News & Insight
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16 Maggio 2024

Open Lesson | La Value Proposition nell'offerta di gara

Luiss Business School ti invita a partecipare a "La Value Proposition nell'offerta di gara", l'Open Lesson che si terrà il 21 giugno presso la sede romana di Villa Blanc per presentare l’Executive Programme in Bid and Proposal Management.L'Open Lesson si focalizzerà sulle tecniche di redazione e presentazione della Value Proposition all'interno dell'offerta di gara nei settori delle forniture, dei servizi, dei lavori pubblici, delle concessioni e dei progetti UE. I partecipanti avranno l'opportunità di esplorare strategie e tecniche come la SMART o del Message Tree, unite a un sapiente mix di immagini e testo, per formulare la migliore proposizione di Valore. Poiché il Valore è soggettivo, è fondamentale comprendere le progettualità e le aspettative di successo dell'Acquirente. Durante l'evento, verranno inoltre presentate la seconda e la terza edizione del Corso, con inizio in autunno a Roma e a Milano. Agenda Introduzione di Domenico Casalino, Senior advisor Procurement, ICT, logistica Intervento di Nicola Rubino, Responsabile Direzione Appalti e Acquisti ANAS: Il profilo di grande acquirente di ANAS Lezione di Domenico Casalino: La Value Proposition nell'offerta di gara SpeakerNicola Rubino, Direttore Acquisti e Appalti ANAS Domenico Casalino, Direttore dell’Executive Programme in Bid and Proposal Management Quando: 21 giugno 2024 Dove: Villa Blanc – Via Nomentana, 216 Orario: 14.30 – 16.00 Per partecipare è necessaria la registrazione.

09 Maggio 2024

Internazionalizzazione: sfide e opportunità nelle finanze globali

Prospettive della finanza internazionale, tra scenari geopolitici in evoluzione e impatto delle nuove direttive internazionali sugli ESG: ne parleremo a Villa Blanc il 24 maggio alle ore 14.00, durante l’evento “Internazionalizzazione: sfide e opportunità nelle finanze globali”, realizzato in collaborazione con Confindustria Assafrica & Mediterraneo, Federpesca, Proger, SACE e SIMEST. Un’occasione di analisi e dibattito insieme a un panel di esperti aziendali e istituzionali, per approfondire come la trasformazione delle dinamiche globali e le pratiche ESG stanno orientando gli investimenti internazionali che mirano a promuovere crescita, innovazione e sostenibilità. Un focus sarà inoltre dedicato alla crescente centralità che, in questo scenario, sta assumendo il continente Africa, anche alla luce del recente piano Mattei. AGENDA 13.30 Accreditamento 14.00 Indirizzo di saluto e apertura lavoriEnzo Peruffo, Associate Dean for Education and Partnership, Luiss Business School 14.15 L’evoluzione della finanza internazionale e le sue complessità Carlo de Simone, Responsabile Sviluppo Internazionale, SIMEST Luca Gatto, Senior Large Relationship Manager, SACELuca Olivari, Adjunct Professor, Head of Open Consulting, Luiss Business School Marco Lombardi, Amministratore Delegato, Proger Massimo Baldassarre, Direzione Generale per la promozione del Sistema Paese, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione InternazionaleModeratore: Costanza Consolandi, Associate Professor, Università di Siena 15.15 ESG e finanza: connubio per un successo sostenibileAntonio Bartolo, Regional Director Business Network Centro, SACELorenzo Liotta, Responsabile ESG, SIMESTPietro Paolo Rampino, VP, Arabic Chamber of CommerceMichele Renda, Responsabile anticorruzione, ENIModeratore: Giulietta Sada, Adjunct Professor, Luiss Business School 16.15 Africa: la forza di un continenteFrancesca Biondo, Direttrice Generale, FederpescaEmiliano Finocchi, Adjunct Professor, Luiss Business SchoolGiuseppe Mistretta, Direttore Africa Sub-Sahariana, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione InternazionaleLetizia Pizzi, Direttore Generale, Confindustria Assafrica & MediterraneoModeratore: Maria Monica Annibaldis, Africa and Mediterranean Special Project Advisor 17.15 Sessione Q&A 17.30 Chiusura Lavori e Network Cocktail Per partecipare è necessaria la registrazione al seguente LINK 09/05/2024

30 Aprile 2024

Bando Internazionale Generazione Contemporanea On Shuffle EP - II Edizione

La proposta del bando di Luiss Business School si concentra sulla versatilità musicale della generazione contemporanea. Attraverso la selezione di brani che spaziano tra generi e stili diversi, si vuole infatti mettere in evidenza l’originalità artistica dei nuovi talenti.  Il risultato dell’iniziativa consisterà nella produzione e pubblicazione di un EP all’interno del quale verranno inserite sette tracce di sette artisti differenti, a cui si darà l’occasione di esprimersi unendo nello stesso progetto diverse influenze e visioni musicali.  Il titolo “On Shuffle” rimanda al concetto di riproduzione casuale: i brani dell’EP, grazie alla loro varietà, offriranno dunque agli ascoltatori l’esperienza di riprodurre tracce come se stessero ascoltando una playlist in modalità shuffle. Il concorso dà vita ad un nuovo ambito di innovazione culturale, volto non più solo alla formazione ma anche al sostegno e alla ricerca di giovani autori in ambito nazionale e internazionale. Possono partecipare al Concorso tutti gli autori di nazionalità italiana o straniera – singolarmente o in gruppo – che rispettino i seguenti criteri di ammissione: non abbiano compiuto il trentesimo anno di età alla scadenza del bando prevista per il giorno 30 giugno 2024 per i gruppi, al massimo un componente può avere già compiuto il trentesimo anno d’età alla scadenza del bando I candidati possono concorrere con un solo brano, necessariamente inedito, da cui emerga chiaramente l’aderenza al tema del concorso. I sette brani selezionati verranno prodotti all’interno dello studio Luiss BS Records della Luiss Business School e gli artisti saranno seguiti nella fase di produzione da professionisti del settore e affiancati dagli studenti del Master in Management delle Imprese Creative e Culturali – Major in Music Business della Luiss Business School S.p.A. La scadenza per la presentazione delle opere candidate al Premio è fissata per il giorno 30 giugno 2024 entro e non oltre le ore 12.00 (ora italiana). La partecipazione è gratuita. Si raccomanda l’attenta lettura del bando. ITA SCARICA IL BANDO MODULO ISCRIZIONE MODULO DI PARTECIPAZIONE ENG DOWNLOAD THE ANNOUNCEMENT REGISTRATION FORM PARTICIPATION FORM

24 Aprile 2024

IA, Peruffo: “Ecco come sarà il manager nell’era dell’intelligenza artificiale”

Leader e manager sono chiamati a saper governare uno strumento sempre più presente nelle organizzazioni: Enzo Peruffo, Associate Dean for Education and Partnership, Luiss Business School, fa il punto sul tema Le più importanti business school americane stanno spingendo gli studenti dei propri programmi MBA a usare l'intelligenza artificiale come un secondo cervello. Come racconta Lindsay Ellis in un articolo sul The Wall Street Journal dello scorso 4 aprile, le skill legate all'IA saranno sempre più necessarie e, per questo, saranno più ricercati quei professionisti capaci di gestire questo strumento. Saranno loro a scalare i gradi del management nelle aziende e a guidare il proprio team attraverso questo importante cambiamento. Partendo da una fotografia di scenario Enzo Peruffo, Associate Dean Education and Partnership, Luiss Business School, inquadra il fenomeno IA e definisce i confini dello skill gap da colmare per i manager e i leader del futuro. IA, tutti ne parlano ma non sempre è chiaro come utilizzarla. Quante imprese la usano e perché? Stando a dati trasmessi da OpenAI, già l'80% delle aziende incluse nell’indice Fortune 500, che classifica le maggiori imprese statunitensi per fatturato, utilizza ChatGPT per lavoro. Gli obiettivi e i benefici connessi all’IA sono molteplici e possiamo ricondurli all’acronimo PAGE: Personalise, Accelerate, Generate ed Enhance. In prima battuta, gli strumenti di IA sono utili per creare esperienze e prodotti su misura per le esigenze individuali dei clienti (Personalise). Poi, possono essere utilizzati per sostituire i compiti ripetitivi e manuali con il supporto di algoritmi, liberando tempo per attività più strategiche e creative (Accelerate). Inoltre, possono essere utilizzati per ottenere potenziamento delle capacità cognitive umane nella produzione di contenuti (generate). Infine, l’IA permetterà un’analisi avanzata di dati utili a identificare trend, ottimizzare processi e prendere decisioni più consapevoli (enhance). Qual è il potenziale impatto dell’IA sui nuovi modelli di business? Ad oggi, l’IA più che creare modelli di business completamente nuovi, ha permesso di rivedere e aggiornare soluzioni già in essere sia in termini di servizi e di prodotti che di ecosistema in generale. Ci può fare alcuni esempi? Basti pensare a Netflix, Spotify, Amazon Prime, che con i loro recommendation engine riescono a fornire consigli d’acquisto personalizzati, incentivando le vendite dei loro prodotti e servizi. Ancora, IBM Watson for Business, McKinsey Analytics, PwC AI Lighthouse: questi brand forniscono consulenza strategica e operativa AI-based, sviluppano modelli predittivi e forniscono servizi di analisi avanzata dei dati. Ma l’IA trova anche applicazione in specifici settori, come quello della diagnostica medica assistita, in cui  oggi è in grado di effettuare analisi di immagini mediche, sviluppare algoritmi di diagnosi, offrire servizi di telemedicina. Ragionando in termini di nuovi trend, l’IA è uno strumento utilizzato per ottimizzare la sostenibilità aziendale. Ne è un esempio Google Earth Engine, volto a consentire un efficace monitoraggio ambientale e lo sviluppo di soluzioni per la lotta al cambiamento climatico. Grazie all’IA, società come Tesla, Waymo, Cruise hanno realizzato veicoli a guida autonoma, siano essi da acquistare o da inserire nella sharing-economy 2.0, come taxi e car sharing autonomi. Allo stesso modo Amazon Prime Air, UPS e altre aziende di logistica e delivery stanno già lavorando con droni per la consegna di merci a domicilio. Infine, gli assistenti virtuali intelligenti – Alexa di Amazon, SIRI di Apple, Gemini di Google – consentono una vera e propria innovazione dell’ecosistema che ruota intorno al consumatore, abilitando nuovi modelli di business freemium, consentendo alle aziende di raccogliere (e valorizzare) molti dati, nonché di realizzare una pubblicità mirata e aumentare i tassi di conversione. Di quali soft skill ci sarà bisogno – nella leadership e nel management – per guidare l'introduzione dell'AI nelle organizzazioni? Si evolverà il concetto di T-shaped skills  ovvero l’importanza di acquisire e rafforzare le competenze trasversali, sviluppandole in ampiezza, e non solo in profondità. Sempre più marcata sarà l’attenzione alle soft skills: se l’IA ci potrà supporterà nel lavoro garantendoci il rapido accesso alle conoscenze “hard”, dal canto nostro dovremo potenziare le abilità personali, sociali e gestionali necessarie per governare i contesti aziendali. Tra queste spiccano, senza dubbio, la  leadership collaborativa, il pensiero critico, la comunicazione efficace, l’adattabilità e l’apprendimento continuo. La leadership collaborativa si nutrirà della capacità di lavorare in team multifunzionali per sfruttare al meglio l'IA. Il pensiero critico sarà alimentato dalla capacità di analizzare dati complessi e identificare le implicazioni dell'IA per il business, tra queste rientra anche la capacità di Prompt design o prompt engineering, ovvero la capacità di porre all’IA le domande giuste creando prompt appropriati e significativi che consentono una comunicazione efficace con il tool. I manager e i leader dovranno coltivare la capacità di comunicare i vantaggi e i rischi dell'IA a diversi stakeholder, tenendo conto dello scetticismo e delle preoccupazioni che ruotano intorno al suo impiego. L’adattabilità e l’apprendimento continuo si tradurranno nell’apertura al cambiamento e alla predisposizione all'apprendimento di nuove tecnologie, ma anche di nuovi e trasversali contenuti, in ottica sempre più multidisciplinare e versatile. Come la formazione dovrà supportare le aziende in questa interconnessione sempre più stretta tra innovazione, digitalizzazione e umanità? La formazione avrà un ruolo cruciale nel consentire un utilizzo efficace, efficiente e responsabile dell’IA. Alcuni temi formativi che sono già oggi oggetto di interesse quando si parla di IA, sono la leadership e l’human-machine interaction, l’algoretica e le soft skill. È necessario disegnare percorsi sulle implicazioni dell'IA per la leadership e il management. Inoltre, formarsi sull’algoretica significherà saper condividere best practice in termini di principi etici per un utilizzo responsabile dell'IA. Infine, le soft skill richiederanno l’allenamento di competenze trasversali quali il pensiero critico, la comunicazione e la collaborazione, fondamentali per valorizzare al meglio l’IA. Queste sono solo alcune delle tematiche di cui c’è maggiore domanda in termini di formazione con il duplice obiettivo di ottenere un aggiornamento delle competenze di tutti quei professionisti che si trovano a lavorare con l’IA, in ottica di upskilling e reskilling, oltre alla necessità di coltivare una cultura dell'apprendimento continuo in ottica di lifelong learning. Tre aggettivi per definire il manager nell’era dell’IA. Il manager del futuro dovrà essere un manager VERO: Visionario, Empatico, Responsabile, Originale. Dovrà essere capace di anticipare le tendenze e di immaginare nuovi modelli di approccio al lavoro (business, processi, prodotti) che integrino l'IA. Inoltre, dovrà essere abile nel combinare l'intelligenza umana e artificiale per ottenere il massimo valore. Dovrà essere consapevole delle implicazioni etiche e sociali dell'IA e impegnato a un utilizzo responsabile. Infine, l’originalità potrà tradursi nella capacità di trovare soluzioni creative a problemi complessi. 24/04/2024

10 Aprile 2024

Online Open Evening Master Full-time

Partecipa all'Online Open Evening per scoprire i Master Full-time Luiss Business School. Durante questo evento avrai l'occasione di esplorare da vicino l'offerta formativa offerta Luiss Business School. Potrai confrontarti direttamente con il nostro Ufficio Recruitment, i Coordinatori dei programmi e lo Staff Luiss Business School. Saranno forniti tutti i dettagli relativi al processo di selezione per l'anno accademico 2024-2025, inclusi i requisiti di ammissione, le modalità di iscrizione, i costi dei corsi, le borse di studio e le agevolazioni finanziarie disponibili. Durante la presentazione, avrai l'opportunità di incontrare l'International Office e il Career Service, che ti guideranno attraverso le numerose attività internazionali previste, le opportunità di tirocinio e i servizi personalizzati per supportare lo sviluppo delle tue competenze professionali. Un vantaggio esclusivo per i partecipanti all'Open Evening che saranno esentati dal pagamento della quota di accesso alle selezioni, che ammonta a 100€, per le prossime date di selezione previste per il 6 e 7 giugno. Al termine dell'evento, riceverai istruzioni dettagliate su come accedere al processo di ammissione e avrai la possibilità di fissare una sessione di orientamento personale con i Coordinatori dei programmi. Dettagli dell'evento Quando: Martedì 21 maggio 2024 Dove: Online Orario: Dalle 16.00 alle 17.00 Lingua: Italiano e Inglese La partecipazione all'evento è gratuita, ma è necessaria la registrazione. REGISTRATI 10/04/2024

22 Marzo 2024

Open Lesson Sviluppo Manageriale

Sfide Complesse, Soluzioni Agili Luiss Business School ti invita a partecipare all’open lesson dell'Executive Programme in Sviluppo Manageriale il 19 aprile alle ore 14.00 presso Villa Blanc a Roma. L'evento rappresenta un'occasione unica per immergerti nel mondo dell'eccellenza manageriale. La lezione rappresenta un momento di Alta formazione aperto anche a partecipanti esterni, per ascoltare come manager affrontano ed hanno affrontato i momenti più importanti e strategici della loro carriera. L’ incontro è aperto a Manager, Imprenditori e Professionisti interessati ai temi proposti e al percorso di Sviluppo Manageriale, al fine di accelerare il proprio sviluppo professionale e personale. L'Executive Programme, offerto nelle sedi di Roma e Milano ed in partenza a maggio 2024, consente ai partecipanti di rafforzare il proprio stile di leadership, acquisire un mindset innovativo e proporre soluzioni agili di fronte alle sfide complesse. Speaker Elia Parente - Rare Conditions, Government Affairs & Transformation Director - Roche Enrico Galasso – Amministratore Delegato – Birra Peroni Fabrizio Ruggiero - CEO di Edenred Italia Modera Emiliano Maria Cappuccitti, Executive International Manager & Leadership Writer Luiss Business School.Partecipa per capire le potenzialità offerte dal programma per la tua carriera. Quando: 19 aprile Dove: Villa Blanc – Via Nomentana, 216 Orario: 14.00 – 15.30 Per partecipare è necessaria la registrazione. 22/03/2024

20 Marzo 2024

DOP e IGP, Matteo Caroli: “Rafforzare il legame tra i prodotti certificati e la loro qualità”

Il rapporto realizzato da Luiss Business School, con il supporto di Amazon, mira a comprendere la prospettiva del mercato sui prodotti certificati, in modo da aggiungere valore a questo segmento produttivo Rafforzare la consapevolezza del valore, della specificità e insistere nel contrasto alla contraffazione: sono questi gli indirizzi che emergono dalla ricerca “Conoscenza e percezione di valore delle denominazioni DOP e IGP tra i consumatori in Italia”. Realizzata da Luiss Business School con il supporto di Amazon, offre uno spaccato del rapporto tra gli italiani e i prodotti agroalimentari a denominazione di origine protetta (DOP) e indicazione geografica protetta (IGP) riconosciuti dall’Unione Europea. L'Italia è il Paese con il maggior numero di etichette riconosciute, che rappresentano la qualità e l’eccellenza dei prodotti agroalimentari italiani, riconosciuti in tutto il mondo. Un patrimonio che solo nel 2022 ha raggiunto i 20,2 miliardi di euro di valore, con una crescita del 6,4%. Matteo Caroli, Associate Dean for Sustainability & Impact, nonché Direttore della BU Applied Research Luiss Business School, ha commentato i dati e messo in luce le azioni da intraprendere per dare ancora più forza a questo segmento produttivo. Da dove nasce l'idea di un'indagine sulla conoscenza e la percezione di valore delle attribuzioni DOP e IGP? La ricerca nasce dalla considerazione che è ancora relativamente poco nota la comprensione di come il consumatore realmente percepisce i prodotti DOP e IGP e quale rilievo attribuisce a tali attributi. È evidente l'importanza di comprendere più attentamente la prospettiva del mercato anche nell’ottica sia dello sviluppo dell'offerta di tali prodotti, sia delle politiche a supporto delle imprese agroindustriali del nostro Paese. Qual è il dato secondo lei più significativo di questa ricerca? Ce ne sono diversi, che offrono un quadro del fenomeno DOP/IGP visto dagli italiani che consumano questi prodotti. Prima di tutto, oltre il 90% delle persone ha consapevolezza dei DOP e IGP e il 96% di almeno uno dei due. In più, nell’arco di un mese, il 76% del campione ha dichiarato di aver effettuato l'acquisto di almeno un prodotto DOP o IGP. Quasi il 12%, addirittura oltre dieci. E il 28% tra quattro e nove prodotti. Relativamente al prezzo, poco più di un quarto dei consumatori ritiene che un prodotto DOP o IGP possa costare oltre il 15% in più rispetto agli altri. Per il 7,4% anche più del 20%. Infine, la maggioranza relativa degli intervistati (quasi il 35%) ritiene che il differenziale di valore economico debba essere compreso tra il 6% e il 10%. Tra i risultati emersi il 62% degli intervistati ha indicato la necessità di collegare entrambe le sigle in modo più diretto alla qualità del prodotto: perché le certificazioni da sole non funzionano? in effetti, la ricerca evidenzia che il 62% degli intervistati ha indicato che per rafforzare l’impatto dell’attributo DOP/IGP sarebbe opportuno collegarlo in modo più diretto alla reale qualità del prodotto. Non si tratta di qualcosa che non ha funzionato, ma del fatto che DOP e IGP indicano una precisa origine geografica del prodotto e delle sue componenti fondamentali. Va ulteriormente enfatizzato in termini di comunicazione come questa origine geografica sia fattore di qualità: oggi non esiste una connessione intrinseca tra origine geografica e qualità. Una percentuale consistente di consumatori percepisce questa connessione, ma ritiene che a beneficio dei prodotti DOP e IGP sarebbe importante evidenziarla in modo esplicito. Lei è un esperto di sostenibilità: quanto il fenomeno della contraffazione può nuocere a questo aspetto ormai strettamente legato al settore enogastronomico? La contraffazione è un fenomeno grave e in sé in qualsiasi caso. Lo è ancora di più per i prodotti DOP e IGP, che sono frutto di investimenti e attenzioni significative da parte di chi li produce. Nelle conclusioni si legge: "La forza differenziante di DOP/IGP sarebbe ulteriormente aumentata se rappresentasse in modo esplicito l’interdipendenza tra territorialità e qualità, percepita di fatto dal consumatore". Quali possono essere le strategie da introdurre per permettere alle aziende del settore di centrare l'obiettivo? Innanzitutto, una strategia di comunicazione e promozione che evidenzi l'intima connessione, nel caso di questi prodotti appunto, tra il loro radicamento territoriale e la qualità. Chi produce beni alimentari a marchio DOP e IGP sa bene che tale radicamento è proprio alla base delle specificità di tali prodotti. Anche la maggior parte dei consumatori ha questa consapevolezza e riconosce che tale specificità meriti un differenziale di prezzo positivo: si tratta di portare a tale consapevolezza la totalità dei consumatori. A tal fine, è importante anche l'intervento degli attori istituzionali e delle associazioni per una comunicazione "di sistema", che si affianchi e rafforzi quella attuata dalle singole imprese. Note metodologiche Il rapporto “Conoscenza e percezione di valore delle denominazioni DOP e IGP tra i consumatori in Italia” restituisce e analizza i risultati dell’indagine condotta 1600 consumatori, stratificato per genere, età e area geografica di residenza. A questo campione è stato erogato un questionario orientato a verificare tre grandi tematiche: 1) il grado di conoscenza che i consumatori hanno dei prodotti denominati DOP o IGP; 2) il valore attribuito a tali denominazioni e quindi la loro rilevanza nelle decisioni di acquisto e di consumo; 3) la percezione del rischio di contraffazione per i prodotti DOP e IGP e le misure per contenerlo. Comunicato Stampa Scarica il Report

19 Marzo 2024

Il coaching come catalizzatore per l’espressione del potenziale

Uno strumento di sviluppo delle risorse umane L’evoluzione dell’ambiente competitivo richiede sempre di più manager e leader dotati di competenze trasversali, comunicative e relazionali, per coinvolgere e motivare tutti i collaboratori al raggiungimento degli obiettivi aziendali. In questa prospettiva, Luiss Business School ti invita a partecipare all’evento online dedicato alla presentazione del Flex Executive Coaching Programme il 22 maggio alle ore 17.30. Il programme, riconosciuto come punto di riferimento nell’ambito del coaching manageriale e accreditato Livello 2 presso l’International Coach Federation (ICF), introduce i partecipanti alla pratica del coaching in ambito manageriale ed organizzativo e consente di acquisire nuove competenze e strumenti per sviluppare un’approfondita conoscenza e pratica del coaching professionale. Il Level 2 abilita all’ottenimento delle credenziali ICF fino al 2 livello (PCC), riconosciute in tutto il mondo come standard di qualità. L’evento, dal titolo “Il coaching come catalizzatore per l’espressione del potenziale: uno strumento di sviluppo delle risorse umane”, rappresenta l’occasione di discutere con gli esperti del settore di tematiche attuali come il neuro coaching ed il suo ruolo positivo come strumento di sviluppo del proprio potenziale e di risposta ai cambiamenti. Inoltre, i partecipanti potranno apprendere non solo i vantaggi del coaching in azienda, ma scoprire anche come è cambiato il modello di coaching post pandemia. Durante la presentazione, ci sarà Martin Castrogiovanni, ex partecipante del programme ed ex rugbista a 15 italiano, che condividerà il suo percorso di carriera e la sua esperienza. L’ex rugbista, insieme agli altri relatori, saranno disponibili a rispondere a tutte le domande dei partecipanti. Speaker Stefano Bottaro, Human Resource Director presso Avio Quando: 22 maggio 2024 Dove: Online Orario: 17:30 – 18.30 Per partecipare è necessaria la registrazione. REGISTRATI 19/03/2024

14 Marzo 2024

Open Evening

Esplora i programmi Part-time ed Executive MBA presso Luiss Business School a Milano Luiss Business School apre le porte del Milano Luiss Hub a tutti coloro che sono interessati ad intraprendere un Executive MBA o Part-time MBA e ti invita a partecipare all’Open Evening, in lingua italiana, martedì 9 aprile alle ore 18.00. Durante l’evento, la Prof.ssa Maria Isabella Leone, Head of MBAs Programmes, avrà il piacere di illustrare a tutti i candidati il portfolio MBA condividendo l’innovativo approccio didattico su cui si basano i programmi, informazioni dettagliate sui percorsi, le attività internazionali previste, e sulle opportunità di carriera. Ad affiancarla ci sarà il Dott. Nicola Ontario, Manager presso Tim Enterprise e partecipante Executive MBA della precedente edizione che, condividendo l’esperienza vissuta in Luiss Business School, saprà fornire degli interessanti e stimolanti spunti di riflessione: dalle sfide affrontate durante il programma, alle competenze acquisite, a come l'MBA abbia influenzato positivamente la sua carriera. L’evento rappresenta l’opportunità per i partecipanti di incontrare lo Staff MBA che potrà rispondere a tutte le domande sull’offerta formativa dei programmi, i contenuti, i requisiti e le modalità di ammissione, i costi e le agevolazioni, ed i benefici derivanti dal completamento del corso. I partecipanti dell’Open Evening saranno esonerati dal pagamento della fee di ammissione pari a 100€ per le prossime date di selezione previste il 18 e 11 aprile. Partecipa all’Open Evening e preparati ad intraprendere un nuovo percorso per l’evoluzione della tua carriera! Quando: martedì 9 aprile Dove: Milano Luiss Hub Orario: 18.00 – 19.00 Per partecipare è necessaria la registrazione. 14/03/2024

05 Marzo 2024

Part-time MBA Rome – Ultima Chance per Incontrare il Direttore e lo Staff!

La Luiss Business School presenta il suo programma di punta, Part-time MBA, in un evento online che si terrà martedì 19 marzo a partire dalle ore 17.30. Durante l'evento, che si svolgerà in lingua inglese, la direttrice dell'MBA, prof.ssa Alessandra Perri, illustrerà l'innovativo approccio didattico alla base del programma e le sue opportunità internazionali. In partenza ad aprile 2024 e organizzato durante i fine settimana nella splendida cornice di Villa Blanc, il Programma rappresenta la scelta perfetta per chi vuole acquisire competenze manageriali in modo intelligente, senza perdere le opportunità di networking della Scuola. Potrete interagire con lo staff MBA e porre domande e curiosità sulla struttura del programma, sui contenuti e sul processo di candidatura. Le borse di studio sono ancora disponibili e saremo lieti di rispondere a tutte le vostre domande sui prossimi appuntamenti di ammissione. Non perdere questa opportunità di rilancio della carriera! Relatore: Professoressa Maria Isabella Leone, Responsabile degli MBA della Luiss Business School; Professoressa Alessandra Perri, Direttore Scientifico del Part-time MBA - Roma e Decano Associato di Facoltà. Agenda: Saluti iniziali della Prof.ssa Maria Isabella Leone, Responsabile della Business Unit MBAs; Presentazione del Programma da parte della Prof.ssa Alessandra Perri, Direttore Scientifico del Part-time MBA - Roma e Preside Associato della Facoltà.  Tavola rotonda con lo staff, Q&A session. Quando: 19 marzo 2024 Dove: Online Orario: 17:30 - 18:30 Per partecipare è necessaria la registrazione. REGISTRATI 05/03/2024

01 Marzo 2024

Successful Communication Strategies: a Journey into the Automotive Industry

Inspirational Talk with our MBA community Luiss Business School annuncia l’evento Strategie di Comunicazione di Successo: un Viaggio nell’Industria Automobilistica che si terrà giovedì 21 marzo, dalle ore 18:00, presso Villa Blanc, a Roma. L’evento, in lingua inglese, è dedicato a tutti coloro che intendono intraprendere un percorso MBA e vedrà la partecipazione di Maria Isabella Leone, Head of MBA Programmes della Luiss Business School, e di Tim Bravo, Director of Communications presso Lamborghini, che ci offrirà un insight sul mondo dell’industria automotive di lusso. Durante l’evento verrà, inoltre, presentato il portfolio MBA, che offrirà ai partecipanti interessati una visione approfondita del programma formativo, i laboratori e le attività che caratterizzano i programmi MBA Luiss Business School. Sarà, inoltre, possibile incontrare i coordinatori e lo staff Luiss Business School che potranno rispondere a tutte le domande sul programma, sul processo di ammissione e iscrizione, sulle agevolazioni e sulle borse di studio disponibili SPEAKERS Prof.ssa Maria Isabella Leone, Responsabile Programmi MBA Luiss Business School Tim Bravo, Direttore della Comunicazione, Lamborghini AGENDA 18:00: Arrivo partecipanti 18:15: Welcome e registrazione partecipanti 18:30 – 20:00: Talk 20:00: Networking L’evento Strategie di Comunicazione di Successo: un Viaggio nell’Industria Automobilistica fa parte della rassegna MBA Inspirational Talks, il ciclo di incontri che non solo consente ai partecipanti di arricchire la propria conoscenza negli ambiti di interesse, ma offre anche l’occasione di ampliare il proprio network professionale con esperti di settore e potenziali mentori. Quando: giovedì 21 marzo 2024 Dove: Villa Blanc – Via Nomentana, 216 Ora: 18.00 – 20.00 Per partecipare all’evento è necessaria la registrazione. 01/03/2024

01 Marzo 2024

Diversity & Inclusion: le parole per cambiare rotta

Il primo summit di Diversity & Inclusion Hub, osservatorio permanente di CORE, traccia le coordinate per mettere a sistema le buone pratiche per l'inclusione aziendale. Cambiare i modelli, le regole e i valori aziendali sono i primi passi da fare per creare un nuovo mondo, in cui diversità e inclusione non siano temi su cui fare ricerca, ma realtà integranti delle aziende. Questo lo scopo del primo summit di Diversity & Inclusion Hub, osservatorio permanente di CORE, supportato a livello accademico da Luiss Business School. Durante l'incontro dello scorso 14 novembre, oltre 50 relatori tra docenti, accademici, manager, opinion leader, e rappresentanti aziendali, istituzioni e associativi, hanno contribuito a disegnare una mappa di cambiamento lungo tre filoni tematici: disabilità e lavoro, modelli di misurazione d'impatto e KPI, gender balance & gender diversity. FORMAZIONE. "La formazione è fondamentale per creare una cultura aziendale inclusiva e rappresenta un fattore abilitante per le imprese e le organizzazioni chiamate a valorizzare le peculiarità dei singoli - ha sottolineato Matteo Caroli, Associate Dean for Sustainability & Impact Luiss Business School - Per questo Luiss Business School è fortemente impegnata sui temi della Diversity & Inclusion anche attraverso la realizzazione di progetti di ricerca che generino un reale impatto sulla società e la promozione di iniziative di dibattito e sensibilizzazione che rappresentino un momento di confronto per gli stakeholder di settore". DIBATTITO. “Diversity&Inclusion Hub è la community che riunisce gli stakeholder, tra manager, rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni, impegnati sui temi di diversità, inclusione ed equità in ambito lavorativo da sviluppare nel corso dell’anno - ha spiegato Pierangelo Fabiano, CEO di Core, presentando le prossime attività dell’Hub – Ci saranno il magazine monotematico trimestrale, il blog sul sito web dedicato, eventi territoriali e il white paper che verrà presentato nell’ambito del prossimo Summit da condividere con il legislatore. Tutte attività volte ad approfondire e alimentare il dibattito e partecipare attivamente al cambiamento positivo”. ROLE MODEL. “Si tratta di un problema di stampo culturale e in questo senso, per superarlo, è fondamentale il tema della consapevolezza collettiva, di uomini e donne. – spiega Maria Isabella Leone, Direttrice dell’area MBA Programs e dell’Osservatorio su equità di genere nella Sanità Luiss Business School - Per questo appare così importante e necessario avere dei role model nuovi, che permettano di mettere in luce fin da subito delle possibilità alternative e lavorare sull’elemento culturale attraverso una maggiore consapevolezza. Il rischio se non si interviene con azioni mirate ad hoc e con un riscorso sempre più significativo ad iniziative di networking/mentoring con altre donne, è di alimentare un circolo vizioso in cui la mancanza di figure femminili nelle posizioni apicali non permetta alle giovani donne di avere dei modelli a cui guardare e rifarsi, scoraggiando ancora di più le loro ambizioni correnti e future”. VALORI. “Includere non sia cedere spazio – ha affermato a conclusione dell’evento Anna Finocchiaro, Presidente ItaliaDecide – ma sia cambiare il modello, le regole e i valori per disegnare un mondo nuovo a misura di donne e di uomini”. 1/03/2024

29 Febbraio 2024

Incontra Luiss Business School a Napoli e Milano nelle fiere QS

Scopri I Master Full-time e dai inizio alla tua carriera Partecipa alle Fiere QS e scopri i Master Full-time di Luiss Business School in Italia ed Europa. Incontra lo Staff del Recruitment per individuare il Master Full-time più in linea con le tue passioni e gli obiettivi di carriera che desideri raggiungere. Le date delle Fiere QS in Italia sono le seguenti: Napoli: 16 marzo Milano: 21 marzo Durante l'evento avrai l'opportunità di incontrare lo staff Luiss Business School ed esplorare le caratteristiche distintive dei Master offerti, confrontarti con i nostri esperti e ottenere dettagli relativi all’offerta formativa, sul processo di selezione per l’anno accademico 2024-2025, le modalità di iscrizione, i costi, le borse di studio disponibili nonché tutte le informazioni necessarie per avviare il percorso accademico più adatto a te. Scopri le principali aree tematiche: International Management Financial Management Digital and Business Transformation Gestione delle Risorse Umane e dei Progetti Marketing Management Management delle Imprese Creative e Culturali Wellness & Medical SPA Management Diritto Tributario, Contabilità e Pianificazione Fiscale Consulente Legale d'Impresa QUANDO Napoli | QS Discover Master’s – 16 marzo 2024. Grand Hotel Oriente via Armando Diaz, 44, Napoli, Italia. Milano | QS Discover & Connect Master’s – 21 marzo 2024. Superstudio Events via Tortona, 27, Milano, Italia. WHEN: Napoli, 16 marzo Milano, 21 marzo TIME: 11.30 – 14.30 (Napoli) 15:30 - 19:00 (Milano) Per maggiore informazione contattaci a: recruitment@luissbusinessschool.it 29/02/2024

09 Aprile 2021

innCREA, creatività e innovazione per cambiare il mondo del lavoro

Creatività e capacità di innovare: sono questi gli obiettivi che Luiss Business School vuole raggiungere con il progetto innCREA - Standards for implementing programmes aimed at discovering and developing creativity, pioneering in pursuit of innovation Finanziato dalla Commissione Europea e sviluppato nell'Erasmus+ Programme, questo percorso formativo europeo, di cui il professor Nunzio Casalino è il referente scientifico Luiss, nasce con l'obiettivo di trasferire agli studenti universitari, ricercatori, docenti, imprese e organizzazioni dell'economia sociale concetti organizzativi e metodi di sviluppo di business, potenziati da creatività e capacità di innovare. L'intero percorso formativo è supportato da materiali didattici e metodologie innovative di apprendimento, volti a scardinare vecchi modi di pensare le governance aziendale e implementare la creazione di nuovi modelli di business. Europa e disoccupazione giovanile: i dati Secondo i dati Eurostat a gennaio 2020 il tasso di disoccupazione giovanile nei paesi dei partner del progetto innCREA è ancora molto alto: in Italia 29,3%, in Finlandia 17,4%, in Grecia 16,5%, inBulgaria 9,7% e in Polonia 7,8% (dati: EUROSTAT). Le cause sono da ricercare in criticità e disomogeneità che interessano tutta l'Unione Europea. In primo luogo, le università tendono a creare laureati che spesso non trovano facilmente impiego nel proprio ambito di studi e molto spesso i loro programmi formativi non sono allineati ai reali bisogni del mercato del lavoro. In secondo luogo, l’offerta di corsi rimane limitata a causa delle incompatibilità o incongruenze degli standard sulle qualifiche professionali e spesso delle modalità di erogazione e valutazione. Infine, le modalità adottate dalle aziende per la pianificazione e lo sviluppo delle carriere del proprio personale non sono sempre efficaci. Per tutti questi problemi la creatività e capacità di innovare possono fare la differenza. Come funziona innCREA L’obiettivo principale del progetto è quello di fornire al mondo universitario una guida pratica e un approccio sistematico alla creatività, al pioneering e all’innovazione per contrastare il mismatch fra le skill dei laureati e i reali bisogni del mercato del lavoro. Per fare questo sono state messe a punto tre attività principali: innCREA Audit Tool, una risorsa aperta di ricerca e analisi di buone pratiche; innCREA Guideline, linee guida per creare una metodologia formativa basata su nuove tecniche, creatività e bisogni degli stakeholder; innCREA Creativity & Pioneering Training Programme Package, un percorso formativo sulle soft skill innovative in modalità e-learning. Gli obiettivi di innCREA InnCREA mira a implementare, adattare e trasferire un programma formativo integrato (materiali e metodologie) per il potenziamento di specifiche soft skill, volte a favorire la creatività e ad attuare azioni specifiche per favorire l’innovazione. Il fine è quello di sviluppare le soft skill degli studenti universitari e, allo stesso tempo, contribuire alla diminuzione del gap fra le capacità richieste dal mercato del lavoro e quelle offerte dai corsi universitari. Per far ciò si coinvolgeranno i docenti universitari che, grazie agli strumenti forniti dal progetto, svilupperanno la capacità di integrare l’offerta formativa dei propri Atenei e rafforzare le capacità e profili personali dei propri studenti. Un altro punto di forza di questo progetto è la volontà di ridurre il divario tra le competenze richieste nel mondo del lavoro e quelle offerte dai corsi universitari in modo concreto. Come in una palestra, innCREA punta a rafforzare le capacità manageriali di studenti e giovani imprenditori, allargando la visione di questi ultimi alle comunità imprenditoriali europee. Il progetto si svolgerà da gennaio 2021 a dicembre 2022. 9/4/2021

09 Aprile 2021

Chi sono i Civil Servant di cui l'Italia ha bisogno

Nell'ambito dell'incontro organizzato da Luiss Business School e Associazione “Davide De Luca – Una vita per l’Intelligence”, è nato un ritratto dei servitori dello Stato necessari nel post-pandemia per creare un vero Rinascimento Il presidente francese Emmanuel Macron ha chiuso l'Ena, la "scuola dei presidenti", che lui stesso ha frequentato oltre a Valéry Giscard d'Estaing, Jacques Chirac, François Hollande. Fondata da Charles De Gaulle nel 1945, era l'istituzione in cui veniva forgiato il ceto dirigente francese. Il Covid-19 ha cambiato il mondo e oggi ci troviamo a fronteggiare nuove sfide, che richiedono leader preparati a mettere in campo soluzioni che tengano in considerazione non solo la sostenibilità ambientale, ma soprattutto quella economica e sociale. Partendo da queste riflessioni, nell'ambito dell'incontro organizzato da Luiss Business School e Associazione “Davide De Luca – Una vita per l’Intelligence”, ecco chi sono i Civil Servant di cui l’Italia ha bisogno. Per Luigi Abete, Presidente Luiss Business School, la parola chiave anche per il ceto dirigente è sostenibilità: non solo ambientale, ma anche economica e sociale. «Questa pandemia ha messo in luce come in futuro la sostenibilità sociale sarà un problema sempre più grave. Uscirne richiederà l'impegno di tutti – spiega – Le leadership del futuro dovranno essere collettive. Quelle individuali non sono più in grado di risolvere i problemi che la complessità sociale pone. Solo una leadership collettiva oggi riesce a orientare e a cambiare lo sviluppo di una collettività». Per Gianni Letta, Presidente Onorario Associazione Davide De Luca - Una Vita per l’Intelligence, la figura di Davide De Luca risponde alla definizione di Civil Servant di cui l'Italia ha bisogno. Mutuando le parole del prefetto Carlo Mosca, recentemente scomparso, Letta ha ricordato che «la sua tempra di cittadino, dedito al bene della comunità, fonte delle sue non comuni di pubblico funzionario, ne faceva un chiaro esempio di quelle qualità, disciplina e onore che l'articolo 54 della Costituzione della Repubblica pone come doveri di coloro a cui sono affidate le funzioni pubbliche». «Essere un Civil Servant significa interpretare fino in fondo la Costituzione anche negli articoli 97 e 98, dedicati alla Pubblica Amministrazione – continua Letta – Deve garantire che il buon andamento e l'imparzialità della funzione pubblica. L'Italia ha bisogno di persone che possano servire l'interesse nazionale, il bene comune, che possano far rifiorire la crescita delle imprese sia nella Pubblica Amministrazione che fuori, in quella nuova collaborazione tra pubblico e privato, tante volte invocata, ma che spesso non si riesce a realizzare. Solo da una classe dirigente di livello ci può essere una vera rinascita, o Rinascimento, del nostro Paese». Riconoscenza per la possibilità di prestare servizio alla collettività è il nodo del ragionamento di Ferruccio de Bortoli, Editorialista Corriere della Sera. «Una classe dirigente vera mette il bene comune davanti alle proprie necessità, per quanto drammatiche e legittime possano essere – spiega – Ci si salva tutti insieme e non esiste una parte di classe dirigente che possa chiamarsi fuori. Sarebbe importante che si dimostrasse che la valutazione è importante, che non serve per creare graduatorie e aumentare disuguaglianze, ma che è uno strumento essenziale per far crescere tutti. Facciamo tesoro sulla ricchezza e sulla vastità del capitale sociale, fatto di buoni propositi, buone azioni. Oggi ci si vergogna di servire, ma essere un servitore dello Stato è un complimento: distingue una classe dirigente vera, con una partecipazione sentita e attiva al bene del proprio Paese». Quando parlava dell'Agip, Enrico Mattei diceva che preferiva definirla più di un'azienda dello Stato che azienda di Stato: anche questo è un modo per sottolineare il profilo di Civil Servant del presidente di Eni. «Il servizio a favore delle comunità, che caratterizza la formula Mattei, poi trapiantata anche nell'attività di Eni, era nel suo modo di operare, oggi tradotto nel Dual Flag Approach praticato dall'azienda», spiega Lucia Calvosa, Presidente Eni. «I segnali di questa eccellenza li riscontro nelle donne e negli uomini che lavorano in Eni, quel senso di trasformazione e di rinnovamento quotidiano. In alcuni di loro ho colto quell'etica di consapevolezza di lavorare non solo per la propria azienda, ma per il proprio Paese. La responsabilità per la classe dirigente che oggi guida la transizione energetica non è soltanto guardare a decarbonizzazione e riduzione delle emissioni, ma soddisfare la domanda crescente di energia a livello globale. Come diceva Mattei nella sua ultima lezione, che chiudeva l'anno accademico 1961/1962, “in momenti di incertezza e di sconforto”, come quello che stiamo attraversando ora – aggiunge Calvosa – “si troverà motivo di coraggio e incitamento ad andare avanti”. Per lui l'andare avanti era un must che dobbiamo seguire perché “guardando avanti, c'è tanto lavoro da fare”.». «Riuscire a coniugare Stato e Paese è uno degli obiettivi che ci si deve porre – spiega Flavio Cattaneo, Imprenditore e Vicepresidente Italo – Gli imprenditori privati dovranno intervenire, come nel Dopoguerra, con nuove attività, avviando un sistema produttivo che dovrà iniziare post Covid. Dal punto di vista manageriale bisognerà dimostrare che c'è ancora una classe imprenditoriale che investe per creare nuove imprese. Bisogna superare tutti insieme questa fase di crisi, avendo fiducia nel capitale umano e nelle istituzioni pubbliche e private». «Far parte dell'arma è fonte di orgoglio perché si appartiene a un'istituzione che agisce nell'interesse della collettività – sottolinea, tirando in ballo la sua esperienza personale, il Generale C.A. Teo Luzi, Comandante Generale Arma dei Carabinieri – A volte ci si vergogna di dire di essere servitori dello Stato, ma secondo me deve essere motivo di grande soddisfazione e orgoglio personali, indipendente dal trattamento economico. Nel dibattito sulla riforma della Pubblica Amministrazione non bisogna trascurare l’esigenza di alimentare il senso di appartenenza e l'orgoglio di servire la collettività, quindi dell'essere dei veri Civil Servant». Paolo Boccardelli, Direttore della Luiss Business School, invita a ripartire dalla formazione. Come possiamo preparare gli studenti al mondo che cambia e ad essere ceto dirigente, responsabile del bene comune? Dopo la caduta di quei luoghi di aggregazione intermedi come i partiti, in cui c'era il trasferimento del sentimento sintetizzato nella frase “Lo Stato siamo noi”, è venuta a mancare la piena condivisione del senso dell'essere al servizio, dell'essere Civil Servant. «Dobbiamo rimetterlo al centro: se è vero che il settore pubblico ha un ruolo importante, dovremmo curarci della motivazione dello status del pubblico impiego – spiega Boccardelli – I fattori motivanti sono il contenuto del lavoro e il riconoscimento del valore del lavoro da parte della collettività. Inoltre, dobbiamo ripensare la formazione della classe dirigente pubblica e privata basandoci su principi che non siano più elitari, ma che favoriscano il più ampio accesso di talenti a ruoli chiave. La diversità è la chiave del valore. L'unico modo per fare l'ultimo miglio è recuperare la fiducia, il senso di valore reciproco, che il settore pubblico e privato devono rappresentare. Solo così riusciremo a realizzare gli obiettivi ambiziosi del Recovery Plan». RIVEDI IL WEBINAR RASSEGNA STAMPA Adnkronos, Da Catricalà al prefetto Mosca, quei Civil servant al servizio del paese Affari Italiani, Civil Servant del futuro. Calvosa (ENI): "Occhio alla sostenibilità sociale"Askanews, Luiss Business School: civil servant post pandemia, sfide futureFormiche, Servire lo Stato dopo il Covid. Appunti per l’interesse nazionale dalla Luiss 9/4/2021

09 Aprile 2021

Infrastrutture e ripartenza, Paolo Boccardelli: «C'è bisogno di più competenza. Manager pubblici e privati si formino insieme»

L’arrivo dei fondi del Recovery Plan è una grande occasione per colmare i gap italiani sui collegamenti: per farlo serve una nuova alleanza tra pubblico e privato, saldata da una leadership che guardi al benessere delle future generazioni. Ecco il pensiero del Direttore Luiss Business School nato durante l’evento EY Costruzioni e intermodalità In un mondo che il Covid-19 ha già cambiato, le infrastrutture possono giocare un ruolo chiave nella ripresa economica nazionale e mondiale. Ma per farlo servono le giuste competenze, una leadership preparata e una reingegnerizzazione dei processi di gestione e realizzazione delle opere. Durante l'appuntamento targato Ernst & Young dell'8 aprile, dal titolo Costruzioni e intermodalità, si è puntata l’attenzione sulle priorità di investimento e sulle occasioni da non perdere per recuperare il ritardo infrastrutturale dell’Italia e accelerare la ripartenza. Secondo Paolo Boccardelli, Direttore Luiss Business School, bisogna creare un'alleanza tra settore pubblico e privato, che passi anche attraverso la formazione di una leadership capace di guardare al benessere delle future generazioni. «C'è bisogno di più competenza. Per questo una delle nostre proposte è quella di creare le condizioni affinché manager pubblici e privati possano formarsi insieme». Come spiega Enrico Giovannini, Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, il Recovery Plan «è una sfida epocale, non solo per l'Italia, ma per tutta l'Europa. Ci stiamo attrezzando come governo, ma abbiamo trovato grande collaborazione con regioni, province e comuni. Trovo anche una straordinaria vitalità in una parte consistente del mondo imprenditoriale e della società civile». Come ha fatto notare Boccardelli, «entro il 2040 il mondo dovrà affrontare un gap infrastrutturale di 15 trilioni di euro. In particolare, a causa del deficit infrastrutturale, l'Italia paga un ritardo infrastrutturale drammatico, costato 70 miliardi all'anno solo in relazione alle esportazioni, pari a 4 punti percentuali di Pil. Basti pensare che gli investimenti italiani in logistica nel periodo 2013-2017 sono stimati in 30 miliardi annui, a fronte dei 50 spesi dalla Germania». Dal Recovery Plan il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili riceverà circa 50 miliardi. «L'interconnessione sarà centrale per il nostro ministero; lo faremo sull’ultimo miglio per connettere i porti con le reti ferroviarie, le reti dell’alta velocità con quelle regionali – spiega Giovannini – Si investirà nel riequilibrio tra Nord e Sud. Le regole europee ci impongono di investire moltissimo nel Mezzogiorno: lo faremo sull’alta velocità e sull’alta capacità della Salerno-Reggio Calabria, che poi connetterà il porto di Gioia Tauro». Si sta pianificando un esame delle opere per destinare i fondi pubblici a tutte quelle non attrattive per i fondi privati, oltre a rivedere il meccanismo burocratico e il Codice degli Appalti. «Tutto questo non si fa per recuperare qualche decimo di Pil o per creare innovazione, ma per far ripartire il paese con un livello di benessere più elevato per le persone, l'ambiente e la società nel suo complesso. Per questo è necessaria l'interconnessione tra i diversi progetti». «Bisogna trasformare il gap in un'opportunità – spiega Massimo Antonelli, AD Italia e Managing Partner area Mediterranea, EY – Le risorse che arriveranno sono rilevanti. I grandi fondi di investimento stanno guardando al nostro paese come attrattivo. Una survey condotta da EY con SWG ha rilevato che il 95% dei manager intervistati ritiene che questa sia un'occasione irripetibile, ma più del 40% pensa che non saremo in grado di spendere queste risorse». Questo atteggiamento di sfiducia, che non viene dall'opinione pubblica, ma dai protagonisti delle aziende, preoccupa. Per questo Boccardelli suggerisce di superare questo clima di sfiducia, creando «le condizioni affinché quella tra pubblico e privato diventi una vera e propria alleanza. Deve esserlo anche nella reciproca fiducia tra management pubblico e privato. Se è vero che il settore privato nutre una profonda sfiducia nei confronti del pubblico di accompagnare la competitività delle imprese e degli operatori economici, il settore pubblico vive di un pregiudizio di fondo: quello della corruzione, dell'approfittare della situazione da parte dell'imprenditore privato. Tutto questo va superato: occorre creare le condizioni per sviluppare un nuovo patto di fiducia. Una delle proposte è che manager privati e pubblici possano formarsi insieme».Per diventare più attrattivi e investire al meglio i fondi del Recovery Plan richiede la presenza di una classe dirigente all'altezza della situazione. «La formazione della classe dirigente richiede quattro ingredienti – spiega Boccardelli – Una chiara visione di dove si deve andare: in primo luogo, è una questione di scelte e in questo il nostro Paese ha un po' difettato. Bisogna scegliere quei settori, quelle aree e infrastrutture su cui investire. Poi ci vuole una forte espressione di leadership, nel senso di definizione di come risolvere i problemi. La creazione di un forte consenso pubblico attraverso l'interazione con le comunità locali. Poi qualunque piano si scontra con l'execution: quindi se non si realizzano e non si governano i processi in modo chiaro ed efficace, non si può realizzare nulla. Come ha detto il ministro, non è solo un fatto di amministrazione, ma anche di reingegnerizzazione dei processi». «Infrastrutture sostenibili e di qualità sono un ingrediente fondamentale per lo sviluppo economico – sottolinea Boccardelli – In una fase successiva all'emergenza Coronavirus, il treno dell'economia partirà e i vagoni più veloci saranno quelli che si muoveranno su infrastrutture più snelle e più efficiente». 9/4/2021

02 Aprile 2021

WIN-WITH-U, così lo spettro autistico diventa una risorsa per il mondo del lavoro

Le persone con disturbi dello spettro autistico possono diventare un valore aggiunto per il mondo del lavoro: ci crede fermamente Luiss Business School, che attorno a questa convinzione ha costruito il progetto WIN-WITH-U. L'obiettivo principale è trasformare le caratteristiche specifiche delle persone con disturbi dello spettro autistico in skill adatte al mercato del lavoro, che possano anche rappresentare un vantaggio competitivo per le imprese. Mondo del lavoro e autismo: i dati Secondo recenti indagini almeno il 50% dei giovani con disturbi dello spettro autistico abbandona il percorso scolastico senza ottenere una qualifica e meno del 40% continua gli studi dopo la scuola secondaria. Il tasso di disoccupazione a livello europeo per queste persone si attesta fra il 76% e il 90%, e la percentuale di occupati tendenzialmente è impiegata in lavori sottopagati rispetto al loro livello di qualifiche. Diversi studi attualmente in corso evidenziano che per le persone con disturbi dello spettro autistico sarebbe fondamentale pianificare una più efficace transizione dal percorso di istruzione a quello lavorativo. Ciò avrebbe impatti significativi per gli individui, le istituzioni formative e le organizzazioni in cui potranno essere coinvolti attivamente. Ed è su questo risultato che Luiss Business School ha costruito l'offerta formativa del progetto WIN-WITH-U. Come funziona WIN-WITH-U WIN-WITH-U è un progetto ambizioso di innovazione sociale, ideato e coordinato da Luiss Business School, che coinvolge partner di diverso tipo (Università, Enti di formazione specializzati, Associazioni di settore, Istituzioni che operano a livello locale, regionale ed europeo) e provenienti da 4 Stati europei (Italia, Belgio, Danimarca e Bulgaria). Finanziato dalla Commissione Europea e sviluppato nell'Erasmus+ Programme, ha già nel suo sottotitolo – Workplace Inclusion and employmeNt opportunities for youth WITH aUtism – l'intera forza del piano. Creare maggiori inclusione e opportunità nel mondo del lavoro per i giovani affetti da autismo passa prima di tutto dalla formazione di chi cerca un impiego e di chi lo offre. Ideato e coordinato da Luiss Business School, con il professor Nunzio Casalino come referente scientifico, questo progetto chiede a manager, dirigenti e imprenditori di mettersi in discussione per aumentare le capacità di gestione di persone con ASD (Autistic Spectrum Disorders), facilitando la costruzione di una carriera professionale. WIN-WITH-U si basa sullo studio dei fabbisogni specifici e l’identificazione di un’adeguata metodologia didattica funzionale alla successiva progettazione di due percorsi di apprendimento specifici per i target group coinvolti. Tutta l'offerta formativa viene erogata attraverso una piattaforma di e-learning e prevede due percorsi: il primo, specifico per i giovani con disturbi dello spettro autistico, mirato alla valorizzazione delle soft skill; il secondo, dedicato agli imprenditori e manager, per trasferire le capacità di gestione e valorizzazione di queste risorse in contesti aziendali. Gli obiettivi del progetto Nello specifico, l’obiettivo di WIN-WITH-U è migliorare l’inclusione lavorativa della fascia giovanile aumentando la capacità delle imprese di inserire e gestire sul posto di lavoro queste persone e, allo stesso tempo, contribuire a facilitare per queste ultime la collocabilità lavorativa, la creazione di percorsi di autonomia personale e in generale l’inclusione sociale. Un altro aspetto è anche soddisfare il bisogno di personale qualificato da parte delle aziende e migliorare la loro performance nell’ambito della Responsabilità sociale di impresa. Infine, il progetto mira all’obiettivo ambizioso di fornire uno strumento di apprendimento completo per l’inclusione lavorativa in Europa delle persone con disturbi dello spettro autistico e di istituire una prassi all’interno delle iniziative di Corporate Social Responsibility nelle imprese. Il principio di base in WIN-WITH-U è di trasformare le caratteristiche speciali di persone con ASD in risorse. Questo ribaltamento di prospettiva può diventare un asset importante per le aziende. Non si tratta di permettere alle persone affette da autismo di trovare un lavoro, ma di metterle al posto giusto per esprimersi al meglio. In WIN WITH-U le forze in gioco saranno tantissime: quattro Stati Europei coinvolti (Italia, Belgio, Danimarca e Bulgaria) università, enti di formazione specializzati, associazioni di settore, istituzioni che operano a livello locale, regionale ed europeo. Il progetto è in corso e si concluderà a ottobre 2023. 2/4/2021

31 Marzo 2021

La sfida della Sovranità Tecnologica, Paolo Boccardelli: «Bisogna costruire una nuova visione industriale»

Durante la presentazione del Position Paper del Centro Economia Digitale il Direttore Luiss Business School ha tracciato la sua road map per una ripartenza all’insegna dell’indipendenza tecnologica: «Il nostro sistema economico e industriale devono incamminarsi per trovare le aree di specializzazione ed eccellenza nella nuova competizione» Uno degli obiettivi del governo Draghi è la sovranità digitale europea, un punto su cui l'Italia subisce una «sudditanza non tollerabile». La missione dei leader tecnologici europei è quella di creare un “terzo polo”, che si ponga tra Cina e Stati Uniti e che possa avere una sua indipendenza tecnologica. A questo tema il Centro Economia Digitale – CED ha dedicato un Position Paper che mette in luce quanto la sovranità tecnologica sia precondizione per quella economica. Da qui emerge l'esigenza di adottare una strategia che rilanci il ruolo sul mercato mondiale dell'Italia e dell'Europa. Il Position Paper è stato presentato nel corso di un evento digitale promosso da CED e ospitato da Luiss Business School, al quale hanno preso parte Vittorio Colao, Ministro per l’Innovazione Tecnologica e la Transizione Digitale, Vincenzo Amendola, Sottosegretario di Stato agli Affari Europei, Antonio Parenti, Capo Rappresentanza Commissione Europea in Italia, Alessandro Profumo, Amministratore Delegato Leonardo, Elisabetta Ripa, Amministratore Delegato Open Fiber, Luigi Gubitosi, Amministratore Delegato TIM, Ernesto Ciorra, Direttore Innovability Enel, Francesca Zarri, Direttore Technology, R&D, Digital Eni, Danilo Cattaneo, Amministratore Delegato Tinexta Infocert, con i saluti introduttivi di Rosario Cerra, Fondatore e Presidente Centro Economia Digitale, Francesco Crespi, Direttore Ricerche CED, Professore Università Roma Tre e le conclusioni di Giancarlo Giorgetti, Ministro dello Sviluppo Economico. «In una Europa che fatica a trovare dei “campioni tecnologici”, in grado di competere nella nuova economia globale, il nostro Paese si trova di fronte ad una sfida che non può lasciarsi sfuggire – spiega Paolo Boccardelli, Direttore di Luiss Business School e membro del comitato scientifico del CED – Perché il processo di ripresa sia efficace, coerente, duraturo e significativamente incisivo anche per gli equilibri di mercato, è necessario ripensare in maniera complessiva la politica industriale nazionale». Il valore economico della sovranità tecnologica «Nei prossimi tre anni ci sarà un'accelerazione enorme sull'adozione delle tecnologie da parte delle imprese – prosegue Boccardelli – Nei prossimi 10, 15 anni si prevede un investimento a livello globale sulle infrastrutture 5G e sui servizi collegati che produrranno 4 trillioni di dollari di valore generato. In più, il 70% del valore economico aggiunto sarà generato nelle piattaforme digitali. Il settore manifatturiero rappresenta il 16% del PIL a livello globale: si stima che il 5,75% della manifattura avrà adottato soluzioni di smart manufacturing. Nonostante questo, il 60% della domanda di lavoro non sarà soddisfatta dalle competenze disponibili. Nei prossimi anni saranno inventati il 10% dei lavori disponibili». «Secondo le stime CED, ogni euro investito nei settori ad alta tecnologia genera un effetto moltiplicatore pari a 2,4 euro nel resto dell'economia: un esempio di quale virtuoso effetto moltiplicativo possa essere innescato se le strategie alla base del cambiamento saranno solide, condivise e sostenibili. E se da un lato la pandemia ha generato una crisi economica ancora da valutare nel suo complesso, è anche vero che l’accelerazione imposta dalle nuove modalità ha determinato la definizione di nuovi trend tecnologici, tra cui l’apprendimento a distanza – con un impatto solo nelle fasi iniziali su 1,57 miliardi di studenti – la telemedicina, la robotica e i pagamenti digitali», spiega il Direttore di Luiss Business School. «A questo va aggiunto il processo di ridefinizione della geografia economica che la nuova globalizzazione e il reshoring delle filiere produttive stanno imponendo anche nel nostro continente. In questa nuova realtà, il nostro sistema economico e industriale devono incamminarsi per trovare le aree di specializzazione ed eccellenza nella nuova competizione. Un percorso che oltre a imporre un deciso recupero di produttività e competitività grazie a fattori quali i grandi progetti infrastrutturali, lo sviluppo della banda larga, la digitalizzazione della PA e del sistema imprenditoriale e la semplificazione amministrativa, richiede una definizione delle aree nelle quali far convogliare un considerevole flusso di investimenti pubblici e privati per riguadagnare leadership tecnologica e industriale. Solo così sarà possibile conferire al nostro Paese – in alcuni domini strategici – quella sovranità tecnologica ed economica utile a renderlo protagonista dei nuovi scenari». Sovranità tecnologica: cosa farà il governo «La sovranità tecnologica, vista come indipendenza o non dipendenza tecnologica, è uno degli elementi che porta alla autonomia strategica, obiettivo più ampio che tutti noi dobbiamo avere – spiega Vittorio Colao, Ministro per l’Innovazione Tecnologica e la Transizione Digitale – Deve essere una sovranità europea, comune e di condivisione; deve estrinsecarsi in una capacità di contribuzione italiana a progetti e con persone di eccellenza internazionale; deve esserci la capacità di negoziare e di fare partnership al di fuori dell'Unione Europea sia commerciali sia regolatori». «Abbiamo a che fare con il "sovrano dell'innovazione", gli Stati Uniti e con il "sovrano della sperimentazione", la Cina. Per trovare la nostra sovranità europea e italiana ci vogliono le persone e le competenze; il richiamo al singolo mercato digitale, ancora in itinere; e la self confidence regolatoria. Con l'approccio alla privacy, l'Europa è riuscita a guadagnarsi una certa capacità negoziale e regolatoria molto importante. Con le occasioni che stanno arrivando - con il digital market act, con il digital services act e con il data governance act - possiamo contribuire allo shaping della sovranità tecnologica che vogliamo, ma anche a un bilanciamento e a un positivo rapporto con gli altri due sovrani, quello cinese e quello americano. Aggiungo un elemento: la modernizzazione degli stati europei e la semplificazione dell'ambiente innovativo, per poter realizzare la sovranità tecnologica». «Il governo sta lavorando al recovery plan in cui ci sono tutti gli elementi di cui abbiamo parlato. Dobbiamo guardare alle tecnologie di domani e non solo a quelle di ieri. La seconda cosa sono le competenze, che coinvolgeranno le persone, dai bambini all'asilo al professore emerito. C'è il sostegno a settori innovativi, sia dal punto di vista degli incentivi fiscali sia da quello dell'accelerazione dei settori di punta, pensando a dove essere i migliori atleti internazionali della tecnologia. Formazione: il ministro Brunetta sta lavorando a molte riforme. Ci sono molti investimenti nel settore della salute. Poi c'è tutto quello che il Ministro Cingolani sta mettendo in campo per l'ambiente: molta dell'innovazione tecnologica, quella vera, scientifica, sarà legata a questo settore». «Bisogna individuare i settori e le filiere strategiche, dove l'impatto della tecnologia diventa fondamentale – spiega Giancarlo Giorgetti, Ministro dello Sviluppo Economico – Dobbiamo fare una politica che, con gli strumenti consentiti di carattere fiscale, di incentivazione, riescano a mettere in moto una proficua collaborazione tra il mondo della ricerca e il mondo dell'industria. È la cosa che in Italia è mancata di più a causa delle dimensioni delle imprese del nostro Paese». «Ce la faremo: ci sono buone condizioni di investimento – conclude Colao – Ma se vogliamo avere una vera sovranità tecnologica basata sull'innovazione, sullo sviluppo tecnologico, sulla non dipendenza, dobbiamo permettere più sperimentazione, liberare spazi giuridico-regolatori, dobbiamo guardare alla realtà con gli occhiali del futuro. Questo richiederà una semplificazione amministrativa e la rimozione degli ostacoli che la burocrazia di tipo difensivo crea. Se vogliamo una sovranità tecnologica italiana ed europea dobbiamo essere selettivi nel sostenere i veri “atleti” internazionali, le risorse umane, le università e i centri di ricerca, che rappresentano la punta di diamante del Paese. Dobbiamo ambire all'eccellenza tecnologica e scientifica, ma anche normativa, di policy e di allocazione di risorse». 31/3/2021

26 Marzo 2021

Nuovi coach: così li forma Luiss Business School

Come supportare i manager nel potenziare le proprie qualità individuali ed accompagnarli verso risultati chiari e sostenibili per sé stessi e per la propria azienda? Da parte di Luiss Business School, Scuola di alta formazione manageriale dell’Università Luiss Guido Carli, la risposta è la prima edizione del Flex Executive Coaching Programme. Anna Zanardi Cappon, referente scientifico del corso di coaching Luiss Business School che prende il via il 20 maggio: "Abbiamo pensato di proporre un corso di coaching perché è un momento molto particolare della leadership nelle aziende, è un momento di ripensamento ed è giusto pensare al ruolo del coaching - ha spiegato - Il corso si organizza con coach professionisti che arrivano da diverse scuole, con diverse metodologie. Quello che noi vogliamo offrire è una scelta, a chi vuole entrare in questo mondo professionale, di arricchimento, di diversità e di differenti strumenti per essere il più possibile adeguato alle diverse complessità che il mondo aziendale oggi richiede". E oggi, con la pandemia, "il mercato richiede l'attenzione alla realtà digitale". I professionisti devono essere capaci di "muoversi a loro agio in questo contesto", ha spiegato il professor Paolo Palazzo, Coordinatore Scientifico del corso della Luiss Business School: "Nel contesto digitale, assolutamente nuovo, il coaching ha una efficacia ancora maggiore. Questo è un programma flex che ha una parte cospicua di distance learning e permetterà non solo di acquisire questa formazione in una modalità più flessibile e compatibile con altre attività professionali, ma aiuterà anche le persone a lavorare in un contesto digitale", ha sottolineato Palazzo. Un ambito nuovo, imposto dall'emergenza pandemica che ha rivoluzionato anche il mondo delle imprese. "Nel contesto di rarefazione delle relazioni che stiamo vivendo e di necessità di reinterpretare le relazioni è estremamente importante curare questo aspetto nell'organizzazione - ha spiegato Palazzo - noi ce ne rendiamo conto tutti i giorni, e quindi i coach che formeremo saranno capaci di gestire, di vedere e di vivere le proprie relazioni in contesti organizzativi in una maniera costruttiva, che le valorizzi e in una maniera che trovi il modo per recuperare a livello di relazione interpersonale quello che ormai, ahimè, manca da un punto di vista più generale". Il programma della Luiss Business School offrirà nuove opportunità ai professionisti ai quali è indirizzato il corso di coaching. "Grazie alla diversità di metodologie i partecipanti, che lo desiderano, potranno accedere ai percorsi di autocertificazione che sono messi a disposizione dalle più importanti associazioni di coach professionisti in ambito internazionale", ha sottolineato Palazzo. I contenuti teorici e pratici trattati dalla faculty fanno infatti riferimento alle Coaching Core Competencies delle associazioni internazionali che costituiscono lo standard di qualità richiesta dal mercato. SCOPRI IL PROGRAMMA  RASSEGNA STAMPA*   Askanews, Nuovi coach: così li forma Luiss Business School Il Sole 24 Ore, Nuovi coach: così li forma Luiss Business School Affari italiani, Nuovi coach: così li forma Luiss Business SchoolLibero Quotidiano, Nuovi coach: così li forma Luiss Business School Quotidiano nazionale, Nuovi coach: così li forma Luiss Business School Il Tempo.it, Nuovi coach: così li forma Luiss Business School   *a causa dell'emergenza pandemica l'inizio del corso è stato rinviato alla data del 20 maggio. 26/3/2021

18 Marzo 2021

Leader for Talent con Claudio Costamagna, Presidente esecutivo di CC & Soci

Claudio Costamagna, Presidente esecutivo di CC & Soci, banchiere e dirigente d'azienda italiano, Presidente di Cassa depositi e prestiti da luglio 2015 a luglio 2018 e attualmente Presidente esecutivo di CC & Soci, ha incontrato gli studenti dei master Luiss Business School nell’ambito della serie “Leader for Talent #L4T”. L’iniziativa mette a confronto a confronto i talenti in aula con i leader del nostro tempo, per un’opportunità unica di condivisione e apprendimento, in una cornice interattiva ed esclusiva. I fattori che determinano una carriera di successo e i cambiamenti culturali del capitalismo familiare italiano per la ripartenza del Paese sono stati i temi al centro dell’incontro. RIVEDI IL WEBINAR Costruire una carriera di successo: quali consigli? Sono tre i fattori imprescindibili per costruire una carriera di successo. Innanzitutto, la passione, in cui il ruolo dell’università è fondamentale per scoprirla e poi lasciarsi guidare nelle scelte professionali. Non è possibile dedicarsi bene al proprio lavoro senza passione. Avere passione significa anche mettersi in discussione quando si ha successo, ponendosi nuove domande per non dare risposte automatiche. Secondo fattore è la reputazione, che ci anticipa prima che le persone ci conoscano. Bisogna lavorare sulla reputazione sin da piccoli e fare scelte in base all’impatto che deriverà sulla reputazione. Terzo fattore è la fortuna, come attitudine alla vita. Ritenersi una persona fortunata porta la fortuna al proprio tavolo, favorisce la reputazione e aiuta a sviluppare le proprie passioni. Le grandi opportunità nascono dalle crisi: qual è la ricetta per la ripartenza del Paese? Abbiamo bisogno di un cambiamento culturale che riguarda specialmente il capitalismo familiare che caratterizza la nostra economia. Questa trasformazione è in realtà già in corso: se fino a 10 anni fa il passaggio generazionale era automatico, oggi questo automatismo non è più scontato e altri fattori diventano dirimenti nelle decisioni legate alla successione, come la passione e le competenze per diventare imprenditori. Questo cambiamento si concretizza inoltre in una maggiore apertura del capitale alla borsa e al private equity, per invertire la rotta da una crescita fatta sul debito, che non è sana. Queste trasformazioni permetterebbero al Paese di avere aziende più grandi e competitive, perché aprire il capitale è la strada per fare acquisizioni e investire in tecnologie. Qual è il futuro dei business model bancari? Il modello di business delle banche retail tende oramai ad essere superato dalle startup e dal fintech: la grande banca non sempre ha la capacità di evolvere in questa direzione e sviluppare al proprio interno queste soluzione è una grande sfida. I modelli delle banche di investimenti sono invece più flessibili, ma in generale tutto il sistema bancario dovrebbe fare una riflessione su come reinventarsi investendo in questi settori. A differenza dei Paesi vicini e con economie simili alla nostra, facciamo fatica a costruire una classe dirigente? Le nostre aziende avrebbero senz’altro bisogno di leader più coraggiosi, che ambiscano a diventare leader internazionali. Dal punto di vista manageriale invece, troviamo sempre italiani in posizioni di vertice all’estero: ciò dimostra che i nostri talenti non trovano possibilità di crescita nel Paese. Dovremmo quindi ripensare alle leve che ci permettano di valorizzare e trattenere questa classe manageriale, oltre che di giudicare diversamente il merito. RIVEDI IL WEBINAR 18/03/2021

09 Marzo 2021

Leader for Talent con Melissa Ferretti Peretti, AD American Express Italia

Melissa Ferretti Peretti, AD American Express Italia, ha incontrato gli studenti dei master Luiss Business School nell’ambito della serie "Leader for Talent #L4T". L’iniziativa mette a confronto a confronto i talenti in aula con i leader del nostro tempo, per un’opportunità unica di condivisione e apprendimento, in una cornice interattiva ed esclusiva. Le doti e le attitudini di leader e talenti, tra coraggio, ambizione e capacità di motivare, e come l’accelerazione digitale ha ridisegnato gli equilibri aziendali e l’esperienza dei clienti sono stati i temi al centro dell’incontro. RIVEDI IL WEBINAR Quali caratteristiche identificano un leader? Tra le caratteristiche principali di un leader c’è il coraggio, come forza di uscire dalla propria zona di comfort e affrontare nuove sfide. Un leader è pronto e determinato ad assumersi le responsabilità delle proprie decisioni affrontandone le conseguenze. Un leader inoltre non si sente mai arrivato, resta umile ed è sempre disposto a imparare. È fondamentale che un leader sappia motivare il proprio gruppo di lavoro: da questo punto di vista, credere nella mission aziendale rende anche più semplice riuscire a trasmetterla al team. Leadership al femminile: quali sono i tratti essenziali? A mio parere non ci sono tratti che caratterizzano una leadership femminile. Ci sono buoni leader e cattivi leader. Quali sono i tuoi consigli per raggiungere posizioni apicali in azienda? È indispensabile liberare la parola ambizione dalla connotazione tendenzialmente negativa che spesso la circonda, soprattutto tra le donne. Si pensa che l’ambizione sia un termine estremamente egoistico e autoreferenziale, invece avere fiducia in sé stessi ed essere consapevoli che si può arrivare dove si vuole è un motore fondamentale per chi vuole crescere. Per realizzare i propri sogni bisogna addentrarsi in territori sconosciuti: per questo è necessario non temere di cimentarsi in campi in cui non si è super competenti, chiedendosi cosa si può imparare. Come scegli un talento che possa entrare far parte del tuo team? L’aspetto fondamentale in un talento è il “grow mindset”. È una questione di attitudine: i professionisti che pensano di poter sempre imparare e non vedono l’ora di uscire dalla propria area di comfort per mettersi in discussione hanno senz’altro una marcia in più. In base alla tua esperienza, in che modo è possibile mantenere una posizione di leadership? Oltre a essere capaci di mettersi sempre in gioco, è fondamentale circondarsi di persone competenti in settori diversi, da cui poter imparare senza la paura che qualcuno ci possa scalzare. Un leader non deve necessariamente conoscere tutto, ma deve sicuramente saper motivare validi collaboratori e indirizzarli per riuscire a raggiungere gli obiettivi. Come si declina la trasformazione digitale per American Express in Italia? Nell’approccio alla trasformazione digitale, due sono le traiettorie in cui sta investendo e crescendo American Express in Italia.  Da un lato c’è lo sviluppo di tecnologie e servizi con l’obiettivo di migliorare il rapporto con i clienti, quindi investimenti per potenziare i processi di on boarding e partnership con nuovi player tecnologici per cogliere le opportunità dell’online banking. Ulteriori investimenti riguardano lo sviluppo di esperienze mobile first: l’Italia è il Paese con la penetrazione di smartphone più elevata in Europa e la direzione verso cui stiamo puntando è permettere a tutti i clienti di accedere in tempo reale a tutti i servizi tramite l’app American Express, in modo sicuro, semplice e immediato. L’altro aspetto è la digitalizzazione del lavoro in American Express, con l’accelerazione dovuta alla pandemia. American Express aveva già introdotto lo smart working nel 2015 e i nuovi investimenti sono stati necessari per garantire la sicurezza, mantenere inalterati gli standard del servizio e un livello di engagement molto alto, con un focus sulle priorità strategiche. È stata arricchita la formazione per i dipendenti e sono stati messi a disposizione servizi di well being e telemedicina. Questa evoluzione del modo di lavorare sarà uno degli effetti più duraturi della pandemia e sarà fondamentale trovare il giusto equilibrio tra interazione umana e smart working. RIVEDI IL WEBINAR 9/3/2021

08 Marzo 2021

Crisi d’impresa: imparare a gestirla con Luiss Business School

Al via il 16 aprile la seconda edizione di un corso per Commercialisti, Avvocati, Esperti Contabili, consulenti d’azienda che vogliono acquisire maggiori competenze. Saper affrontare l’impatto di una crisi aziendale con un assetto tempestivo è una competenza sempre più richiesta in ambito aziendale, per la quale non sempre le figure professionali presenti sono adeguate. Sulla scorta del successo della prima edizione, Luiss Business School e Luiss School of Law propongono il corso di perfezionamento universitario in Gestione della Crisi d’Impresa, che prenderà il via il prossimo 16 aprile. Il Programma è rivolto a professionisti già attivi nel mondo del lavoro pubblico e privato (Dottori Commercialisti, Avvocati, Esperti Contabili, consulenti aziendali) che intendono indirizzare il proprio sviluppo professionale nella gestione delle crisi di impresa e ad imprenditori, responsabili finanziari, rappresentanti di organizzazioni sindacali o di società finanziarie che desiderano sviluppare una concreta professionalità nel campo della ristrutturazione d’Impresa. Sotto la Direzione Scientifica di Vito Cozzoli, docente della School of Government della Luiss Guido Carli e di Giorgio Meo, Ordinario di Diritto Commerciale presso la Luiss Guido Carli, il corso prevede il coinvolgimento di una faculty composta da personalità di primo piano nel campo della crisi d’impresa e del turnaround management. Fra questi: rappresentanti di istituzioni finanziarie come Francesco Bosco e Andrea Giorgianni di Mediobanca, Commissari straordinari come Enrico Laghi, Alessandro Danovi e Giuseppe Leogrande, testimonianze degli organi di vertice delle Istituzioni competenti (Ministeri dello Sviluppo economico e della Giustizia), professori universitari esperti del settore come Attilio Zimatore, Francesco Di Ciommo e Giovanni Bruno, professionisti della materia come Daniele Discepolo, Gerardo Longobardi, Giovanni Fiori, rappresentanti delle grandi Società di consulenza come Deloitte, Ernest & Young e Rothschild.I professionisti in aula avranno l’opportunità di confrontarsi con i nuovi regimi di gestione – previsti dalla riforma del 2019, con relativa necessità di adeguamento agli altri Paesi membri EU – e allinearsi perfettamente alle nuove linee guida volgendo lo sguardo ad un approccio innovativo. Tra i moduli di insegnamento previsti: gestione della Crisi e Stakeholders Engagement; definizione del piano di Turnaround: profili economici, giuridici e finanziari; negoziazione e attuazione del piano di Turnaround; strumenti di continuità aziendale; amministrazione straordinaria nelle grandi imprese in crisi. Il programma si svolgerà dal 16 aprile al 5 giugno 2021. Gli incontri sono pianificati nel fine settimana il venerdì pomeriggio e il sabato intera giornata (si terranno in presenza, compatibilmente con le disposizioni in materia di prevenzione sanitaria). Per maggiori informazioni: executive@luissbusinessschool.it SCARICA LA BROCHURE Rassegna stampa La Stampa, Crisi d’impresa, ecco come gestire le crisila Repubblica, Crisi e ristrutturazioni d'azienda, ecco come gestirleAdnkronos, Imprese: crisi aziendali, imparare a gestirle con Luiss Business School Messaggero Veneto, Crisi d'impresa, ecco come gestire le crisiFormiche.net, Come affrontare una crisi d’impresa in breve tempo? Le soluzioni La data inizialmente comunicata è slittata a causa dell’ingresso della Regione Lazio in zona rossa. 8/3/2021

06 Marzo 2021

Con GROW per la Giornata internazionale della donna 2021

In occasione della Giornata internazionale della donna 2021, celebriamo il talento delle giovani donne pronte a mettersi alla prova con nuove competenze, per giocare d’anticipo e con successo la partita del lavoro del futuro. Con il progetto GROW – Generating Real Opportunities for Women, Luiss Business School è al fianco delle aziende per sostenere e promuovere la crescita delle giovani donne e far crescere il Paese. Perché GROW Il Progetto GROW – Generating Real Opportunities for Women promuove e sostiene lo sviluppo personale e professionale delle studentesse Luiss Business School con particolare attenzione all’inserimento nel mondo del lavoro e all’evoluzione della carriera finalizzata al raggiungimento di posizioni di vertice in aziende, amministrazioni, enti, università e altre organizzazioni. Il progetto ha visto la luce l’11 novembre 2016 ed è giunto oggi alla quinta edizione. Le attività di GROW Job Shadowing Imparare con l’esperienza: una giornata di affiancamento a una manager nell’ambito lavorativo di interesse. Data Girls Supportare le studentesse interessate a cogliere tutte le opportunità offerte dalla gestione dei dati e dal mondo digitale. L’obiettivo è aumentare l’occupazione femminile in ambito digitale, in fortissima crescita dal punto di cista professionale e che fa registrare un forte gap tra domanda e offerta. Grow Talk Condividere buone pratiche ed esperienze da traslare, attraverso la contaminazione, da una realtà aziendale all’altra. Quinta edizione: la voce delle studentesse La quinta edizione di Data Girls mette alla prova le studentesse su quattro Challenge che richiedono competenze di analisi dei dati per sviluppare soluzioni innovative alle sfide proposte da Iren, Italgas, Terna, Wind 3. Le studentesse, suddivise in gruppi, si avvalgono dei set di dati ISTAT e della piattaforma di analisi Watson messa a disposizione da IBM. «Il progetto GROW mi è sembrato da subito un’ottima idea, sia per la matrice ideale che ne è alla base, sia per i contenuti altamente professionalizzanti – racconta Francesca Piazzolla, 27 anni, studentessa del Master in Marketing Management – Major in Sales and Account Management, al lavoro sulla Challenge di Terna. – Da quest’esperienza mi aspetto di trarne conoscenze approfondite in ambito di data research ma soprattutto spero di coglierne la ricchezza umana derivante dal lavoro in team». Per Giorgia Urbani, 22 anni, studentessa del Master in Financial Management – Major in Amministrazione Finanza e Controllo, che si sta confrontando con la Challenge Wind 3 «GROW è un’opportunità che aiuta capire l’impegno che comporta essere una leader e come conciliare vita professionale e personale». Secondo Veronica Da Dalt, 22 anni, studentessa del Master in Corporate Events – Major del Master in Marketing Management, «Leadership è abbattere i propri muri, incoraggiare sé stessi e chi si ha intorno a uscire dalla propria comfort zone puntando in alto». E a proposito della Challenge con Iren: «Ciò che mi ha spinto a partecipare al progetto sono stati curiosità e voglia di mettermi alla prova, non avendo mai appreso nozioni di data analysis. Grazie a questo percorso ho la possibilità di crescere personalmente e professionalmente, e non potrei esserne più grata». Beatrice Alasotto, 24 anni, studentessa Master in International Management che lavora alla Challenge di Italgas, racconta: «Partecipare a GROW mi ha permesso di acquisire competenze professionali nell’ambito del digitale al fine di contribuire alla valorizzazione della leadership femminile nel mondo del lavoro». Storie di successo Roberta Tedone, studentessa del Master in Management and Technology che ha partecipato all’edizione 2020 di GROW, è oggi Data analyst in Telepass: «GROW mi ha dato l’opportunità di valorizzare il bagaglio culturale che avevo acquisito durante gli studi e offerto una simulazione molto fedele del mondo del lavoro. Mi ha permesso di acquisire sicurezza e ha aperto molte porte del mio futuro professionale». SCOPRI TUTTE LE STORIE  6/3/2021

07 Febbraio 2021

La sovranità nell’era del Covid-19: il webinar Luiss Business School

Come è cambiato il concetto di sovranità al tempo della globalizzazione e dei sovranismi? E cosa significa sovranità ai tempi del Covid, quando le restrizioni della libertà personale hanno materializzato “la presenza del Sovrano con tutta la forza dello ius imperii per penetrare con irruenza nelle nostre vite”? A partire dalle riflessioni del libro “La nuova sovranità. Un saggio” di Leonardo Bellodi se ne è discusso a un webinar organizzato da Luiss Business School per il ciclo “Appunti per l interesse nazionale”, in collaborazione con l Associazione “Davide De Luca – Una vita per l Intelligence”. A introdurre i lavori, Paolo Boccardelli, Direttore Luiss Business School: “Io credo che, per la comunità Business School, questo tema della nuova sovranità e di come debba evolvere in un quadro di cooperazione internazionale nuova sia davvero un’area di grande interesse a cui guardare con attenzione”, ha sottolineato. Secondo il Presidente Onorario Associazione Davide De Luca, Gianni Letta, oggi è necessario un ripensamento dell’ordine internazionale dei rapporti multilaterali, non solo in campo economico: “Il cambiamento del concetto di sovranità, le tensioni internazionali e le nuove dimensioni delle globalizzazioni impongono un ripensamento del modo di intendere le relazioni tra gli stati e come coordinarle per un nuovo concetto di relazioni internazionali”. Oggi “c’è da riscrivere una formula di multilateralismo che non puo essere basata su teorie globaliste”, ha spiegato il ministro per gli Affari europei, Vincenzo Amendola: “La nuova sovranità si basa sulla presenza del concetto di interdipendenza come concetto fondamentale ma non può non lasciarsi alle spalle un principio di non interferenza che non ci porterebbe a riorganizzare un modello multilaterale interessante per il nostro interesse nazionale”. Parlando di sovranità oggi non si può non parlare di sovranismo. Secondo il presidente del Copasir, Raffaele Volpi, “se i nazionalismi si trasformano in sovranismi e i sovranismi in egoismi, vuol dire che abbiamo fallito. In questo caso – ha spiegato – bisogna mettere in campo i nostri valori e le nostre radici e come declinarle nel contemporaneo”. “Da una parte il Covid ci ha dimostrato che i sistemi nazionali non sono sufficienti di fronte a un evento di simile portata, dall’altra dobbiamo rivolgerci al sistema di approvvigionamento nazionale”, ha spiegato Paola Severino, Vice Presidente Università Luiss Guido Carli. Per Giampiero Massolo, Presidente Fincantieri, oggi viviamo un paradosso: “Mentre cresce l’esigenza di avere Stati integri ed efficienti, come è successo col Covid, gli Stati si sgretolano sotto la spinta di attori che portano alla destrutturazione della sovranità”, ha spiegato. Secondo Leonardo Bellodi, “lungi dall’essere destinata all’estinzione la sovranità può uscire rafforzata ed esaltata dalla crisi d identità imposta dal virus, nel momento in cui si fa carico di un più vasto sistema di valori e di responsabilità nei confronti dell'umanità” RIVEDI IL WEBINAR   7/2/2021

05 Gennaio 2021

«Italia 2030» a che punto siamo con la circolarità in economia

Commento di Matteo Caroli, Associate Dean Luiss Business School, pubblicato su Corriere della Sera Buone Notizie, 5 gennaio 2021  Anche nel nostro Paese la spinta istituzionale a favore dell'economia circolare è ormai robusta. Ne è un esempio, il progetto «Italia 2030»: le traiettorie dell'economia circolare per il rilancio economico sostenibile dell'Itali, avviato dal Viceministro per lo sviluppo economico nell'autunno del 2019 e giunto alla conclusione della sua prima fase. L'iniziativa è stata concepita in collaborazione pubblico-privato: insieme al Mise sono state coinvolte molte tra le principali imprese e università italiane, istituzioni e associazioni. Il sostegno diretto di dieci grandi Gruppi (Cassa Depositi e Prestiti, Enel, Eni, Generali, Intesa San Paolo, ltalgas, Leonardo, Poste Italiane, Snam, Terna) evidenzia la rilevanza istituzionale del progetto. Quindici gruppi di lavoro, partecipati da esperti di provenienza istituzionale, aziendale o accademica hanno approfondito questioni molto specialistiche: dall'analisi delle filiere particolarmente rilevanti per l'economia circolare come quella dell'energia, o la chimica, le costruzioni, l'agricoltura, all’approfondimento di innovazione e finanza come fattori “abilitanti” dello sviluppo circolare, fino alle sfide che riguardano la sensibilizzazione da un lato delle Pmi e dall’altro lato dei consumatori. Altri tre gruppi di lavoro hanno studiato le grandi problematiche sociali che condizionano le possibilità di sviluppo sostenibile del nostro Paese: la fecondità e il lavoro; l'invecchiamento della popolazione; l'immigrazione. Ciascun gruppo ha realizzato un documento valido scientificamente, ma utile soprattutto alla divulgazione, che spiega «a che punto siamo» nell'evoluzione verso l'economia circolare; i principali nodi da sciogliere e i successi consolidati; e avanza delle concrete proposte di policy per rafforzare questa transizione. Questi documenti sono stati discussi in un ciclo di dodici webinar, organizzati dalla Luiss Business School, ai quali hanno partecipato oltre tremila persone. A questo impegno fa eco il prestigioso posizionamento ottenuto ad inizio dicembre 2020 dall'intera Luiss Guido Carli, con l'ingresso tra i top 50 Atenei più sostenibili al mondo per il ranking World University Green Metrics, classificandosi seconda a livello globale (e prima in Italia) nella specifica categoria «Energy and climate change». Gli studi prodotti (che saranno riassunti in un e-book il prossimo gennaio) fanno emergere luci e ombre. Da un lato, il nostro Paese ha raggiunto un'ottima posizione tra i Paesi europei, ad esempio sulle energie rinnovabili, del waste management, dell'efficientamento energetico. Dall'altro, la complessità normativa e burocratica rallenta gli investimenti green delle aziende e d'altro canto è ancora troppo modesto (pur se in costante crescita) il numero delle piccole e medie imprese decisamente orientate all'economia circolare. Occorre dunque, accelerare sull'innovazione tecnologica, di business e istituzionale; capire come farlo è il prossimo obiettivo di Italia 2030. RIVEDI I WEBINAR DI ITALIA 2030  5/1/2021

15 Dicembre 2020

Expo Dubai 2020: un trampolino per il Made in Italy

Con l’evento Expo Dubai 2020 si è chiuso l' "Export Champion Program", il percorso di formazione promosso da SACE, Luiss Business School e Ambasciata d’Italia negli Emirati Arabi Uniti, che ha accompagnato 100 PMI italiane alla scoperta del mercato emiratino, per intercettare le opportunità commerciali legate all’Esposizione universale che si terrà dal 1 ottobre 2021 al 31 marzo 2022. "Il programma di formazione ha l'obiettivo di fornire alle imprese italiane competenze e relazioni di business nel quadrante geografico dei Paesi del Golfo, che offre molte opportunità di sviluppo. Luiss Business School insieme a SACE si propone di supportare le imprese italiane, in modo particolare le piccole e medie, nel rafforzare le competenze manageriali da un lato e le relazioni professionali dall’altro per sviluppare una presenza competitiva in quell’area geografica ricca di opportunità": ha dichiarato Matteo Caroli, Associate Dean Luiss Business School e condirettore del programma "Export Champion Programme: focus EAU" Sono intervenuti: Rodolfo Errore, Presidente SACE Paolo Boccardelli, Direttore Luiss Business School Paolo Glisenti, Commissario Generale dell’Italia a Expo Dubai 2020 Valeria Gravagno, Capo dell'Ufficio Economico e Commerciale dell'Ambasciata d’Italia negli EAU Matteo Caroli, Condirettore del programma Export Champion Program: Focus EAU - Luiss Business School Gian Domenico Mosco, Direttore del programma Doing Business in the Gulf - Dipartimento di Giurisprudenza, Luiss Guido Carli Mariangela Siciliano, Responsabile Education to Export SACE Ali Al Nuaimi, Head of Economic Affairs Section, Ambasciata emiratina in Italia Nasser Al Khaja, Head of Media and Public Diplomacy Section, Ambasciata emiratina in Italia Giuseppe Cavallaro, Coordinatore didattico Doing Business in The Gulf, Luiss Business School Rivedi il webinar 15/12/2020

09 Dicembre 2020

Più trasparenza ed efficienza nel settore contratti pubblici  

Luiss Business School al fianco di PA e imprese per una nuova infrastruttura digitale integrata Luiss Business School è partner di eNEIDE – eNotification and ESPD Integration for Developing Eprocurement, un progetto in collaborazione con Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), Intercent-ER Agenzia regionale per lo sviluppo dei mercati telematici (INTERCENT-ER), Regione Toscana (RT), Azienda Regionale per l’Innovazione e gli Acquisti (ARIA S.p.A.), con il coordinamento di Agenzia per l’Italia Digitale – Presidenza del Consiglio dei Ministri, con l’obiettivo di accelerare la transizione digitale dell’intero settore dei contratti pubblici (e-Procurement) e degli appalti. eNEIDE, sviluppato nell’ambito del programma CEF – Connecting Europe Faculty della Commissione Europea, uno strumento di finanziamento per la competitività e la crescita attraverso investimenti infrastrutturali mirati, punta a realizzare un’architettura digitale unica che permetta di semplificare le procedure di aggiudicazione e gestione dei contratti pubblici, garantendo l’interoperabilità tra piattaforme secondi i criteri di standardizzazione, innovazione e semplificazione, attraverso due azioni integrate: la realizzazione di uno snodo nazionale presso ANAC, in grado di intermediare tra le pubbliche amministrazioni italiane e le piattaforme europee (eCertis e TED) grazie all’impiego di standard e formati unificati. In particolare, l’integrazione con la piattaforma europea TED consentirà all’infrastruttura nazionale di completare automaticamente il processo di ePublication al termine della fase di autorizzazione delle offerte; la piena adozione del formato ESPD (European Single Procurement Document), che consentirà la dematerializzazione di tutte le procedure di gara. E-Procurement: i benefici per le PA La Commissione Europea e l’OCSE hanno da tempo evidenziato la necessità della trasformazione digitale del settore dei contratti pubblici, per raggiungere maggiore trasparenza, efficienza, efficacia della spesa pubblica e una migliore qualità dell’interazione tra gli operatori economici e la pubblica amministrazione, favorendo così la crescita economica e sociale nello spazio europeo. A oggi, tuttavia, la maggiore difficoltà nell’utilizzo dell’e-Procurement per le amministrazioni si è riscontrata nei costi di riorganizzazione dei sistemi interni. Con la nuova infrastruttura integrata si punta così a ottenere: processi integrati e pienamente digitalizzati che coprano l’intero ciclo del procurement un consistente abbattimento dei costi e dei tempi procedurali la possibilità per le PA di indire consultazioni di mercato aperte a tutti gli operatori economici abilitati, anche per gare di importo modesto, con estrema facilità e senza costi di pubblicazione. E-Procurement: i benefici per le PMI La disponibilità di strumenti di e-Procurement agevolerà soprattutto le realtà produttive di piccole e medie dimensioni in termini di visibilità, consentendo loro di presentare alle amministrazioni acquirenti, a livello europeo, i propri prodotti e servizi con costi e tempi ragionevoli, superando i limitati confini di un mercato prima solo territoriale o al massimo nazionale. Nel futuro, l’infrastruttura integrata avvicinerà le necessità delle imprese fornitrici e gli operatori del procurement, riducendo il gap tra la disponibilità dei servizi digitali e il loro effettivo utilizzo, come evidenziato dai recenti indici DESI, con maggiore attenzione alla sostenibilità, al green procurement, all’open innovation. Il progetto eNEIDE è tuttora in corso e giungerà a piena conclusione nella primavera del 2022. Il panorama e-Procurement continua, tuttavia, ad evolversi e sono in corso di definizione nuove iniziative di coordinamento tra gli attori nazionali, quanto mai necessarie per fronteggiare l’accelerazione digitale dovuta all’emergenza sanitaria. 9/12/2020

03 Dicembre 2020

Il progetto vincitore del Master of Art per la mostra negli spazi di Fair Legals

Nell’ambito della partnership tra Luiss Business School e lo Studio Legale Fair Legals, la studentessa del Master of Art Arianna Sera, si è aggiudicato il bando di selezione di curatori per la mostra promossa negli spazi dello studio legale, con il progetto Framed - mostra individuale di Marialuisa Antonelli. Fair Legals dal 2017 si interessa al settore dell’arte contemporanea, promuovendo artisti e curatori emergenti. Quest’anno la scelta del progetto curatoriale è avvenuta attraverso il bando che ha coinvolto gli studenti del Master of Art della Luiss Business School.  FRAMED Marialuisa Antonelli EXHIBITION A cura di Arianna Sera Studio Legale Fair Legals - ROMA 10 dicembre 2020 – 25 dicembre 2020 La mostra Framed, allo stato attuale delle ordinanze relative all'emergenza Covid, sarà fruibile al pubblico non appena le disposizioni governative daranno la possibilità di usufruire degli spazi espositivi    Framed è l’ultima produzione pittorica dell’artista Marialuisa Antonelli, datata giugno 2020. Questo lavoro incarna i sentimenti più intimi dell’artista, che racconta la sua verità unilaterale attraverso l’analisi di un periodo di solitudine, incertezza e distanziamento sociale.   Il concept di Framed porta all'attenzione il tema, tanto più attuale negli ultimi mesi, della costrizione dell'essere umano in spazi obbligati, che lo tengono distante dalle persone a lui più prossime: la tela diventa quindi l'allegoria di tale limitazione, entro cui l'essere umano è ridotto – anche graficamente – all'essenziale. L’obbligo di rimanere confinati nelle nostre case, ha portato Antonelli ad una lunga riflessione sul sociale iniziata già nei primi mesi del 2019. Come una profezia, con il lavoro Libro d’Artista e Incastri, l’artista ha anticipato di un anno gran parte delle problematiche contemporanee. Framed è frutto di un lavoro di sintesi, di riduzione stilistica e di piattezza assoluta del materiale plastico. Per arrivare alla produzione delle opere Antonelli ha riformulato due tecniche, quella pittorica e xilografica, mescolandole. Le opere realizzate vogliono puntare all’essenza, eliminando ogni dettaglio superfluo. Le due serie, ma soprattutto le tele di grandi dimensioni, raffigurano incroci di corpi umani in uno spazio vitale costrittivo, all’interno del quale gli individui rappresentati non hanno né spazio di manovra né la possibilità di assumere posizioni diverse da quelle a loro assegnate. Le opere rappresentano le condizioni attuali in cui l’individuo non ha più margine d’azione. Per un rapporto di causa-effetto l’uomo, secondo Antonelli, è alienato da logiche secolari ormai gerarchizzate. Pur vivendo in un periodo storico in cui la libertà d’espressione ci appare come una conquista garantita dalle nuove tecnologie, non siamo in realtà del tutto liberi da assodati meccanismi sociali. Dunque lo stato di costrizione suggerito dai lavori dell’artista supera la contingenza del momento, per sollecitare una riflessione di più ampio respiro. Dal 10 al 25 dicembre pubblicheremo e condivideremo contenuti visivi, articoli ed interviste sulle principali pagine social e all’interno del sito della mostra. Lo scopo del progetto curatoriale è quello di stimolare il pubblico, condividendo con esso tematiche inedite inerenti all’esposizione. In sostanza ciò che sarebbe stato condiviso, durante la mostra, verrà invece pubblicato prima dell’apertura di essa. L’intento è quello di ricavare un daily virtuale di contenuti che riveleranno, a poco a poco, il pensiero creativo dell’artista: “la riduzione, sempre più costante di spazi vitali necessari per vivere”. Marialuisa Antonelli nasce a Viterbo nel 1994, frequenta l’Istituto statale d’Arte e successivamente si laurea presso l’Accademia di Belle Arti di Viterbo nella classe di Pittura. Nei primi anni di formazione si dedica alla pittura figurativa utilizzando l’olio. Durante la sua carriera ha sperimentato differenti modalità artistiche indagando gli aspetti tecnici della xilografia, della grafica, della fotografia e della street art. La sua innata vocazione per la materia pittorica ha convinto Antonelli ad utilizzare nuovamente l’olio e la tela. Negli ultimi anni ha deciso di sperimentare nuovi procedimenti, i quali hanno portato l’artista all’abbandono della pittura figurativa, lasciando spazio a nuove opere, in grandi serie, di natura geometrica formate perlopiù da campiture monocrome. Arianna Sera nasce a Roma nel 1996, ha studiato e si è diplomata in lingue nel 2015. Da sempre però ha mostrato profondo interesse per lo studio del museo e delle discipline artistiche. Nel 2016 decide di iscriversi all’Accademia di Belle Arti, laureandosi in Valorizzazione dei Beni Culturali, con una tesi in Museografia dal titolo Il museo come soggetto di comunicazione attiva tra storia e contemporaneità. Nel 2017 ha partecipato alla Biennale Internazionale di Arte e Cultura RomArt con l’opera la Famiglia. Attualmente frequenta il Master in Arte e Curatela presso la Luiss Business School ed è parte attiva del Collettivo Curatoriale ArteX. Mail: exhibitionframed@gmail.com  Sito: https://www.framedarte.com/  Facebook: https://www.facebook.com/Framed-100499535146217 Instagram: https://www.instagram.com/framed.exhibition/ LinkedIn: https://www.linkedin.com/company/fair-legals/ 12/3/2020

30 Novembre 2020

Too big to gain? Chi guadagna dalle fusioni nel settore bancario

di Paolo Boccardelli, direttore Luiss Business School, pubblicato su la Repubblica Affari & Finanza, 30 novembre 2020  La recente pandemia ha contribuito ad aumentare i rischi di credito per le banche, accelerando alcuni trend tra i quali, in particolare, il consolidamento del settore. È il regolatore stesso che ha impresso un cambiamento alla sua strategia, un tempo poco incline all’integrazione tra banche senza l’avvio di costosi processi di aumento di capitale: oggi appare più favorevole, concedendo alle banche acquirenti l’opzione di portare a patrimonio il badwill della banca target. Persino le politiche nazionali di risposta alla pandemia sono diventate un fattore incentivante: basti pensare alla possibilità introdotta dal Governo italiano per le società che approveranno un'operazione di fusione nel 2021 di trasformare fino al 2% del patrimonio target in crediti d'imposta. Misure e stimoli utili a favorire le aggregazioni, nell’ipotesi che banche più grandi resistano meglio alla crisi. Ma a fronte di un possibile vantaggio di solidità, ben presente nella visione degli organi di vigilanza, Luiss Business School ha analizzato il legame tra la crescita dimensionale delle banche e i rendimenti per gli azionisti: ebbene, su un campione di oltre 3500 osservazioni di banche europee nel periodo 2010-2019, la ricerca ha messo in evidenza che la crescita dimensionale delle banche riduce la redditività per gli azionisti. Tale relazione negativa, tuttavia, viene moderata dall’adozione di specifici modelli di business e dalle capacità di gestione del credito. Nel dettaglio, è stato osservato che, a parità di altre condizioni, la crescita degli attivi e lo sfruttamento delle economie di scala per banche di minori dimensioni genera impatti positivi sul ROE, ma superata una soglia di circa 50 miliardi di euro, il contributo alla redditività per gli azionisti diventa negativo. La pendenza negativa di tale relazione, tuttavia, dipende dal tipo di modello di business adottato: le banche che lavorano con un modello di business più tradizionale fondato sul retail e con una leva inferiore per il funding presentano una relazione tra crescita dimensionale e redditività per gli azionisti meno negativa. In aggiunta, per tutte le banche, la capacità manageriale di gestire i rischi in modo proattivo risulta determinante. La ricerca ha preso in considerazione il “NPL ratio”, rappresentato dal rapporto tra i crediti deteriorati e il totale dei crediti, e il “migration rate”, ovvero il tasso di migrazione da crediti in bonis a crediti in sofferenza. La capacità di gestione del credito e di questi due indicatori ha effetti eterogenei in relazione alle dimensioni. In particolare, nelle banche più piccole e con impieghi inferiori a circa 23 miliardi di euro, la crescita del tasso di deterioramento dei crediti genera impatti significativamente negativi sui rendimenti per gli azionisti. Viceversa, le banche di maggiori dimensioni riescono ad assorbire la crescita del tasso di deterioramento senza effetti negativi sulla redditività e, anzi, mostrano una rilevante capacità di identificare opportunità di riprese di valore anche in presenza di un superiore migration rate. Tali risultati appaiono ancora più significativi in mercati a bassa crescita economica e sotto la media dell’area Euro, quali l’Italia. È pertanto nella gestione del rischio e dell’ottima allocazione del capitale verso gli impieghi che si gioca la partita della profittabilità bancaria. Questi risultati si inseriscono nel trend di rivoluzione digitale che sta vivendo il settore. Nel futuro business bancario sarà imprescindibile prevedere la trasformazione del core banking verso sistemi cloud e modelli di sviluppo agile, in cui la capacità innovativa e di costruzione di partnership con operatori digitali e del fintech rappresenteranno un fattore tanto importante quanto la scala degli investimenti. Ed è proprio alla luce di queste considerazioni che debbono essere interpretate le operazioni di M&A in Italia e in Europa. Il consolidamento e la crescita dimensionale restituiscono al mercato operatori più solidi e in grado di dispiegare su una base di clienti più grande la capacità innovativa e di trasformazione che il digital banking può offrire. Ma senza il favore di BCE e governi e senza gli incentivi, in particolare quelli fiscali delle DTA (imposte attive differite) nelle operazioni di integrazione, non appare per nulla scontato estrarre valore da tali operazioni, poiché è forte il rischio di vedere vanificate le economie di scala, soprattutto se le operazioni stesse non sono condotte da soggetti dotati di quella elevata capacità gestionale che solo alcuni leader di mercato possono fornire. Pertanto, se viene confermata la volontà di consolidare ulteriormente il settore bancario in Europa per ridurre i futuri rischi di default, risulta necessario insistere sulla presenza di incentivi fiscali a favore delle aggregazioni, poiché altrimenti gli azionisti delle banche in odore di integrazioni potrebbero non considerare convenienti tali operazioni, non solo per motivi legati alla governance, ma anche per le difficoltà di remunerazione dei loro investimenti.

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