News & Insight
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12 Febbraio 2020

Luiss Business School: al via gli incontri “Appunti per l’Interesse Nazionale”

Il primo appuntamento, dedicato alle infrastrutture strategiche, ha visto coinvolti fra gli altri il Direttore Generale del DIS Gennaro Vecchione, il Commissario Consob Paolo Ciocca, il Direttore Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni Nunzia Ciardi, il Presidente del Copasir Raffaele Volpi  Si è tenuto oggi a Villa Blanc il primo appuntamento del ciclo “Appunti per l’Interesse Nazionale”, una serie di incontri promossa da Luiss Business School e Associazione “Davide De Luca – Una vita per l’Intelligence”, che si propone di stimolare una riflessione pubblica attorno al concetto di “interesse nazionale”.  In particolare, l’obiettivo del ciclo di incontri è quello di accrescere la consapevolezza su questo tema strategico per il Paese da parte di donne e uomini impegnati in pubbliche amministrazioni, imprese - pubbliche e private - e nelle libere professioni, contribuendo in tal modo alla costruzione dell’“ecosistema della resilienza nazionale” grazie anche all’apporto delle istituzioni deputate alla sicurezza della Repubblica e dell’accademia. Il primo appuntamento è stato dedicato alla “sicurezza e resilienza delle infrastrutture strategiche” e ha visto la partecipazione del Prefetto Gennaro Vecchione, Direttore Generale Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza, del Generale Francesco Presicce, Capo Ufficio Generale del Capo di Stato Maggiore della Difesa, di Paolo Ciocca, Commissario Consob e Nunzia Ciardi, Direttore Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni. “Il tema della sicurezza nazionale è oggi più che mai cruciale”, ha commentato Paolo Boccardelli, Direttore della Luiss Business School. “I dati e le comunicazioni digitali rappresentano sempre di più il “nuovo petrolio” per aziende e istituzioni: saper gestire e tutelare nel modo più adeguato le infrastrutture su cui avviene la trasmissione dei dati e su cui vengono gestite le comunicazioni strategiche è quindi fondamentale per il futuro del Paese”. Il mondo delle aziende è stato rappresentato da Andrea Peruzy, Presidente e Amministratore Delegato di Acquirente Unico, Nicola Cordone, Amministratore Delegato di SIA e Andrea Quacivi, Amministratore Delegato di Sogei. I lavori sono stati aperti da Gianni Letta, Presidente Onorario Associazione Davide De Luca –Una Vita per l’Intelligence, e da Giovanni Lo Storto, Direttore Generale della Luiss, e conclusi da Raffaele Volpi, Presidente Copasir.  12/02/2020 

04 Febbraio 2020

Il futuro delle professioni nel settore dell’energia sarà sempre più digitale e sostenibile

Il mercato del lavoro italiano non riesce a soddisfare la domanda di profili innovativi che arriva dal comparto energetico. Tra le figure emergenti spiccano Data Scientist e Data Analyst: sono i risultati emersi dalla prima indagine condotta da Luiss Business School per Manpowergroup sull’evoluzione delle competenze nelle imprese energy in Italia    Data Scientist e Data Analyst sono le due professioni emergenti del settore energetico. Social intelligence, circular economy e social media managing fra le competenze su cui le aziende puntano di più. Sono i risultati della ricerca “Traiettorie evolutive e competenze per le imprese Energy” di Luiss Business School e Manpower Group.Il Rapporto è il risultato di un Progetto di ricerca a cui hanno contribuito CEO e HR Director di 11 fra le maggiori aziende che operano nel comparto dell’Energia in Italia. Partendo dai principali trend del settore, sono stati analizzati i cambiamenti soprattutto in termini di strategie e di business model e l’impatto sull’organizzazione e sulle persone, in termini di processi, ruoli, cultura, mindsets, skills e professioni. Le competenze digitali nel settore energia Dall’analisi emerge che le competenze digitali sono diventate fondamentali per le aziende che operano nel settore dell’Energia, insieme alla necessità di sviluppare la cosiddetta “transdisciplinarità”[1], che si integra con il concetto di flessibilità, divenuto chiave per le organizzazioni, le quali lavorano alla costruzione di team agili e di contesti dinamici in cui le singole funzioni non siano isolate.  Dalle interviste sono emerse le seguenti nuove competenze soft e tecniche, che le aziende auspicano di sviluppare, o reclutare, nel futuro: COMPETENZE SOFT COMPETENZE TECNICHE Competenze digitali generali Competenze gestionali Interdisciplinarietà Social intelligence Design mindset Comunicazione digitale e social media Innovazione Imprenditorialità Gestione sistemi complessi Smart Working Apertura a contesti internazionali Analisi e gestione dei dati Intelligenza artificiale Computational thinking Competenze tecniche-economiche trasversali Market intelligence Economia di gestione delle risorse Efficienza energetica Sharing economy Circular economy Cybersecurity Robotica Rispetto alle competenze da acquisire sul mercato, quelle che emergano dall’analisi sono: Skill di economia circolare Data analyst/scientist Technology management Intelligenza artificiale Robotica Energy management Social media managing Dalla ricerca emerge inoltre che i mestieri e le professioni emergenti segnalate nel corso delle interviste condotte sono state: Data Scientist e Data Analyst, seguiti a distanza da Data Architect, Data manager, Esperti di open innovation, Innovation manager, IOT manager, Digital Marketing, UX designer, Scrum master, Esperti di marketing di prodotto, Ingegneri con preparazione digitale, Ingegneri della manutenzione predittiva delle reti e degli impianti, Esperti in ambito ICT e TLC, Esperti di connettività (considerato il tema della trasmissione dei dati e delle infrastrutture) che spesso includono cavi di fibra ottica, Operai specializzati nell’idrico e nell’elettrico, Esperti per la gestione di cantieri internazionali, Economisti con background in ambito energia, Middle manager, Ingegneri idraulici, Chimici, Geologi. In linea generale, alcune aziende affermano di assumere annualmente nuovo personale, inclusi soggetti giovani, riscontrando una maggiore difficoltà nel trovare le figure professionali legate al digitale rispetto alle figure “classiche” (es. ingegneri idraulici, chimici, geologi). Inoltre, alcune aziende acquisiscono dall’esterno anche i top manager, con un livello di anzianità di queste figure che rimane al di sotto di 3 anni di lavoro. Per alcune di queste nuove competenze, l’acquisizione di nuove figure dal mercato non risulta essere l’unica opzione, con le aziende che si sono focalizzate anche sul re-skilling e sull’up skilling del personale a disposizione, riqualificandolo. Inoltre, vi sono casi in cui è stata effettuata un’attività di in-sourcing di personale esterno (es. per i ruoli riguardanti la gestione di pratiche di backoffice, call center e customer care). L’impatto più significativo dei cambiamenti e delle direzioni strategiche su ruoli, mestieri, professioni e competenze è la rivisitazione dei ruoli nell’ottica agile, di cui risentono soprattutto i ruoli manageriali, che vedono potenzialmente modificata la numerosità e le opportunità di carriera e quindi di motivazione, rendendo potenzialmente critica la sostenibilità della performance aziendale nel tempo. Per quanto riguarda i ruoli non manageriali, si è raggruppata l’analisi in tre macro-gruppi: staff: creare un linguaggio comune per una maggior comprensione del business in trasformazione e dall’altra la necessità di un loro efficientamento; tecnici: dall’uso delle nuove tecnologie digitali e dall’analisi dei big data, finalizzati, ad esempio, alla manutenzione di apparati e reti di tipo predittiva grazie ai dati provenienti dalle varie sensoristiche di monitoraggio in uso nelle reti, infrastrutture e impianti commerciali: il digital marketing e la data science sono i temi centrali di impatto   SCENARIO  Il settore dell’energia è centrale nello sviluppo mondiale. È un sistema che pone davanti a numerose scelte dovute alla complessità di gestione della domanda e dell’offerta, alle sfide tecniche ed innovative ed alla forte attenzione alla dimensione sociale ed ambientale: Entro il 2050, 2,5 miliardi di persone usciranno dallo stato di povertà, soprattutto alla luce della crescita dei paesi emergenti. Sul fronte dell’energia ciò porterà ad una crescita di circa 1/3 della domanda globale, specialmente in economie a rapida crescita ed urbanizzazione, come Cina ed India. Questo aumento sarebbe circa doppio se non fosse per l’effetto dell’efficienza energetica e della sostenibilità Il settore power, con la crescente elettrificazione, assorbirà il 70% dell’aumento dell’energia primaria. È in atto una modifica del mix delle fonti, che per il 2040 saranno molto diversificate, approssimabile con la regola del “25%”: un quarto carbone, un quarto oil, un quarto gas e il restante 25% suddiviso tra nucleare e rinnovabili L'uso del carbone è aumentato nel 2017 dopo due anni di declino, ma le decisioni di investimento finali nelle nuove centrali elettriche a carbone sono state ben al di sotto del livello osservato negli ultimi anni e il flusso di nuovi progetti rallenterà dopo il 2020. Tuttavia, è ancora troppo presto per contare il carbone fuori dal mix energetico globale: l'età media di una centrale a carbone in Asia è inferiore a 15 anni, rispetto a circa 40 anni nelle economie avanzate. Le fonti fossili risentono di rischi di accessibilità e affidabilità: mentre i costi di solare, fotovoltaico ed eolico continuano a scendere, i prezzi del petrolio nel 2018 (e per la prima volta dopo 4 anni) sono saliti sopra $80/barile Saranno proprio le rinnovabili, che già attirano 2/3 degli investimenti mondiali a coprire circa il 40% dell’aumento dell’energia primaria. Anche se, pur offrendo basse emissioni a costi contenuti, creano ulteriori requisiti per il funzionamento affidabile dei sistemi di alimentazione È in atto una trasformazione nel fulcro geografico del settore: nel 2000, l'Europa e il Nord America rappresentavano oltre il 40% della domanda energetica globale, e le economie in via di sviluppo in Asia circa il 20%; le aziende Europee erano prime al mondo per capacità installata. Entro il 2040 la situazione sarà invertita, e già ora sei delle prime dieci aziende sono utility cinesi La sostenibilità sarà un elemento chiave, con obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 che richiederanno una vera rottura con i trend del passato. Gli stati membri dell'Unione Europea si sono impegnati collettivamente a ridurre le emissioni di gas serra del 20% rispetto ai livelli del 1990 entro il 2020 e del 40% entro il 2030. Al fine di limitare il riscaldamento globale a 2° C entro il 2040, dovranno essere investiti circa $ 900 miliardi all'anno in impianti di energia rinnovabile e relative reti di trasmissione e distribuzione e $300 miliardi all'anno in energia pulita Il settore registra un elevato livello di disruption tecnologica: entro il 2025, la digitalizzazione consentirà di risparmiare 625 milioni di tonnellate di emissioni CO2 a livello globale. Inoltre, ulteriori disruption sono previste nel breve termine, poiché le infrastrutture divengono più dinamiche, responsive ed interconnesse, a vantaggio anche dei modelli distribuiti e basati sulle comunità di fornitura. I consumatori sono più connessi, e questo comporta la necessità di un approccio di omni-canalità: le aziende garantiscono al cliente un’esperienza integrata e continua, attraverso tutti i touch-point.   METODOLOGIA DI RICERCA  Il progetto di ricerca ha previsto diverse attività, che hanno visto coinvolti docenti e ricercatori della Luiss Business School e CEO, HR Director del settore. La roadmap di progetto si è articolata in 4 fasi distinte, che hanno visto l’avvio di progetto con una analisi desk di alcuni principali report internazionali del settore Energy, che è poi stata integrata con un approfondito round di interviste con esperti di settore e company rappresentative del panel di aziende coinvolte. La ricerca, di natura qualitativa, ha quindi portato alla redazione del presente report dettagliato. Il team ha identificato un panel di 11 aziende operanti nel settore Energy, diverse per scope nella filiera, attività e focus di mercato (settori: Regulated Utilities, International energy players, Oil downstream players, Multi-Utilities e GenCo. Insieme, le imprese sono anche rappresentative delle diverse filiere, ovvero Gas, Power e Oil). Panel Aziende: A2A, ACEA, ENEL, HERA, IREN, ITALGAS, Q8, SARAS, SNAM, TERNA, TIRRENO POWER. Grazie all’eterogeneità del panel, il team ha potuto ampliare l’analisi di scenario e dei modelli di business, delineando un quadro integrale delle dinamiche evolutive e dei fabbisogni di settore. Il team, con la presenza di Manpower, ha intervistato gli interlocutori presso le 11 aziende del panel. Ogni intervista ha avuto una durata media di 60 minuti, seguendo la traccia semi-strutturata condivisa con gli intervistati una settimana prima dell’incontro. [1] Secondo la definizione dell’Unesco, la transdisciplinarità è quello spazio intellettuale dove le connessioni tra diversi argomenti isolati possono essere esplorate e svelate. SCARICA LA RICERCA RASSEGNA STAMPA la Repubblica Affari & Finanza, Nelle utility meno manager e spazio ai "data scientist"  la Repubblica Affari & Finanza, Energia, mancano gli specialisti digitali: aziende in affanno nella caccia ai talenti Corriere della Sera, Lo studio di Luiss e Manpower Il Sole 24 Ore, Energia, il futuro professioni sempre più sostenibile e digitale Ansa, Energia: le professioni del futuro digitali e green Affari Italiani, Energia: Iren, Acea e Q8 puntano su digitale e competenze. Focus sostenibilità CorriereComunicazioni, Energy a caccia di digital skill: data analyst e scientist le più richieste Tiscali News, Lavoro, Manpower: dal digitale una rivoluzione delle competenze GALLERY

30 Gennaio 2020

Un Paese connesso è un Paese competitivo

Il commento del direttore Paolo Boccardelli per DigitEconomy.24, il report di Sole 24 Ore Radiocor e Luiss Business School. Con gli interventi di Mirella Luzzi, sottosegretaria allo Sviluppo Economico, Pietro Guindani, presidente dell’associazione di filiera Asstel, Vito Vitale, segretario della Fistel Cisl, Emanuele Iannetti, AD Ericsson Italia: sfoglia il report completo L'indice di digitalizzazione dell'economia e della società (DESI) della Commissione Europea per il 2019 colloca l'Italia al ventiquattresimo posto fra i ventotto Stati membri dell'UE. Non solo: ci posizioniamo all’ultimo posto, a livello europeo, nella categoria “capitale umano” a causa della carenza di competenze digitali per oltre metà della popolazione. Tale dato si riflette anche in un minore utilizzo dei servizi online, dove si registrano ben pochi progressi, sia da parte dei cittadini che delle PMI, che rappresentano l’ossatura del nostro capitalismo. Lo stesso Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco ha evidenziato che l’Italia è tecnologicamente indietro rispetto alla media europea a causa della sua “struttura produttiva frammentata” e allo “sviluppo limitato delle reti TLC di nuova generazione”.   Competenze digitali e 5G per connettere il Paese al futuro Per far sì che il Bel Paese non perda l’equivalente di 4 punti percentuali di prodotto interno lordo annuo, SACE suggerisce di “raggiungere i mercati che contano”, dotando il territorio di infrastrutture riguardanti sia le reti fisiche che quelle digitali. Connettività e digitalizzazione rappresentano quindi parole chiave per la ricetta del cambiamento e il 5G ne rappresenta un elemento fondamentale. Il 5G non è infatti soltanto una “nuova versione” di una tecnologia, ma sarà il fattore abilitante di una serie di servizi, pensiamo all’auto a guida autonoma, alla telemedicina, alle smart cities, in grado di avere un impatto significativo sulla vita delle persone. L’OECD stima che il numero di dispositivi posseduti per famiglia di quattro persone possa essere di circa 50 nel 2022, a fronte degli 8 device posseduti nel 2012. Ancora, i dispositivi Internet of Things (IoT) nel mondo potranno superare i 64 miliardi entro il 2025, mentre il 5G sarà in grado di stimolare la crescita reale del PIL globale di 3 trilioni di dollari cumulativamente dal 2020 al 2035. Sono dati significativi, questi, che fanno riflettere sotto molteplici aspetti, il più importante dei quali è probabilmente la necessità di un'ampia cooperazione tra il settore pubblico e quello privato, con l’obiettivo di garantire il rapido sviluppo da un lato e la sicurezza delle nuove reti dall’altro. Infrastrutture digitali: necessaria la cooperazione tra pubblico e privato Il valore economico e sociale della connettività abilitata dal 5G – che il WEF stima possa essere pari a 13,2 trilioni di dollari a livello globale entro il 2035 – richiede quindi che siano individuate soluzioni collaborative ed efficaci. I ricercatori dell’Imperial College di Londra stimano che a maggiori livelli di connettività corrispondono elevati tassi di crescita dell’economia: in media, un aumento del 10% dell'adozione della banda larga mobile provoca un aumento dello 0,6-2,8% della crescita economica. Le società di telecomunicazioni in Italia si trovano tuttavia in un momento storico particolare: da un lato devono affrontare la sfida del 5G, dall’altro sono calate in un contesto di ipercompetitività, riduzione dei prezzi e contrazione dei margini che rischiano di minarne la capacità di fare quegli investimenti che non solo il settore ma la società tutta richiede. Dotare il nostro territorio di infrastrutture sia fisiche che digitali è fondamentale: solo in questo modo sarà possibile realizzare benefici di breve e di lungo termine e, in ultima analisi, contribuire in modo determinante alla crescita del Paese. Il Sole 24 Ore, Liuzzi (Mise): «Sul 5G tutelare la sicurezza ma senza chiudere la porta a nessuno», di Simona Rossitto 20/01/2020 

29 Gennaio 2020

OPEN DAY MBA WEEKEND

22 febbraio 2020| 10:00 -13:00 Sabato 22 febbraio 2020 alle ore 10:00 la Luiss Business School ti invita all’Open Day degli MBA Weekend pensati per professionisti, manager e imprenditori che desiderano acquisire un vantaggio competitivo in uno scenario economico in costante trasformazione. Un evento in cui potrai approfondire l’Executive MBA in lingua italiana e in partenza ad Aprile 2020 e il Part-Time MBA, erogato in lingua inglese e in partenza a Marzo 2020. Due percorsi part-time in formato weekend pensati per velocizzare il percorso di carriera di tutti i partecipanti e accrescere la consapevolezza del loro progetto professionale a seconda della seniority. Una Special Lecture tenuta da Alberto Castelvecchi, formatore e docente Luiss, ti permetterà di comprendere il valore aggiunto di un MBA alla Luiss Business School e i key point che rendono questo master il più esclusivo percorso di crescita per professionisti ed Executive a Roma. KEY POINTS Costruzione di un’ampia rete di contatti per generare nuove opportunità di business; Lezioni con una faculty d’eccellenza composta da docenti Luiss e manager aziendali; Laboratori per migliorare lo stile di leadership per guidare e motivare i collaboratori; Esperienza internazionale per gestire in modo efficace team interculturali e lo sviluppo di business in contesti culturali diversi. Al termine dell’incontro il Luiss MBA Staff sarà a tua disposizione per dei colloqui informativi one-to-one durante i quali potrai approfondire il programma di tuo interesse. L’evento si svolgerà a Roma nella prestigiosa sede di Villa Blanc. AGENDA 10.15 - 10.45 Registrazione e Coffee Break 10.45 - 11.00 Presentazione Part Time MBA ed Executive MBA 11.00 - 12.00 Special Lecture Alberto Castelvecchi 12.00 - 12.20 Testimonianze Ex Studenti Part Time Mba ed Executive MBA 12.20 - 12.45 Q&A 12.45 Colloqui di approfondimento One-To-One Registrati  KEYNOTE SPEAKER Alberto Castelvecchi Alberto Castelvecchi è trainer e formatore internazionale, insegna Public Speaking e Comunicazione Efficace presso la Luiss. È consigliere per l’immagine di politici, manager, imprenditori. Lavora in italiano, inglese, spagnolo e francese. Tiene corsi di Body Language, Public Speaking, Leadership, Personal Branding, in Italia e all’estero per organismi delle Nazioni Unite, ONG, aziende .

28 Gennaio 2020

Al via CDP Academy – Corporate MBA in collaborazione con Luiss Business School

Prende il via CDP Academy – Corporate MBA, il primo progetto di alta formazione aperto ai dipendenti del Gruppo CDP e di otto società partecipate   Rassegna stampa Corriere della Sera, La Stanza dei Bottoni   Ansa, Cdp: master per nuova classe dirigente Sole 24 ore, Cdp forma i manager del futuro in tandem con la Luiss Business School  Il Messaggero, Cdp Academy-Corporate Mba, al via il master per formare i manager del futuro Avvenire, Cdp, master per una nuova classe dirigente Il Giornale, Cdp lancia progetto master con Luiss Milano Finanza, Formazione, al via Cdp Academy Libero, Cdp e Luiss nella formazione Il Secolo XIX, Alta formazione, al via il nuovo master della Cdp CDP Academy – Corporate MBA, presentato dal Presidente di CDP Giovanni Gorno Tempini e dall’Amministratore Delegato Fabrizio Palermo, coinvolge le società del Gruppo CDP e le partecipate Ansaldo Energia, Fincantieri, Italgas, Open Fiber, Poste, SIA, Snam e Terna. Il nuovo master mette a fattor comune le competenze e i percorsi di crescita delle persone e favorisce il dialogo tra le sue eccellenze, in una logica di sistema. Organizzato in collaborazione con Luiss Business School, che è stata selezionata al termine di un articolato processo, ha l’obiettivo di promuovere la crescita di manager al servizio del Paese, facendo leva sulle competenze e sul network di primarie realtà industriali che contribuiscono alla crescita e allo sviluppo dell’economia italiana. Un programma MBA Luiss Business School che mette la formazione manageriale al servizio del Paese Diretto da Raffaele Oriani, Associate Dean Luiss Business School, il corso di alta formazione, della durata di due anni, si svolgerà a Villa Blanc, sede della Luiss Business School diretta da Paolo Boccardelli, e vedrà il coinvolgimento nelle docenze anche dei professionisti e dei manager delle società partecipanti. Per la prima edizione del master sono state selezionate 30 persone, dopo un processo altamente competitivo in più fasi, a cui hanno partecipato oltre 500 profili di professionisti delle società coinvolte nel progetto. CDP Academy – Corporate MBA si inserisce in una serie di iniziative che mirano ad investire sul capitale intellettuale del Paese per creare maggiore ricchezza: il Graduate Program, il nuovo programma di selezione e assunzione di giovani talenti neo laureati (15 quelli selezionati quest’anno dopo lo screening di 1.800 candidature) che hanno l’opportunità di partecipare a un percorso di formazione e job rotation che coinvolge anche le società partecipate; Finanza e Mercati, un percorso di formazione dedicato ai finance professional del Gruppo CDP e delle partecipate (87 i partecipanti); e la Scuola del Turismo, l’iniziativa di CDP in collaborazione con TH Resorts, che ha l’obiettivo di supportare la diffusione dell’eccellenza italiana nell’ospitalità, attraverso l’attrazione di giovani talenti da tutto il mondo. Un unicum nel panorama formativo italiano  Un progetto che farà sicuramente da apripista a percorsi analoghi e che, come ha sottolineato Giovanni Lo Storto, direttore generale Luiss, rappresenta un unicum nel panorama italiano. "Siamo i pionieri, i primi a lanciare un progetto del genere, di questo sono molto orgoglioso" ha dichiarato il DG, non prima di rammentare l’esigenza di colmare il gap che l’Italia registra a livello europeo nell’alta formazione e non solo. Perché "la sfida più significativa con cui dobbiamo misurarci è riuscire a fare formazione anche per i 50-70 anni che vengono dopo l’università", ha evidenziato Paolo Boccardelli, direttore della Luiss Business School. 27/11/2020 

15 Gennaio 2020

Agcom e Cdp spingano su sviluppo reti Ngn

Il commento di Paolo Boccardelli, direttore Luiss Business School, per DigitEconomy.24, il nuovo progetto di Sole 24 Ore Radiocor e Luiss Business School. Con gli interventi di Angelo Marcello Cardani, Presidente Agcom e Alberto Calcagno, AD Fastweb: sfoglia il report completo.  In Italia, secondo Mediobanca, gli investimenti in nuove infrastrutture TLC sono cresciuti del 17% a 8,55 miliardi di euro nel 2018. Al tempo stesso, si registra un calo del fatturato degli operatori mobili pari al 2%, legato soprattutto ai servizi mobili. In generale, il settore delle TLC ricopre un ruolo importante, rappresentando oltre l’1.8% del nostro PIL. Il contesto italiano è oggi caratterizzato da una serie di trend che rendono critica la sostenibilità degli investimenti orientati al lungo termine. In particolare, si assiste ad un crollo generale dei prezzi, che in Italia risultano addirittura più bassi rispetto ai principali Paesi europei: nell’ultimo decennio, le telco hanno perso dieci miliardi di ricavi. Non meno rilevante risulta il taglio dell’occupazione, che secondo Agcom ammonta a 1.700 unità lavorative a fine 2018, che porta il totale degli ultimi dieci anni a 8mila. Comunque, nel periodo giugno 2015 – giugno 2019 si mantengono elevati gli investimenti in tecnologie come FTTC (+6,52 milioni di unità), FTTH (+720 mila) e FWA (+ 690 mila).  Nel frattempo, il Governo ha approvato la delega per il recepimento delle direttive europee, che mira a sostenere gli investimenti in banda larga ultraveloce, prevedendo l’introduzione del 5G, con lo scopo di sviluppare una rete di quinta generazione in almeno una delle principali città di ciascun Paese dell’UE entro due anni. Opportunità del 5G Le opportunità derivanti dall’utilizzo delle tecnologie di rete avanzate sono molteplici, a partire dal trasferimento di un’elevata mole di dati in tempi di risposta minimi. In particolare, il 5G e la fibra ultraveloce rappresentano potenziali driver di creazione di servizi innovativi erogati dagli operatori del settore, i quali puntano ad incrementare i propri ricavi. Nell’attesa di sapere se le compagnie TLC decidano o meno di aumentare le proprie tariffe, si rende necessario incentivare un rapido sviluppo della rete infrastrutturale, che possa garantire connessioni sempre più veloci e ambire a far crescere il nostro PIL di quasi 250 miliardi di euro entro il 2030, come stimato da Ericsson. «Su nuove reti, Agcom e Cdp sono centrali» Per garantire lo sviluppo del Paese è necessario che gli operatori di telecomunicazioni sviluppino una visione orientata al lungo periodo, al bene comune rappresentato dalla crescita che possono determinare le nuove tecnologie. La concorrenza infrastrutturale è certamente uno strumento efficace per sostenere lo sviluppo della gigabit society nelle aree nere caratterizzate da una forte domanda di mercato. Tuttavia la trasformazione digitale del Paese, in tutte le comunità Italiane e in qualsiasi tipologia di attività e servizio, non potrà avvenire se non con una funzione ancora più centrale di quei soggetti con un ruolo istituzionale, come AGCOM e CDP, che dovrebbero orientare il loro operato a una missione fondamentale: accelerare l’effettiva realizzazione e gli investimenti sulle reti di nuova generazione, garantendo elevati livelli di sicurezza, stimolando al tempo stesso la domanda e dando quindi una forte spinta alla competitività della nostra economia. Il Sole 24 Ore, Cardani: «Se restiamo indietro con Ict è a rischio la competitività dell'Italia». La posizione del presidente Agcom nel primo numero del report DigitEconomy.24 in collaborazione con Luiss Business School, di Simona Rossitto 15/01/2020 

14 Gennaio 2020

Open Evening Hub Veneto delle Dolomiti

7 Febbraio 16.00 – 20.00 Hub Veneto delle Dolomiti - Palazzo Bembo - Via Loreto, 34 - 32100 – Belluno Un evento ricco di presentazioni per scoprire l’offerta formativa Full-Time e Part-Time della Luiss Business School a Belluno Venerdì 7 febbraio la Luiss Business School è lieta di invitarti a partecipare all’Open Evening dell’Hub Veneto delle Dolomiti che si terrà nella prestigiosa cornice di Palazzo Bembo a Belluno dalle 16.00 alle 20.00. Un pomeriggio di incontri in cui potrai scoprire in esclusiva i Master Full-Time e i Programmi Executive offerti presso la sede di Belluno: dal settore turistico a quello enogastronomico, dalla finanza al digital marketing, dalla gestione delle risorse umane al project management. Durante l’evento assisterai alla presentazione dell’offerta formativa per scoprire l’impatto che i corsi della Luiss Business School possono avere sulla tua carriera lavorativa; parteciperai a sessioni di orientamento one-to-one con i coordinatori dei programmi per scoprire le professioni più innovative nel tuo settore di interesse e raccogliere informazioni sui percorsi formativi da seguire per il tuo sviluppo professionale. Registrati all'evento e porta il tuo CV per una valutazione del tuo profilo. AGENDA 16.00 Presentazione dell’offerta formativa Full Time 16.30 Colloqui di orientamento one-to-one per i Master Full Time 18.00 Presentazione dell’offerta formativa Part Time 18.30 Colloqui di orientamento one-to-one per i Programmi Executive REGISTRATI 14/01/2020 

14 Gennaio 2020

Bando per docenti Hub Veneto delle Dolomiti Luiss Business School

  Luiss Business School è alla ricerca di candidati con competenze di rilievo che possano prestare servizio in qualità di Docenti presso l’“Hub Veneto delle Dolomiti”, nelle seguenti aree: Amministrazione, Finanza e Controllo; Entrepreneurship; Food & Beverage Management, Wine business, Tourism Management, Hotel Management; General Management; Management & Technology, Digital Business Strategy, Digital skills & Digital Transformation; Personal Assessment, Team Coaching (Critical Thinking, Feeling & Emotions e Relationships with People); Marketing Management, Marketing & Social Media, Digital Marketing, Sales & Account Management; Organizzazione e Gestione delle Risorse Umane; Personal branding, public speaking e pitching. Project Management; Sostenibilità, CSR e impatto sociale. La Scuola La Luiss Business School è la Scuola di Business e Management dell’Università Luiss Guido Carli di Roma. La Scuola è accreditata EQUIS ed è riconosciuta a livello internazionale per la formazione di talenti, promuovendo al contempo la sostenibilità aziendale e l'imprenditorialità sociale. La Scuola, attraverso le sue 4 linee di business – Master, MBA, Programmi Executive, Programmi Custom e Consulenza – mira a contribuire al potenziamento della crescita sociale, aziendale e imprenditoriale e alla formazione dei leader del futuro con una spiccata attitudine "al saper fare" combinata con il pensiero strategico e analitico. Un tratto caratteristico della Scuola è la cooperazione con la comunità imprenditoriale: il legame istituzionale con Confindustria rende l'interazione della Scuola con il mondo aziendale costante e proficua. Maggiori informazioni sono disponibili a questo link. L'Hub "Veneto delle Dolomiti"è il nuovo polo di alta formazione, consulenza e ricerca applicata nell'area del business e management rivolto alle imprese presenti su un territorio storicamente ricco di eccellenze imprenditoriali e industriali. Costituito da Luiss Business School in collaborazione con Confindustria Belluno Dolomiti, Provincia di Belluno, Comune di Belluno, Comune di Feltre e Consorzio BIM Piave di Belluno, il nuovo Hub colma un vuoto formativo in una provincia che ha visto la nascita e la crescita di distretti industriali e di rilevanti industrie nazionali e internazionali. L'Hub ha lo scopo di sviluppare iniziative di formazione, consulenza e ricerca in base alle specifiche esigenze del territorio e dei destinatari. Le lezioni si svolgeranno presso la sede Luiss “Hub Veneto delle Dolomiti” a Belluno - Palazzo Bembo e la partenza dei corsi è prevista per marzo 2020. Procedura per l’application e iter di selezione I candidati interessati devono inviare le seguenti informazioni a selectionluissbs@luiss.it entro il 31 gennaio 2020: Aree di specializzazione del candidato (quali aree di insegnamento il candidato intende coprire presso la Luiss Business School); Un Curriculum Vitae secondo il formato esposto di seguito; Una copia delle principali pubblicazioni del candidato, se applicabile. L’iter di selezione dei candidati da parte di Luiss Business School partirà da una valutazione dei CV a valle della quale sarà comunicato ai candidati prescelti di aver superato il primo step. I candidati selezionati saranno invitati a partecipare a un percorso di formazione “Train the trainer”, volto a trasferire conoscenze sulle più innovative metodologie didattiche in generale nonché strumenti specifici necessari per la formazione in Luiss Business School. Il percorso avrà una fee di partecipazione che sarà a carico dei partecipanti e terminerà con una prova di verifica delle competenze di insegnamento sviluppate che costituirà il secondo step di selezione. A valle del percorso sarà comunicato ai candidati selezionati di aver superato anche il secondo step ed essere ammessi come docenti Luiss Business School. Requisiti obbligatori: Posizioni manageriali o equivalente esperienza professionale/di consulenza o precedenti posizioni come docenti in una business school. Minimo 10 anni di esperienza lavorativa. Esperienza di insegnamento qualificata nella formazione a livello di corsi di laurea, corsi post-laurea e corsi executive. La lista dei docenti è soggetta a una revisione annuale che terrà conto della performance rilevata con meccanismi di monitoraggio della qualità delle docenze applicati sistematicamente dalla Scuola (es. schede di gradimento da parte dei partecipanti ai corsi ecc.) per rinnovare o meno gli impegni di docenza.  Ai candidati selezionati sarà richiesto di: Garantire un numero minimo di ore di insegnamento per ciascun anno accademico, sulla base delle esigenze della formazione; Essere attivamente coinvolti nella progettazione e/o promozione di corsi/progetti e della Scuola in generale. Salario e benefit: Retribuzione competitiva, stabilita di volta in volta sulla base del budget del corso; Riconoscimento dello status di docente (sito web, e-mail) e affiliation alla community Luiss Business School. SCARICA IL BANDO 04/01/2020 

09 Gennaio 2020

Luiss Business School acquisisce la Amsterdam Fashion Academy: per la prima volta la Scuola cresce all’estero

Amsterdam diventerà l’Hub per le attività internazionali della Scuola e punto di attrazione per i giovani del Nord Europa. Grazie a questa operazione, Luiss Business School accelera la propria espansione e si rafforza nell’alta formazione per il settore della moda e del lusso, tradizionale eccellenza del Made in Italy RASSEGNA STAMPA  Corriere della Sera, Luiss compra Amsterdam Fashion Academy Corriere.it, Luiss Business School acquisisce la Amsterdam Fashion Academy «Saremo un’eccellenza internazionale»  Repubblica, Luiss punta alla moda e compra l'Accademia di Amsterdam  La Stampa, L’università Luiss cresce nei Paesi Bassi. Per l’Italia all’estero è una prima assoluta   Il Messaggero, Luiss Business School  punta sull'Olanda  Sole 24 ore, Luiss Business School acquisisce la Amsterdam Fashion Academy  Milano Finanza, Luiss business school acquisisce la Amsterdam fashion academy  MF Fashion, Luiss, shopping ad Amsterdam  Yahoo! Finanza, Luiss, Business School acquisisce la Amsterdam Fashion Academy  Luiss Business School acquisisce la Amsterdam Fashion Academy: per la prima volta nella sua storia, la Scuola cresce quindi per linee esterne all’estero, rafforzando il proprio posizionamento di realtà italiana di eccellenza, dinamica e internazionale. Grazie a questa operazione, Luiss Business School accelera nell’alta formazione per il settore della moda e del lusso, tradizionale punta di diamante del Made in Italy. La Amsterdam Fashion Academy (AFA) è una boutique di alta formazione fondata nei Paesi Bassi nel 2013 ed è oggi l’unica istituzione olandese a fornire un Bachelor of Arts nel campo della moda e del lusso. Con circa 200 studenti, il 73% dei quali provenienti da 20 Paesi in tutto il mondo, AFA si posiziona ai vertici del proprio segmento di attività, con una spiccata attenzione alla qualità dell’insegnamento e al rapporto fra docenti e studenti, oggi pari a 6, che rappresenta un unicum nel panorama della formazione universitaria e post-universitaria. Moda e lusso: alta formazione e un solido asse Milano - Amsterdam  “L’acquisizione di Amsterdam Fashion Academy rappresenta una pietra miliare storica per Luiss Business School e più in generale per la nostra università e il nostro sistema di formazione”, ha commentato Vincenzo Boccia, Presidente della Luiss. “Grazie a questa operazione Luiss si conferma una realtà estremamente dinamica e in forte espansione, con una particolare attenzione alle sfide della formazione a livello internazionale”, ha aggiunto Boccia. L’acquisizione consentirà a Luiss Business School di sviluppare un’offerta formativa particolarmente attrattiva, con double o joint programme con sede a Roma e Amsterdam, nonché di creare un solido asse nel campo della moda e del lusso fra l’Hub di Milano e Amsterdam. “Grazie a questa operazione, che segue di poche settimane il rafforzamento sul territorio nazionale con l’apertura dell’Hub Veneto delle Dolomiti, Luiss Business School potrà sviluppare un vero e proprio hub internazionale, su cui concentrare le attività di formazione rivolte ai giovani del Nord Europa in settori di eccellenza del Made in Italy: moda e lusso in primis, ma anche industrie creative e imprese familiari, dove l’Italia e la Luiss Business School rappresentano un punto di riferimento”, ha aggiunto Luigi Abete, Presidente di Luiss Business School. Una presenza diretta al centro dell’Europa La scelta di Amsterdam permetterà altresì a Luiss Business School di sviluppare ulteriormente il proprio network di relazioni con gli headquarter globali o europei di multinazionali che hanno deciso di localizzarsi nella capitale dei Paesi Bassi, trend peraltro destinato ad accelerare in virtù degli attuali avvenimenti geopolitici europei. Stabilire una presenza diretta al centro dell’Europa consentirà a Luiss Business School anche di sviluppare un centro di eccellenza per il reclutamento internazionale di studenti per tutta la Scuola, che potrà quindi beneficiare di sinergie sia di costi che intellettuali. È previsto che nel biennio 2020-2021 il portafoglio di offerta di AFA venga rivisto e integrato e che partano 15 corsi fra Master ed Executive. Luiss Business School è stata assistita da Gemma & Partners, con un team guidato dai partner Antonio Italiano, per gli aspetti finanziari e fiscali, e Andrea Gemma, e composto anche dalla senior associate Elisabetta Mattozzi e dall'associate Leone Momigliano per gli aspetti legali e regolatori. 09/01/2020 

05 Dicembre 2019

Habitat. Relazioni trasversali

"Habitat. Relazioni trasversali" è la mostra organizzata dal Collettivo Curatoriale del Master of Art, fino al 14 gennaio 2020 negli spazi della Casa delle Letterature a Roma Il collettivo curatoriale composto dagli studenti della IX edizione del Master of Art Luiss Business School, con la supervisione scientifica di Achille Bonito Oliva, ha presentato Habitat, mostra che riflette sul tema dell’habitat contemporaneo in relazione alla pratica artistica. "Una mostra può essere l'effetto di un gesto edonistico, piacevole, altre volte può avere la nobiltà, come in questo caso, di produrre delle forme capaci di suscitare una riflessione", così Achille Bonito Oliva, che ha guidato nella realizzazione dell'esposizione il Collettivo Curatoriale, composto dagli studenti del Master of Art. Il Collettivo Curatoriale ha compiuto tutti i passaggi progettuali e organizzativi della mostra, dal concept alla scelta degli artisti, dagli allestimenti alla comunicazione, fino alla redazione di un catalogo. Artisti di diversa generazione e linguaggio hanno proposto le proprie riflessioni sul tema dell'habitat contemporaneo. Nella mostra tre declinazioni del tema dell'habitat: Naturale, Urbano, Virtuale. Riflettono l'habitat naturale le opere di Giorgio Andreotta Calò, Gohar Dashti e Roberto Ghezzi. Quello urbano, Ugo La Pietra, Margherita Moscardini e Superstudio. L'habitat virtuale Carola Bonfili, Carolin Liebl con Nikolas Schmid-Pfähler e Guido Segni. Pittura, scultura, fotografia, video e installazioni sono dislocate negli spazi interni ed esterni del complesso borrominiano della Casa delle Letterature. In mostra anche le opere di Giulia Berra, Maria Di Stefano e Elena Mazzi, finaliste della IV edizione del Premio Internazionale Generazione Contemporanea istituito dalla Luiss Business School per promuovere l'arte contemporanea italiana e straniera, sostenere gli artisti under 35 e dare vita alla collezione permanente d'arte contemporanea della Scuola. Scopri il Master of Art  RASSEGNA STAMPA Ansa Artribune  Insideart Romanotizie 05/12//2019 

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