettuali e gli strumenti operativi per un’efficace gestione delle Family Business. SCARICA LA BROCHURE 20/12/2018

18 Dicembre 2018

Manager come direttori d’orchestra: nuovo Executive Programme in Musica e Management

Nell’ambito di una più ampia collaborazione tra l’Università LUISS Guido Carli e l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, la LUISS Business School propone un percorso executive manageriale originale, coinvolgente e competitivo che mira ad un arricchimento culturale e tecnico-manageriale dei partecipanti. Dirigenti di azienda come direttori di orchestra: l'executive programme in Musica e Management sviluppa un’attività didattica e divulgativa basata sul parallelismo tra temi di matrice aziendale e concetti e tecniche proprie della composizione ed esecuzione musicale. L’esecuzione e l’ascolto di performance musicali, combinati a specifiche tecniche di apprendimento, porteranno i partecipanti a migliorare le soft skill che, nell’ambiente tecnico-manageriale, costituiscono elementi distintivi per la crescita personale e aziendale. "Ho ideato e fortemente supportato, insieme a tutto il vertice LUISS e alla Business School, questi accordi con l'Accademia di Santa Cecilia" ha dichiarato la Professoressa Paola Severino, Vice Presidente della LUISS. "Essi consentiranno ai manager di partecipare ad un corso che mette a confronto le tecniche di direzione di orchestra con quelle di governo delle imprese. Agli studenti di avvicinarsi alla musica classica attraverso la partecipazione alle prove di una delle più grandi orchestre al mondo. Alla nostra Università di seguire alcune delle più importanti tournée all'estero di Santa Cecilia per costruire insieme progetti culturali internazionali con Università straniere. Un ulteriore progetto della LUISS volto ad illustrare le grandi eccellenze italiane, sostenuto anche dall’Associazione Laureati LUISS, una associazione che è vicina ai nostri laureati in tutto il mondo e ha rafforzato il loro orgoglio di far parte della grande famiglia LUISS". L’Auditorium Parco della Musica e la Sala Santa Cecilia ospiteranno i quattro incontri in cui il percorso si articola, che si focalizzeranno sui temi quali: diversity management; ascolto, feedback e motivazione all’interno di una organizzazione; rapporto tra esecuzione e organizzazione; corporate identity. Il corso – in partenza il 30 gennaio 2019 – sarà guidato dai docenti LUISS e dai musicologi dell’Accademia e vedrà la partecipazione di imprenditori, artisti e protagonisti del mondo della musica, tra i quali i direttori d’orchestra Antonio Pappano, Andres Orozco-Estrada, Semyon Bychov e Mikko Franck, insieme a pianisti, soprani e musicisti di calibro internazionale. SCARICA LA BROCHURE 18/12/2018

17 Dicembre 2018

La filiera dell’elettricità italiana: un’eccellenza internazionale

Tra innovazione, sostenibilità e visione condivisa “La filiera dell’elettricità italiana: un’eccellenza internazionale. Tra innovazione, sostenibilità e visione condivisa” è lo studio del Prof. Matteo Caroli, Associate Dean for Executive Education della LUISS Business School, presentato l'11 dicembre 2018 alla Farnesina. Lo studio racconta l’evoluzione dell’industria elettrica italiana negli ultimi quindici anni, ne evidenzia le eccellenze e indaga i processi alla base dei risultati riportati; individua inoltre le sfide per la transizione energetica dei prossimi anni, dedicando un focus al ruolo cruciale che potrà giocare Elettricità Futura per completare l’integrazione tra termoelettrici e rinnovabili. Dall’inizio di questo secolo, l’industria elettrica italiana ha attraversato una profonda trasformazione industriale e in termini di competitività, per diversi aspetti ancora in atto. Oltre al radicale cambiamento della struttura industriale, conseguente alla liberalizzazione del settore, si è registrata una crescita molto intensa della produzione da fonti rinnovabili, che già nel 2015 è arrivata a coprire il 33,5% dei consumi, per un totale di quasi 110 TWh, anche oltre l’obiettivo dei 99TWh al 2020, fissato dal Piano di Azione Nazionale sulle Energie Rinnovabili. Il cambiamento dell’industria elettrica nella direzione delle rinnovabili sta in effetti accadendo a livello mondiale dal 2007, quando la quota di elettricità mondiale generata da fonti rinnovabili era al 5%; è arrivata all’11% nel 2016 e ha superato il 12% nel 2017. Del resto, lo sviluppo di energia green è un pilastro delle politiche industriali e ambientali dell’Unione Europea almeno dall’inizio del secolo e si è ulteriormente rafforzato in questi ultimi anni. Il “2030 Climate and Energy Framework”, emanato nel 2014, prevede infatti obiettivi molto ambiziosi da conseguire entro il 2030: riduzione di almeno il 40% delle emissioni di gas a effetto serra rispetto ai livelli del 1990; incremento dell’efficienza energetica di almeno il 27%; raggiungimento di un livello di interconnessione pari al 15% della capacità elettrica installata. A questo intervento è seguito il pacchetto di proposte legislative “Clean Energy for All Europeans”, emanato nel novembre 2016 dalla Commissione Europea, finalizzato a fornire un chiaro riferimento istituzionale per la transizione verso l’energia pulita e a compiere un passo significativo verso la creazione dell’Unione Energetica Europea e di un mercato unico europeo dell’energia. L’industria elettrica italiana ai primi posti del sistema delle rinnovabili Le imprese italiane hanno saputo cogliere le opportunità offerte da questi cambiamenti diventando leader nella produzione di elettricità da rinnovabili. Già nel 2015, la percentuale di energia rinnovabile sul totale del consumo finale era arrivata sopra al 17%, raggiungendo il target fissato dall’Unione Europea per il 2020. Nel 2016, l’Italia era al sesto posto al mondo e seconda in Europa per capacità installata di generazione da fonte rinnovabile (escluso idroelettrico), con un valore di circa 34 GW. La capacità complessiva, considerato anche l’idroelettrico, sale a circa 52GW. L’eccellenza italiana nelle rinnovabili è determinata anche dalla notevole diversificazione delle fonti utilizzate, risultato di una specie di stratificazione avvenuta nel tempo. L’Italia ha un mix produttivo eccellente dal punto di vista ambientale, non solo per l’elevata presenza e diversificazione di rinnovabili, ma anche perché la seconda fonte più utilizzata è il gas, utilizzato in centrali realizzate in tempi recenti e tecnologicamente avanzate; del resto, già all’inizio di questo secolo iniziò la progressiva sostituzione degli impianti a olio, appunto, con quelli a gas. I dati del GSE evidenziano che nel 2016 oltre il 38% della produzione è da fonti rinnovabili, poco meno dello stesso valore da gas, il carbone segue con il 15%; le altre fonti fossili sono del tutto marginali. Nell’ultimo biennio, si è verificato un “fuel switching” virtuoso nell’ambito delle fonti tradizionali, con la produzione a carbone in costante diminuzione.  La rapida diffusione dei consumi di elettricità prodotta da fonti rinnovabili è stata possibile anche grazie all’eccellenza della rete distributiva esistente nel paese, che ha saputo garantire la massima efficienza nella connessione degli utenti finali. La cifra fortemente green del settore elettrico italiano sta anche nella sua efficienza complessiva. Secondo il “2018 International Energy Efficiency Scoreboard”, pubblicato ogni due anni dall’American Council for Energy Efficient Economy, l’Italia (insieme alla Germania) è al primo posto per efficienza energetica complessiva, tra i 25 paesi nel mondo maggiori consumatori di energia. Le sfide future Per gestire efficacemente il nuovo grande fabbisogno di FER, è essenziale fare in modo che il mercato superi la logica di breve termine propria di questi ultimi decenni, a favore di un approccio focalizzato sul lungo periodo. In questo senso, è ampiamente condivisa la necessità che anche nel nostro paese si definiscano chiaramente le condizioni di interesse generale rilevanti per i “purchase power agreements” (PPA), così da eliminare fattori di incertezza che limitino l’efficacia di tali contratti nella loro funzione di stabilizzazione dei flussi di cassa dei produttori e quindi di bancabilità dei nuovi investimenti. Occorre anche favorire un ulteriore salto tecnologico sul fronte dei sistemi di accumulo, le smart grid e la digitalizzazione dei piccoli impianti per introdurre efficaci meccanismi di controllo a distanza. La localizzazione degli impianti sul territorio è un altro tema cruciale, perché molti governi e stakeholder locali sono sensibili al consumo del suolo e al mantenimento della qualità del paesaggio esteso, e le produzioni da fonti rinnovabili sono caratterizzate da bassa densità di energia prodotta per unità di superfice necessaria. Se quindi da un lato è chiaro agli stessi produttori termoelettrici che tutto lo sviluppo futuro dell’industria si gioca su investimenti e innovazione tecnologica nella generazione da rinnovabili e nell’efficienza energetica, dall’altro, è altrettanto chiaro ai produttori da rinnovabili che la produzione termoelettrica avrà comunque un ruolo irrinunciabile ancora a lungo, per garantire la necessaria sicurezza al sistema elettrico nel suo insieme, avendo sviluppato tecnologie che la rendono comunque efficace anche dal punto di vista ambientale. È necessario inoltre accompagnare l’innovazione del mercato, intervenendo da un lato su un problema e dall’altro su un’opportunità. Il primo attiene ai rischi per il sistema derivanti dall’eccessiva frammentazione di una parte del mercato retail; la seconda riguarda le aspettative di sviluppo della partecipazione della domanda ai mercati, il cosiddetto “market response”, con i vantaggi economici e di stabilizzazione della rete che ne derivano. Anche nel segmento retail occorre dunque trovare il giusto equilibrio tra abbattimento delle barriere all’entrata e mantenimento dell’affidabilità complessiva del sistema elettrico. L’opportunità su cui si dovrà lavorare è, invece, la partecipazione della domanda ai mercati: “demand response”. Il nostro paese ha caratteristiche della domanda e di penetrazione FER che la rendono un mercato potenzialmente interessante per lo sviluppo del “demand response” e, affinchè questa opportunità sia colta anche in Italia, è essenziale creare le condizioni a partire da interventi sul quadro regolatorio. LEGGI LO STUDIO 17/12/2018

04 Dicembre 2018

SPA, Terme & Wellness Management  

Corso di specializzazione in partnership con Terme di Saturnia SPA & Golf Resort in partenza a Marzo 2019   SPA, Terme & Wellness Management è il corso di specializzazione che nasce con l’obiettivo di formare professionisti in grado di operare con successo nelle principali strutture del settore benessere, avvalendosi di una preparazione specifica e di livello che sostenga e promuova la vitalità e la qualità del comparto. I dati attuali confermano che, dal 2012 al 2017, il mercato del benessere in Italia è in crescita, con un aumento del 4% delle imprese che operano nel settore. Si prevede, inoltre, un valore prospettico del mercato di 2.768,2 milioni di euro nel 2022. Una crescita così repentina ha generato un disallineamento tra le esigenze del settore, le professionalità e le competenze richieste, un gap che questa iniziativa di formazione mira a colmare. Il programma, in partenza il 4 marzo 2019, si articola in 300 ore in formula full-time ed è strutturato in tre macro-aree tematiche (analitica, strategica, operativa), volte a fornire tutti gli elementi chiave allo svolgimento del lavoro.  Le lezioni frontali sono arricchite dalle attività di "on the job training", fondamentali per un’applicazione concerta dei principi teorici e per un contatto diretto con la realtà operativa del settore. Le lezioni, così come l’attività di "on the job training", si svolgono presso le strutture di Terme di Saturnia. Alla luce degli obiettivi del corso, la partnership con un player leader nel mercato del benessere termale e SPA, come Terme di Saturnia, che da sempre dimostra i più alti standard di qualità nei servizi e la costante evoluzione in termini di ricerca e innovazione, si rivela strategica. Il corso si rivolge a giovani neolaureati e a figure con obiettivi d’imprenditorialità nel settore benessere, mirando a formare non solo SPA Manager, ma anche Revenue Manager, Sales & Marketing Manager, Responsabili Risorse Umane, Business Consultant che potranno operare in ambito benessere. Per info: master@luissbusinessschool.it SCARICA LA BROCHURE 04/12/2018

04 Dicembre 2018

INCERTA et.cetera: dal 6 dicembre la mostra a cura degli studenti del Master of Art

“INCERTA et.cetera” è la mostra del collettivo curatoriale composto dagli studenti dell’ottava edizione del Master of Art della LUISS Business School. Con la supervisione scientifica di Achille Bonito Oliva, la mostra riflette sull’indeterminatezza della nostra contemporaneità attraverso i linguaggi della pittura, della scultura e delle installazioni video. Gli studenti del Master of Art hanno curato tutti i passaggi progettuali e organizzativi della mostra, dal concept alla scelta degli artisti, dagli allestimenti alla comunicazione sia stampa che social, sino alla redazione di un innovativo catalogo – realizzato con la collaborazione di NERO Editions – che approfondisce l’"Anatomia del tempo incerto" attraverso sezioni tematiche e contributi critici. Punto di partenza per la riflessione del collettivo curatoriale è la sparizione delle certezze. Cos’è il tempo incerto? Dipende dalla sua percezione, è il tempo dell’individuo o della società, è il tempo critico di reazione dell’essere umano di fronte a un senso di catastrofe imminente, è il tempo dell’azione o dell’immobilità, è la consueta paura della morte. Spunti di lettura e di interpretazione del tempo incerto, che si riverberano nelle rappresentazioni possibili. Se al centro di questa Babele c'è sempre l’uomo con il suo estremo bisogno di trasformare la realtà a suo riflesso, la reazione dell'arte è caleidoscopica, piena di creazioni eterogenee, che suggeriscono una deformazione delle categorie attraverso cui definiamo il nostro immaginario. Incerta è la forma declinata in neutro plurale di incertus, incerta, incertum, che lascia spazio a molteplici chiavi di lettura. Una scelta indeterminata - come il tema trattato - dove nulla è chiaro, ma solo frutto d’interpretazioni soggettive e oggettive. Si offre al pubblico la libertà di identificarsi - o meno - nelle varie espressioni artistiche scelte, così da indurlo a una personale riflessione sul tempo incerto. Il sottotitolo et.cetera, dal latino "e i rimanenti", "ed altre cose", "e così via", rimanda all'immaginario collettivo dell'incertezza che caratterizza la nostra contemporaneità. La mostra si terrà dal 6 al 20 dicembre 2018 negli spazi diffusi di Fòndaco, in via della Frezza a Roma. In mostra anche le opere dei tre finalisti della III edizione del Premio Internazionale Generazione Contemporanea, istituito dalla LUISS Business School per promuovere l’arte contemporanea italiana e straniera, sostenere gli artisti under 35 e dare vita alla collezione permanente d’arte contemporanea dell’Università LUISS Guido Carli. I tre finalisti sono: Federica Di Carlo, Raffaella Naldi Rossano, Alessandro Vizzini. Durante il vernissage sarà annunciato il vincitore, designato da una giuria composta da: Achille Bonito Oliva, Presidente di giuria Lorenzo Balbi, Direttore artistico MAMbo – Museo d’arte moderna di Bologna Anna Coliva, Direttore Galleria Borghese Pia Lauro, Curatore indipendente e diplomata Master of Art Domenico Piraina, Direttore PAC – Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano Luca Pirolo, Direttore Master of Art Monique Veaute, Presidente Fondazione Romaeuropa. Il Collettivo Curatoriale è composto da: Anna Baciarlini - Beatrice Bandinelli - Elisa Barbero - Greta Bonvicini - Francesca Carpani Glisenti - Giulia Caruso - Giampiero Castiglione - Liberata d’Amore - Elena D’Angelo - Maria Enza D’Auria - Eugenia De Petra - Flaminia Di Meo - Silvia Etzi - Adriano Foltran - Laura Fichera - Chiara Furega - Alessandra Giacopini - Mafalda Giro - Alessandra Grimaldi - Carla Lintas - Rachele Logli - Bianca Malitesta - Susanna Mancini - Benedetta Mirra - Raffaele Moretti - Serena Nardoni - Valerio Ninu - Lidia Orsatti - Laura Parascandolo - Carmen Petrarota - Jodie Petrosino - Giorgia Pieretti - Stefania Postiglione - Viviana Prisco - Giuseppina Sacco - Pedro Silvani. INFO INCERTA et.cetera c/o Fondaco - Via della Frezza, 43/51/57/60a – Roma Dal 6 al 20 dicembre 2018 Orari: dal martedì al sabato dalle 11.00 - 19.30 | Ingresso gratuito Inaugurazione Giovedì 6 dicembre 2018 - ore 18.30 Gli artisti: Gianfranco Baruchello, Enrico Boccioletti, Claire Fontaine, Pasquale Gadaleta, H.H Lim, Luca Manes, Diego Marcon, Marzia Migliora, Luigi Ontani, Alessandro Piangiamore, Nicola Samorì, Andrea Santarlasci, Santissimi, Luca Trevisani e Andreas Zampella. 04/12/2018

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